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CORRIERE sulla legge quadro antimafia in Regione

Infiltrazioni mafiose, in Regione voto unanime per una battaglia comune

Conto corrente unico per le aziende, educazione alla legalità, sostegno agli enti locali: i provvedimenti

MILANO – Obbligo di un conto corrente unico per le aziende vincitrici di appalti pubblici, forme di sostegno agli enti locali per la riconversione sociale del patrimonio confiscato alle organizzazioni criminali, azioni formative per la polizia locale, interventi di educazione alla legalità nelle scuole. Sono alcuni degli strumenti di cui la Regione Lombardia si doterà, attraverso una legge ad hoc, per dichiarare guerra alla criminalità organizzata. Con uno spirito bipartisan, infatti, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato nella seduta di martedì, un documento che impegna il «parlamento» stesso ad «innovare» l’attuale impianto normativo, rendendo sempre più efficace la battaglia contro il dilagare di infiltrazioni malavitose nelle istituzioni, nell’economia e nella società. Un obiettivo che il Consiglio lombardo vuole raggiungere anche attraverso percorsi di trasparenza nella pubblica amministrazione: ecco perchè l’ aula lombarda si è detta d’accordo anche sulla necessità di «proporre un testo unico – si legge nel documento – che definisca lo status dell’amministratore pubblico e degli eletti in termini di incompatibilità e conflitto di interesse». Impegno bipartisan anche ad elaborare, attraverso specifici progetti di legge, «proposte concrete a sostegno delle imprese in difficoltà nell’ambito del credito e della lotta all’usura, grimaldello – si legge nel testo – con cui la malavita organizzata si introduce nelle attività economiche». L’ordine del giorno, infine, sollecita un monitoraggio delle leggi che regolano le commesse e gli appalti pubblici «allo scopo di individuare possibili soluzioni che garantiscano meglio la trasparenza e il controllo delle decisioni».

«NON C’E’ PIU’ POSTO PER LE INFILTRAZIONI» – Si tratta di «un gesto responsabile e doveroso» ha commentato il vicepresidente del Consiglio, Filippo Penati (Pd). «Di fronte a una regione che è indiscutibilmente la nuova terra dell’ndrangheta – ha aggiunto -, dove le infiltrazioni mafiose hanno ormai intaccato il tessuto economico, il Consiglio ha saputo assumere una posizione netta». Con questo documento, ha proseguito il presidente del gruppo Pdl Paolo Valentini, si vuole ribadire che «l’illegalità nega lo sviluppo ed è una privazione della propria libertà». A suo parere solo unendo le forze si potrà «impedire alla criminalità organizzata di insinuarsi nei gangli delle istituzioni e dell’economia locale». Soddisfatta anche la Lega Nord che, con il capogruppo Stefano Galli, invita a seguire «la strada maestra» tracciata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni «che ha dimostrato con fatti concreti la possibilità di colpire mortalmente la malavita organizzata». Giulio Cavalli, consigliere dell’Idv e attivista antimafia, invita a evitare «allarmismi e sensazionalismi» e ricorda che sul territorio lombardo «ci sono migliaia di fiancheggiatori e ancora più indifferenti. Ci raccontano di famiglie mafiose che, a torto o a ragione, sono convinte di sapere già quali saranno i terreni dell’Expo mentre noi, all’interno dell’Assemblea lombarda, sappiamo poco o nulla» «Oggi, tutti insieme, uniti, dobbiamo lanciare un messaggio forte alla criminalità organizzata: per loro in Lombardia non c’è più spazio», ha concluso Cavalli».

