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Attività Consiliare

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Formigoni, c’è posta per te

E passiamo al fatto che possa serenamente dire che non ha mai avuto rapporti direttamente con Daccò. Ebbene lo spettacolo dei suoi «rapporti» con Daccò è sotto gli occhi dei molti chef d’alto bordo dove regolarmente veniva nutrito a spese di Daccò stesso, vuoi Sadler, vuoi Cracco, vuoi Santin, vuoi Aimo e Nadia, per non parlare dei locali «à la page» della Costa Smeralda dove a chi, come me, accadeva di passare per motivi vari, era possibilissimo ammirare il nostro Governatore seguire come un cagnolino al guinzaglio Daccò, lo stesso con cui non aveva rapporti diretti. Vederli insieme era una gioia degli occhi: soprattutto per una come me che assieme a tanti altri meravigliosi amici di Cl ha militato per lui volantinando, incontrando gente, garantendo sulla sua persona. Era una gioia degli occhi perché – e qui secondo me è la vera tragedia, cioè non tanto se e come egli abbia intascato soldi – Robertino con Daccò e tutta la sua famigliola, si divertiva e tanto! Eccolo con la sua «24 ore»: me lo vedo sul molo di Portisco arrivare diritto da Milano pronto ad imbarcarsi sullo yacht di Daccò dove le sue figliole (guarda caso, non sono depositarie del diritto a usare del Pirellone come mega location per eventi da migliaia di euro a botta?) lo attendevano con ansia pronte a togliersi il pezzo di sopra del bikini appena il capitano avesse tirato su l’ancora, perché così il sole si prende meglio, chiaramente. 

Venerdì scorso, all’interno della bufera giudiziaria che investe la sanità lombarda, è stato arrestato Antonio Simone, ex assessore alla Sanità negli anni Novanta, ciellino doc, tra i giovani che fecero parte dell’ entourage ristretto di don Luigi Giussani, padre di Cl. Le indagini hanno già condotto in carcere il faccendiere Piero Daccò. La moglie di Antonio Simone scrive a Formigoni una lettera che in un paese normale non galleggerebbe più di qualche minuto prima delle dimissioni.

No, Pippo, su Penati non sono d’accordo

Tutti sanno quanto sia vicino a Pippo Civati (politicamente ma soprattutto amico) ma questa intervista su Penati è condivisibile su molti aspetti ma manca un punto. Quando dice “la valutazione di opportunità politica sulle dimissioni spetta solo a lui. E la farà nel caso in cui ci fosse il rinvio a giudizio” dissento: Penati è (stato) il portabandiera della coalizione di centrosinistra. Lì dove sta Formigoni noi proponevamo di metterci Penati (sbagliando) e le sue responsabilità (e le sue decisioni) non possono essere scaricate “nel gruppo misto”. Senza polemica, eh. E senza dimenticare che il punto qui è la sfacciata e criminogena lobby formigoniana.

Formigoni è Gesù, Boni Maddalena e Regione Lombardia Ponzio Pilato

Non si riesce nemmeno a raccontare quello che succede in Regione. Intendo dentro, in questo momento, nell’Aula dove sta parlando Alloni (PD) per raccontare quanto sia fondamentale rivedere il piano cave di Cremona mentre l’assessore Bresciani litiga con il vice presidente del Consiglio Regionale Saffiotti (PDL) e nessuno (o quasi) ascolta.

Formigoni (come Gesù) dichiara di avere sbagliato qualcosa ma di essere fondamentalmente santo: ha perso due assessori in poche ore e sorridente dice che è un ricambio voluto per mettere donne in Giunta. Un po’ come se andando contromano si distrugge l’auto esultando per l’avvenimento perché “era fuori moda e consumava troppo”. Una cosa così, come quelle balle che si dicono da bambini per sguaiare la compagnia e ridere tutti insieme. Eppure l’assessore Monica Rizzi è stata fatta fuori da una bega interna della Lega (cioè: Regione Lombardia dipende dalle mestruazioni di Maroni e le faide interne di partito). Il segnale di debolezza politica è di proporzioni che forse non riusciremo a raccontare ai nostri elettori. Perché mi piacerebbe sapere dove va a finire la rappresentanza o la meritocrazia (e qui dentro dici meritocrazia, alzi la testa, vedi la Minetti e ti vergogni che esista ancora nel dizionario politico una parola del genere) se il ruolo di assessore è il premio per le giuste vicinanze. L’assessore Maullu intanto torna semplice consigliere e ex assessore per gli amici troppo poco influenti negli umori interni.

