“Internet non funziona più”: cosa dice il fondatore di Twitter

Sul Corriere è uscito un interessante articolo che riprende un’intervista a Evan Williams, fondatore di Twitter: i suoi giudizi sullo stato di salute di internet non lasciano spazio a molte interpretazioni e meritano di essere lette perché, finalmente, riflettono soprattutto sulla qualità delle persone che abitano (anche) la rete uscendo dalla banalizzazione di chi crede che internet sia il male piuttosto che un sintomo:

Eccola, dunque: «The Internet is broken», Internet non funziona più. Williams ne è convinto da anni (e per questo ha fondato Medium), ma «le cose continuano a peggiorare». Facebook usata per trasmettere omicidi; Twitter in preda a orde di troll; la diffusione di «fake news» con modalità e rapidità inedite. «Un tempo pensavo che, se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente e scambiarsi idee e informazioni, il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo».

Il punto, spiega, è che Internet «premia gli estremi. Se vedi un incidente mentre stai guidando, ovviamente lo osservi: e tutti, intorno a te, lo fanno. Internet interpreta un comportamento simile come il fatto che tutti vogliano vedere incidenti: e fa in modo che gli vengano forniti». «Il problema», continua, è che «non tutti siamo persone perbene. Gli umani sono umani. Non è un caso che sulle porte delle nostre case ci siano serrature. E invece, Internet è iniziato senza pensare che avrammo dovuto replicare questo schema, online».

Le implicazioni di queste riflessioni sono immense. Per il mondo della politica, ad esempio: «Trump ha detto che senza Twitter non sarebbe stato presidente? Se così fosse, mi spiace. Davvero». Un seguito, in fondo, di quanto detto all’Università del Nebraska, pochi giorni fa: «La Silicon Valley si percepisce come Prometeo, che ha rubato il fuoco agli dèi e lo ha consegnato ai mortali. Quel che tendiamo a dimenticare è che Zeus se la prese così tanto con Prometeo che lo incatenò a una roccia, così che gli uccelli potessero mangiarne le viscere in eterno. Qualcuno potrebbe ora dire che è quello che ci meriteremmo, per aver consegnato a Trump il potere dei tweet».

(continua qui)


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19 Commenti

  1. Tolte le prime considerazioni ovvie e banali sulla stupidità di troppi, la seconda riflessione è su chi ha la responsabilità dell’educazione collettiva. Evidentemente ci son modelli educativi da rivedere, a partire da scuola e famiglia, dalle quali sono uscite persone che di competenze, troppo poche. Non dico si possano sfornare solo intelligenti, ma almeno ridurre la percentuale di ignoranza credo sia una priorità. E visti i risultati è proprio una urgenza, non un discorso snob.

  2. Tolte le prime considerazioni ovvie e banali sulla stupidità di troppi, la seconda riflessione è su chi ha la responsabilità dell’educazione collettiva. Evidentemente ci son modelli educativi da rivedere, a partire da scuola e famiglia, dalle quali sono uscite persone che di competenze, troppo poche. Non dico si possano sfornare solo intelligenti, ma almeno ridurre la percentuale di ignoranza credo sia una priorità. E visti i risultati è proprio una urgenza, non un discorso snob.

  3. forse questo ragazzo non era mai stato al bar, o dalla parrucchiera. Internet è spesso solo una versione moderna di quelle realtà. Però una possibilità in più per chi la vuol cogliere c’è, e grande ed ha cambiato le nostre vite.

  4. forse questo ragazzo non era mai stato al bar, o dalla parrucchiera. Internet è spesso solo una versione moderna di quelle realtà. Però una possibilità in più per chi la vuol cogliere c’è, e grande ed ha cambiato le nostre vite.

    1. Roberta hai perfettamente ragione, ma qua non si parla di un martello da ferramenta, ma del martello di Thor :D ti sembra normale che persone che una volta si prendevano in giro al bar ora hanno la visibilità di uno scienziato? Saluti, Stefano.

    2. Roberta hai perfettamente ragione, ma qua non si parla di un martello da ferramenta, ma del martello di Thor :D ti sembra normale che persone che una volta si prendevano in giro al bar ora hanno la visibilità di uno scienziato? Saluti, Stefano.

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