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	<title>Giulio Cavalli &#187; Casalesi</title>
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	<description>Il sito di Giulio Cavalli. Attore, autore, scrittore, consigliere regionale in Lombardia</description>
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		<title>Zagaria: quando si dice il caso</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 18:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pagina 141 del mio libro NOMI COGNOMI E INFAMI: Io mi vergogno delle orecchie e gli occhi che latitano, leggono e ascoltano di Michele Zagaria forse da Casapesenna. Oggi hanno arrestato Michele Zagaria a Casapesenna. Quando si dice il caso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pagina 141 del mio libro NOMI COGNOMI E INFAMI: <strong>Io mi vergogno delle orecchie e gli occhi che latitano, leggono e ascoltano di Michele Zagaria forse da Casapesenna.</strong></p>
<p>Oggi hanno arrestato Michele Zagaria a Casapesenna. Quando si dice il caso.</p>
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		<title>Il ghigno di Antonio Iovine</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 10:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parla da capo, rivendica il suo ruolo di mediatore di conflitti, si dichiara disponibile a parlare di cose che conosce e poi infila una lunga serie di «non lo conosco», negando accuse, conoscenze, frequentazioni mafiose. Si mostra gentile e aperto al dialogo, non dice nulla ma in qualche caso allude. Il boss Antonio Iovine raccontato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Parla da capo, rivendica il suo ruolo di mediatore di conflitti, si dichiara disponibile a parlare di cose che conosce e poi infila una lunga serie di «non lo conosco», negando accuse, conoscenze, frequentazioni mafiose. Si mostra gentile e aperto al dialogo, non dice nulla ma in qualche caso allude. </em><a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/01/terra-rosaria-capacchione/">Il boss Antonio Iovine raccontato dalla grande penna di Rosaria Capacchione.</a></p>
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		<title>Tranquilli, hanno ragione: da noi a Lodi la mafia non esiste</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 14:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lodi è una piccola città a forma di paesello che fa finta di essere in provincia di Lodi. Marudo è un paesello che nemmeno finge di essere provincia ma si ritrova in provincia di Lodi. A Lodi la mafia non esiste e comunque se esiste non se ne parla perché è maleducazione. Qui è passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/08/lodi_001_centro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3069" style="margin: 5px;" title="lodi_001_centro" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/08/lodi_001_centro-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Lodi è una piccola città a forma di paesello che fa finta di essere in provincia di Lodi. Marudo è un paesello che nemmeno finge di essere provincia ma si ritrova in provincia di Lodi. A Lodi la mafia non esiste e comunque se esiste non se ne parla perché è maleducazione. Qui è passato praticamente indenne Giampiero Fiorani che, in fondo, è una brava persona che fatto del bene per la propria città. Dicono i benpensanti che nelle ultime operazioni di &#8216;ndrangheta Lodi è stata schivata: è vero, il boss dei gelesi collegati a Ri ha nzivillo scorrazza come un lodigiano qualunque nel centro di Lodivecchio. La mafia è così: se non ne scrivi o ne parli, in fondo non esiste.</p>
<p>Questa storia che sto per raccontare è una storia da tre soldi e, per molti, una delle solite invenzioni dei professionisti antimafia. Per questo sono sicuro che verrò convocato al più presto per pagare le mie falsità.<br />