La Lombardia si svende (e si privatizza) per tanti soldi ma si rimodella per la bile e gli umori. E poi ce lo rivendono come “rinnovamento” e pulizia.

Oggi si è dimesso anche Davide Boni (ovviamente prima sui giornali, poi in conferenza stampa e ovviamente si è dimenticato di riferirlo in Aula, ma l’Aula è un impiccio che vale il tempo dell’indennità) e le sue dimissioni da Presidente del Consiglio le avevamo chieste da tempo, visto il ruolo di garanzia. Da domani saremo garantiti da qualche leghista che avrà avuto il merito di non dire una parola sbagliata al triumvirato.

Tutto questo mentre succede intorno a Formigoni quello che succede. Lui si ostina a dirci che è pulito e non indagato: voi eleggereste amministratore di condominio uno che è amico di tutti (tutti!) gli indagati del quartiere?

Poi c’è la politica. E forse sarebbe il caso che cominciassimo a pensare che le nostre diversità e la nostra idea di Governo regionale si ascoltano e si sentono molto poco. E forse i cittadini sarebbero disposti ad affacciarsi al nostro modo di ripensare una Regione partendo dalle fragilità, dalle difficoltà e le differenze. Senza perdersi in dispute endogamiche e non interessanti su antipolitica o peggio sulla “drammaticità” dell’eventuale stop ai rimborsi pubblici.

Perché l’antipolitica sta negli amministratori incapaci, asserviti alle lobby, bulimici di potere e soldi e incapaci di pensare ad altro che non sia la preservazione ossessiva della specie. La propria.

I rimpastini e la credibilità

COMUNICATO STAMPA “In Lombardia, il fondo lo si è toccato da un pezzo. Ma oggi, con il presidente Formigoni in totale balia dei partiti in crisi, costretto a subire il secondo rimpastino nel giro di due mesi e a vivere alla giornata ammettendo per la prima volta l’incertezza del termine di legislatura, si è davvero incominciato a scavare.

E come se non bastasse è arrivato anche il suo ennesimo e imbarazzante tentativo di autoassolversi politicamente anche rispetto agli ultimi sviluppi giudiziari.

Al di là delle surreali dichiarazioni sulla ‘vacanza di gruppo, la stessa di tanti italiani’ che deve persino verificare di aver fatto davvero, lasciano senza parole l’ostinazione e la sfacciataggine nel sostenere che lo scandalo della fondazione di Pavia e dei suoi amici Simone e Daccò sia soltanto una questione tra un’azienda privata e privati cittadini.

Peccato che la Maugeri, come il San Raffaele, sia una struttura sanitaria accreditata e che sia quindi parte a tutti gli effetti del sistema sanitario regionale. E peccato che, come il San Raffaele, riceva ogni anno dalla Regione cifre milionarie, e non esclusivamente per i rimborsi delle prestazioni. E peccato che addirittura esponenti della maggioranza dello stesso Formigoni, da Mantovani all’assessore Bresciani, sembra comincino a rendersi conto di quanto denunciamo da anni: il modello lombardo favorisce enormi interessi di pochi e non è in grado di controllare e arginare gli illeciti. Tralasciando, in tutto ciò, i documentati rapporti personali e politici tra il governatore e i due ‘privati cittadini’ agli arresti.

E così a fronte di un numero sempre più inquietante di inchieste, a fronte delle difficoltà della Lega, tra dimissioni forzate e permanenze inopportune, e dei lunghi coltelli dentro il Pdl, con equilibri sempre più precari, appare evidente come la via d’uscita non possa essere altro che il ritorno immediato alle urne.

Altro che amministrazione efficiente. Ma se Formigoni ne è convinto, a maggior ragione abbia il coraggio di rimettere subito ai lombardi il giudizio sull’operato suo e della sua Giunta”.

Milano, 16 aprile 2012

Discussione tra colleghi su meritocrazia, indagati e Lega

No. Ditemi voi.

