Siria, ad Aleppo crollano gli ospedali

Violenti bombardamenti hanno colpito due ospedali nella giornata di sabato ad Aleppo, in Siria. Oltre cento i morti tra i civili, compresi 17 bambini.
Due ospedali della città di Aleppo, in Siria – uno dei quali specializzato in medicina pediatrica – sono stati bombardati nella giornata di sabato dalle forze filo-governative di Bashar al-Assad. Secondo l’Osservatorio siriano per i Diritti dell’uomo i raid hanno provocato la morte di almeno 107 civili, compresi 17 bambini. Le strutture colpite sono state distrutte: “Non ci sono più ospedali in piedi” nei quartieri controllati dai ribelli, ha dichiarato al settimanale francese l’Express Joël Weiler, dirigente della Ong Médicins du Monde. Un’informazione confermata anche dall’Organizzazione mondiale della sanità.

“A partire dal mese di gennaio – ha aggiunto l’attivista – abbiamo contato 126 attacchi contro strutture ospedaliere, nonostante la Convenzione di Ginevra protegga i combattenti feriti. Non abbiamo più personale, né materiali. Le ultime razioni alimentari sono state distribuite giovedì: la volontà è ormai di affamare la gente. Sono mesi che denunciamo questo scandalo, non so più quali parole utilizzare per definirlo”.

Dal punto di vista umanitario, infatti, Aleppo è ormai sull’orlo del baratro: “Entro Natale, in ragione dell’intensificazione delle operazioni militari, potremmo assistere alla fuga verso la Turchia di 200mila persone, il che rappresenterebbe una catastrofe”, ha dichiarato l’emissario Onu per la Siria, Staffan de Mistura.

Le stesse Nazioni Unite hanno inoltre ricordato di aver “condiviso con tutte le parti in conflitto e con tutti gli stati coinvolti un piano umanitario dettagliato per fornire aiuto agli abitanti di Aleppo-Est, necessario anche per evacuare i malati e i feriti. Occorre che questo piano sia adottato e che ci venga garantito un accesso immediato e sicuro all’area in questione”.

È stata anche avanzata l’ipotesi di instaurare un’amministrazione autonoma da parte degli insorti a Aleppo-Est. Idea che però è stata immediatamente rispedita al mittente dal ministro degli Affari esteri siriano, Walid Mouallem: “Quale governo al mondo – ha dichiarato – accetterebbe una soluzione del genere?”.

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(fonte)


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4 Commenti

  1. Caro Giulio Cavalli leggo con molta attenzione i tuoi interventi , per fortuna che chi ve te so sottrae al conformismo dell informazione . Non ho dati dimostrabili sulla situazione ad Aleppo. Possiamo però dire che tutte le operazioni militari si risolvono con il 90 per cento di vittime civili. Nessuno è senza colpe per questo effetto . Però dovremmo anche cinicamente analizzare alcune ipotesi sull informazione che vi viene fornita. Aleppo è bombardata da 4 anni e non c’è mai stata nessuna preoccupazione umanitaria. La fonte a voi fa riferimento tutta l informazione è un fasullo Osservatorio de diritti ecc che ha sede a Londra e che è individuato da una persona fisica al soldo di entità straniere. Così come i cosiddetti Elmetti Bianchi. Questa giusta e tardiva posizione umanitaria possa essere motivata dal fatto che l’Isis e alleati stiano perdendo terreno è una ipotesi credibile.
    In Afganistan continuano a bombardare ma sembra che li non ci siano donne e bambini.

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