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L’IMPEGNO DI GIULIO CAVALLI

Domenica 21 marzo Cesate ha ospitato Giulio Cavalli.

Questo nome giungerà nuovo a chi si tiene aggiornato soltanto tramite i mezzi d’informazione “convenzionali”, ma per quelli che sfruttano altri canali, come il web, Giulio Cavalli rappresenta il nuovo che avanza, una ventata d’aria fresca in questa politica stantia che propina nomi e facce provati dall’usura del tempo, che restano aggrappati al capezzolo della politica non per vocazione, ma per tornaconto personale.

Giulio Cavalli ha 32 anni e non ha un passato politico, ma possiede un notevole pedigree di impegno sociale: i suoi innumerevoli spettacoli teatrali denunciano il malaffare e il malfunzionamento in un paese (in nostro), in cui Stato e Mafia sono diventati un binomio inscindibile, anche grazie alla dilagante indifferenza di buona parte della popolazione.

Con lo spettacolo intitolato “Cento passi dal Duomo”, Cavalli sta cercando di portare ai cittadini lombardi una verità scomoda: la Mafia ha allungato i suoi tentacoli sull’Expo 2015, e le flebili smentite del politicante di turno non sono che la conferma di questo fatto.

“Parlare di criminalità organizzata comporta dei rischi e delle reazioni”, sia da parte della mafia sia da parte di quel mondo politico colluso.

Cavalli parla chiaro: “È un problema esistente e serve azione e la parola è azione”.

Non ha paura di fare nomi e cognomi dei personaggi affiliati alle organizzazioni criminali: Pirolli, Barbaro, Papalìa e Liggio, non sono che una parte irrisoria della lista di questa mafia sempre meno visibile, che per entrare nel XXI secolo ha messo nell’armadio coppola e lupara, rimpiazzandole con giacca, cravatta e ventiquattrore.

Ma la mafia non è tutto, specie in Lombardia. Infatti Cavalli non si lascia sfuggire l’occasione di rammentare la privatizzazione selvaggia perpetrata dal governatore Formigoni, emissario di Comunione e Liberazione, organizzazione che ha sempre più interessi nel territorio, in particolare nella sanità e nell’istruzione privata.

La genuinità di questo ragazzo non sta soltanto nelle belle parole snocciolate per la platea, ma nella concretezza delle sue idee, già visibile in ben due proposte di legge di cui si fa portatore: una che riguarda l’ecosostenibilità degli edifici pubblici, grazie alle energia alternative, come il fotovoltaico; l’altra riguarda la limitazione del consumo del suolo, per impedire la cementificazione selvaggia del territorio, che, ricorda Cavalli, “non è proprietà della maggioranza di turno, ma è proprietà dei cittadini”. Limpido, perentorio e carismatico.

Lo si potrebbe ascoltare per ore, senza stancarsi della sua verve, che lascia spazio anche a qualche scampolo di satira, che aggiunge brio al suo discorso.

Legare il suo impegno sociale all’attività politica non è stata una scelta facile. È stato necessario l’incoraggiamento (e l’insistenza) di Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Antonio Di Pietro per riuscire a fargli “prendere una posizione”.

“La bellezza di un impegno”, slogan della sua campagna elettorale, racchiude in sé una missione: tendere allenata la memoria degli italiani, sempre più lacunosa e minata dall’informazione di regime.

Guardarlo in faccia significa guardare un futuro migliore, fatto di giovani che vogliono dare il loro indispensabile contributo per il bene del proprio paese, disinteressati al guadagno e votati al coinvolgimento della società, troppo spesso abbandonata a se stessa a fine campagna elettorale.

Sonny De

http://lemanineicapelli.ilcannocchiale.it/post/2459574.html

Altritaliani.net su Giulio Cavalli

Quando eravamo bambini a sconfiggere il male ci pensavano i supereroi, quelli con i superpoteri. Alti, probabilmente, sicuramente forti, cavalieri senza macchia e senza paura, con al massimo un punto debole, con le batmobili e le ragnatele. Era da loro che erano spaventati i “cattivi”.

Poi siamo cresciuti e abbiamo scoperto che quelli – non molti – che lottano contro il male sono persone “normali”, hanno facce normali e vivono, o dobbiamo dire dovrebbero vivere – vite normali. Anzi a voler essere precisi, capita, oggi, che a combattere il male sia un giullare.

