E se semplicemente non ci avessimo capito un cazzo?

C’è tempo oggi per le analisi. E c’è tempo per scriverne. Però la domanda è questa, davvero: se non ci avessimo capito un cazzo? E forse vale la pena rileggere un articolo, addirittura di luglio, di Michael Moore.

Ecco i cinque motivi per cui Trump vincerà (di M. Moore):

1. La “matematica” del Midwest. Ovvero, benvenuti nella Brexit della Rust Belt. Credo che Trump concentrerà buona parte della sua attenzione sui quattro stati blu della cosiddetta “Rust Belt” a nord dei Grandi Laghi: Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin. Quattro stati tradizionalmente democratici che hanno eletto governatori repubblicani dal 2010 (solo la Pessylvania, adesso, ha finalmente eletto un democratico). In Michigan, alle primarie di Marzo, sono stati di più i voti per i Repubblicani (1,32 milioni), rispetto a quelli riservati ai Democratici (1,19 milioni). Trump è avanti ad Hillary negli ultimi sondaggi in Pennsylvania mentre ha pareggiato in Ohio. Pareggiato? Come può la corsa essere così ravvicinata dopo tutto quello che Trump ha detto e fatto? Be’ forse perché ha detto (correttamente) che il sostegno dei Clinton al NAFTA ha contribuito a distruggere gli stati industriali dell’Upper Midwest.

Trump colpirà Clinton su questo punto e sul supporto che Hillary ha accordato al TPP e ad altre politiche commerciali che hanno sontuosamente fottuto gli abitanti di questi 4 stati. Durante le primarie in Michigan Trump, all’ombra di una fabbrica Ford, ha minacciato l’azienda che se, avesse portato avanti il piano di chiudere la fabbrica e trasferirla in Messico, lui avrebbe applicato una tariffa del 35% su ogni vettura fabbricata in Messico e rispedita agli Stati Uniti. È stata musica per le orecchie degli operai del Michigan. Inoltre, quando Trump ha minacciato i vertici della Apple che li avrebbe costretti a fermare la produzione di iPhone in China, per trasferirla esclusivamente in America, be’ i cuori sono andati in estasi e Donald ne è uscito trionfante, una vittoria che sarebbe dovuta andare al governatore vicino, John Kasich.

Da Green Bay a Pittsburgh, questa America, amici miei , è come il centro dell’Inghilterra: al verde, depresso, in difficoltà, le ciminiere che punteggiano la campagna con la carcassa di quella che chiamiamo Middle Class. Lavoratori arrabbiati, amareggiati, ingannati dall’effetto a cascata di Reagan ed abbandonati dai Democratici che ancora cercano di predicare bene ma, in realtà, non vedono l’ora di flirtare con un lobbista della Goldman Sachs che firmerà un gran bell’assegno prima di uscire dalla stanza. Quello che è successo nel Regno Unito con la Brexit succederà anche qui. Elmer Gantry rivive nelle vesti di Boris Johnson e dice qualunque cazzata riesca ad inventarsi per convincere le masse che questa è loro occasione! L’occasione per opporsi a tutti loro, quelli che hanno distrutto il loro Sogno Americano! E ora l’Outsider, Donald Trump, è arrivato a dare una ripulita. Non dovete essere d’accordo con lui! Non deve nemmeno piacervi! È la vostra Molotov personale da lanciare ai bastardi che vi hanno fatto questo! Mandate un messaggio ! TRUMP è il vostro messaggero!

Ed ecco che arriva la matematica. Nel 2012, Mitt Romney è stato sconfitto per 64 voti. Sommate i voti espressi da Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin. Fa 64. Tutto quello che Trump deve fare per vincere è conquistare il supporto degli stati tradizionalmente rossi dall’Idaho alla Georgia (che non voteranno mai per la Clinton), poi avrà soltanto bisogno dei quattro stati della Rust Belt. Non ha bisogno della Florida, non ha bisogno del Colorado o della Virginia. Solo Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin. E questo lo farà arrivare in cima. Ecco cosa succederà a Novembre.

