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Comunicati stampa

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Sono tornato alla torre-faro al binario 21

ORA LA TRATTATIVA PARTA DAL RIPRISTINO DELL’INTERO SERVIZIO

“Questo pomeriggio siamo tornati in stazione Centrale, sotto la torre-faro del binario 21, per testimoniare fisicamente vicinanza a Oliviero, arrampicato lì da quasi due mesi, e a Stanislao, il collega ex-Wagon Lits che l’ha raggiunto ieri.

Non sono visite di cortesia, le nostre. Abbiamo aperto un canale di comunicazione diretta con loro e ci stiamo muovendo su tutti i livelli affinché si possa raggiungere al più presto una soluzione condivisa.

Siccome ora sembra che, nel giro di qualche giorno, si dovrebbe finalmente aprire il tavolo nazionale, chiediamo che in quella sede la trattativa parta da nulla di meno che il ripristino della situazione iniziale, con la riattivazione di tutte le tratte del servizio notturno.

Peraltro siamo molto preoccupati rispetto alla notizia che nel ricollocamento di alcuni dei lavoratori licenziati vi siano discriminazioni sulla base dell’orientamento politico-sindacale dei singoli, attraverso l’utilizzo di dati personali in palese violazione della legge sulla privacy.

La battaglia di Oliviero e dei suoi compagni è una battaglia di civiltà, per i diritti del lavoro certamente, ma anche per i diritti dei cittadini a una mobilità efficiente, in un Paese che non può ritrovarsi diviso nei collegamenti ferroviari.

Perciò continueremo a ripresentarci sotto la torre-faro, al loro fianco, finché la vicenda non arriverà a giusta conclusione. Sostenuti, in questo, anche dai vertici nazionali del partito e dallo stesso Nichi Vendola”.


Il golpe sul San Raffaele/2

Anche oggi PDL e LEGA hanno fatto saltare l’insediamento della Comissione d’inchiesta sulle vicende del San Raffaele. E’ una delle pagine più vergognose di questa legislatura regionale: Formigoni si fa scudo con gli uomini del suo partito perché evidentemente non tutto è “così a posto” come dichiara ai giornali e i leghisti (che continuano a urlare con il capo vichingo Umberto Bossi in piazza) coprono il formigonismo  che a parole dicono di  voler combattere. Non si tratta più di collaborazione. Si tratta di collusione. E basta.

COMUNICATO STAMPA

Seconda fumata nera in commissione d’inchiesta sul San Raffaele: PDL e Lega impediscono ancora una volta l’elezione del presidente

Ancora una volta PDL e Lega hanno impedito l’elezione del presidente della commissione regionale d’inchiesta sul San Raffaele, paralizzandone l’avvio. Votando scheda bianca, i commissari di maggioranza hanno infatti impedito che si raggiungesse il quorum di 41 voti. Franco Mirabelli, il candidato espressione delle minoranze, ha raccolto tutti i 26 voti dei gruppi che hanno richiesto l’istituzione della commissione.

Molto critiche le opposizioni. “Anche oggi – scrivono in una nota PD, IDV e Sel – la commissione d’inchiesta sul San Raffaele è stata bloccata dalla maggioranza che non consente l’elezione del presidente che spetta per Statuto alle minoranze. Evidentemente il Pdl non vuole approfondire le ragioni di un buco di un miliardo e mezzo di euro in un ente a cui la Regione Lombardia dà ogni anno un contributo di 600 milioni. E la Lega resta subalterna nonostante a chiacchiere si presenti come l’alfiere della trasparenza e della legalità”.

Per la resistenza sulla torre faro

“Oggi ho avuto modo di portare la mia solidarietà a Oliviero Cassini in cima alla torre-faro del binario 21 della Centrale, dove è salito lo scorso 8 dicembre insieme ai suoi compagni Giuseppe Gison e Carmine Rotatore, ora scesi.

Parlare con lui mi ha consentito di apprezzare una volta di più le motivazioni di questa eclatante protesta, ben più ampie della banale rivendicazione di posizioni che qualcuno si ostina a raccontare.

La vicenda dei lavoratori ex-Wagon Lits è la vicenda di un Paese che non può permettersi di ritrovarsi diviso nei collegamenti ferroviari, senza la garanzia – sancita dalla Costituzione – della possibilità per i cittadini di spostarsi su tutto il territorio nazionale.

E’ una vicenda di lavoro, che illumina il senso della dignità di questi ferrovieri in contrapposizione alle scelte incomprensibili e sconsiderate dell’amministratore delegato di Trenitalia Moretti, figlie di logiche imprenditoriali lontane anni luce dal concetto di etica del servizio pubblico.