E non usa spade o lame rotanti, non usa superpoteri e neanche la forza fisica. A lui basta la forza delle parole, basta il movimento del suo corpo su un palco per spaventare.

Giulio Cavalli è un giullare. Giulio Cavalli combatte il male.

Il teatro è la sua batmobile e i suoi monologhi i suoi superpoteri. Cavalli combatte la mafia, ma non è né un magistrato, né un poliziotto o un carabiniere; Giulio è un attore, un autore, un regista, insomma uno che la mafia fino a qualche anno fa probabilmente avrebbe compatito ma che ora teme, e lo teme al punto da averlo minacciato più e più volte, tanto da costringerlo a vivere una vita sotto scorta. Ma Giulio, che non è siciliano, campano, calabrese o pugliese, ma di Lodi resiste e non si lamenta. Continua a combattere la malavita, a prenderla in giro a suon di battute. Cavalli svuota la mafia, la camorra, di quella che è una delle loro forze: l’autorità, il timore che il potere sempre dà. E se alla mafia togli questo, non rimane che dover ricorrere alla minaccia, non puoi più “fare il superiore”, ma sei costretto a far scrivere ai giornali che la mafia minaccia un attore. Una cosa da ridere, quasi, se le conseguenze non fossero quelle di una vita sotto scorta.

Sono anni che Cavalli fa questo e lo fa con una testardaggine e una convinzione non comuni, riuscendo a raggiungere un pubblico sempre più grande, partendo dal suo teatro lodigiano e denunciando il malaffare che, come spesso sottolinea, non è solo del sud. Un malaffare che non è, comunque, solo mafia, ma anche politica ed economia, tanto da prendersi una querela da Fiorani a causa del suo spettacolo “A cento passi dal Duomo”.

Qualche mese fa di questo giullare se n’è accorta anche la politica e Di Pietro gli ha chiesto di candidarsi da indipendente in Lombardia, regione sotto i riflettori per il prossimo Expo (2015). E lui ha accettato, anche perla sua amicizia con l’ex magistrato De Magistris e Sonia Alfano.

Una scelta non facile, quella di schierarsi, col rischio di passare dalla parte di chi non è al servizio di tutti. Una sciocchezza: “L’icona “superpartes” è una gigantesca bufala di marketing. Impegno è presa di posizione” dice.

Gli abbiamo fatto qualche domanda

E così hai deciso. Ti getti nella mischia…

A dire la verità, se per mischia si intende quella sana contaminazione di scegliere e sapere esattamente da che parte stare e lottare con qualsiasi mezzo a mia disposizione contro qualcosa e qualcuno; allora nella mischia ci sono già da un pezzo…

Immagino che la tua battaglia principale sarà quella che da anni ti impegna a teatro e che condiziona la tua vita: la battaglia per la legalità…

La parola legalità oggi in Italia è una delle tante parole che ci hanno rubato. Legalità significa rispetto delle leggi e noi, ultimamente, siamo il paese delle leggi eticamente illegali. Preferisco parlare allora di dignità e responsabilità. Del resto il rispetto delle regole non è (come ogni tanto banalmente si pensa) un punto di programma: è piuttosto una visuale di tutti i punti di programma. Sanità, lavori pubblici, ambiente lavoro…

Come mai l’Italia dei Valori?

Per l’amicizia e la stima che mi lega a Luigi De Magistris e Sonia Alfano. E per la disponibilità di Antonio Di Pietro nel darmi modo di mettere in campo un progetto culturale e politico in modo assolutamente libero. Perché credo negli 11 punti di programma dell’Italia dei Valori. E, inevitabilmente, perché oggi è l’unico partito che abbraccia persone non strettamente legate ad una carriera partitica.

Una scelta del genere fa saltare il tavolo dell’artista superpartes. Si può essere impegnati e superpartes, o prima o poi bisogna prendere posizione?

L’icona “superpartes” è una gigantesca bufala di marketing. Impegno è presa di posizione. Ho finito di essere “superpartes” nel momento in cui ho rifiutato di essere un’icona nel ruolo infelice della “vittima”.

Ti batti da anni per far sì che storie e personaggi non vengano dimenticati. Lo fai su un palco e hai dato la tua libertà per questo. So che la domanda può sembrare o essere stupida. Ti sei mai pentito di esserti spinto fino a qui?