2. L’ultimo baluardo del furioso uomo bianco. La nostra era patriarcale, durata 240 anni, sta arrivando alla fine. Una donna sta per prendere il sopravvento! Com’è successo? Sotto i nostri occhi. Ci sono stati segnali d’allarme, ma li abbiamo ignorati. Nixon, il traditore, che ci ha imposto il Titolo IX, legge che stabilisce pari opportunità nei programmi scolastici sportivi. Poi hanno lasciato che le donne guidassero jet commerciali. Prima che ce ne rendissimo conto, Beyoncé prendeva d’assalto il campo del Super Bowl (il nostro gioco) con un esercito di Donne nere, col pugno alzato, a dichiarare che la nostra supremazia è finita. Ah, l’umanità.

Questa era una rapida sbirciatina nella mente dell’Uomo Bianco, specie in via di estinzione. C’è la sensazione che il potere gli sia scivolato dalle mani, che il suo modus agendi non sia più seguito. Questo mostro, la “Feminazi”, quella che Trump ha definito una “cosa debordante sangue dagli occhi e non solo” ci ha sconfitti. Ed ora dopo aver sopportato per otto anni un uomo nero che ci diceva cosa fare, dovremmo rilassarci e prepararci ad accogliere i prossimi otto anni con una donna a farla da padrone? Dopodiché, per i successivi otto anni ci sarà un gay alla Casa Bianca! Poi toccherà ai transgender! Vedete che piega abbiamo preso. Finiremo col riconoscere i diritti umani anche agli animali ed un fottuto criceto guiderà il paese. Tutto questo deve finire.

3. Il problema Hillary. Possiamo parlare onestamente, almeno tra noi? E prima di farlo, lasciate che lo dica, mi piace davvero Hillary e credo che le sia stata attribuita una cattiva reputazione che non merita. Ma dopo il voto per la guerra in Iraq, ho promesso che non avrei mai votato per lei un’alra volta. Fino ad oggi, non sono venuto meno alla promessa. Ma, per impedire ad un protofascista di diventare il nostro “comandante supremo” infrangerò la promessa. Putroppo, credo che la Clinton troverà il modo di coinvolgerci in una qualche azione militare. È un falco, alla destra di Obama. Ma il dito da psicopatico di Trump è pronto a premere Il Bottone. Questo è quanto.

Accettiamo la realtà dei fatti: il nostro problema principale non è Trump, è Hillary. È incredibilmente impopolare: quasi il 70% degli eletteori pensa che sia disonesta e inaffidabile. Rappresentante della vecchia politica, che non crede a niente se non alle cose utili a farsi eleggere. Ecco perché il momento prima si oppone al matrimonio gay e quello dopo ne celebra uno. Tra i suoi principali detrattori ci sono le giovani donne: questo deve far male condiderando i sacrifici e le battaglie che Hillary, e altre donne della sua generazione, hanno sopportato per far sì che le esponenti di questa nuova generazione non fossero più costrette a sentire le Barbara Bush del mondo dire loro di chiudere il becco e andare a sfornare biscotti. Ma i ragazzi non la amano, e non passa giorno senza che un millennial non mi dica che non voterà per lei. Nessun democratico, e di certo nessun indipendente, si sveglierà l’8 Novembre e vorrà precipitarsi a votare per Hillary, come invece hanno fatto il giorno dell’elelezione di Obama o quando Bernie ha corso per le primarie. Non c’è entusiasmo. Dal momento che questa elezione si riduce ad una cosa sola (chi tira più persone fuori di casa e le conduce ai seggi), Trump adesso è in testa.

4. “Il voto depresso” degli elettori di Sanders. Smettetela di preoccuparvi che i sostenitori di Bernie non voteranno per la Clinton. Voteremo per lei. I sondaggi già mostrano che ci saranno più elettori di Sanders pronti a votare Clinton quest’anno, rispetto al numero degli elettori di Hillary alle primarie del 2008, che allora votarono per Obama. Non è questo il problema. L’allarme dovrebbe scattare perché quando il sostenitore medio di Bernie si recherà alle urne quel giorno per votare, seppur con riluttanza, per Hillary, esprimerà il cosiddetto “voto depresso”: significa che l’elettore non porta con sé a votare altre 5 persone. Non svolge attività di volontariato nel mese precedente alle elezioni. Non parla in toni entusiastici quando gli/le chiedono perché voterà per Hillary. Un elettore depresso. Perché, quando sei giovane, la tua tollerenza verso gli ipocriti e le stronzate è pari a zero. Ritornando all’era Clinton/Bush, per loro è come dover improvvisamente pagare per la musica, o usare MySpace o portarsi in giro uno di quei cellulari giganteschi.

