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Libero? Cacata carta, avrebbe detto Catullo

Libero me lo ricordo quando mi ha sbattuto in prima pagina (il mio post di quel periodo è qui) insieme ai consiglieri regionali in Lombardia indagati per lo scandalo dei finti rimborsi. Io non era indagato. Eppure ero lì. Ricordo esattamente, ce l’ho ancora nelle orecchie, il frignio di questi machi del giornalismo che mi imploravano di non querelarli: il giorno dopo la smentita era un riquadro piccolo piccolo a fondo pagina. Piccolo come loro, pensai. Non ne feci niente perché si rischia di legittimare un giornalismo che non è giornalismo: ha la forma di un quotidiano, ne ha la forma ma è quella che Catullo chiama “cacata carta” nel suo Carme 36 delle Nugae. Non credo serva traduzione.

Però quello che Libero ha pornograficamente metaforizzato nella sua prima pagina di oggi è un prurito che da qualche giorno si sente sorridere durante gli aperitivi, nei corridoi dei cronisti politici e tra la gente: il maschilismo è un gene antico che va estirpato con un lavoro culturale di generazioni, purtroppo. Poi c’è chi lo pensa e non lo dice; c’è chi ne sorride tra pochi fidati amici in casa; c’è chi se ne nulla al bar; c’è chi ferocemente lo sparge su Facebook fino a chi (ahimè direttore) lo spalma in prima pagina. E Feltri sa bene che con quel titolo parla a loro: la tribù dei machi fieri che vigliaccamente esulta (senza farsi sentire) quando qualcuno scrive quello che loro hanno pensato senza il coraggio di dire.

Insomma: Libero è un pessimo giornale letto da pessimi machi. Il tema è molto più complesso di quel che sembra. Per quel conta, la mia solidarietà alla Raggi.

(ed è un peccato per i giornalisti in gamba che lì dentro sono comunque costretti a ubbidire)


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53 Commenti

  1. Siete malati voi che vedete sesso e sessismo ovunque (nei titoli di un GIORNALISTA) voi invece siete chic, siete bravi, e anche se non vi conosce nessuno (perché non vi conosce nessuno) sparate sentenze a prescindere, magari senza averlo letto quell’articolo. Se per dipingere la giunta romana uno scrive patata bollente e tu pensi alla patata della Raggi, non è Feltri il sessista. Sei tu il malato!!!

  2. Vero, Libero è un giornale da osteria. Ma allora Charlie Hebdo? Non capisco, se un giornale è dichiaratamente satirico può svillaneggiare chi vuole ed essere difeso, se invece fa finta di essere un giornale serio no? Il sessismo (maschilismo in questo caso) sarà davvero sconfitto quando un titolo come questo (o un equivalente titolo ultrafemminista, per far pari) farà solo azzerare le vendite dela testata senza scatenare il solito mare di proteste indignate che alla fine lasciano tutto come lo trovano (e credetemi, tutto posso essere ma non maschilista)!

    1. Colpisci il centro: purtroppo il problema non è io giornale in sè, ma chi lo compra.
      Se con Hebdo alzo appena le spalle (sembrano quei bulli delle medie che ti dicono ‘scemo’ sperando tu abbocchi) qui mi dispiaccio perchè vedo della logica politica, non delle semplici vendite: questo mi fa arrabbiare, non certo Novella2000, perchè qui lo scopo non è vendere qualche copia in più ed è ovvio.

    2. Colpisci il centro: purtroppo il problema non è io giornale in sè, ma chi lo compra.
      Se con Hebdo alzo appena le spalle (sembrano quei bulli delle medie che ti dicono ‘scemo’ sperando tu abbocchi) qui mi dispiaccio perchè vedo della logica politica, non delle semplici vendite: questo mi fa arrabbiare, non certo Novella2000, perchè qui lo scopo non è vendere qualche copia in più ed è ovvio.

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