<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giulio Cavalli &#187; cavalli</title>
	<atom:link href="http://www.giuliocavalli.net/tag/cavalli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giuliocavalli.net</link>
	<description>Il sito di Giulio Cavalli. Attore, autore, scrittore, consigliere regionale in Lombardia</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 17:32:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>21 febbraio, a Brescia Cavalli, De Magistris e i ragazzi della gru</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2011/02/20/21-febbraio-a-brescia-cavalli-de-magistris-e-i-ragazzi-della-gru/</link>
		<comments>http://www.giuliocavalli.net/2011/02/20/21-febbraio-a-brescia-cavalli-de-magistris-e-i-ragazzi-della-gru/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 19:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[de Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuliocavalli.net/?p=4836</guid>
		<description><![CDATA[Alle 20.30 Auditorium balestrieri (liceo leonardo)via balestrieri 6 Brescia, Italy Un&#8217;iniziativa culturale organizzata dall&#8217;associazione inMovimento in collaborazione con varie realtà associative bresciane. La serata di dibattito, sarà incentrata su testimonianze e progetti sul tema dell’immigrazione Parteciperanno: Luigi De Magistris: Presidente dell’associazione inMovimento Giulio Cavalli: Consigliere Regionale della Lombardia Arun-Jimmy-Sayad e Rachid: gli ultimi immigrati scesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/02/20110220-082757.jpg"><img src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/02/20110220-082757-300x193.jpg" alt="" title="20110220-082757.jpg" width="300" height="193" class="alignleft size-medium wp-image-4838" /></a><em>Alle 20.30 Auditorium balestrieri (liceo leonardo)via balestrieri 6 Brescia, Italy</em></p>
<p>Un&#8217;iniziativa culturale organizzata dall&#8217;associazione inMovimento in collaborazione con varie realtà associative bresciane.<br />
La serata di dibattito, sarà incentrata su testimonianze e progetti sul tema dell’immigrazione </p>
<p>Parteciperanno:<br />
Luigi De Magistris: Presidente dell’associazione inMovimento<br />
Giulio Cavalli: Consigliere Regionale della Lombardia<br />
Arun-Jimmy-Sayad e Rachid: gli ultimi immigrati scesi dalla gru di piazzale Cesare Battisti.<br />
Avv.Manlio Vicini<br />
Avv. Alberto Guariso<br />
Umberto Gobbi: associazione Diritti per Tutti</p>
<p>Modera :<br />
Mario Bruno Belsito: inMovimento Brescia </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuliocavalli.net/2011/02/20/21-febbraio-a-brescia-cavalli-de-magistris-e-i-ragazzi-della-gru/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luigi De Magistris sulle minacce a Giulio Cavalli</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2010/02/08/luigi-de-magistris-sulle-minacce-a-giulio-cavalli/</link>
		<comments>http://www.giuliocavalli.net/2010/02/08/luigi-de-magistris-sulle-minacce-a-giulio-cavalli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 17:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[la mafia]]></category>
		<category><![CDATA[luigi de magistris]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[R. Stampa politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuliocavalli.net/politica/?p=447</guid>
		<description><![CDATA[“La ‘ndrangheta continua a mandare messaggi di morte a Giulio Cavalli, giovane attore impegnato in una straordinaria battaglia culturale contro la criminalità e il malaffare. Giulio Cavalli fa paura alla mafia non soltanto perché ha il coraggio di fare nomi e cognomi, di citare fatti e circostanze che rivelano a una grande platea quanto pericolose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/politica/wp-content/uploads/2010/02/demagistrisarch.