Ma andiamo con ordine. A Marudo in provincia di Lodi c&#8217;è bella fabbrichetta a forma di cartiera. In alcuni locali in affitto c&#8217;è la lei di una bella coppia di famiglia da Mulino Bianco. Lei sposa lui, cavallo bianco, castello e tutti felici e contenti, residenti a San Angelo Lodigiano. Un giorno, però, sfogliando con commozione il proprio album di nozze lei riconosce tra i propri invitati la crema degli arrestati e latitanti casalesi e gelesi. Proprio un bel regalo di nozze, a Lodi dove la mafia è un&#8217;invenzione e la provincia ne è immune. Lui, messo alle strette, si dice che in questi giorni si sia redento. Non proprio per amore, ma forse per i trent&#8217;anni di condanna che gli ciondolano sul gozzo. E comincia a parlare, l&#8217;infame. È amico intimo di Casalesi non proprio modello di giustizia e legalità, se la spassa con i 4 ridicoli picciotti di Lodivecchio che giocano a fare i boss gelesi amici di Rinzivillo e che probabilmente si incontrano ancora tutti come ai vecchi tempi (fino a qualche tempo fa al ristorante Cà Bianca di Castiraga Vidardo). Lei trema per l&#8217;eroismo parlante del marito convertito. Casalesi, gelesi e un pizzico di Calabria. Nessuno sa, nessuno ne parla. L&#8217;importante è che scorra tranquilla la vita della provincia immune dalle mafie in questo soleggiato ferragosto. Adesso aspettiamo che ne parlino tutti o smentiscano. O no?</p>
<p> *<em>Siccome rimane immutato il mio disprezzo per qualsiasi consorteria criminale ma allo stesso modo ci tengo alla gente che lavora; mi preme precisare che l&#8217;azienda a cui si fa riferimento nell&#8217;articolo nulla ha a che vedere con la Lodigiana Maceri srl. Se non per una &#8220;prossimità geografica&#8221;. Tanto dovevo, per onestà intellettuale, ad un paese che (come spesso succede in queste zone) si ritrova a dover &#8220;subire&#8221; la presenza di questi personaggi che pascolano nell&#8217;oscurità.</em></p>
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		<title>Il silenzio colpevole uccide più delle mafie</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2009/06/26/il-silenzio-colpevole-uccide-piu-delle-mafie/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 11:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera di Carlo Pascarella, giornalista. Non servono commenti. E’ proprio vero, il silenzio uccide e scriverò un libro sulla camorra per dimostrarlo: non si offenda nessuno, altro che Gomorra. Non mi importa se lo leggerò solo io, non mi interessano i soldi, lo farò per mia figlia Francesca, la mia dolce bimba di 4 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2009/06/paura.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-542" style="margin: 5px;" title="paura" src="http://www.giuliocavalli.net/diario/wp-content/uploads/2009/06/paura-150x150.jpg" alt="paura" width="150" height="150" /></a>Lettera di Carlo Pascarella, giornalista. Non servono commenti.</em></p>
<p>E’ proprio vero, il silenzio uccide e scriverò un libro sulla camorra per dimostrarlo: non si offenda nessuno, altro che Gomorra. Non mi importa se lo leggerò solo io, non mi interessano i soldi, lo farò per mia figlia Francesca, la mia dolce bimba di 4 anni che voglio cresca in un mondo migliore. Sarà il libro in cui racconterò le cose che finora non ho detto perché troppo preso a difendermi dagli attacchi della camorra e dal moralismo “aberrante” di uomini di potere che hanno tentato di chiudermi la bocca senza riuscirci.</p>
<p>Racconterò anche di come l’anticamorra per alcuni colleghi, anche di Pignataro Maggiore, sia diventata una moda più che un dovere. Qualche collega forse mi odia, qualcuno mi invidia, qualcuno mi vuole bene. E’ un periodo durante il quale mi sento isolato in una folla oceanica, anche se accanto a me in redazione sento stima ed affetto.</p>
<p>E il libro che scriverò sarà una sorta di mio testamento. Ho insegnato il lavoro a tanti colleghi, molti dei quali hanno fatto poi carriera. Ma ora di me non si ricordano più. Ci sarà un motivo. Forse perché sono rimasto l’unico della carta stampata che scrive ancora su Pignataro Maggiore? Comunque non fa niente, prendo atto di chi mi ha dimenticato.</p>