Mai.

Vivi sotto scorta da quasi un anno ormai. Che paese è un paese dove anche, e sottolineo anche, un artista debba vivere sotto scorta?

Un paese in cui essere “normalmente” dalla parte delle regole ti rende eccezionale. Un paese che delega troppo spesso.

Hai detto: “C’è una grande famiglia che mi sostiene”. Da chi è formata?

Dagli amici, i collaboratori, la mia famiglia. Don Ciotti, Caselli, Barbacetto, Fo, Lucarelli.

23 proiettili davanti al teatro. Uno degli ultimi segnali che le cosche ti hanno mandato. Un’escalation che aumenta. Il tuo scendere in politica ha dato tanto fastidio?

È un buon segno che dia fastidio. Ma la vicenda dei proiettili non è una notizia su cui incancrenirsi, altrimenti alimentiamo il voyeurismo ultimo di questo Grande Fratello degli intimiditi che non ha senso.

Ultimamente a questa domanda hai risposto spesso, ma credo che sia sempre bene ricordarlo, anche perché sembra uno di quegli argomenti dalla memoria corta. Si ricorda che la Mafia è anche al Nord, ma dopo poco si va avanti come se nulla fosse.

L’ignoranza intenzionale della Lombardia è un vizio antico. Intanto le famiglie di ’Ndrangheta entrano negli appalti che contano: TAV, Milano-Venezia, Malpensa. È il lombardismo cronico del nascondere per non dovere affrontare.

L’applauso che ha salutato il discorso di Di Girolamo cosa significa?

È la fanfara che provocano i simili quando si salutano.

Credi che si possa correre il rischio, in campagna elettorale di incontrare persone, stringere mani, non proprio pulite?

È un rischio possibile, ma so benissimo chi paga le mie iniziative elettorali.

Tu sei indipendente in un partito che ha passato/sta passando un periodo di maretta. Prima il congresso e le vedute diverse di De Magistris e Di Pietro, poi i problemi alle Regionali… insomma che si dice nell’IdV?

E’ un partito che ha avuto una crescita accelerata e adolescenziale. Ora si prepara alla sfida della maturità.

Francesco Raiola

da http://www.altritaliani.net/spip.php?article372

20 marzo: Conferenza stampa Giulio Cavalli, Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris

Sabato 20 marzo 2010 alle ore 15:30 conferenza stampa On. Antonio Di Pietro, On. Luigi De Magistris e il candidato alle regionali Giulio Cavalli presso il Circolo della stampa, Corso Venezia 16- Milano, Sala Montanelli.

15 marzo: gli appuntamenti della settimana

LUNEDì 15 : h 21,00 incontro elettorale a Corsico (Mi), saloncino La Pianta, Via Leopardi 7.

MARTEDì 16 : h18:00 incontro elettorale, bar letterario Uva Rara, Via Cavallotti 8- Varese h21:00 incontro elettorale con Salvatore Borsellino, Auditorium S.Carlo, Via Matteotti – Milano

MERCOLEDì 17 : h12,00 partecipazione a programma televisivo in onda su Canale Italia h18,00 incontro elettorale a Rozzano, Fondazione Rudh, Cascina Grande - Viale Togliatti h 21,00 incontro elettorale a San donato milanese, sala consiliare via Cesare Battisti 2; parteciperanno Claudio Messora e Loris Mazzetti

GIOVEDì 18 : h21:00 incontro elettorale a Sesto San Giovanni, Villa Torricelli, Via Puricelli Guerra 24 (sala camino)

SABATO 20: h15:30 conferenza stampa Circolo della stampa con On.Di Pietro e On. De Magistris, Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16- Milano h18:00 incontro elettorale a Bollate, Sala Polivalente della Biblioteca di Bollate, Piazza C.A. Dalla Chiesa, 30 h21:00: incontro elettorale con On. Luigi De Magistris presso Stazione di servizio in via A.Caretto 4, Milano

DOMENICA 21: dalle h15,00 alle h17,00 fiera della Primavera a Paderno Dugnano, P.zza Chiesa S. Maria Nascente- Paderno Dugnano h 21,00 spettacolo teatrale ‘A cento passi dal Duomo’ a Cassinetta di Lugagnano (Mi), sala ex scuola materna P.zza Negri 3

Per tutti gli aggiornamenti e le novità tornate a visitare il sito.