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-448" style="margin: 5px;" title="demagistrisarch" src="http://www.giuliocavalli.net/politica/wp-content/uploads/2010/02/demagistrisarch-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“La ‘ndrangheta continua a mandare messaggi di morte a Giulio Cavalli, giovane attore impegnato in una straordinaria battaglia culturale contro la criminalità e il malaffare. Giulio Cavalli fa paura alla mafia non soltanto perché ha il coraggio di fare nomi e cognomi, di citare fatti e circostanze che rivelano a una grande platea quanto pericolose e pervasive siano le organizzazioni criminali anche nel ‘tranquillo’ nord del paese: Giulio Cavalli fa paura alla mafia perché rivela la piccolezza dei suoi uomini, la meschinità dei suoi ‘codici’, la pateticità dei suoi riti. Giulio Cavalli mette a nudo la povertà morale, la grettezza,  la miseria degli ‘uomini d’onore’: questo la mafia considera intollerabile, forse più dell’aggressione ai patrimoni accumulati facendo leva sulla paura della gente. Chi è ridicolo, meschino, misero, non può fare più paura: e se la mafia non fa paura, non esiste più”. Ad affermarlo è Luigi de Magistris, europarlamentare di Italia dei Valori, che prosegue: “Per questo il miglior modo di esprimere solidarietà a Giulio Cavalli è quello di non lasciarlo da solo a combattere questa battaglia di forte impegno civile: tutte le coscienze civili di questo paese devono farsi portatrici del suo messaggio, e unirsi alle forze dell’ordine, ai bravi magistrati, a tutti coloro che nel mondo della politica, della cultura, dell’imprenditoria, del lavoro, delle professioni,  ogni giorno si mettono di traverso rispetto allo strapotere delle organizzazioni criminali”.<br />
Conclude de Magistris: “Italia dei Valori sta costruendo un grande progetto politico che punta a unire le forze migliori del paese intorno ai valori della legalità, della giustizia, della verità, della solidarietà civile, della difesa e piena attuazione della Costituzione: un progetto che fa paura a un sistema politico-criminale che reagisce con violenza, inviando proiettili a Giulio Cavalli, incendiando l’auto di un giornalista coraggioso come Antonino Monteleone. Un progetto che Italia dei Valori dovrà condurre in porto con coraggio, mantenendo la barra dritta, senza lasciarsi intimorire né cedere ai ricatti, se vorrà essere davvero una reale alternativa di governo del paese”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuliocavalli.net/2010/02/08/luigi-de-magistris-sulle-minacce-a-giulio-cavalli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lodi a Lodi: il racket (che non doveva esistere) finisce in piazza.</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2009/10/05/lodi-a-lodi-il-racket-che-non-doveva-esistere-finisce-in-piazza/</link>
		<comments>http://www.giuliocavalli.net/2009/10/05/lodi-a-lodi-il-racket-che-non-doveva-esistere-finisce-in-piazza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[cosa nostra]]></category>
		<category><![CDATA[Crocetta]]></category>
		<category><![CDATA[fiandaca]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[gico]]></category>
		<category><![CDATA[lodi]]></category>
		<category><![CDATA[piazza vittoria]]></category>
		<category><![CDATA[pizzo]]></category>
		<category><![CDATA[procura di torino]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[spagnuolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuliocavalli.net/diario/?p=714</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono tutti gli elementi per imbarazzare anche i più grandi negazionisti. Per tanti motivi: c&#8217;è l&#8217;imprenditore &#8220;chiaccherato&#8221; atterrato nel lodigiano (con la solita chiacchera, forse malalingua, che accompagna grandi liquidità non indigene che si rovesciano sulla cittadina di provincia) che si compra i prestigiosi bar del centro per un atterraggio in grancassa. Ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2009/10/lodi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-715" style="margin: 5px;" title="lodi" src="http://www.giuliocavalli.net/diario/wp-content/uploads/2009/10/lodi-150x150.jpg" alt="lodi" width="150" height="150" /></a>Ci sono tutti gli elementi per imbarazzare anche i più grandi negazionisti. Per tanti motivi: <strong>c&#8217;è l&#8217;imprenditore &#8220;chiaccherato&#8221; atterrato nel lodigiano </strong>(con la solita chiacchera, forse malalingua, che accompagna grandi liquidità non indigene che si rovesciano sulla cittadina di provincia) che si compra i prestigiosi bar del centro per un atterraggio in grancassa. Ci sono <strong>i gelesi </strong>(che in Lodi e nel lodigiano hanno trovato probabilmente un pascolo molto più tranquillo di quella terra di confine che è il sud milano) legati alla famiglia <strong>Fiandaca</strong>, uomini d&#8217;onore<strong> di Niscemi attivi a Genova</strong>. La vicenda rientra in un troncone dell&#8217;<strong>indagine portata avanti dal Gico di Genova</strong> che si è avvalso di intercettazioni telefoniche, ambientali fino alla puberale