 

Ma va? Legge Harlem contro i negozi etnici impugnata.

Il governo impugna la ‘legge Harlem’ contro i negozi etnici in LombardiaSecondo il governo ci sarebbero però requisiti di incostituzionalità, perché la legge “contiene disposizioni restrittive in materia di esercizio di attività commerciali da parte di cittadini di Paesi non europei e dell’Unione europea – si legge nel comunicato – che contrastano con i principi comunitari e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri, tutela della concorrenza e disciplina delle professioni, con violazione dell’articolo 117 della Costituzione, e in materia di rilascio e rinnovo delle concessioni del suolo pubblico per l’esercizio del commercio che contrastano con la normativa statale e comunitaria in materia di servizi. 

Peccato, perché come avevo già scritto la discussione era stata proprio edificante.

La sanità sana di Formigoni

Dove non arrivano gli avvisi di conclusione di indagine. Arrestano direttamente i suoi assessori.

(Lui dirà che è un ex e d è una questione personale. Conto fino a dieci. Uno, due, tre…)

Ripristinati i treni notte. Con un pensiero agli amici del Binario 21

La notizia circola con insistenza e se ne aspetta l’ufficialità a breve: dal 12 giugno ripartiranno tre tratte, Milano-Lecce, Milano-Palermo e Torino-Lecce. Le Ferrovie dello Stato corrono già ai ripari con una dichiarazione che lascia poco spazio a troppe deduzioni: «Non siamo stati noi a cambiare idea. Stiamo parlando di un servizio universale, non di una tratta commerciale, e quindi il nostro committente, in questo caso il ministero del Tesoro ci ha chiesto questo ripristino».
Sulla battaglia (che è di dignità, di lavoro e di unità nazionale) abbiamo scritto (qui gli articoli) e abbiamo presentato una mozione votata in Consiglio. Per questo credo che il ripristino sia una buona notizia non solo per i lavoratori ma per la politica che (una volta tanto) decide di ascoltare quello che succede giù dai palazzi. Dice Erri De Luca che le rivoluzioni si fanno al piano terra, questa volta ci si è riusciti sulla torre.
E forse la foto più bella sarebbe il sorriso dei figli preoccupati in questi mesi per i padri aggrappati e infreddoliti al binario 21.

Ogni promessa è debito: ecco la nostra proposta di legge su #opendata in Lombardia

Ne avevamo parlato (qui e qui) e ne abbiamo discusso molto sui social. Ora siamo pronti. Ho depositato la nostra proposta di legge open data per Regione Lombardia (con il consigliere Pizzul PD, sempre attento sul punto), ora passerà al vaglio della commissione prima di arrivare in Aula. E ovviamente va migliorato, modificato, tutti insieme. Qui potete seguire tutto il percorso della legge. Per ogni suggerimento siamo a disposizione. Perché oltre alle trote e alle minetti in regione ci stiamo per essere legislatori, preferibilmente seri, attenti e ovviamente aperti.

PROGETTO DI LEGGE N. 0154

di iniziativa dei consiglieri regionali: Cavalli, Pizzul

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“Disposizioni in materia di accesso, pubblicazione e riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell’amministrazione regionale in formato aperto tramite software libero e la rete internet”.

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PRESENTATO IL 28/03/2012

ASSEGNATO IN DATA 03/04/2012

ALLE COMMISSIONI REFERENTE II

CONSULTIVA I

Altri pareri Comitato paritetico di controllo e valutazione

RELAZIONE

Il progetto di legge si propone di favorire il processo di innovazione tecnologica e informatica di Regione Lombardia in un contesto di trasparenza e di pluralismo informatico attraverso la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione, la fruibilità e la riutilizzabilità gratuita dei documenti e dei dati pubblici di cui è titolare o da essa detenuti in modalità digitale, favorendo anche la diffusione di software libero e formati aperti per la gestione dei dati e documenti, eliminando altresì ogni barriera dovuta a difformità di standard.

Con questo progetto di legge, si intende pertanto perseguire lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza in ambito regionale per favorire il progresso sociale, il miglioramento della qualità della vita, lo sviluppo delle iniziative economiche private legate al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico, e la partecipazione collaborativa di realtà pubbliche e private promuovendo forme di cittadinanza attiva.