«CONDANNA COMUNE» – Per il capogruppo dell’Udc Gianmarco Quadrini «è formalmente crollato il pregiudizio di alcuni che pensano che la mafia sia altrove, che rimane un problema del Sud, lontano dalla nostra cultura e dal nostro territorio». Quattro, secondo l’esponente centrista, i punti cardini sui quali una legge quadro a livello regionale deve fare leva: collaborazioni con organi che combattono le mafie, coinvolgimento degli Enti locali, iniziative educative rivolte ai giovani lombardi e il sostegno alle vittime dell’illegalità. Anche per Chiara Cremonesi (Sel), con il documento di oggi «si supera qualsiasi negazione o ambiguità rispetto al livello dell’infiltrazione mafiosa nella nostra regione». Per Elisabetta Fatuzzo, esponente dei Pensionati, «è importante il voto unanime e il riferimento ai corsi di formazione per studenti e per tutti i cittadini». Il presidente dell’Assemblea, Davide Boni, che non ha potuto partecipare ai lavori per impegni istituzionali, ha sottolineato in una nota che dal voto «emergono con chiarezza una comune condanna e un impegno trasversale per fare in modo che l’aggiornamento delle stesse norme regionali riesca a contrastare il diffondersi di una cultura mafiosa che con l’annoso problema del soggiorno obbligato ha rischiato di diffondersi molti anni fa sul nostro territorio».

Redazione online

05 ottobre 2010

http://milano.corriere.it/notizie/politica/10_ottobre_5/consiglio-lombardia-antimafia-1703888078274.shtml

Cordoglio per la scomparsa di Riccardo Sarfatti

Cordoglio per la scomparsa di Riccardo Sarfatti

Il Gruppo Italia dei Valori esprime il proprio cordoglio per l’improvvisa scomparsa di Riccardo Sarfatti, deceduto nelle scorse ore in un tragico incidente stradale.

Perdiamo un uomo di straordinaria intelligenza politica, grande educazione ed integrità esemplare.

Sinceramente addolorati per questa triste circostanza, porgiamo alla famiglia di Riccardo Sarfatti le nostre più sentite condoglianze.

Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

Regione Lombardia risponde su Green Hill

Nel piccolo Comune di Montichiari in provincia di Brescia si trova Green Hill, l’unico allevamento da cani di laboratorio in Italia e uno dei più grandi in Europa. Ogni mese finiscono negli stabulari tra mani di vivisettori e su tavoli operatori 250 cani Beagle di questo stabilimento.

I cani di Green Hill vengono utilizzati nei laboratori farmaceutici, universitari, privati e militari e vengono sottoposti ad esperimenti di ogni genere e costretti a ingerire o inalare ogni tipo di sostanza che, poi, li porta alla morte. Questi animali indifesi vengono utilizzati senza scrupoli, uccisi, sezionati e poi gettati nei cestini come oggetti inutili.

Uno dei laboratori che si rifornisce da Green Hill è l’Huntingdon Life Sciences (http://it.wikipedia.org/wiki/Huntingdon_Life_Sciences), l’unico centro di tossicologia in Europa a cui siano mai state tolte le licenze per sevizie verso gli animali.

Inoltre, Green Hill da alcuni anni è stata acquistata da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc. (http://en.wikipedia.org/wiki/Marshall_Farms) nota come la più grande fabbrica di cani da laboratorio del mondo.

All’interno dello stabilimento di Montichiari sono rinchiusi 2500 cani adulti più le relative cucciolate in capannoni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale; vi sono file di gabbie con luci artificiali e un sistema di aerazione necessario per la breve sopravvivenza dei Beagle ivi segregati.

Green Hill ha anche manifestato l’intenzione di ampliare lo stabilimento attraverso la costruzione di altri capannoni per arrivare ad oltre 5000 cani nell’allevamento che, di fatto, lo renderebbe il più grande allevamento di cani Beagle in Europa ed il fulcro della vivisezione canina europea.

Insieme al gruppo Italia dei Valori ho proposto un’interrogazione scritta ex art.117 Regolamento del Consiglio Regionale al fine di conoscere la situazione dei cani Beagle a Green Hill, poiché le informazioni sull’allevamento di Montechiari sono assolutamente allarmanti e indegne di un paese civile.

L’interrogazione chiedeva di conoscere le azioni e le misure adottate da Regione Lombardia, a fronte della situazione sopra descritta, al fine di far rispettare a Green Hill il disposto di cui all’art. 7 comma 2 del Regolamento Regionale 2/2008 che prima dell’abrogazione della legge 16/2006 (Lotta al randagismo e tutela degli animali di affezione), normando tutti gli allevamenti di cani sul territorio regionale, decretava che sia le strutture pubbliche che quelle private non dovessero avere più di 200 cani; se la Regione Lombardia fosse a conoscenza del progetto di ampliamento dello stabilimento; quali intendimenti la Giunta regionale fosse in procinto di adottare a fronte dell’entrata in vigore della legge regionale 33/2009 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità) e del relativo regolamento regionale di attuazione; infine, quali azioni e misure Regione Lombardia intendesse adottare in relazione all’ampliamento di Green Hill.

