Farinetti e la “signorina” Marta Fana: così si spegne lo storytelling del padrone

Cinque minuti di televisione che sono il manifesto di un’era. Cosa è successo lo vedete qui:

Da una parte c’è Oscar Farinetti, il mago dello storytelling di un capitalismo che traveste i poveri da “fortunati frequentatori” di supermercati ammantati di ottimismo e dall’altra c’è Marta Fana, una ricercatrice che come tanti se n’è andata dall’Italia per cercare un Paese all’altezza delle proprie aspirazioni.

Farinetti, al solito, ci mette la sua melassa narrativa per raccontare di un’Italia che deve ripartire grazie alla “fiducia”, come se con la fiducia, l’ottimismo e un po’ di letteratura funzionale alla promozione della frutta e della verdura i giovani possano costruirsi una vita dignitosa. Farinetti è uno di quegli imprenditori che sognano di essere ringraziati ogni ora tutto il giorno dai concittadini e dai dipendenti per l’opportunità di averlo conosciuto. Farinetti è il mago del senso del lavoro talmente bistrattato che alla fine diventa un privilegio: è perfettamente funzionale a questa epoca di schiavismo edulcorato.

In trasmissione però non trova i soliti vassalli pronti a bersi la sua narrazione. C’è una persona vera, di quelle che tutti i giorni frequentano una generazione tradita. E Marta Fana, tranquilla, sciorina tutte le contraddizioni di chi impoverisce i diritti e intanto raddoppia i prezzi dei legumi.

E come reagisce lui? Promette querela. Al solito. Non risponde. Al solito. Ma soprattutto si rivolge a Marta Fana chiamandola “signorina”. Signorina. Come un padre di famiglia con una giovinastra che è troppo discola. Signorina come si usa per sminuire infilandola in una categoria non all’altezza, senza nemmeno meritarsi un nome e un cognome.

E in quel “signorina” lì c’è tutto lo sprezzo dei padroni che sembrano tornati padronali come potevano permettersi solo cinquant’anni fa.

Buon venerdì.

(da Left)


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42 Commenti

  1. Inserito nella sinistra buona fatta a proprio uso e consumo , non ha creato nulla di nuovo,ma qualcosa che in Italia esisteva già. Un supermercato , che per realizzarlo è costata la vita ad un gran bel teatro Milanese.

  2. Francesco

    Pur avendo tutt’altro che in simpatia Farinetti, e trovando altresì ridicola la frase dello stesso sulla fiducia, mi chiedo come si possa difendere le parole di questa signora, senza capo ne coda. Per altro si permette di avanzare una grave accusa cosi su due piedi senza fornire uno straccio di prova, merita di fatto una querela, di nuovo, come pensare che abbia ragione? Solo una persona accecata dalle ideologie (e si sa, in Italia se non si tifa la squadra si tifa la bandiera politica) può dar ragione ad un ragionamento raffazzonato del genere. Persino il mediocre Porro brilla per acume accanto al discorso della signora.

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