Doppio evento a Opera e Pieve Emanuele: spettacolo gratuito di Giulio Cavalli il 27/28

di Alessandro Diano

Un mese fa, nel consiglio comunale di Pieve Emanuele del 26 Gennaio scorso, è stata rifiutata la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano e a Giulio Cavalli, con le opinabili motivazioni già riassunte qui nel blog urbano pievese.

Spiace come sia risultata fin troppo evidente la motivazione puramente ideologica del rifiuto: tra i vari pregiudizi, Saviano -che è dichiaratamente di destra- (qualsiasi cosa questa definizione significhi…) è stato impropriamente definito -di sinistra- (ibidem), come se poi c’entrasse qualcosa con la motivazione di una cittadinanza onoraria…!?!

Si è dunque pensato, pacatamente, serenamente (cit.), di fornire ai consiglieri che ancora non lo conoscono, qualche biglietto omaggio per il prossimo spettacolo dell’artista (e da poco ormai anche candidato) Giulio Cavalli, anche per rispolverare il sempre valido principio di Luigi Einaudi (”Conoscere per deliberare“), che nel consiglio comunale Pievese, purtroppo, non sempre si applica con successo.

Contattato nel merito, lo staff di Cavalli ha replicato di voler invece regalare lo spettacolo a tutta la città (”E perché solo ai consiglieri?!”), anche per far conoscere meglio il suo lavoro di artista che già coincide con il proprio manifesto elettorale (infatti è l’unico con questa caratteristica…).

E se non si può regalare una copia del libro “Gomorra” o “La bellezza e l’inferno” di Saviano a tutti quei consiglieri comunali che ne ignorano i contenuti e, men che meno, gli utilissimi significati socio-politico-economici, sarà però possibile regalare a tutti i cittadini interessati lo spettacolo “umoristico” (eufemismo…) di Giulio Cavalli, scritto in collaborazione con il giornalista Gianni Barbacetto, e intitolato (ironicamente, appunto) “A 100 passi dal Duomo“, parafrasando il celebre film dedicato a Peppino Impastato.

Poiché anche l’uso della sala consiliare (nella quale un mese prima gli era stata rifiutata la cittadinanza onoraria) è stato respinto dall’amministrazione Pievese (che ha negato pure il patrocinio all’iniziativa), segnalo dunque date e luoghi delle due rappresentazioni straordinarie che Giulio Cavalli terrà gratuitamente nel sud Milano, la prima in una struttura teatrale, mentre la seconda proprio a Pieve Emanuele:

=> Sabato pomeriggio 27 Febbraio h.15:30
Cinema-Teatro “Eduardo” – via Giovanni XXIII, 5 – Opera (MI)

=> Domenica sera 28 Febbraio h.21:00
Cooperativa “La Familiare” – via Roma, 14 – Pieve Emanuele (MI)

Diffondete pure liberamente, poiché unitamente alla stampa e alle associazioni, proprio i cittadini (e ovviamente anche i loro amministratori pubblici) sono tutti invitati.

E nell’attesa (solo per chi vorrebbe saperne di più) suggerisco qualche rapido trailer informativo su Giulio Cavalli:

-Carlo Lucarelli (Blu Notte) su Cavalli e Saviano

- Intervista Corriere.it dopo l’intimidazione a Cavalli con il ritrovamento di 23 proiettili

- Serata speciale “Aperto per mafia” con Dario Fo, Eugenio Finardi, Paolo Rossi, Enzo Iannacci, Marco Balbi, Maddalena Crippa, Flavio Oreglio, Walter Leonardi, Renato Sarti, Gian Carlo Dettori, Massimo De Vita, Andrèe Ruth Shammah e altri esponenti dei teatri milanesi:

- Giulio Cavalli ad Annozero parla dei contenuti dello spettacolo “A 100 passi dal Duomo

- I “vantaggi” del candidato regionale scortato

http://pieveemanuele.blogolandia.it/2010/02/22/doppio-evento-a-opera-e-pieve-emanuele-spettacolo-gratuito-di-giulio-cavalli-il-2728/

