Un giornalista da non mandare mai in pensione (ma dargliela, la pensione): Riccardo Orioles

Chi si occupa di mafia in Italia prima o poi ha letto Riccardo Orioles e anche se non ne ha mai notato la firma in fondo a un pezzo l’ha letto comunque perché Riccardo ha istruito, formato e consigliato generazioni di giornalisti: già redattore nella redazione de I Siciliani di Pippo Fava, Riccardo è un giornalista militante, merce rara in questo Paese di genuflessi, che crede in un giornalismo etico che indaghi, racconti e denunci.

Da oggi è online una petizione per Orioles:

“Per questo Vi chiedo di far accedere Riccardo Orioles alla “Legge Bacchelli”, norma che ha istituito un fondo a favore di cittadini illustri che versino in stato di particolare necessità. Sarebbe l’unico modo per far usufruire di un contributo vitalizio utile al suo sostentamento. Il giornalista milazzese gode di tutti i requisiti per accedere all’aiuto: la cittadinanza italiana, l’assenza di condanne penali irrevocabili, la chiara fama e meriti acquisiti nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia, del lavoro, dello sport e nel disimpegno di pubblici uffici o di attività svolte. Come lo scrittore Riccardo Bacchelli, per il quale è stata approvata la legge n.440 dell’8 agosto 1985.

Mi piacerebbe che le Istituzioni riconoscessero in vita il valore di un intellettuale come Orioles, e non lo faccia ipocritamente solo dopo la sua morte”.

Si può firmare qui. E ne vale la pena.

 


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