forma comunicativa della videochiamata perfettamente funzionale all&#8217;esibizione via cellulare di valigette ricche di droga. Riunioni non propriamente convenzionali tenute nei locali del circolo Arci &#8220;Il Borghetto&#8221; e &#8220;La Concordia&#8221; di Genova, legati (si dice) il primo ai gelesi (tra cui il mai dimenticato <strong>La Rosa</strong> bombarolo affamato per le sorti del sindaco di Gela <strong>Rosario Crocetta</strong>) e &#8220;La Concordia&#8221; legato alla <strong>famiglia Maurici</strong> di Cosa Nostra. Tra i filoni dell&#8217;inchiesta andati a segno vi sono quello sulle estorsioni del levante genovese e quello sulle bische clandestine con arresti e sequestri in Liguria e la trasmissione di atti anche alla procura di Torino. In tutta questa salsa (che ovviamente non esiste) si finisce dritti dritti nella piazza più tranquilla ma bugiardamente tranquillizzante, quella di Lodi.</p>
<p>E&#8217; cominciato tutto il 3 ottobre. La squadra mobile di Genova ha  arrestato tre persone di origini siciliane, ma tutte da tempo  residenti nel capoluogo ligure, con l&#8217;accusa di estorsione ai  danni del proprietario del<strong> bar &#8220;Spagnuolo&#8221; in piazza Vittoria a Lodi</strong>. Sulla vicenda, gli  investigatori hanno mantenuto il più stretto riserbo.    I tre in carcere, erano in attesa della convalida del  provvedimento, e hanno avuto il divieto assoluto di incontrare i  legali fino all&#8217;interrogatorio, che è stato celebrato questa mattina di fronte al gip Daniela Faraggi.    I tre sono stati arrestati giovedì, <strong>due a Genova e uno in  una piazzola dell&#8217;autostrada Genova-Milano, in flagranza di  reato, mentre si facevano consegnare il denaro dalla vittima</strong>.  Secondo le accuse, infatti, i tre avrebbero chiesto il «pizzo»  allo Spagnuolo, conosciuto a Genova.    Gli arresti  sono scattati dopo un&#8217;indagine condotta dalla Procura di Genova,  insieme agli agenti della squadra mobile. Gli investigatori li  hanno intercettati e seguiti e al momento dello scambio li hanno  bloccati.    Uno dei tre sarebbe il fratello di un altro siciliano assolto  lo scorso inverno dall&#8217;accusa di associazione mafiosa. L&#8217;uomo  era stato accusato di essere legato alla famiglia dei Fiandaca.  In primo grado era stato assolto, mentre in appello era stato  condannato. La Cassazione però aveva annullato la sentenza di  secondo grado e ordinato di rifare il processo.</p>
<p>Oggi invece restano in carcere dopo l&#8217;interrogatorio di convalida di stamani davanti al gip Daniela Faraggi i tre uomini arrestati per il pizzo di 80mila euro. I tre, tutti residenti nel capoluogo ligure <strong>A.G., 56 anni; B.C., 37; e M.M., 35</strong>; si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Secondo quanto ricostruito A.G. e B.C. hanno numerosi precedenti, ed in particolare <strong>A.G.</strong> era già stato accusato di omicidio per aver ucciso un altro detenuto mentre stava scontando una pena in carcere. I tre tuttavia <em>non sarebbero legati alla malavita organizzata</em>. Prima di ricevere la richiesta di pagamento del pizzo, all&#8217;imprenditore erano stati incendiati due bar. I due esercizi commerciali avevano riportato danni per svariate migliaia di euro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuliocavalli.net/2009/10/05/lodi-a-lodi-il-racket-che-non-doveva-esistere-finisce-in-piazza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cosa Nostra perde la faccia e le palle per lasciarle allo Zen</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2009/09/16/cosa-nostra-perde-la-faccia-e-le-palle-per-lasciarle-allo-zen/</link>
		<comments>http://www.giuliocavalli.net/2009/09/16/cosa-nostra-perde-la-faccia-e-le-palle-per-lasciarle-allo-zen/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 06:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[addio pizzo]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[capi mafia]]></category>
		<category><![CDATA[cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[cosa nostra]]></category>
		<category><![CDATA[don pino puglisi]]></category>
		<category><![CDATA[giuoco delle parti]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere zen]]></category>
		<category><![CDATA[racket]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuliocavalli.net/diario/?p=688</guid>