L’assessore alla sanità Luciano Bresciani ha risposto affermando che “la potestà autorizzativa” (art. 10 d.lgs. 116/1992 per stabilimento di allevamento) “è in capo al Comune ove è sito lo stabilimento di allevamento. Nel caso di specie, il Comune di Montichiari, acquisito il parere favorevole della Asl di Brescia:

a. Con atto prot. n. 14889 del 20.06.2001 ha autorizzato la Green Hill s.r.l. ad attivare e gestire un allevamento di cani di razza “Beagle” da utilizzare a fini sperimentali;

b. Con atto prot. n. 36451 del 13.11.2008 ha provveduto all’aggiornamento dell’autorizzazione suddetta.

L’allevamento consta di 5 capannoni, in cui sono presenti 2718 cani di razza Beagle allevati allo scopo di essere successivamente utilizzati in esperimenti. La struttura dispone di un responsabile sanitario.”

Bresciani non ci comunica molto di più di quello che già sapevamo, se non indicare nella Asl di Brescia l’unica responsabile del rilascio dell’autorizzazione a Green Hill e specificare l’esatto numero di cani presenti nello stabilimento.

L’assessore alla sanità lombardo afferma che sono stati effettuate verifiche da parte dell’Asl di Brescia e che tutti i controlli hanno avuto esito favorevole. Inoltre, la stessa Asl ha effettuato due controlli straordinari (svolti in data 21.05.2010 e 31.05.2010) che “non hanno rilevato ipotesi di non conformità tali da richiedere provvedimenti di revoca o sospensione dell’autorizzazione.” Personalmente avrei voluto conoscere le motivazioni che hanno portato la Asl bresciana ad effettuare dei controlli straordinari ovvero se siano arrivate segnalazione di cattiva gestione dello stabilimento, ma a quanto pare Bresciani non ha ritenuto doveroso inserire queste informazioni aggiuntive nella sua risposta.

Per quanto riguarda l’ampliamento dei capannoni di Green Hill Bresciani ci comunica che “la U.O. Veterinaria della Direzione Generale Sanità ha incontrato l’Amministratore Delegato della Green Hill, che ha manifestato la volontà di sospendere l’ampliamento dello stabilimento di allevamento di Montichiari.”

L’assessore risponde alla violazione dell’art. 7 comma 2 del Regolamento Regionale 2/2008 affermando che vi è un contrasto con la normativa nazionale che, di conseguenza, va applicata. Bresciani ha inviato una nota al Sottosegretario alla Salute evidenziando il contrasto citato. Ci auguriamo che arrivi una risposta il prima possibile perché, intanto, ci sono ancora 2718 cani reclusi in cinque capannoni.

Vorrei, però, fare delle considerazioni di carattere più generale. Nonostante le risposte dell’assessore Bresciani, mi sembra che la Regione Lombardia non si sia mai posta il problema di avere sul suo territorio un allevamento numericamente importante di cani destinati alla ricerca ed alla vivisezione. Ne è dimostrazione il fatto che solo dopo la nostra interrogazione Bresciani si sia accorto del contrasto normativo.

Del resto, al di là dei controlli della Asl ai fini della autorizzazione, la Regione Lombardia non ha mai effettuato dei sopralluoghi e non si capisce il motivo dal momento che, almeno di questo si deve dare atto, un allevamento di cani da laboratorio non è fortunatamente un’attività imprenditoriale così diffusa. Ancora di più, poi, sarebbe da monitorare lo stabilimento dal momento che Green Hill è stata acquistata da un’azienda come la Marshall Farm Inc. ed è in affari con l’Huntingdon Life Sciences, aziende spesso al centro di scandali per il trattamento nei confronti degli animali.

Ritengo che una politica attenta e rispettosa non possa relegare la questione Green Hill come un problema marginale, ma debba impegnarsi affinché vengano rispettati i diritti degli animali che meritano di essere trattati come esseri viventi e non come oggetti.