In una realtà dove i dati, i documenti e i contenuti digitali pubblici sono una risorsa con una continua crescita esponenziale, la disponibilità in real-time di questi dati, potrebbe portare, in un mondo web-connesso, a prendere decisioni e cambiamenti comportamentali in tempo reale in base alle proprie esigenze personali. I dati pubblici possono permetterci di prendere un treno o un bus in tempo, pianificare i nostri spostamenti con uno sguardo verso le previsioni meteo, verificare in qualsiasi momento la disponibilità di punti car/bike sharing nelle vicinanze, calcolare la quantità di emissioni inquinanti del proprio veicolo e l’impatto sulla qualità dell’aria nella propria città, dove andare a vivere con la propria famiglia, in quale università studiare o quale prodotto comprare.

Un rilascio strutturato, centralizzato e aggregato dei dati, in conformità delle leggi vigenti in materia, permetterebbe quindi lo sviluppo di nuove applicazioni e soluzioni multimediali innovative che porterebbero nuovi business sul territorio lombardo, un indotto economico significativo e un insieme di servizi a valore aggiunto per tutti i cittadini lombardi. Per esempio, la disponibilità pubblica dei dati di tutta la rete lombarda dei mezzi di trasporto e della frequenza dei mezzi, potrebbe semplificare lo sviluppo di applicazioni che favoriscano la pianificazione ottimale dei propri viaggi, con uno sguardo continuo verso la riduzione delle emissioni inquinanti, o ancora applicazioni in grado di raccogliere dati su come migliorare la rete dei trasporti pubblici.

Obiettivo ultimo di questo progetto di legge è rendere la stessa amministrazione pubblica volano di innovazione.

Progetto di Legge

Disposizioni in materia di accesso, pubblicazione e riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell’amministrazione regionale in formato aperto tramite software libero e la rete internet.

Articolo 1

(Finalità)

1. Regione Lombardia, in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82) e del decreto legislativo 24 gennaio 2006 n. 36 (Attuazione della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico), assicura la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione, la fruibilità e la riutilizzabilità gratuite dei documenti e dei dati pubblici di cui è titolare o da essa detenuti in modalità digitale.

Al fine di garantire la più ampia libertà di accesso all’informazione pubblica, di favorire la partecipazione dei cittadini, delle imprese, delle fondazioni e delle associazioni ai processi decisionali della pubblica amministrazione, di incentivare la collaborazione tra pubblico e privato e di rendere riutilizzabile il maggior numero di documenti e di dati pubblici, in base a modalità che assicurano condizioni eque, proporzionate e non discriminatorie, la Regione favorisce:

a) il processo di innovazione tecnologica e informatica della propria organizzazione in un contesto di trasparenza e di pluralismo informatico attraverso l’impiego e la diffusione di software libero e formati aperti per la gestione dei dati e documenti, eliminando altresì ogni barriera dovuta a difformità di standard;

b) lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza in ambito regionale per favorire il progresso sociale, il miglioramento della qualità della vita, lo sviluppo delle iniziative economiche private legate al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico e la partecipazione collaborativa di realtà pubbliche e private promuovendo forme di cittadinanza attiva.

Articolo 2

(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge, si intende per:

  1. accesso: il diritto riconosciuto a chiunque di richiedere e ottenere informazioni, documenti e dati pubblici o di pubblico interesse gratuitamente qualora gli stessi non fossero già stati resi noti;
  2. dato pubblico: il dato conoscibile, accessibile e riusabile da chiunque liberamente;
  3. dato della pubblica amministrazione: il dato prodotto, o comunque in possesso direttamente o indirettamente, dall’ente pubblico regionale;
  4. documento: ogni rappresentazione elettronica, digitale, informatica, grafica, fotocinematografica, elettromagnetica, o di qualunque altra specie, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti dall’amministrazione regionale e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale;
  5. dato aperto: un contenuto, un documento o un dato si definisce aperto se chiunque è in grado di utilizzarlo, ri-utilizzarlo e ridistribuirlo liberamente, soggetto, al massimo, alla richiesta di attribuzione e condivisione allo stesso modo;
  6. formati di dati aperti: i formati di salvataggio ed interscambio di dati informatici le cui specifiche complete di implementazione siano note, standardizzate, a disposizione di ogni utente e liberamente utilizzabili per tutti gli usi consentiti dalla legge; siano documentati in modo completo e approfondito in modo che sia possibile scrivere un programma per elaboratore in grado di leggere e/o scrivere dati in tali formati sfruttando tutte le strutture e le specifiche descritte nella documentazione; non siano presenti restrizioni di alcun tipo all’uso di tali formati di dati;
  7. software libero: ogni programma per elaboratore elettronico distribuito con una licenza di software libero tale per cui sia garantita la libertà gratuita di eseguire il programma per qualsiasi scopo, la libertà di studiare il programma e modificarlo, la
    libertà di ridistribuire copie del programma in modo da aiutare il prossimo, e la libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio;
  8. riutilizzo: l’uso del dato di cui è in possesso Regione Lombardia, da parte di persone fisiche o giuridiche, a fini commerciali o non commerciali diversi dallo scopo iniziale per il quale il documento o il dato che lo rappresenta è stato prodotto o utilizzato nell’ambito dei fini istituzionali, secondo norme di copyright e licenze riconosciute a livello nazionale ed internazionale.

Articolo 3

(Accesso tramite la rete internet e riutilizzo dei dati e delle informazioni)

1. La Regione Lombardia utilizza le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per rendere fruibili i documenti e i dati pubblici di cui è in possesso, assicurandone la pubblicazione tramite la rete internet in formati aperti secondo gli standard internazionali e avvalendosi di software libero per la loro gestione, raccolta, archiviazione e pubblicazione.

I dati e le informazioni di cui al comma 1 sono gratuitamente accessibili tramite la rete internet, e sono riutilizzabili nel rispetto della normativa statale in materia di digitalizzazione della pubblica amministrazione, di accesso agli atti amministrativi, di protezione dei dati personali, di riutilizzo delle informazioni del settore pubblico, di diritto della proprietà intellettuale e industriale.

Le licenze per il riutilizzo dei dati pubblici e delle informazioni, predisposte in ottemperanza al d.lgs. 36/2006 devono consentire la più ampia e libera utilizzazione gratuita, anche per fini commerciali e con finalità di lucro.

La Regione opera per rimuovere e arrestare gli ostacoli che impediscono la piena accessibilità ai documenti e ai dati pubblici assicurando la parità di trattamento tra tutti i riutilizzatori e si adopera per promuovere l’adozione da parte degli enti, delle società, dei consorzi e delle associazioni a cui partecipa delle misure necessarie per garantire la pubblicazione e il riutilizzo dei dati e dei documenti.

La Regione assicura che in presenza di ogni singola richiesta di documenti che li descriva ragionevolmente e sia stata fatta secondo le regole che specificano tempo, luogo, oneri e procedure da seguire, renderà i documenti, i contenuti e i dati pubblici immediatamente disponibili a chiunque, in formato aperto.

Articolo 4

(Reclamo)

1. La Regione assicura l’effettiva disponibilità tramite la rete internet e riutilizzabilità dei documenti e dei dati pubblici. I provvedimenti di cui all’articolo 5, comma 1, lettera h), individuano le modalità per le richieste di messa a disposizione tramite la rete internet e di riutilizzo di dati e documenti pubblici, le modalità di reclamo e assicurano che i reclami siano verificati ed evasi entro trenta giorni dal ricevimento, salvo motivate proroghe, secondo i criteri individuati dagli stessi provvedimenti di attuazione.