		<description><![CDATA[Se &#8220;il pauroso ha la bocca piena di minacce&#8221; come recita l&#8217;antico adagio del proverbio popolare, allora l&#8217;alone di Cosa Nostra che si spalma sul quartiere Zen di Palermo deve risuonare una tremarella proprio poco &#8220;onorevole&#8221; al di là di quella proiezione così eroica che i capi mafia della zona provano a rivenderci. Entrare allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2009/09/zen.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-689" style="margin: 5px;" title="zen" src="http://www.giuliocavalli.net/diario/wp-content/uploads/2009/09/zen-150x150.jpg" alt="zen" width="150" height="150" /></a>Se &#8220;il pauroso ha la bocca piena di minacce&#8221; come recita l&#8217;antico adagio del proverbio popolare, allora l&#8217;alone di Cosa Nostra che si spalma sul quartiere Zen di Palermo deve risuonare una tremarella proprio poco &#8220;onorevole&#8221; al di là di quella proiezione così eroica che i capi mafia della zona provano a rivenderci. </strong></p>
<p>Entrare allo Zen di Palermo è un&#8217;agopuntura al veleno. Un vomito di (pre)potenza mafiosa che si solidifica e si arrampica a forma di palazzi. <strong>Una medusa di vigliaccheria tra vedette con le ginocchia sbucciate e per pochi euro che comunque non riesce a soffocare la dignità di alcuni;</strong> è prevedibile quindi aspettarsi una scia umida come una lingua di minacce prevedibili, noiose, banali e regolari per chi nel brodo dell&#8217;arrendevolezza continua a tenere alta la schiena e la testa. Allo Zen il pizzo è una cerimonia laica che si rispetta nella messa del racket nelle forme più primarie e ignobili: molti degli abitanti dei cosiddetti &#8220;padiglioni&#8221; del quartiere hanno occupato abusivamente gli alloggi in cui vivono e non hanno allacci regolari. Cosa nostra sopperisce al problema in cambio di denaro: consentendo l’allaccio irregolare ai pali elettrici e aprendo le condutture dell’acqua a orari prestabiliti. A raccogliere il pizzo è, generalmente, il capocondomino di ciascun complesso. A confermare quanto già i magistrati avevano scoperto tre anni fa sono nuovi pentiti nell’inchiesta denominata “Addio pizzo 3” che hanno parlato di una imposizione “di 20-30 euro per ciascun nucleo familiare”. <strong>20 euro per vivere serenamente disperati.</strong></p>
<p>Eppure negli ultimi episodi di questi giorni i guappi da quartiere (e peggio ancora quell&#8217;organizzazione puttana che li muove sulla scacchiera del mandamento) escono con il broncio patetico dei mafiusetti allo sbaraglio: <strong>Cosa Nostra ha sempre più paura della cultura e della parola, in un insostenibile (per lei) &#8220;giuoco delle parti&#8221; dove un&#8217;educazione (e un&#8217;istruzione) qualsiasi inevitabilmente la svela culturalmente alla deriva. </strong>La mafia in Palermo che allo Zen si accapiglia contro chiese e scuole come due &#8220;fimmine&#8221; appena scese per strada è grottesca come una danza della pioggia tra bambini. Chissà cosa avranno pensato loro, i guappi da due monete, mentre andavano armati di bastoni a urlare forte (ad una chiesa ed una scuola) la legge barbara della codardia intimata al quartiere.</p>
<p>Loro si sono presentati giovedì scorso  con bastoni e mazze davanti alla chiesona in cemento armato  dello Zen per minacciare don Miguel Pertini, sacerdote  italo-argentino, da un anno parroco della chiesa di San Filippo  Neri al centro tra palazzoni cadenti dello Zen e le isole di  case alte due piani chiuse da recinti e filo spinato dello Zen  2. La notizia è trapelata oggi proprio nel giorno del  sedicesimo anniversario dell&#8217;uccisione di Don Pino Puglisi, il  parroco di Brancaccio assassinato dalla mafia.     L&#8217;intimidazione è avvenuta dopo una messa e la polizia è  intervenuta quando ormai i giovani con le spranghe si erano  dispersi raccogliendo le dichiarazioni di pochi testimoni. La  procura ha aperto un&#8217;inchiesta chiedendo gli atti delle indagini  svolte alla polizia. Le ragioni che hanno spinto la squadraccia  dello Zen a spaventare il parroco non sono emerse.    Don Miguel è turbato e non vuole parlare con i giornalisti.  Dice: «<em>Non so di alcuna inchiesta. La chiesa è chiusa non ho  niente da dire</em>».   La parrocchia di San Filippo è molto grande è una struttura  alta tre piani con l&#8217;enorme tetto spiovente che si apre su un  grandissimo giardino che contiene anche un campetto di calcio.  Tutto è chiuso da cancellate e ringhiere anti intrusione.   