Il contrasto normativo segnalato giustamente dall’assessore deve essere risolto il prima possibile e deve essere data piena attuazione alla normativa regionale. Continuerò a lavorare affinché questo accada.

Dietro le bombe della ‘ndrangheta il timore delle inchieste milanesi

Dai bunker ai salotti: Reggio aspetta lo tsunami

I boss, le talpe e le prossime elezioni. Potere in attesa di giudizio A Reggio Calabria può succedere di tutto.

Un botto ancora più grosso di quello che nella notte tra mercoledì e giovedì ha devastato la casa del procuratore generale Salvatore Di Landro. Qualcosa che farà tremare i palazzi e cambierà il corso delle cose. Che in riva allo Stretto ha sempre il colore dei soldi e dei grandi affari, e segue una sola logica, quella del potere. Nella Città Palude, dove tutto affonda in una melma che rende difficile distinguere il bianco dal nero, la politica buona da quella che si prostituisce con la ‘ndrangheta, i magistrati in bilico da quelli che rischiano la vita in silenzio, la mafia e l’antimafia, gli onesti e i malacarne, su tutto dominano gli appetiti dei comitati d’affari. Uomini in giacca e cravatta che attraversano con la stessa naturalezza gli angusti bunker dei boss della ‘ndrangheta, i salotti delle massonerie e gli ovattati uffici del potere, a Reggio come a Catanzaro.

Al Comune come alla Regione. In città da anni si muove una sorta di “agenzia” specializzata nell’attacco alla magistratura. Dispone di informazioni riservate, piazza microspie negli uffici dei magistrati dell’antimafia, ha una grande capacità militare e di intelligence. Il Procuratore Di Landro non aveva una vigilanza fissa sotto casa, il 3 gennaio scorso qualcuno piazzò una bomba proprio sotto il suo ufficio, poi sono venuti i sabotaggi alla sua auto e a quelle dei suoi sostituti. Ma questa strategia del terrore personalizzata non è servita a far piazzare una telecamera sotto la casa dell’alto magistrato, che per la sua sicurezza disponeva solo di una vigilanza radio sorvegliata. In pratica una pattuglia che passa e controlla ad intervalli di cinque-dieci minuti. Un lasso di tempo breve che però non ha scoraggiato il commando. Sono arrivati, hanno messo la bomba e sono andati via indisturbati.

Adesso, dopo il tritolo si indaga su tutto. Anche sulla Procura generale e sulla “svolta” impressa da Di Landro. Si scava sui contrasti con uno dei sostituti, Francesco Neri, da mesi trasferito per incompatibilità ambientale. È una pista, ma è poco. Perché restringe e di molto il campo in una città dove tutti, dai salotti che contano ai frequentatori dei caffè del centro, sanno che presto uno tsunami giudiziario si abbatterà sulla politica calabrese. Arriverà da Milano, dove Ilda Boccassini ha decapitato la Cupola della ‘ndrangheta in Lombardia, o dalla stessa procura di Reggio, dove si scava ancora sui rapporti tra boss e politici di rango. Ci sono dossier e intercettazioni che documentano i legami tra Cosimo Alvaro (rampollo della ‘ndrangheta di Sinopoli) e Michele Marcianò, consigliere comunale di Reggio e fedelissimo del governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. Il politico si rivolgeva ad Alvaro chiamandolo “compare”, chiedeva aiuto per le tessere del Pdl e in cambio prometteva incarichi da centinaia di migliaia di euro. C’è quel pranzo, confermato e giustificato dallo stesso Scopelliti, ad un ricevimento dei fratelli Barbieri, imprenditori ritenuti punti di riferimento del clan Alvaro. Una mangiata con allegra bicchierata alla quale erano presenti, secondo un rapporto dei Ros, mafiosi e latitanti. E i legami di Alberto Sarra, oggi potentissimo sottosegretario della giunta regionale, con la famiglia Lampada di Milano, teste di legno di Pasquale Condello, in galera ma ancora a capo di una delle ‘ndrine più forti della città.