<p>Chiedo perdono a qualche mio collaboratore con il quale ho sbagliato, il mio carattere di merda che avevo prima mi ha fatto commettere degli errori. Adesso sono un uomo diverso da quello di tre anni fa. Anche i miei maestri sono diversi, si ricordano tuttora di me, che sono stato un umile loro allievo. Ora non mi sento in pericolo, nonostante la mia storia di denunce alla camorra sia finita su quattro libri, ultimo “Il Sud che resiste” di Pasquale Iorio. Nonostante il clamore mediatico scatenato dalla telefonata che mi fecero i boss della camorra casalese Michele Zagaria e Antonio Iovine che mi ha portato su tutti i giornali, anche nazionali. Nonostante “Porta a porta”, nonostante “Anno Zero”, nonostante le tante interviste da me rilasciate a l’Espresso, al Giornale, a Repubblica e a tanti giornali nazionali.</p>
<p>Nonostante tutto resto qui a Caserta a scrivere di camorra: spero ne valga la pena, lo spero davvero. Ma perché ora ho tanti dubbi? Non mi sento un eroe, sono un cronista, ora troppo solo.</p>
<p>Dopo 13 anni vissuti a Caserta da qualche mese sono tornato a vivere nel mio paese, a Pignataro, nel cuore della mafia che ho denunciato. Nulla è cambiato, noia, noia, noia e una cappa opprimente. E non è solo colpa dei camorristi, posso dirlo io che li combatto da anni, nel mio piccolo.</p>
<p>E’ anche colpa di chi ha voluto portare ad ogni costo sul fronte politico, con diatribe da quattro soldi, una battaglia antimafia che andava combattuta tutti insieme, senza il colore o il simbolo di una bandiera. E qualche errore forse l’ho commesso anche io, forse sono caduto in una trappola.</p>
<p>Presto andrò via per sempre da Pignataro, perché quelle poche volte che esco vedo la bellezza dei luoghi della mia infanzia, incontro i miei vecchi amici, ma sento dell’oppressione, dell’isolamento. E’ come se fossi un uomo scomodo. Devo tanto alla mia famiglia, che ha subito attentati, minacce, soprattutto per colpa mia. Ma mi hanno dato la forza di andare avanti. Fanno piacere le pacche sulle spalle di chi mi dice di aver fatto una bella carriera, di essere stato coraggioso.</p>
<p>Ma vi chiedo: è servito a qualcosa? Mi dicono di sì, ma io comincio a capire che la marea non è cambiata. Il sole c’è a Pignataro, ma ci sono ancora tante nuvole. Il sole c’è anche nelle terre del clan dei Casalesi, ma lì c’è ancora un temporale in arrivo. Perché la mafia si ricicla continuamente. Povero Giancarlo Siani, ucciso per amore della verità, per la passione innata per questo mestiere bello ma che talvolta distrugge l’anima.</p>
<p>La camorra va combattuta tutti insieme.</p>
<p>Non so se resisterò, ci proverò con tutte le mie forze a lottare, per 13 anni ce l’ho fatta. Adesso mi sento un po’ stanco. Come un guerriero ferito dall’indifferenza. Eppure sono vivo, ho la mia piccola Francesca e questo mi basta. Molti di voi no, io invece vi amo tutti. Anche coloro i quali pensano sia un mitomane, anche coloro che mi vogliono morto o altrove.</p>
<p>Carlo Pascarella</p>
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		<title>Radio Mafiopoli 29 &#8211; Edizione straordinaria: Nicchi sa scrivere!</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 21:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Settimana a Mafiopoli di 40 in fila per sei col resto di 2: 40 gli anni rifilati, 6 i boss pisellati, il resto di 2 è di resto bum bum. A Palermo 6 presunti appartenenti alla famiglia mafiosa di Carini (che non vuol dire per forza simpatici) sono stati condannati. Le condanne riguardano Antonino Pipitone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="306" height="251" data="http://www.youtube.com/v/B5-mEbDeSqc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B5-mEbDeSqc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