Attorno vi sono i cortiletti delle isole abitative dove si  spaccia cocaina ed eroina, e le stradelle che s&#8217;intersecano  ospitando relitti di auto e ciclomotori rubati. Vicino la chiesa  ci sono sei scheletri di Smart e due di Lancia Y regolarmente  posteggiati da cui è stato asportato quasi tutto dal volante ai  sedili, dai portacenere all&#8217;impianto elettrico. Molte case sono  protette da grate e tutti i cortili comuni hanno la possibilità  di essere chiusi da cancelli.  Le vedette delle bande di spacciatori agli angoli delle strade  hanno anche 12 anni. Proteggono la rete di pusher che si  rifornisce da nuclei familiari cui la droga viene fornita da  Cosa nostra.   Perfino il citofono della parrocchia è blindato: una grata di  ferro impedisce di asportare la placca e i pulsanti.   Alcuni ragazzini giocano su uno spiazzo abbandonato saltando  sulle collinette di rifiuti edili versati illegalmente da camion  di imprese che non vogliono pagare la tassa e che molto più  sbrigativamente gettano il materiale di risulta fra le case.    L&#8217;irredimibile Zen torna alla ribalta dopo l&#8217;intervento del  ministro dell&#8217; Interno Roberto Maroni che ha assicurato al  responsabile sicurezza del Pd, Marco Minniti, la sua attenzione  sul quartiere dove da mesi si registrano attentati alla scuola  materna, elementare, media «Francesca Morvillo &#8211; Giovanni  Falcone». Dice Domenico Di Fatta, 49 anni, da tre preside:  «<em>Questo istituto ha attivato numerosi progetti, e altri sono in  itinerere, per togliere bambini e ragazzi dall strada, dallo  spaccio dalla delinquenza. Questo alla mafia non va bene. È  l&#8217;unica ipotesi che posso fare per spiegare i gravissimi  attentati degli ultimi mesi».     «Il sistema di video sorveglianza </em>- aggiunge -<em> è stato  alterato dall&#8217;interno dell&#8217;istituto per consentire atti  devastanti come l&#8217;incendio delle aule di scuola materna: le  porte sono state sigillate per permettere al fuoco di  distruggere tutto. La videocamera che sorvegliava la scuola  materna si è bloccata due giorni prima il raid. Dietro questi  atti c&#8217;è una regia ben precisa, un progetto criminale</em>».   «<em>A settembre sarebbe dovuta nascere</em> &#8211; aggiunge il preside &#8211;   <em>una scuola calcio con un allenatore di grido. Ai ragazzi avremmo  fornito la borsa, la tuta, i pantaloncini, le magliette. Un  grosso richiamo. Poi i 50 mila euro stanziati dal ministero  della Pubblica istruzione per questo progetto sono serviti per  riparare le aule di scuola materna. Qualcuno vuole strapparci i  ragazzi che devono rimanere per strada a lavorare per la  criminalità organizzata. Ma il progetto è solo rinviato, si  farà</em>»</p>
<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gesualdo_Bufalino" target="_blank">Gesualdo Bufalino</a> diceva che la mafia si sconfigge con un esercito di insegnanti; oggi Cosa Nostra allo Zen ha un affanno a forma di spranga.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuliocavalli.net/2009/09/16/cosa-nostra-perde-la-faccia-e-le-palle-per-lasciarle-allo-zen/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mafia e rifiuti: &quot;Italia 90&quot; in Lombardia questa volta ha preso il palo</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2009/09/14/mafia-e-rifiuti-italia-90-in-lombardia-questa-volta-ha-preso-il-palo/</link>
		<comments>http://www.giuliocavalli.net/2009/09/14/mafia-e-rifiuti-italia-90-in-lombardia-questa-volta-ha-preso-il-palo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 15:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angelo Lodigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Demma]]></category>
		<category><![CDATA[concessionaria autocarri]]></category>
		<category><![CDATA[gara pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[italia 90]]></category>
		<category><![CDATA[lodi]]></category>
		<category><![CDATA[lodigiano]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[madonia]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Abbate]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Madonia]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedaletto]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Piacenza]]></category>
		<category><![CDATA[Susanna Ingargiola]]></category>
		<category><![CDATA[Zelo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuliocavalli.net/diario/?p=679</guid>