Articolo 5

(Provvedimenti di attuazione)

1. La Giunta regionale e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, secondo le rispettive competenze, adottano, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge e sentita la commissione consiliare competente, uno o più provvedimenti che – sulla base di un processo consultivo rivolto agli utenti in qualità di fruitori finali della presente Legge –  definiscono, in particolare:

  1. i dati, le informazioni, i contenuti e i documenti che possono essere oggetto di immediata pubblicazione e riutilizzo;
  2. le modalità per individuare ulteriori dati, contenuti e documenti, che possono essere oggetto di pubblicazione e riutilizzo in futuro;
  3. le modalità di pubblicazione dei dati, delle informazioni, dei contenuti e dei documenti, e le modalità di gestione e aggiornamento del portale regionale per favorire e semplificare al meglio l’accesso ai medesimi e per garantire un aggiornamento continuo dei dati pubblicati;
  4. le licenze per il riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici di cui l’amministrazione regionale è in possesso sia direttamente che indirettamente;
  5. l’elenco dei formati di dati aperti utilizzabili, individuabili anche in via indiretta, tramite riferimento a standard internazionali per la gestione dei documenti e dei dati pubblici di cui l’amministrazione regionale è in possesso direttamente o indirettamente;
  6. l’identificazione delle soluzioni software libere più opportune che verranno utilizzate per la gestione, manipolazione, archiviazione e pubblicazione dei dati, dei contenuti e dei documenti identificati ai punti a) e b);
  7. le modalità per la presentazione del reclamo di cui all’articolo 4 nonché per l’evasione della richiesta da parte dell’ufficio competente;
  8. forme di coordinamento interregionale e di collaborazione con le amministrazioni locali e con altri soggetti pubblici e privati del territorio lombardo, affinché anche le amministrazioni locali si adoperino di formati open e software libero per la gestione dei loro dati e documenti;
  9. forme di collaborazione con università del territorio lombardo e realtà esperte del settore per la definizione di proposte progettuali che usino i dati, i contenuti e i documenti pubblici di Regione Lombardia al fine di definire nuovi servizi al cittadino a valore aggiunto.

Articolo 6

(Norma transitoria)

1. La presente legge regionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Lombardia.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Lombardia.

Articolo 7

(Clausole Valutative)

1. Regione Lombardia deve definire le metodologie, i criteri, le modalità di valutazione, ed eventualmente identificare Enti Universitari del territorio lombardo accreditati, al fine di valutare annualmente sia l’operato in attuazione della presente legge (Art. 5) che i risultati ottenuti. L’attuazione della presente legge dovrà tenere in considerazione, di anno in anno, i risultati e le direttive raccolte attraverso le forme di valutazione che verranno definite in itinere.

Leghista, Presidente dei revisori dei conti ARPA indagato per frode fiscale. Cosa ci dice la Lega?

“Apprese le dimissioni di Renzo Bossi e in attesa di quelle dell’assessore Monica Rizzi e del presidente del consiglio Davide Boni, oltreché naturalmente del presidente Formigoni, visto che nella Lega sembra tempo di pulizie di primavera, ci chiediamo se non sia il caso di procedere subito alla sospensione cautelativa di tal Felice Tavola, padano doc, presidente del collegio dei revisori dei conti di Arpa Lombardia.

Perché il commercialista lecchese è indagato per una frode fiscale di decine di milioni di euro, con un’imputazione a suo carico di associazione per delinquere. E che rimanga a presiedere l’organismo di controllo dei conti dell’Agenzia regionale per l’ambiente e a far parte di quello dell’ospedale Niguarda, sempre su nomina regionale in quota Lega Nord, appare quantomeno sconveniente.

Su questa vicenda stiamo preparando una mozione di sfiducia. Intanto, rispetto a ciò che nel complesso sta emergendo in casa Lega, non passi il giochetto di far credere che un sistema di potere così radicato e così formigonianamente costruito in questi quasi vent’anni alla guida congiunta di Regione Lombardia  rappresenti soltanto un problema interno o familiare.

Cosa pensano dell’opportunità di Tavola in quel delicato ruolo Maroni, i barbari sognanti, il capogruppo Galli e il presidente Boni? E, più in generale, cosa ne pensa la base leghista?

Milano, 10 aprile 2012

 

Qui l’articolo di Affari Italiani:

La strana vicenda di Felice Tavola, indagato e revisore dei conti di Arpa. Il caso di Affaritaliani.it

di Fabio Massa

Uno scandalo dopo l’altro. Anche quelli passati un po’ sotto sordina, ora vengono fuori. Uno per uno. Il Carroccio è nel mirino, ma le inchieste ci sono. E fanno discutere anche a posteriori. L’ultimo caso è quello di Felice Tavola. Tavola, ai più sconosciuto, in Lega Nord in effetti è un pezzo “grosso”. Già assessore al Bilancio al Comune di Lecco nella prima giunta leghista degli anni ’90. Già notissimo commercialista. Già e ancora presidente del collegio dei revisori dei conti di Arpa Lombardia. La stessa lambita, sfiorata e in parte travolta dal caso di Nicoli Cristiani, il consigliere regionale lombardo, membro dell’Ufficio di Presidenza, finito in carcere per aver preso delle mazzette.