Settimana a Mafiopoli di 40 in fila per sei col resto di 2: 40 gli anni rifilati, 6 i boss pisellati, il resto di 2 è di resto bum bum.</p>
<p>A Palermo 6 presunti appartenenti alla famiglia mafiosa di Carini (che non vuol dire per forza simpatici) sono stati condannati. Le condanne riguardano Antonino Pipitone (7 anni e 8 mesi), il padre Angelo Antonino Pipitone e lo zio Vincenzo Pipitone che hanno avuto sei anni a testa così come i fratelli Calogero e Giuseppe Passalacqua. Sei anni anche per Giulio Comello.</p>
<p>Nella maxi operazione &#8220;Cerbero&#8221; 37 fermi e ordinanze di custodia per i mandamenti di Brancaccio e Portanuova, nonostante tra gli arrestati ci fosse Francesco Palermo Montagna che oltre che avere 46 anni oltre che essere mafioso oltre che essere amico del boss Rotolo, raccontano che sia un ottimo bonificatore. &#8220;E&#8217; il mago delle microspie&#8221; urlava sempre fiero Rotolo rotolante nella sua rotolante latitanza. E infatti, troppo impegnati sul tecnologico sono rimasti fregati dal buon vecchio pizzino. Arrestati gli uomini d&#8217;onore  si dice abbiamo gia&#8217; cominciato a parlare. Voci di corridoio raccontano di un Rotolo con l&#8217;umore incagliato.</p>
<p>Una storia triste: a Washington Victoria Gotti, figlia del super Boss John Gotti, capo dei capi della mafia americana,  bionda discreta come un elefante rosa sul campanile, Victoria è costretta a vendere la sua lussuosa casa di Long Island. &#8220;Me la cavo a mala pena&#8221; ha spiegato in lacrime di coccodrillo (rosa) davanti alla villa da 5 milioni. A quanto pare suo marito Carmine Agnello che nonostante il nome e la mafiosità conclamata non è ancora stato messo allo spiedo, non le verserebbe gli alimenti. Che vergogna! urla il re ridens durante l&#8217;inaugurazione del ponte da Messina a Onna, una storia così meravigliosamente vergognosa che meriterebbe un reatity in prima serata su Beghe 4. Ma il re della disinformazione si svela disinformato: lo sceneggiato tv crescere Gotti è già stato un successo sulle reti americane. Un appuntamento quotidiano come un Kebhab farcito di soldi sporchi, mafia, tradimenti, balle e principi e principesse al ballo della mafia. Gli autori di Porta una porta stanno già chiedendo i danni. E Carmine Agnello? Dopo essere stato scarcerato e avere lasciato la Grande mela si è risposato con la figlia di Mourad Topalian, un capo storico del terrorismo armeno.</p>
<p>Una buona notizia! Mafiopoli esulta. Non solo il latitante Nicchi è vivo, non solo ha imparato con corso accelerato in video cassetta a scrivere la sua firma in modo leggibile, ma addirittura è riuscito con le proprie gambe e la sua gelida manina ad imbucare la lettera per nominare il suo secondo difensore per il processo Gotha. E&#8217; incredibile hanno dichiarato le gemelle Kessler Lo Piccolo dal loro carcere con stanza matrimoniale ma con letti separati &#8220;l&#8217;avevamo lasciato insieme al Rotolo ad incollare saracinesche in via dei Mille con l&#8217;attac, e lo ritroviamo oggi dottore imparato di scrivere e imbucare&#8221;. Imbucaiolo imbucato maestro nell&#8217;imbucarsi, riferiscono le malelingue, che il Nicchi abbia preso il volo per sfuggire alla ricevuta di ritorno.</p>
<p>Giuseppe Raffaele Nicotra, sindaco di Aci Catena pese famoso per bolli e passaggi di proprietà, è stato nominato eroe dell&#8217;anti pizzo della settimana di mafiopoli. Come insegnano quei politici che prendono di petto i problemi per fare sponda col culo di qualcuno, il sindaco nega di essere vittima di un&#8217;estorsione e si becca un&#8217;accusa di favoreggiamento aggravato dalla DDA di Catania. Come insegna il suo partito il popolo della pubertà, se una cosa si nega non esiste e si è risolta. Al massimo se insiste si rispedisce a Malta.</p>
