«Falcone non piaceva né a destra, né a sinistra»

Poiché la memoria è utile esercitarla confine leggere le parole di Giovanni Bianconi intervistato da Linkiesta. Sulle antipatie verso Falcone Bianconi esprime un concetto che in molti fingono di dimenticare:

«L’opposizione a Falcone è trasversale. Anche a destra non sono certo dalla sua parte. Però inizialmente la parte più di sinistra lo sostiene, così fa anche il PCI. A un certo punto però passa l’idea che lui non vuole andare oltre, che vuole fermarsi di fronte all’intreccio con la politica. Un’idea sbagliata, che non corrisponde in alcun modo al pensiero e all’azione di Giovanni Falcone. Lui vuole salvaguardare le indagini, far in modo che siano efficaci e giungano a sentenza. Detesta cioè l’idea dell’inchiesta-annuncio. Però Falcone è anche un magistrato ingombrante, che prende la parola, scrive sui giornali, dice a voce alta quello che pensa, sostenendo una verità scomoda come quella della necessità di riformare in modo drastico le modalità operative delle Procure per cercare di sconfiggere le mafie. Certo, lui si espone anche perché teme per la sua vita, usando la visibilità come strumento di difesa. Tutto ciò crea mille invidie, mentre a sinistra non piace l’idea di condizionare l’autonomia assoluta del pubblico ministero. Falcone ha in mente il modello americano, con forte separazione tra chi indaga e chi giudica.»

L’intervista è qui.


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