Quello che mi commuove

È l’impegno, la fatica e il cuore tenuto aperto di chi crede senza mediazioni a qualcosa schiacciati dall’opportunismo e la superficialità di quelli che stanno sopra. Mi commuove, ad esempio, non riuscire a raccontare la disperazione del lavoro. La precarietà che è diventata schiavismo (leggete Schiavi di un dio minore, un libro che è un fiore) ad esempio chiede una sensibilità capace di scendere talmente in basso da farmi sentire un inetto, incapace di abbassarmi. Mi commuovono gli anziani che si tengono per mano, i bambini quando piangono di tristezza e i genitori che non riescono ad essere all’altezza per le disuguaglianze del mondo.

Forse invecchio. Ma mi commuovo.


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