Da VareseNews: Giulio Cavalli è il candidato Idv contro la mafia

Il sorriso smagliante che appare sulla faccia di qualsiasi candidato in periodo di elezioni non è propriamente quello di Giulio Cavalli, che di sorrisi, probabilmente, se ne può permettere pochi. Oggi ha presentato a Varese la sua candidatura alle elezioni regionali come “indipendente” all’interno delle liste dell’Italia dei Valori, ma solo ieri un suo spettacolo teatrale veniva sospeso causa “rinvenimento di numero 23 proiettili inesplosi nel parcheggio del teatro”. E non si trattava di coincidenza, per intenderci Cavalli vive da 11 mesi sotto la scorta affidatagli dal ministero a seguito delle minacce subite per il suo impegno contro la mafia.
Da sempre immerso nella sua attività teatrale, Cavalli ha deciso ora di continuare le sue battaglie e portare la sua testimonianza all’interno delle istituzioni attraverso l’impegno politico. Due cose che per la verità considera comunicanti, «del resto è assurdo parlare di teatro civile slegandolo dalla realtà così come è assurdo parlare di politica slegandola dalla società civile: considero preoccupante la facilità con cui oggi arriviamo a dire che la politica apre fette di rappresentanza anche alla società civile, come se le due cose non dovessero essere, in un paese normale, la stessa cosa».
E così, spinto dalle offerte di Sonia Alfano, Luigi De Magistris e Antonio Di Pietro, si è trovato a correre con l’Idv per un seggio in Regione. Garanzia dell’impegno che intende prendersi è per forza di cose la sua storia personale, «il mio impegno è quello che già faccio, la mia denuncia è quello che gran parte delle forze politiche qui in Lombardia fingono di non vedere: la mafia c’è e si vede».
Lodigiano di origini ha deciso di orientare la sua competizione elettorale a Milano e Varese perché la prima è stata eletta a capoluogo dalla criminalità organizzata, («la mafia ha bisogno di nascondere i suoi soldi, e qual è il modo migliore se non nasconderli in mezzo ad altri soldi?»), e la seconda viene subito dietro. «In provincia di Varese la criminalità organizzata fa molti dei suoi affari, come hanno testimoniato le inchieste e gli arresti della magistratura, e Varese stessa è in una posizione geografica cruciale per il passaggio di denaro in Svizzera».
«Quello che cerco ogni giorno di far capire – ha spiegato presentando la sua candidatura – è che la mafia sbriciola silenziosamente il nostro tessuto economico senza che ce ne accorgiamo, e blocca lo sviluppo del nostro territorio», e questo è il primo punto all’interno del programma che intende presentare: l’istituzione di una commissione regionale antimafia. «Viviamo in una regione dove si impedisce ai 16enni di bere il mojto e nemmeno ci accorgiamo che il traffico di cocaina qui rappresenta uno dei più grandi introiti della criminalità organizzata».
Ma i suoi progetti guardano anche agli altri settori della rappresentanza politica: economia, sanità e ambiente sono al centro del programma che intende presentare agli elettori, «arriveremo al voto con proposte di legge già scritte e che i cittadini potranno consultare».
Il prossimo incontro con gli elettori sarà il 10 febbraio a Maccagno alle ore 21 in via Valsecchi 23 con la partecipazione di Salvatore Borsellino.

8/02/2010 Tomaso Bassani

Antonio Di Pietro sostiene Giulio Cavalli

Il testo della presentazione di Antonio Di Pietro pubblicato sul sito nazionale di ITALIA DEI VALORI il 12 gennaio 2010 (http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/la_squadra_per_la_lombardia.php):

La squadra per la Lombardia e’ oramai pronta. l’Italia dei Valori aprira’ le proprie liste alla societa’ civile, come ha già fatto alle elezioni europee, per coinvolgere persone che, come Cavalli, hanno dimostrato in questi anni di poter risvegliare con il proprio lavoro la coscienza civile.

Cavalli ha deciso di scendere in campo al nostro fianco per scardinare un governo di affaristi radicato anche in Lombardia dove il sultanato Formigoni ormai ha ridotto gli spazi di gestione reale della cosa pubblica ad un affare di lobby.

