Quindi siamo stati profetici su Albertini, alla fine

Ne avevamo parlando sui Quaderni di Possibile (qui) scrivendo:

«A proposito d’immunità e di riforma costituzionale il caso dell’ex sindaco Gabriele Albertini (oggi senatore, tra l’altro di maggioranza) è un paradigma importante: il senatore del Nuovo Centro Destra pretende di evitarsi il processo penale per calunnia aggravata ai danni del magistrato Robledo appellandosi alla sua immunità da senatore. […] Siamo al 29 luglio 2014 quando Albertini chiede ufficialmente al Senato di poter usufruire dell’immunità (ancora) per essere salvato dal processo penale e mentre la Giunta per le Immunità decide il da farsi l’ex sindaco lancia un messaggio chiaro: “se poi la stessa maggioranza, quando io ho un problema, mi vota contro, allora sono io che non voto più”. In sostanza Albertini minaccia il governo di far mancare il proprio voto (preziosissimo nella risicata maggioranza al Senato) nel caso in cui non abbia il trattamento che si aspetta.»

Indovinate un po’? È accaduto. Leggere per credere. Ecco l’articolo de Il Fatto Quotidiano:

«In vero Albertini aveva cercato l’immunità anche quando era parlamentare europeo senza riuscire a ottenerla proprio per il fatto che le sue opinioni erano riferibili a quando era sindaco e non eurodeputato. Una logica da cui si sfugge solo se ci s’infila la politica. E infatti Albertini condiziona, di fatto, il giudizio dei membri della giunta calando l’asso dell’appoggio alla maggioranza in Senato. Epilogo: la giunta vota come atto di fede, un po’ come i parlamentari ai tempi di Ruby “nipote di Mubarack”: Albertini ha espresso il suo convincimento nell’esercizio del suo mandato parlamentare, anche se parlamentare non era. Punto. Ora dovrà essere l’Aula del Senato a prendere la decisione definitiva sulla vicenda.»

Continua qui.


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