Warning: Missing argument 2 for Jetpack_Photon::filter_srcset_array() in /web/htdocs/www.giuliocavalli.net/home/wp-content/plugins/jetpack/class.photon.php on line 629 Warning: Missing argument 3 for Jetpack_Photon::filter_srcset_array() in /web/htdocs/www.giuliocavalli.net/home/wp-content/plugins/jetpack/class.photon.php on line 629 Warning: Missing argument 4 for Jetpack_Photon::filter_srcset_array() in /web/htdocs/www.giuliocavalli.net/home/wp-content/plugins/jetpack/class.photon.php on line 629 Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.giuliocavalli.net/home/wp-content/plugins/jetpack/class.photon.php on line 632

Dopo Equitalia? Sarà peggio. Ecco perché.

La manovra che doveva togliere di mezzo Equitalia e garantire così un rapporto di maggiore collaborazione con il contribuente rivela ora le sue carte nascoste: il nuovo organismo che sostituirà Equitalia, il cui nome è Agenzia delle Entrate-Riscossione, sarà molto più forte e incisivo rispetto a Equitalia stessa, con poteri superiori in materia di indagini e di riscossione. Possibile? Certo, perché si avvarrà dei penetranti poteri già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate (come ad esempio l’accesso alle banche dati degli enti creditori) e che erano invece interdetti a Equitalia. Ma procediamo con ordine e vediamo, nelle pieghe del nuovo decreto fiscale, cosa il Governo ha riservato a chi non versa le somme previste nelle cartelle di pagamento.

Il decreto fiscale pubblicato due giorni fa in Gazzetta Ufficiale [1] non regola solo la rottamazione delle cartelle. Il primo articolo detta una lunga serie di norme rivolte alla soppressione di Equitalia: è, in pratica, la messa in liquidazione della società di Riscossione dei tributi erariali e (in alcuni casi) locali. Equitalia sparirà il prossimo 1° luglio 2017 e al suo posto nascerà «Agenzia delle entrate-Riscossione», un ente pubblico economico sotto vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il presidente di Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà il direttore dell’Agenzia. Il che la dice tutta sull’accentramento di poteri, in un unico soggetto: se prima l’Agenzia delle Entrate gestiva solo l’accertamento della riscossione, ora regolerà anche la successiva fase di riscossione coattiva. Insomma, dalle «carte» ai «fatti».

Che fine fanno i vecchi crediti di Equitalia e le cartelle già notificate in tutti questi anni? Ogni rapporto giuridico passa in automatico ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, che eredita crediti e debiti di Equitalia. Dunque, massima continuità a ciò che era stato sino ad ora fatto e che, pertanto, verrà proseguito, negli stessi termini, dal nuovo ente.

Chi difenderà, in causa, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione? Il decreto fiscale stabilisce che il nuovo ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato competente per territorio, ma potrà stare in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti davanti al tribunale e al giudice di pace, salvo che, ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici, l’Avvocatura dello Stato competente per territorio, sentito l’ente, assuma direttamente la trattazione della causa.

Nuovo ente, vecchia mentalità. Purtroppo, il primo punto che lascia intravedere l’assenza di un effettivo cambiamento nell’impostazione del rapporto con il cittadino è quello relativo al personale. Per garantire la continuità nelle funzioni di riscossione, il decreto legge prevede che lo stesso personale già assunto da Equitalia passi ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (con la garanzia della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento), previo superamento di apposita procedura di selezione e verifica delle competenze. Insomma, dietro lo sportello, il contribuente troverà sempre lo stesso dipendente di prima che faceva «spallucce» dinanzi alle problematiche sollevate dal debitore, invitandolo candidamente a «fare ricorso al giudice se ha qualcosa da contestare». Insomma, nessuna compliance, ossia collaborazione, sul cui vessillo, invece, era stata portata avanti la riforma.

Più poteri in fase di riscossione. Il punto nodale è, invece, che il nuovo ente avrà molti più poteri rispetto al predecessore. Il decreto legge, infatti, consente ad Agenzia delle Entrate-Riscossione di utilizzare banche dati e informazioni già in uso all’Agenzia delle Entrate, ma il cui accesso era invece interdetto a Equitalia, al fine di realizzare al meglio il recupero forzato delle tasse non pagate.

Sul punto il nuovo decreto fiscale dedica un apposito articolo (articolo 3), dal titolo appunto Potenziamento della riscossione. Chi non ci crede, lo vada a leggere qui. Ne riportiamo il testo.

Art. 3

Potenziamento della riscossione

A decorrere dal 1° gennaio 2017, l’Agenzia delle entrate può utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni   relative   alla   riscossione nazionale di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.

All’articolo 72-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 2-bis, è inserito il seguente: «2-ter. Ai medesimi fini previsti dai commi precedenti, l’Agenzia delle entrate può acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.

L’Agenzia delle entrate-Riscossione è autorizzata ad accedere e utilizzare i dati di cui al presente articolo per i propri compiti di istituto. 

Cosa significa tutto ciò? Che Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà più poteri di indagine nello scovare i redditi nascosti dei debitori, poteri consistenti nella possibilità di accedere a tutti gli archivi e banche dati degli enti creditori, come Inps, Comuni, ecc.. Se prima tali poteri erano garantiti solo all’Agenzia delle Entrate, per meglio individuare le evasioni fiscali, ora gli stessi saranno utilizzabili nella fase successiva, quella del pignoramento. Così, Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, ai database dell’Inps. Di fatto, diventa possibile quello che aveva chiesto e auspicato l’Ad di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, nelle audizioni parlamentari in cui aveva più volte sottolineato la necessità di poter accedere anche all’archivio dei rapporti finanziari per poter agire conoscendo la situazione finanziaria del debitore quasi in tempo reale.