Non voteranno per Trump, qualcuno voterà il terzo partito, molti se ne staranno a casa. Hillary Clinton dovrà fare qualcosa per fornire loro una valida ragione per sostenerela: e scegliere un ragazzo bianco, moderato, insipido e centrista come candidato alla vicepresidenza non è proprio la mossa vincente per dire ai millennial che il loro voto è importate. Avere due donne come candidate, quella sarebbe stata un’idea entusiasmante. Ma Hillary ha avuto paura e ha deciso di andare sul sicuro. E questo è solo uno degli esempi del modo in cui si sta alienando il favore dei più giovani.

5. L’effetto Jesse Ventura. Per non ignorare la capacità dell’elettorato di essere malizioso e non sottovalutare il fatto che milioni di elettori si considerano “ribelli segreti” una volta chiusa la tenda e rimasti soli nella cabina elettorale. È uno dei pochi luoghi della società dove non ci sono telecamere di sicurezza, nessun registratore, non ci sono coniugi, bambini, capi, poliziotti, non c’è neanche un limite di tempo. Puoi prenderti tutto il tempo che vuoi lì dentro e nessuno può farti nulla. Puoi premere il bottone e votare una linea di partito, oppure scrivere Mickey Mouse e Donald Duck. Non ci sono regole. E per questo, e per la rabbia che molti sentono verso un sistema politico corrotto, milioni di persone voteranno per Trump: non perché siano d’accordo con lui, non perché ne adorino il fanatismo e l’ego, ma solo perché possono farlo.

Solo perché manderebbe tutto all’aria e farebbe arrabbiare mamma e papà. Un po’ come quando osservi le cascate del Niagara e ti chiedi, per un attimo, come sarebbe oltrepassare quel limite. A tantissime persone piacerebbe interpretare il ruolo del burattinaio e “gettarsi nel vuoto” per Trump, solo per vedere cosa potrebbe succedere. Ricordate quando, negli anni ’90, gli abitanti del Minnesota hanno eletto come governatore un wrestler professionista? Non l’hanno fatto perché sono stupidi, né perché pensavano che Jesse Ventura fosse un grande statista o un fine intellettuale politico. Lo hanno fatto solo perché potevano.

Il Minnesota è uno degli stati più intelligenti del paese. È anche pieno di persone con un senso dell’umorismo un po’ tetro: votare per Ventura era il loro scherzo ad un sistema politico malato. La stessa cosa succederà con Trump.

Mentre tornavo in albergo, dopo aver partecipato allo speciale di Bill Maher sulla Convention repubblicana andata in onda sulla HBO, sono stato fermato da un uomo. “Mike”, ha detto. “Dobbiamo votare per Trump. Dobbiamo stravolgere un po’ le cose”. Ed è finita lì. Per lui quella motivazione era sufficiente. “Stravolgere le cose”. Il Presidente Trump lo farebbe sul serio. E ad una buona fetta dell’elettorato piacerebbe tanto sedere in tribuna e godersi il reality show.


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20 Commenti

  1. Donald Trump nuovo Presidente USA
    Come avevo pronosticato ed ho anche vinto una scommessa, Donald Trump è il nuovo Presidente USA. Tutti i guru analisti, sondaggisti, politologi, opinionisti, giornalisti di lungo corso ed i media mondiali, hanno completamente sbagliato tutte le loro analisi del voto e le loro indicazioni, assegnavano una ampia vittoria alla candidata Hillary Clinton, tutti sono rimasti delusi. Sono da diversi anni che i mezzi d’informazione non indovinano le loro previsioni il perché dei loro continui errori sono noti, ci riferiamo alla libera informazione che non è più presente fisicamente tra la massa comune della popolazione, per capire i loro problemi reali, ma attingono le informazioni nei loro rispettivi comodi uffici, attraverso il web, social, internet, cellulari ed altri mezzi di navigazione on line.
    Sulla dura campagna elettorale USA Trump contro Clinton, l’intera informazione americana si è schierata in favore della vittoria della candidata Hillary Clinton, compreso il Presidente in carica Barack Obama che nei messaggi alla Nazione (ed intero Pianeta), sottolineava che in caso di vittoria di Donald Trump il Mondo correva grossi pericoli, dovuti nella gestione dei codici nucleari che saranno consegnati al nuovo inquilino della Casa Bianca D. Trump.
    Questa vittoria di Donald Trump, insegna al Mondo che la politica è cambiata, tutti i partiti politici che in passato hanno sempre filtrato e spesso anche manipolati i loro candidati da utilizzare nelle rispettive campagne elettorali,in questi ultimi anni hanno perso il controllo su gli orientamenti delle masse, perché da molto tempo si sono allontanati dai problemi reali della gente comune anima della Nazione.
    L’outsider miliardario Donald Trump ha scompaginato tutti i piani già consolidati dell’intera politica Democratica e Repubblicana USA, ha battuto i suoi concorrenti repubblicani e poi la Clinton, che risultava fortemente favorita dalla classe cosmopolitica americana e dai gruppi delle femministe, dalle Associazioni Gay, dalle banche e tante altre associazioni.
    Lo spavaldo Trump non si è fatto ne spaventare e ne sopraffare dai continui attacchi che ogni giorno è stato sottoposto dai suoi avversari politici democratici e repubblicani e dai media, è stato accusato come grande evasore fiscale, come un prepotente maschilista sessista con giovani fanciulle.Tutti i suoi detrattori, accusatori/e, si aspettavano che Trump crollasse e annunciasse il suo ritiro nella corsa verso la Casa Bianca, invece con una forte caparbietà è riuscito a respingere tutti gli attacchi provenienti dai media e rivali politici, raccogliendo i frutti della sua vittoria finale.
    La sua vittoria è stata schiacciante infatti avrà il pieno controllo sulla Camera e al Senato, ha strappato alla Clinton degli stati che nella profonda America sono sempre appartenuti alla politica dei democratici. Inoltre, si temeva che gli ispanici, i cubani, ed altre etnie presenti in USA, avrebbero votato per la Clinton invece con molta sorpresa hanno scelto Trump e non è un mistero, con il loro voto hanno preferito difendere il loro attuale status quo di rifugiati o clandestini per essere regolarizzati dall’Amministrazione Trump e poter guadagnare la stessa paga dell’americano medio wankee ed usufruire degli stessi diritti.
    Il Mondo intero guarda l’America di Trump, ora in Europa molti leader dichiarano di aver pronosticato questo risultato ed è noto che sul carro dei vincitori vogliono salirci tutti. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini che dagli anni 90 è impegnato nella leadership del suo partito nelle istituzioni politiche europee, nazionali e locali ed ha sempre raccolto scarsi risultati. Adesso l’obiettivo di Salvini è caldeggiare la politica vincente del Presidente USA Donald Trump, per cercare di raccogliere con successo gli stessi frutti , senza sapere che non ha ne la classe, ne la personalità, ne la forza di volontà, ne la determinazione, ne la ricchezza e ne l’appeal di Donald Trump per conquistarsi il voto degli elettori.
    L’Unione Europea non è USA, da noi la politica è molto lenta e complessa, con 28 paesi nell’Unione con oltre 500 milioni di abitanti e 754 di eurodeputati, un Presidente, 7 Vicepresidente e 20 Commissari che parlano tra loro con oltre 15 lingue diverse. Come possiamo sperare di poter essere veloci e competitivi nella scelta di legiferare leggi e provvedimenti efficaci che dovrebbero servire per risollevare l’intera economia europea ancora in grossa difficoltà. Auguriamoci che con la nuova Amministrazione USA di Trump, ci sia utile per velocizzare e migliorare la nostra politica europea, rafforzando le nostre identità e restituendo più sicurezza per i nostri confini comuni.

  2. Mesi di campagna pro Clinton, senza contenuti, parlando solo di sessismo, facendolo poi nei fatti con frasi come “è donna andrebbe eletta” “avete mai pensato ad una donna premier?” (come se si votasse con la figa [cit.]). E poi i “giornalisti” ed i “ben pensanti” si risvegliano nella realtà in cui, come al solito, si racconta un’altra storia, alla faccia dei loro mille articoli (da bagno) e servizi (igienici). Che continuino così.

  3. Pingback: HA VINTO TRUMP, E SE FOSSIMO NOI A NON AVERCI CAPITO NIENTE? – ALGANEWS

  4. Quando nell’agosto scorso abbiamo trascorso una settimana di vacanza a NY mi aveva colpito che nei negozi – bazar di target popolare (per intenderci, lontano dal lusso di 5th avenue e Manhattan ) ci fosse una profusione di magliette e gadget pro Trump. Un sintomo, un presagio. Come spesso accade, il racconto appare non così aderente alla realtà del vissuto quotidiano delle moltitudini :-(

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