Fiorella Mannoia: «Voto NO perché non mi bevo il fatto che si snellisce la votazione di una legge, quando le hanno votate in tre giorni quando gli ha fatto comodo.»

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(di Fiorella Mannoia)

Io voto NO perché non sono all’altezza di capire 47 punti della costituzione che vengono cambiati e non ho capito come.

Voto NO perché non mi bevo il fatto che si snellisce la votazione di una legge, quando le hanno votate in tre giorni quando gli ha fatto comodo.

Voto NO perché non mi convince questo nuovo senato composto da sindaci e consiglieri comunali, visto che la metà dei comuni italiani sono in odore di corruzione e non mi va che a queste persone sia data l’immunità parlamentare.

Voto NO perché i senatori non saranno più votati da noi.

Voto NO perché non si capisce nel caso di disaccordo tra camera e senato chi ha la parola finale, chi decide.

Voto NO perché penso che sia un risparmio relativo, e che potremmo risparmiare molto di più se ritirassimo le truppe dall’Afghanistan visto che siamo lì da vent’anni e ci costa due milioni e seicento euro al giorno, circa 900 milioni all’anno.

Voto NO perché per contribuire al bilancio potremmo fare una vera legge anti corruzione. Voto NO perché potremmo cercare chi non paga le tasse e porta i capitali all’estero.

Voto NO perché non capisco che cosa ci sia dietro a tutto questo interesse per questo referendum tanto da scomodare banchieri e addirittura il presidente degli Stati Uniti d’America e non mi fido.

Voto NO perché un referendum avrebbe avuto senso se ci avessero semplicemente chiesto: volete ridurre il numero dei Senatori? Allora sarebbe stato semplice rispondere SI senza scrivere una pappardella incomprensibile perfino a costituzionalisti piú preparati.

Voto NO perché il mio voto sarà l’eredità che lascio alle generazioni future e sono troppo ignorante per assumermi la responsabilità di cambiare la nostra Costituzione con queste premesse.

IO VOTO NO


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688 Comments

  1. paola Calabrini

    Le false ragioni del no

    SUPERA IL BICAMERALISMO?
    No, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato

    Falso
    Il bicameralismo rimane solo sul 3% delle leggi. Le competenze Stato-Regioni sono più chiare rispetto all’attuale Costituzione che ha generato 1500 ricorsi dal 2001 a oggi.

    DIMINUISCE I COSTI DELLA POLITICA?
    No, i costi del Senato sono ridotti solo di un quinto e se il problema sono i costi perché non dimezzare i deputati della Camera?

    Falso
    I risparmi complessivi sono circa 500 milioni di Euro all’anno. Se si riducono le competenze del senato è normale ridurre il numero dei senatori.

    È IL FRUTTO DELLA VOLONTÀ AUTONOMA DEL PARLAMENTO?
    No perché è stata scritta sotto dettatura del Governo

    Falso
    Il Governo ha presentato il disegno di legge iniziale, ma in Parlamento sono state fatte più di 120 modifiche.

    È UNA RIFORMA LEGITTIMA?
    No perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale

    Falso
    La Corte Costituzionale, quando ha dichiarato incostituzionale il Porcellum, ha detto che la sentenza non aveva “nessuna incidenza” sui poteri del Parlamento che in quel momento stava già discutendo una riforma costituzionale. Se avesse voluto vietarlo, la Corte lo avrebbe detto esplicitamente.

    È UNA RIFORMA CHIARA E COMPRENSIBILE?
    No, è scritta in modo da non essere compresa

    Falso
    Nessun testo di legge è perfetto, ma non è vero che ci sono norme incomprensibili. Basta leggere.

    GARANTISCE LA SOVRANITÀ POPOLARE?
    No perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) già approvata espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che solo grazie al premio di maggioranza si impossessa di tutti i poteri

    Falso
    La riforma non espropria nulla alla sovranità popolare e non dà nessun potere in più alla maggioranza. L’Italicum attribuisce il premio di maggioranza a chi ottiene il 40% al 1° turno, o vince il ballottaggio. Se gli elettori votano al ballottaggio, può vincere solo chi a votare ci va, come in qualsiasi sistema a doppio turno.

    PRODUCE sEMPLIFICAZIONE?
    No, moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione

    Falso
    I procedimenti sono solo due: quello in cui le camere votano con uguali poteri e quello in cui il Senato esprime proposte non vincolanti che la Camera può accettare o no. Ci sono piccole varianti, ma sono chiarissime e semplici da applicare.

    È UNA RIFORMA INNOVATIVA?
    No, conserva e rafforza il potere centrale danno delle autonomie, private di mezzi finanziati

    Falso
    La riforma ridà allo Stato competenze che era assurdo dare alle regioni, come il commercio internazionale, le infrastrutture, l’energia, il turismo. Non si prevede nessuna riduzione dei mezzi finanziari delle regioni che vengono rese più efficienti, eliminando i finanziamenti ai gruppi consiliari e mettendo un tetto alle indennità dei consiglieri.

    AMPLIA LA PARTECIPAZIONE DIRETTA DA PARTE DEI CITTADINI?
    No, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare

    Falso
    Oggi quasi nessuna legge di iniziativa popolare arriva a essere discussa. La riforma alza il numero di firme necessario, ma garantisce che le leggi popolari siano votate entro tempi certi.

    GARANTISCE L’EQUILIBRIO TRA I POTERI COSTITUZIONALI?
    No, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio

    Falso
    Le garanzie sono superiori a quelle attuali. Oggi la maggioranza può eleggere da sola il Presidente della Repubblica. Con l’Italicum la maggioranza ha 340 parlamentari. Per eleggere il Presidente della Repubblica ci vogliono come minimo 438 voti e quindi serve il voto di 98 senatori, il che è impossibile senza l’opposizione. Il Presidente nomina cinque membri della Corte Costituzionale. Altri cinque li nomina la magistratura. Solo cinque li nomina il Parlamento. Quindi almeno 10 su 15 saranno indipendenti dalle scelte parlamentari.

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