<p>A Messina nel centralissimo viale San Martino, la polizia trova negli appartamenti di Antonino, Alfredo, Giovanni, Salvatore e Franco Trovato un vero e proprio laboratorio di droga e circa un milione di euro in banconote. Durante l&#8217;ispezione, gli uomini della Squadra mobile hanno trovato in un appartamento 2 chili e mezzo di cocaina pura, 157 grammi di eroina e l&#8217;attrezzatura di una vera e propria raffineria: una pressa per il confezionamento delle dosi, ben 8 chili di sostanze da taglio, altro materiale sofisticato. Poi un letto sfatto, il frigo pieno, la tv accesa. Nell&#8217;altro appartamento dello stesso stabile, invece, gli agenti hanno rinvenuto 10 pacchi, ricolmi di banconote di vario taglio, per un totale di oltre un milione di euro, nascosti in un vano ricavato sotto un mobile fioriera.</p>
<p>&#8220;Non è giusto&#8221; hanno gridato in coro una parola a testa come qui quo e qua. &#8220;Il milione di euro l&#8217;abbiamo vinto al bar di sotto al mafia e vinci. E i due chili di cocaina sono la dose personale di nonna Assunta&#8221;. Bravi Bene Bum bum.</p>
<p>Il procuratore Centrone alla guida della direzione distrettuale antimafia dell&#8217;Umbria dichiara che alcuni processi evidenziano la presenza nella zona di camorra e boss casalesi. &#8220;Dicono&#8221; aggiunge il ministro della perversione minorile di mafiopoli &#8220;che tra poco arriverà da noi il più terribile famigerato pericoloso boss della seconda repubblica&#8221;. Qualcuno l&#8217;ha preso sotto il braccio e spiegandoli che quello era il G8 l&#8217;ha portato nelle segrete stanze del ministero di Topolinia.</p>
<p>Umberto Ambrosoli figlio dell&#8217;eroe borghese Giorgio, liquidatore della Banca Privata Italiana, con cui Sindona ripuliva i soldi della mafia, dichiara al Corriere della Sera che suo padre ancora oggi a Milano non avrebbe solidarietà per il suo sacrificio a servizio delle Stato. &#8220;Ambrosoli?&#8221; dichiara la sindachessa di Milano lieta ma con il parrucchino triste &#8220;con tutto il da fare che abbiamo per l&#8217;Expo non abbiamo certo bisogno delle rivendicazioni postume sindacali degli apicoltori&#8221;. E scoppia l&#8217;applauso. Grazie prego tornerò bum bum.</p>
<p>BIBLIOGRAFIA</p>
<ul class="unIndentedList">
<li> <a href="http://www.agi.it/palermo/notizie/200905131602-cro-rt11228-mafia_pizzo_nel_palermitano_40_anni_a_6_boss">http://www.agi.it/palermo/notizie/200905131602-cro-rt11228-mafia_pizzo_nel_palermitano_40_anni_a_6_boss</a></li>
<li> <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_12/victoria_gotti_crisi_casa_ennio_caretto_44983aaa-3f06-11de-914a-00144f02aabc.shtml">http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_12/victoria_gotti_crisi_casa_ennio_caretto_44983aaa-3f06-11de-914a-00144f02aabc.shtml</a></li>
<li> <a href="http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=726717">http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=726717</a></li>
<li> <a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/116319">http://www.libero-news.it/adnkronos/view/116319</a></li>
<li> <a href="http://www.agi.it/palermo/notizie/200905120924-cro-rt11020-mafia_boss_latitante_nicchi_spedisce_racomandata_da_palermo">http://www.agi.it/palermo/notizie/200905120924-cro-rt11020-mafia_boss_latitante_nicchi_spedisce_racomandata_da_palermo</a></li>
<li> <a href="http://www.agi.it/palermo/notizie/200905120957-cro-rt11036-mafia_nega_pizzo_indagato_deputato_regionale_pdl">http://www.agi.it/palermo/notizie/200905120957-cro-rt11036-mafia_nega_pizzo_indagato_deputato_regionale_pdl</a></li>
<li> <a href="http://www.asca.it/news-MAFIA__SEQUESTRATI_1_MLN_IN_CONTANTI_E_RAFFINERIA_DROGA-830334-ORA-.html">http://www.asca.it/news-MAFIA__SEQUESTRATI_1_MLN_IN_CONTANTI_E_RAFFINERIA_DROGA-830334-ORA-.html</a></li>
<li> <a href="http://www.agi.it/perugia/notizie/200905121526-cro-r012437-mafia_procuratore_centrone_umbria_non_piu_isola_felice">http://www.agi.it/perugia/notizie/200905121526-cro-r012437-mafia_procuratore_centrone_umbria_non_piu_isola_felice</a></li>
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