E’ una vicenda profondamente umana, di persone costrette a rincorrere gesti estremi per accendere l’attenzione dell’opinione pubblica su temi fondamentali per la tenuta democratica di questo Paese.

Ora è il momento di stare vicini a Oliviero in tutti i modi possibili, respingendo qualsiasi tentativo di sgomberarlo senza la necessaria soluzione politica e dando il nostro contributo a costruire risposte credibili anche per sua figlia, che lo aspetta a casa.

Domani è il 27 gennaio. Dopo il tempo delle cerimonie, sarebbe una buona scelta partigiana onorare la Giornata della memoria con la propria presenza al binario 21. Perché in questo nostro tempo la Resistenza attraversa i diritti del lavoro”.

La grande bugia della TEM

“Già il particolare momento di crisi imporrebbe priorità diverse, come la realizzazione di infrastrutture sociali piuttosto che cementizie. Ma nel caso della Tem c’è un’aggravante. Perché il progetto si trascina smentendo gli accordi sottoscritti e va così configurandosi come l’ennesima grande opera che non tiene in alcun conto la volontà dei cittadini e persino degli amministratori locali.

Mi pare poi un atteggiamento davvero irresponsabile, direi al limite della collusione, non avere in questo momento, dopo quanto accaduto con la BreBeMi, l’onestà intellettuale di mettere in discussione un iter i cui beneficiari rischiano di essere ancora una volta gli autori di attività illecite.

E’ paradossale la corsa alla posa delle prime pietre, tanto più se commisurata alla flemma nell’applicare leggi e regolamenti che impediscano scempi ambientali.

Per quanto ci riguarda, esprimiamo quindi il nostro totale sostegno ai comitati e ai cittadini nella loro battaglia contro la nuova autostrada. Li invitiamo a non permettere che qualche politicante sminuisca il loro impegno additandoli banalmente come ‘no-Tem’, senza saper leggere l’idea differente della gestione del territorio e del consumo di suolo che sta dietro quella sintetica sigla. E, per contro, invitiamo gli amministratori a prendere posizione, senza pavidi giochi di sponda e senza indulgere al miraggio di qualche inaugurazione e taglio di nastro – che peraltro non fanno troppo bene alle carriere politiche nel nostro Paese.

In Regione abbiamo già ampiamente chiarito la nostra opinione. Non può esistere Tem senza il rispetto integrale degli accordi sulle compensazioni ambientali”.

Milano, 19 gennaio 2012

Legge legalità in Lombardia solo per pochi intimi

LEGGE EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ: CONSIGLIO ESAUTORATO, ASSOCIAZIONI IGNORATE

“C’è voluta un’interrogazione all’assessore Colozzi per apprendere che i 500 mila euro stanziati nel 2011 sulla legge bipartisan di iniziativa consiliare per l’educazione alla legalità sono impegnati in due progetti. E per avere la conferma che nel 2012 sono stati dimezzati e spostati sul capitolo della protezione civile. Senza che in tutto ciò l’Assemblea fosse minimamente coinvolta.

Mentre nella formulazione della legge il ruolo del Consiglio per l’elaborazione dei bandi era stato considerato fondamentale, all’evidenza dei fatti è risultato nullo. E quest’anno, le risorse destinate alla legge finanzieranno così l’ennesimo spot della Giunta attraverso l’assessore La Russa, con le forze consiliari e le associazioni attive sul tema – che tanto avrebbero da dire – lasciate prive di alcuna voce in capitolo.

Una situazione che proprio non ci piace e che cercheremo di cambiare. Auspichiamo che l’istituzione odierna dell’osservatorio, finalmente sbloccata dopo quasi un anno di fermo per la mancata indicazione dei componenti della maggioranza, sia utile in tal senso. Perché non accettiamo di essere la bella faccia per il marketing antimafia di una Regione che sembra legiferare solo in funzione del comunicato stampa”.

Milano, 17 gennaio 2012

Arrestato Ponzoni. Ora basta, Formigoni si dimetta

“Di fronte all’ordinanza di arresto, nel giro di pochissime settimane, per un secondo esponente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio lombardo nonché ex assessore regionale, auspichiamo che il presidente Formigoni voglia finalmente ammettere il pesante problema politico della sua maggioranza.