		<description><![CDATA[I carabinieri del Noe, Nucleo Operativo Ecologico, di Milano hanno smascherato i presunti componenti di un&#8217;associazione a delinquere finalizzata all&#8217;aggiudicazione e all&#8217;acquisizione di appalti pubblici aventi per oggetto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di alcune cittadine lombarde. I militari, in collaborazione con il personale dei Gruppi Tutela Ambiente di Treviso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2009/09/matassa.jpg"><img class="size-full wp-image-680 aligncenter" title="matassa" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2009/09/matassa.jpg" alt="matassa" width="336" height="85" /></a></p>
<p>I carabinieri del Noe, Nucleo Operativo Ecologico, di Milano hanno smascherato i presunti componenti di un&#8217;associazione a delinquere finalizzata all&#8217;aggiudicazione e all&#8217;acquisizione di appalti pubblici aventi per oggetto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di alcune cittadine lombarde. I militari, in collaborazione con il personale dei Gruppi Tutela Ambiente di Treviso e Napoli nonche&#8217; dei <strong>Comandi provinciali dei carabinieri di Lodi, Piacenza, Palermo e Trapani</strong>, hanno eseguito nove ordinanze di custodia cautelare: due in carcere e sette agli arresti domiciliari. Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono di turbativa d&#8217;asta aggravata; traffico illecito di rifiuti; falso ideologico; e associazione a delinquere finalizzata ai reati di falso e truffa.<br />
I provvedimenti sono stati emessi dal gip presso il Tribunale di Lodi. Al centro delle indagini e&#8217; finita la societa&#8217; &#8220;Italia 90 srl&#8221;, con sede legale in via dello Spasimo a Palermo e sede operativa in via Fermi, ad Ospedaletto Lodigiano (LO). Cinque delle ordinanze sono state eseguite a Palermo. Agli arresti domiciliari sono finiti <strong>Mario Madonia</strong>, titolare della concessionaria autocarri Renault Mavi srl, <strong>Maria Abbate</strong>, dipendente della societa&#8217; Italia 90 srl e sorella dei boss del quartiere kalsa di  Palermo,<strong> Tiziana Gatti</strong>, impiegata amministrativa della stessa societa&#8217; e <strong>Susanna Ingargiola</strong>, amministratore unico sempre della Italia 90 srl. Mentre in carcere e&#8217; stato condotto <strong>Claudio Demma</strong>, socio ma di fatto &#8211; secondo gli investigatori &#8211; gestore sempre della societa&#8217; <strong>Italia 90 srl</strong>, con sede a Palermo. Nel corso delle indagini e&#8217; stato accertato che alcune gare d&#8217;asta sarebbero state vinte aggirando le procedure relative al possesso delle qualita&#8217; soggettive degli amministratori delle societa&#8217; concorrenti.<br />
L&#8217;attenzione investigativa e&#8217; ricaduta anche su una gara pubblica bandita nel mese di ottobre 2008 dal comune di <strong>Zelo Buon Persico </strong>per l&#8217;affidamento del servizio di igiene urbana dell&#8217;importo a base d&#8217;asta di 255.000 euro l&#8217;anno per cinque anni, servizio di appalto gia&#8217; condotto da &#8220;Italia 90 srl&#8221; nel corso di altri anni.<br />
Dopo l&#8217;aggiudicazione provvisoria a favore della societa&#8217;, unica partecipante alla gara, il comune aveva richiesto la prevista certificazione antimafia alla Questura di Palermo. Ma L&#8217;esito della richiesta ha evidenziato &#8220;infiltrazioni mafiose&#8221;, cosi&#8217; il comune di Zelo Buon Persico ha avviato immediatamente il procedimento di annullamento dell&#8217;affidamento provvisorio della gara.<br />
I carabinieri avrebbero individuato anche un traffico illecito di ingenti quantita&#8217; di rifiuti prodotti presso il cimitero di <strong>Sant&#8217;Angelo Lodigiano</strong> e illecitamente smaltiti con falso codice Cer presso un impianto di trattamento rifiuti di <strong>Montanaso Lombardo</strong>. Inoltre, sarebbero state evidenziate una serie di truffe consumate dalla societa&#8217; &#8220;Italia 90 srl&#8221; nei confronti di alcuni comuni del lodigiano, consistenti nell&#8217;indebita attribuzione del costo di smaltimento di alcune tipologie di rifiuto &#8211; che avrebbe dovuto sopportare la stessa societa&#8217; per via del contratto d&#8217;appalto &#8211; a ignare amministrazioni comunali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuliocavalli.net/2009/09/14/mafia-e-rifiuti-italia-90-in-lombardia-questa-volta-ha-preso-il-palo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

