«Un dibattito indegno»: Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio

“Esseri umani. Bisognerebbe parlare con altri toni del tema migranti, invece di utilizzare quelli della politica politichese, ma purtroppo non è così in nessun Paese europeo”. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, è stato ministro per la cooperazione e l’integrazione nel biennio del governo Monti, 2011-2013. “Da quel momento, almeno in termini di fondi a disposizione, la cooperazione ha avuto una svolta, non lo dico per vantarmi”.
“È un’invasione”, strepita una certa politica, e adesso addirittura “aiutiamoli a casa loro”, scrive l’ex premier Matteo Renzi…
Non è un’invasione. Per altro il nostro Paese ha un deficit demografico serio. Altri Stati, come l’Ungheria che alza i muri nel 2025 saranno abitati soltanto da vecchi. Anche se siamo di fronte a un’emergenza reale, quella degli sbarchi, non bisogna neppure dimenticare che il problema percepito è più grande di quello reale. Detto questo, non commento un libro che non ho letto.

Resta quella frase: aiutiamoli a casa loro, non evoca il peggiore leghismo?
Aiutarli a casa loro: è un grande tema, vede. L’illusione è quella che si possa fermare sul bordo del Mediterraneo lo spostamento delle popolazioni. I muri o i blocchi sono scelte semplicistiche. D’altra parte il dibattito che ho sentito l’altro giorno al Senato è stato indegno.

Un mese fa Sant’Egidio ha ospitato l’accordo per il cessate il fuoco in Centrafrica e il patto per una roadmap di pacificazione. Questo è aiutarli a casa loro?
Sant’Egidio fa vivere un’importante rete di cooperazione internazionale. La pacificazione è fondamentale. Gli Stati europei investono più su muri e blocchi.

Chiudere i porti sarebbe una fesseria?
Certo tutta l’Africa non può rifugiarsi in Europa. I giovani in Guinea e Costa d’Avorio non hanno più fiducia in un futuro nel loro Paese. Chiudere i porti non serve a niente, ma l’altro aspetto del problema è che non ho mai visto un presidente africano venire a Lampedusa ad inchinarsi di fronte alla sua gente che fugge o ai suoi cadaveri in mare. Servirebbe un piano Marshall per l’Africa.

Quindi non è soltanto colpa dell’Europa?
Premesso che sono orgoglioso dell’impegno italiano nelle operazioni di salvataggio in mare, ma è sbagliato il vittimismo che mostriamo nei confrontidel l’Europa. Anche perché il problema non è Bruxelles che fa quello che può. Ma i singoli governi dei nostri Staterelli alla deriva, incapaci di trovare un’intesa per una politica comune in tema di sicurezza, difesa e integrazione.

In particolare a chi si riferisce?
Quasi a tutti, la Francia non vuole responsabilità, il blocco dell’Est con l’intesa dei tre mari stravolge l’idea stessa di Europa. Poi ci sono degli errori che ancora ci portiamo dietro, devastanti.

Ad esempio?
La follia della guerra in Libia. Ha destabilizzato l’area. Oggi serve una visione Eurafricana, investire nei fragili Paesi del Sahel, il bordo del Sahara. Ma i governi degli Stati d’Europa non sembrano interessati davvero ad impegnarsi davvero, altro che aiutiamoli a casa loro. Eppure è indispensabile, dobbiamo prepararci all’integrazione, non alzare altri muri che prima o poi crolleranno comunque.
(il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2017)


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12 Commenti

  1. Giulio, di questo messaggio indegno di Renzi una delle cose che mi disgusta di più è il “Vorrei che ci liberassimo da una sorta di senso di colpa”:Penso che questa frase porti a galla tutto quello spirito becero che fa si che ogni azione non venga compiuta per quel minimo di empatia positiva che dovrebbe contraddistinguerci con esseri socialmente evoluti, ma viene compiuta per un tornaconto, per “i punti paradiso”. Come se dietro il fatto di dare accoglienza a persone di fuga, la base sostanziale fosse “In effetti due colpine sulla vostra situazione come occidente non posso negare di averle. Allora aspetta che ti quest’elemosina così sto meglio io. E casomai tu ti levi pure un po’ dal catzo.”.

  2. L’articolo a mio parere comincia male. Quando si tocca la questione demografica e non si dice che le politiche degli ultimi 20 e oltre non hanno fatto niente per incentivare le famiglie, tasse sempre più alte e posti di lavoro sempre più precari. Queste sarebbero le condizioni per fare figli senza potergli dare un futuro ? Quindi smettiamola con questa storia del problema demografico. Detesto il linguaggio della Lega, ma “aiutiamoli a casa loro” non saprei come altro dirlo. L’Europa non sa come fare ? Però quando cè da andare a bombardare ed invadere un paese lo sanno benissimo, come si fa. Non dico politici, ma persone normali quando si vedono dei barconi arrivare, dopo averli savati e rifocillati, gli si chiede di che nazionalità sono, si chiama il governo di quel paese e gli si dice chiaro e tondo “Ma che cazzo state combinando che la vostra gente arriva qua”? E da lì si comincia il giorno dopo a fare ciò che si deve. E poi ancora. Investire in Africa ? si certo, ma ho il vago sospetto che l’Africa è in queste condizioni, per chè là ad investire ci siamo già, anzi forse sarebbe meglio dire che siamo là a sfruttarli e a derubarli.

    1. Daccordo su tutto, attendo suggerimenti per non cadere nello slogan ?. e che renda l’idea che ciò che cè da fare è ciò che dici tu, che in fondo è quello che penso anch’io. Da fastidio anche a me, usare “Aiutiamoli a casa loro” Forse Aiutiamo l’Africa sarebbe meglio ?

    1. Giulio Cavalli il fondatore della comunità di Sant’ Egidio nell’intervista e puntualizzo che il mio post non ha alcun intento polemico , molte cose dcritte sono state dette dai 5s da tempo , poi so benissimo che il tema è delicato e non si può ridurre ad un piccolo post , buona giornata

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