Nascondersi ancora una volta, come il mese scorso con Nicoli Cristiani, dietro il paravento delle responsabilità personali risulterebbe davvero intollerabile, anche in considerazione di alcuni non trascurabili dettagli che forse vale la pena ricordare: della Pellicano, la società immobiliare per il cui fallimento sarebbero stati emessi i provvedimenti di custodia per Ponzoni e altri esponenti del Pdl in Brianza, in passato sono stati soci anche l’assessore Massimo Buscemi, l’ex assessore oggi presidente della Commissione V Giorgio Pozzi e la moglie di Abelli, quella Rosanna Gariboldi già finita in carcere per la vicenda della bonifica di Santa Giulia.

Senza contare che Massimo Ponzoni, oltre alle varie indagini per corruzione e bancarotta che lo vedono protagonista, è citato persino negli atti della maxi inchiesta sulla ‘ndrangheta Infinito, ritenuto dagli inquirenti ‘capitale sociale dell’organizzazione criminale’.

Ne chiediamo inascoltati le dimissioni da tempo, torniamo a chiederle oggi con ancora più forza.

Formigoni, invece, venga subito in Aula a riferire su questo suo centrodestra che conta ormai un numero imbarazzante di consiglieri e assessori diversamente coinvolti in inchieste giudiziarie, prendendo atto di come la classe dirigente di sua nomina risulti in tutta evidenza eticamente inadatta per affrontare le importanti sfide dei prossimi anni, a partire da Expo.

Subito dopo faccia l’unica cosa sensata che gli resta da fare: restituisca la parola agli elettori”.

Milano, 16 gennaio 2012

Bilancio Lombardia 2012: tutto come previsto

“Che in Lombardia la corsa fosse finita, era ormai chiaro da tempo. E ora c’è anche il bilancio 2012 a confermarlo inequivocabilmente, con la forza dei numeri.

Tutte le previsioni delle finanziarie regionali dal 2010 a oggi si sono rivelate scritte sulla sabbia, cancellate, ogni anno di più, certamente anche da tagli e ricadute nazionali, ma soprattutto dall’incapacità di Formigoni e della sua Giunta di cambiare passo, di costruire un nuovo modello.

Occorrono politiche industriali lungimiranti, a partire dal sostegno ai settori più innovativi. E invece non se ne vede traccia. La Jabil, per fare un solo ma significativo esempio, fa banda larga ed è occupata dagli operai licenziati via fax. Va bene garantire per l’anno a venire gli ammortizzatori, ma dalla Regione ci si aspetterebbe interventi ben più strutturali sulla crisi, sul rilancio produttivo e sullo sviluppo.

Occorre un investimento di peso sulla scuola pubblica, perché gli studenti sono il futuro del Paese. E invece Formigoni di nuovo regala milioni di euro – per la prima volta in calo da 51 a 33, ma comunque ancora tantissimi – ai pochi che frequentano le private, consueto bacino elettorale. Respingendo le nostre richieste di spostarne almeno 22 sul potenziamento dei servizi socio-educativi per l’infanzia, sull’acquisto di strumenti tecnologici per disabili, sui contributi per lavori socialmente utili.

Occorrono politiche sociali attente, capaci di difendere la dignità della vita delle persone disabili. E invece si promettono 70 milioni in campagna elettorale perché torna utile, si mantengono per un anno, ma per il 2012 si riducono di 30 milioni, mettendo a rischio il finanziamento dei servizi sociali essenziali da parte dei Comuni e persino sottraendosi al confronto con le associazioni, a partire dalla Ledha, che da mesi lo chiedono.

Occorre salvaguardare il territorio e migliorare la qualità della vita dei lombardi. E invece Regione Lombardia è schiacciata da pesanti inchieste giudiziarie che raccontano di tangenti, rifiuti pericolosi nascosti sotto l’asfalto e improponibili discariche di amianto, in barba alla salute dei cittadini e all’integrità dell’ambiente. Mostrandosi completamente sorda, in questa previsione per il 2012, anche alle nostre richieste di restituire indipendenza e funzioni di polizia giudiziaria all’Arpa nonché di rifare la brutta legge sui servizi idrici dello scorso dicembre, accogliendo l’esito referendario di giugno sull’acqua pubblica”.

Milano, 21 dicembre 2011

Abrogata la caccia in deroga. Siamo alle solite.