Antonio Di Pietro


Conferenza stampa di presentazione della candidatura con Antonio Di Pietro

Cavalli scende in politica con l’Idv: “Non ci sto a fare la vittima”.
L’attore teatrale sotto scorta per i suoi spettacoli contro la mafia si candida alle regionali con il partito di Antonio Di Pietro
Lunedí 11.01.2010 19:33 di Francesco Oggiano

“Faccio una scelta di quelle impopolari. Se avessi una grande azienda di marketing sicuramente si metterebbe le mani nei capelli”. Pesa ogni parola, Giulio Cavalli, per annunciare la sua discesa in politica. L’attore e regista teatrale di Tavazzano, in provincia di Lodi, è il candidato alle prossime Regionali in Lombardia per l’Italia dei Valori.

L’ATTORE SOTTO SCORTA DALLO SCORSO APRILE – “Mi accusavano di essere un teatrante politico: bene, ora sarò un politico teatrale”. Protagonista del teatro civile lombardo, ha curato ed è stato protagonista di spettacoli dedicati a temi d’attualità (il turismo sessuale prima e la strage di Linate poi) e alla criminalità organizzata, con “Do ut des – riti e conviti mafiosi”, del 2006, e con “A cento passi dal Duomo”, monologo dedicato alla presenza della ‘Ndrangheta in Lombardia. Per i suoi testi, pieni di nomi e aneddoti riguardanti le connivenze dei politici con i mafiosi, Cavalli vive sotto scorta dallo scorso aprile.

“E’ SOLO UN ALLARGAMENTO D’IMPEGNO” – Ora, la svolta. “Ma ci tengo a precisarlo – spiega ad Affaritaliani.it – Questo non è un cambiamento di programma: è solo un allargamento d’impegno. L’impegno che porterò in politica sarà lo stesso che porto sul palco, sul blog o sui giornali”. La decisione gli è parsa quasi naturale: “Nel momento in cui sembrava che gli accorati segnali che mandavo dal palco fossero abbastanza sterili, ho deciso di buttarmi in quella che dovrebbe essere l’attività per eccellenza, la politica con la P maiuscola”.

“NON VOGLIO FARE LA VITTIMA” – Cavalli non ci sta a essere confinato nel ruolo di artista sotto scorta: “La molla è stata la grandissima soddisfazione di prendersi delle responsabilità. Non voglio rimanere nel ruolo di vittima. Un ruolo che in questo Paese sembra che venga assegnato a chiunque viva in condizioni come la mia”.

LA SCELTA DELL’ITALIA DEI VALORI – Per farlo ha scelto l’Italia dei Valori, per almeno tre buoni motivi: “Anzitutto perché l’Idv me l’ha chiesto; poi perché qui ho gente come Luigi De Magistris e Sonia Alfano, con cui condivido modi e ideali già da tempo; infine perché mi riconosco pienamente nei dieci punti fondanti del partito”. L’obiettivo, se sarà eletto, è semplice: “Proverò a raccontare la realtà. Voglio demolire questa grossa bugia che riveste la Lombardia, come se si avesse paura di sporcarla. In realtà questa regione ha fatto del lavoro, del sacrificio e dell’onestà le sue caratteristiche fondanti. E solo queste le permetterebbero di avviare una battaglia concreta contro chi in modo criminale vuole

(L’articolo è tratto da AFFARIITALIANI.IT)

Conferenza stampa di presentazione della candidatura con Antonio Di Pietro

Lunedì 11 gennaio alle h 11:00 presso la sede Idv sita in via Felice Casati 1/a – Milano si svolgerà la presentazione della candidatura di Giulio Cavalli alle elezioni regionali 2010.

Saranno presenti:

GIULIO CAVALLI
attore, scrittore e regista
candidato alle elezioni regionali 2010

ON. ANTONIO DI PIETRO
Presidente Italia dei Valori

ufficiostampa@giuliocavalli.it

Il mio ultimo libro: L’INNOCENZA DI GIULIO – booktrailer

Le mie foto, i miei posti

  • L'uomo si vendica col riso di coloro dei quali non può fare a meno nei giorni del tremore, del dolore e del terrore. (Giovanni Papini)
  • L'INNOCENZA DI GIULIO (variazioni sul tema). Foto di Valentina.
  • L'INNOCENZA DI GIULIO alla Feltrinelli, Monza. Con Pippo Civati.
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  • Pietro Piccinini della Cooperativa Ruah racconta l'esperienze d'accoglienza #nonmifermo
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