Ecco, Felice Tavola è indagato e sta per tornare nel mirino, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it. Secondo la Procura di Lecco avrebbe fatto in modo di sottrarre al fisco decine di milioni di euro grazie a un “sistema molto ingegnoso”. L’operazione è stata battezzata Fort Knox . Con metodi semplicissimi il professionista aveva consentito, negli anni, alle società facenti parte del sodalizio di evadere importi per decine di milioni di euro. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno portato a 53 denunce, coinvolte 77 società del territorio lecchese e della Bergamasca operanti in prevalenza nel settore delle industrie manifatturiere. Secondo le cronache di inizio marzo “Felice Tavola, che dovrà rispondere anche del reato di associazione a delinquere, era l’indiscusso stratega”.

Il caso sta riesplodendo anche grazie a Giulio Cavalli, consigliere regionale di Sel, che spiega: “Apprese le dimissioni di Renzo Bossi e in attesa di quelle dell’assessore Monica Rizzi e del presidente del consiglio Davide Boni, oltreché naturalmente del presidente Formigoni, visto che nella Lega sembra tempo di pulizie di primavera, ci chiediamo se non sia il caso di procedere subito alla sospensione cautelativa di tal Felice Tavola, padano doc, presidente del collegio dei revisori dei conti di Arpa Lombardia”.

Cavalli attacca a fondo: “Perché il commercialista lecchese è indagato per una frode fiscale di decine di milioni di euro, con un’imputazione a suo carico di associazione per delinquere. E che rimanga a presiedere l’organismo di controllo dei conti dell’Agenzia regionale per l’ambiente e a far parte di quello dell’ospedale Niguarda, sempre su nomina regionale in quota Lega Nord, appare quantomeno sconveniente. Su questa vicenda stiamo preparando una mozione di sfiducia”. L’obiettivo politico è però più ampio e più “largo” rispetto alla semplice figura di Tavola: “Rispetto a ciò che nel complesso sta emergendo in casa Lega, non passi il giochetto di far credere che un sistema di potere così radicato e così formigonianamente costruito in questi quasi vent’anni alla guida congiunta di Regione Lombardia  rappresenti soltanto un problema interno o familiare – conclude Cavalli – Cosa pensano dell’opportunità di Tavola in quel delicato ruolo Maroni, i barbari sognanti, il capogruppo Galli e il presidente Boni? E, più in generale, cosa ne pensa la base leghista?”

Il mio ultimo libro: L’INNOCENZA DI GIULIO – booktrailer

Le mie foto, i miei posti

  • L'INNOCENZA DI GIULIO alla Feltrinelli, Monza. Con Pippo Civati.
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  • Pietro Piccinini della Cooperativa Ruah racconta l'esperienze d'accoglienza #nonmifermo
  • Manila Filella sulla legislazione verso la clandestinità #nonmifermo
  • Edda Pando interviene a #nonmifermo
  • Maurizio Martina segretario regionale PD interviene #nonmifermo
  • Pino Petruzzelli legge passi dal suo libro GLI ULTIMI #nonmifermo
  • Romana Vittoria Gandossi racconta delle xenofobie del sindaco di Adro #nonmifermo
  • Luciano Scagliotti (ex presidente ENAR): integrazione è possibilità di partecipare alla vita sociale, politica e lavorativa #nonmifermo
  • @MartaFratter: 'Su certi temi non si può rimanere indifferenti. Imparare ad essere intolleranti con i prepotenti.' #usalatesta
  • A Massafra. Pronti per andare in scena.
  • A Perugia, con Gian Carlo Caselli per discutere de L'INNOCENZA DI GIULIO
  • Noi non dimentichiamo Pio La Torre e Rosario Di Salvo uccisi dalla mafia a Palermo il 30 aprile 1982.

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