Boeri sulla manovra: “Poco per i giovani e il lavoro, il grosso delle risorse va alle pensioni. Ma così non si cresce”

Una manovra che “fa poco” per i giovani e per il lavoro e destina alle pensioni “il grosso delle risorse“. E non attua le misure più utili a sostegno dei redditi più bassi. E’ il giudizio del presidente dell’Inps Tito Boeri sulla legge di Bilancio che il governo sta limando in queste ore. L’economista che guida l’istituto previdenziale, in una videoregistrazione trasmessa durante il convegno dei giovani di Confindustria in corso a Capri, ha commentato le misure annunciate dal premier Matteo Renzidurante la conferenza stampa di sabato scorso dicendo che “un paese che non investe sul lavoro è un Paese che non ha futuro“.

Giudizio negativo anche sulla decisione di riconoscere la quattordicesima a tutte le pensioni al di sotto di 1000 euro, perché in questo modo quell’aiuto “va anche alle persone che appartengono a nuclei familiari con redditi elevati: abbiamo calcolato che sette quattordicesime su dieci vanno a persone che non sono povere“. Uno “spreco di risorse”, dunque, se l’obiettivo era quello di aiutare chi è più in difficoltà. Il ministro del lavoro Giuliano Poletti, anche lui presente al convegno, ha replicato sostenendo che “Boeri sbaglia perché questa manovra guarda al futuro, guarda a due grandi pilastri: crescita e sviluppo economico, industria e innovazione“.

 Di tutt’altro avviso Boeri, secondo il quale la manovra – il cui invio alle Camere, atteso per giovedì, è slittato alla prossima settimana – “purtroppo è nel solco delle leggi di stabilità degli ultimi 10/15 anni in Italia, con poche eccezioni, forse quelle del 2015 si è distinta per attenzione ai giovani”. Il fattore comune è che anche stavolta “il grosso delle risorse lo investe sulle pensioni e sull’età immediatamente precedente alla pensione”. Ma non è così che un Paese può sperare di tornare a crescere a ritmi non da “zero virgola”. “Per il Paese è fondamentale tornare a crescere: negli ultimi 20 anni la povertà è aumentata soprattutto tra i giovani. Isalari d’ingresso quando si entra sono molto bassi e negli ultimi 25 anni sono diminuiti di un altro 25%, la disoccupazione è sotto gli occhi di tutti e poi ci sono molti giovani che vanno all’estero“, ha ricordato il numero uno dell’Inps. “Il problema nostro è questo: un Paese che smette di investire sui giovani è un Paese che non ha grandi prospettive di crescita”. Boeri ritiene invece “che sia fondamentale per questo Paese e per il nostro sistema di protezione sociale tornare a crescere”.

Per quanto riguarda l’ampliamento della quattordicesima alle pensioni sotto i 1000 euro lordi, Boeri ha osservato che la misura non è un utile supporto alle persone in difficoltà. “Se c’è la scelta politica di aiutare bassi redditi” e le persone che “sono già in pensione”, allora, afferma il presidente dell’Inps, “dare la quattordicesima non è lo strumento più adatto” perché “si guarda solo alla pensione individuale e va anche alle persone che appartengono a nuclei familiari con redditi elevati”. Così “sprechiamo tante risorse, abbiamo calcolato che sette quattordicesime su dieci vanno a persone che non sono povere. Non è uno strumento che va a chi ha maggiormente bisogno di questo tipo di aiuto”. Sarebbe stato meglio aiutare solo “le persone che sono nel regime contributivo, un regime molto meno generoso”. “Dati alla mano – ha analizzato Boeri – solo 3 su 10 percettori di 14/a appartengono al 20% più povero della popolazione e quasi il 30% appartiene al 30% più ricco della popolazione”. Per il presidente dell’Inps  “questo dimostra che le risorse sono allocate male, c’erano altri modi per arrivare ai più poveri ed era considerare il reddito complessivo della famiglia, utilizzando i dati Isee che abbiamo già”.

Quelle di Boeri non sono state le uniche critiche mosse alla legge di bilancio durante l’assemblea di Capri. Prima del presidente dell’Inps, già Susanna Camusso aveva affermato che nella manovra “non c’è un’idea di investimenti pubblici”, lamentando peraltro il fatto che, ad oggi, ancora “non c’è il testo” ma si sta discutendo solo sulle “slide”. Alla segretaria della Cgil aveva risposto lo stesso ministro Poletti che, seduto in platea, aveva replicato con una battuta: “Senza testo la manovra non si può approvare, ma neanche criticare”.

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