“In questi mesi, ancora una volta, in Lombardia si è potuto sparare a peppole e fringuelli in deroga alle normative, grazie al solito bel regalo per la lobby dei cacciatori confezionato a fine luglio da Lega e Pdl con l’aiuto dei filo-doppiette di Pd e Udc. Il provvedimento, che avevamo pesantemente contestato perché come ben noto a tutti avrebbe causato l’avvio di una procedura di infrazione da parte dell’Unione europea, era stato addirittura votato dalla maggioranza a scrutinio segreto per evitare responsabilità personali e scaricare le sanzioni sull’intera collettività. Oggi, di fronte alla certezza e alla consistenza della multa, i sostenitori della caccia in deroga si sono visti costretti alla marcia indietro e all’abrogazione di alcune parti della legge. Ma è tardi per gli uccellini abbattuti di fatto illegalmente. E resta anche il silenzio assordante delle mancate scuse ai cittadini lombardi per l’inutile spreco di tempo e di risorse. Ora ci auguriamo che ci si rimetta definitivamente in regola con le direttive europee e che a nessuno in Consiglio torni in mente di riproporre, la prossima estate, lo stesso irresponsabile e vigliacco teatrino”.

Formigoni delega Muccioli? Ci ripensi

“Ancora non ci sono atti ufficiali, ma pare confermato che il Presidente Formigoni intenda nominare, in qualità di delegato alle droghe e dipendenze per Regione Lombardia, Andrea Muccioli.

La notizia ci lascia letteralmente sconcertati.

Muccioli e San Patrignano incarnano l’idea di una modalità educativa e di cura assai discutibile, che ha palesemente fallito, investita da ombre pesanti sui metodi e persino da vicende giudiziarie.

Un disastro che è stato anche economico e amministrativo, con una comunità al tracollo, un buco finanziario di svariati milioni e il recente allontanamento del figlio del suo fondatore.

Che ora verrebbe chiamato da Formigoni a occuparsi di droga proprio mentre la Regione, come ha denunciato alcuni giorni fa il Coordinamento enti accreditati e autorizzati Lombardia, riduce gli investimenti nei confronti delle persone con problemi di dipendenze e delle associazioni che se ne occupano.

Considerato che la nomina non è ancora stata formalizzata, auspichiamo un ripensamento. In caso contrario, si tratterebbe oltretutto di uno schiaffo inaccettabile al terzo settore, che in Lombardia vanta esperienze e risorse professionali e umane di grande livello, da anni impegnate nella prevenzione e nel contrasto al consumo di sostanze stupefacenti. Forse con meno visibilità pubblica di Muccioli, ma certamente con ottimi risultati”.
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Caso rifiuti: così abbiamo parlato in aula

“Oggi in Aula Formigoni ha sostenuto la parte di sempre. Sulla difensiva appena più del solito, ha letto le sue paginette ben scritte di ricostruzione amministrativa degli eventi. Non ha concesso alcun accenno al punto politico. E non ha degnato di risposta i rilievi dei consiglieri delle opposizioni.

Ne esce, se le accuse fossero confermate, il paradosso di un imprenditore così ingenuo da pagare a un politico – Nicoli in versione genio del male – una supertangente per un’autorizzazione che sarebbe arrivata comunque, gratis e nei tempi auspicati.

Francamente, è difficile crederlo. Ci chiediamo come si possa continuare a chiamarsi fuori di fronte all’arresto di un dirigente dell’Arpa, che è agenzia di diretta emanazione regionale, all’arresto di un vicepresidente Pdl del Consiglio già due volte assessore proprio all’ambiente, alla messa sotto accusa di un iter procedurale che è di stretta competenza della Giunta.

Cosa serve ancora perché Formigoni la smetta di nascondersi dietro il paravento delle responsabilità personali? La responsabilità penale è personale, e su quella sta lavorando la magistratura. Ma la responsabilità politica coinvolge un sistema di potere, che nel Presidente della Regione ha il suo vertice.

Tanto più che l’elenco di esponenti del centrodestra in enti regionali, Consiglio e Giunta indagati, citati, coinvolti a diverso grado in vicende giudiziarie è ormai impressionante.

Ci mancherebbe che Formigoni si opponga, come peraltro ha invece fatto sul San Raffaele, all’istituzione di una commissione d’inchiesta, per la quale avvieremo da subito l’iter.  Certo è che la sola presenza in contemporanea di due organi speciali – mentre le indagini sia sul versante sanità sia su quello dei rifiuti paiono solo all’inizio – molto ha da raccontare dei problemi politici di questa Regione.

A noi sembrano enormi. Al punto da continuare a ritenere opportuno che Formigoni rassegni al più presto le sue dimissioni”.

Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.
  • Albero
  • L'ultimo punto dell'ultima pagina del mio ultimo libro. Adesso mi dedico a me, alla mia famiglia, (alla mia malattia) e ai tanti che mi sono sempre vicino.
  • I banchi della maggioranza mentre di discute il bilancio.
  • Angoli di camerino negli angoli d'Italia
  • Preoccupazione pre spettacolo
  • Ultime prove a Grugliasco
  • Vivere saltando per hotel

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