Insomma, in un unico soggetto vengono a fondersi i poteri di soggetto accertatore e di soggetto riscossore. Con tutte le ricadute, in termini di indipendenza e autonomia, che è già possibile immaginare.


Also published on Medium.

28 Commenti

  1. Germaine, io sarò tonta e forse sto per scrivere una manica di fesserie, ma proprio mi sfugge la logica che sta dietro l’abolizione di Equitalia. Sarebbe più o meno come far espiantare i polmoni a tuo figlio perché gli danno noia a causa di una fastidiosa tosse. Ma non sarebbe stato più semplice somministrargli uno sciroppo?
    Intendo dire: se Equitalia usa procedure odiose e ai limiti della liceità, basta fare una legge che lo vieti. E se i dipendenti sono delle capre, basta ammonirli, riprenderli, eventualmente formarli meglio, eventualmente cacciarli via e sostituirli. Insomma, io non credo che un imprenditore chiuderebbe la propria azienda se funzionasse male; piuttosto cercherebbe di farla funzionare meglio.
    Proprio non capisco la logica dell’abolizione, quando ci sono altre vie. O meglio, forse la capisco: mi pare la logica della campagna elettorale. Cambiare tutto per cambiare poco o niente; stravolgere gli assetti con clamore quando sarebbe bastato agire in maniera silente. Utilizzare rimedi straordinari quando sarebbe sufficiente un rimedio ordinario. In una parola: propaganda.

  2. E già Carlo Rosas. Un cane che si morde la coda perché noi dipendenti paghiamo sempre tutto, anche per coloro che non pagano ma che non riescono a pagare perché o danno da mangiare ai figli o pagano le tasse di un’attività commerciale vessata. Ma paghiamo anche per quelli che potrebbero e non vogliono. Beh quelli spero che riescano a stanarli pure in capo al mondo.

  3. Strada facendo si capira` meglio il concetto di stato di polizia fiscale. Per ora all`orizzonte c`e` solo la possibilita` di risparmiare qualche spicciolo. E ancora non si vedono manovre che permettano la crescita e nemmeno politiche serie di equita` fiscale

  4. confermo! ho provato sulla mia pelle una cartella esattoriale -sbagliata- da 94.000€ prima di Natale e non c’è stato verso, pur dimostrando l’errore, da loro compreso, di sospenderla.
    Se non fossi riuscito a far sistemare l’errore e farla correggere entro il termine, pagamento entro 1 mese o pignoramenti!

  5. Quindi, secondo l’autore, dopo Equitalia sarà peggio perchè:
    1) “dietro lo sportello, il contribuente troverà sempre lo stesso dipendente di prima che faceva «spallucce» dinanzi alle problematiche sollevate dal debitore, invitandolo candidamente a «fare ricorso al giudice se ha qualcosa da contestare». Insomma, nessuna compliance, ossia collaborazione, sul cui vessillo, invece, era stata portata avanti la riforma”.
    2) “Il decreto legge …. consente ad Agenzia delle Entrate-Riscossione di utilizzare banche dati e informazioni già in uso all’Agenzia delle Entrate, ma il cui accesso era invece interdetto a Equitalia, al fine di realizzare al meglio il recupero forzato delle tasse non pagate”.
    Da”articolo si capiscono due cose:
    1) la “compliance” non dipende dalle (nuove) regole d’ingaggio fra stato e cittadino, ma dei dipendenti di equitalia. Vabbè…
    2) sarà peggio perchè (finalmente) lo stato avrà più mezzi per stanare gli evasori.
    A questo punti ci si può domandare: per chi tifa GIulio Cavalli?

    1. Dall’articolo non si capisce. Prima ci spiega che il nuovo patto fra stato e cittadino non cambierà perché i riscossori saranno sempre gli stessi: tesi fantasiosa non crede?
      Poi stigmatizza la possibilità che avrà la nuova agenzia di incrociare dati che prima Equitalia non aveva. Per chi vorrebbe combattere l’evasione fiscale credo che sia un bene. Per Cavalli no, mi pare.

    2. equitalia non arrivava mai ai grandi evasori e anche quando fosse arrivata ormai non trovava che societa’ ridotte a scatole vuote. Invece tali evasori possono nuovamente godere di una bella scappatoia con la voluntary disclosure giusto per assicurargli che se anche volessero continuare a rubare possono farlo tranquillamente tanto arrivera’ sempre un bel colpo di spugna a salvare (chi lo volesse, perche’ i grandi evasori manco ci pensano di rivelarsi allo stato…)

    3. Lascio volentieri perdere la questione del tifo la buffa tesi secondo cui il trasferimento del personale di Equitalia significhi tout court trasferirne le policy al nuovo ente.
      Resta aperta la questione del perchè, dopo attenda analisi e riflessione, per l’autore sia “peggio” un’agenzia che finalmente usi le banche dati a disposizione per stringere il cerchio attorno agli evasori ed elusori fiscali.

  6. Io invece nella mia ignoranza non capisco perché peggio. Equitalia ha usato tecniche di intimidazione telefonica al limite del lecito senza fare distinguo tra i furbi e i poveracci dato che come mi sembra di aver capito non aveva facoltà di accertare le reali condizioni economiche. Ho capito male?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *