Accozzaglia

Dice Pierfrancesco Majorino (assessore Pd a Milano): «grazie all’accozzaglia che abbiamo vinto le elezioni amministrative a Milano e in tante altre città (tante tra le non molte che hanno vinto)».

Basterebbe dare un’occhiata all’accozzaglia chiamata Assemblea Costituente che ha votato (all’80%) la Costituzione. Dentro c’erano:

Liste/Gruppi Voti  % Seggi
Democrazia Cristiana (DC) 8 101 004 35,21 207
Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) 4 758 129 20,68 115
Partito Comunista Italiano (PCI) 4 356 686 18,93 104
Unione Democratica Nazionale (UDN) 1 560 638 6,78 41
Fronte dell’Uomo Qualunque (UQ) 1 211 956 5,27 30
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 1 003 007 4,36 23
Blocco Nazionale della Libertà (BNL) 637 328 2,77 16
Partito d’Azione (Pd’A) 334 748 1,45 7
Movimento Indipendentista Siciliano (MIS) 171 201 0,74 4
Concentrazione Democratica Repubblicana 97 690 0,42 2
Partito Sardo d’Azione 78 554 0,34 2
Partito dei Contadini d’Italia 102 393 0,44 1
Movimento Unionista Italiano 71 021 0,31 1
Partito Cristiano Sociale 51 088 0,22 1
Partito Democratico del Lavoro 40 633 0,18 1
Fronte Democratico Progressista Repubblicano 21 853 0,09 1
ALTRE LISTE 412 550 1,79 0
TOTALI VOTI VALIDI 23 010 479 100,00 556
SCHEDE NULLE 1 936 708
DI CUI BIANCHE 643 067
TOTALE VOTANTI 24 947 187

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Che poi – come dice Pippo nel suo blog – anche tra i sostenitori del Sì si va da Briatore a Pisapia, da Benigni a Lorenzin, da Tosi a Finocchiaro, da Marchionne a Cuperlo. Per dire. Appaiono meno distanti tra loro di quanto non siano i sostenitori del No solo perché rappresentano un centro che guarda a destra, come succede appunto nella maggioranza e nel governo, da ormai quasi cinque anni, di cui tre con l’attuale premier. E ormai siamo abituati a pensare che il super centro politico elettorale sia un soggetto unico“.

Poi ci sarebbe la vecchia storia delle “accozzaglie” in occasione del referendum sull’acqua pubblica (e il PD era con Casa Pound) o contro la riforma costituzionale proposta dal governo Berlusconi (anche il PD stava con l’estrema destra) che dovrebbe suggerirci di smetterla di fingere di non sapere che i fronti di un referendum non sono fronti politici.

Poi c’è (lo scrive sempre Civati qui):

“Accozzaglia di argomenti per promuoverla, dalla difesa del sistema all’antipolitica, dal «ce lo chiede l’Europa» alla rivolta contro l’Europa dei burocrati, dalla riforma elettorale per eleggere direttamente il premier (anzi, il Capo, come lo definisce l’Italicum) alla rassicurazione che non cambia la forma di governo. La riforma dell’Ulivo e quella voluta dal Pdl. Tutto e il contrario di tutto. Una vera accozzaglia”.

È un accozzaglia il metodo del mettere insieme clientele come si può ascoltare dalla viva voce di De Luca qui, dove ci insegna “Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Che cosa bella”, dice.

Io, da parte mia, pur essendo per il No devo dire che tra quelli che che compongono il fronte del sì ci ritrovo dentro molte persone che stimo con, inevitabilmente, gente che aborro. E le differenze le noto, altroché. Ed è facilissimo scorgere chi appoggia la riforma per servilismo o per convinzione. Eppure accozzaglia no. Proprio no.


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4 Comments

  1. giuseppe Del Zotto

    Non è piu’ questione giudicare norme, della loro giustezza, della coerenza. degli effetti e così via. Ho fatto un piccolo studio,un’indagine , in maniera artigianale senza pretese. Ma il risultato è così palese da dare poco spazio a ipotesi contrarie anche se , come sempre non si puo’ generalizzare : in genere chi vota si , è persona che va per le perse, oppure che si infiamma all’idea del cambiamento senza mettersi personalmente in gioco, non sta tanto a leggere ma sifa trasportare dalle bele promesse ; chi invece vota no, lo fa sulla base di conoscenze e di ragionamenti piu’ “politici”. Parlo sempre “generalmente”. D’altronde non dico niente di nuovo : questo lo sapevamo tutti . I contenuti quindi c’entrano pochissimo. Quando la scienza riuscirà a desumere le indicazioni di voto dal nostro DNA o da una goccia di sangue, invece che andare alle scuole dove ci sono le urne , andremo al servizio prelievi dell’ ospedale .

  2. giuseppe Del Zotto

    caro Giulio, molta gente “pubblica” e potenzialmente opinion maker , dovrebbe stare zitta. Non ha letto e studiato , come i semplici mortali come noi, nè la costituzione, nè la revisione, nè le serie opinioni di studiosi e politici. Eppure parla. Non gli passa per la testa che per qualcuno il nome altisonante , puo’ sembrare una garanzia di giudizio valido e quindi orientare immotivatamente le persone ingenue. Le proprie ignoranze se le tenga per sè. L’esser persona “pubblica” comporta certe responsabilità.

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