“Dobbiamo trovare – dice in una telefonata Giulio Lampada all’onorevole Sarra – una bella banca qui a Milano che ci faccia fare quello che vogliamo”. Ed è nell’ufficio di Sarra che è passato uno dei personaggi più inquietanti di questa storia. Si tratta di Giovanni Zumbo, commercialista di professione, in passato segretario particolare dell’onorevole, spione per vocazione e, forse, per mandato di qualche pezzo grosso. Zumbo è l’uomo che avvisa mafiosi del calibro di Giuseppe Pelle e Giovanni Ficara dei blitz che da Reggio a Milano si stanno per abbattere sulla ‘ndrangheta. Si tratta di operazioni segretissime, ma l’uomo sa tutto in anticipo.

Il perché lo spiega lui stesso al boss Pelle: “Faccio parte tuttora di un sistema che è molto più vasto, ma vi dico una cosa e ve la dico in tutta onestà! “Sunnu i peggiu porcarusi du mundu!” (ndr sono i peggiori uomini che fanno porcherie del mondo), ed io che mi sento una persona onesta… molte volte mi trovo a sentire… a dovere fare…determinate porcherie che a me mi viene il freddo!”. Quali “porcherie” ha sentito e fatto Zumbo? Quali “entità” stanno lavorando in riva allo Stretto, e per conto di chi? Giovanni Ficara parla di un incontro avuto con altri strani personaggi. “Sono scese persone… Pezzi grossi da Roma! Sono venuti in giacca e cravatta!”. Parla con Giuseppe Pelle, il boss Ficara, i carabinieri intercettano tutto e restano a bocca aperta di fronte a una frase. È monca, le parole si capiscono appena. “Lui (Zumbo, ndr) ha, due, tre persone, che sono nei Ros! E sono pure nei Servizi segreti! Avete capito? No, …incompr…pure omicidi, compare, non è che…”.

Chi sono gli uomini che “scesero” da Roma, per fare cosa, quale “aiuto” dovevano chiedere alla ‘ndrangheta? E poi quella parola messa lì, dentro una frase che la microspia ha registrato in parte “pure omicidi, compare…”. Che cosa sta succedendo a Reggio e in Calabria? Cosa c’è dietro quello che il procuratore nazionale antimafia aggiunto, Vincenzo Macrì, chiama lo “sciame intimidatorio” che da mesi tocca magistrati, politici, amministratori, giornalisti? Un riassetto di poteri violentissimo, come nel recente passato, come nei mesi che precedettero l’ultimo omicidio eccellente di questa regione, quello di Franco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale. Potere al Comune, dove si deve votare e dove il Pdl ha una maggioranza bulgara. Ma il sindaco Giuseppe Raffa ha rotto con Scopelliti e il Pdl e si è messo in testa di comandare. In ballo non c’è la nomina ad assessore di Irene Pivetti, quella è la parte folk della vicenda, ma i soldi, tanti per gli appalti e le opere pubbliche. Potere alla Regione dove Peppe Scopelliti è saldissimo in sella, ma deve fare i conti con gli altri rais del Pdl. Accade in Calabria dove anche l’opposizione politica ha la bocca tappata. Il Pd è commissariato, dilaniato dalle guerre tra i suoi potentati e intimorito dalle inchieste sui parchi eolici che promettono sviluppi amari per alcuni personaggi di rilievo del partito.

da il Fatto Quotidiano del 27 agosto 2010

di Enrico Fierro

Acqua pubblica: Formigoni prepara il blitz di ferragosto

Agosto non è mese per stare tranquilli. E’ la politica che vive sulla distrazione del popolo per infilarsi in legiferazioni che altrimenti rischierebbero di alzare un polverone, o perlomeno quella che in democrazia si chiamerebbe discussione. Sull’onda (è il caso di dirlo) di una straordinaria mobilitazione popolare che ha visto un milione e quattrocento mila firme del Forum italiano dei movimenti per l’acqua e settecentocinquantamila dell’Italia dei Valori, oggi una politica responsabile dovrebbe fermarsi e costruire le basi di un serio dibattito sulla gestione dell’acqua come prezioso bene comune da sottrarre ad affaristi e grumi di potere.  Proprio ieri (il 28 luglio) è stata approvata (122 a favore; 41 astenuti; 0 contrari) all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione intitolata “Il Diritto Umano all’Acqua e all’igiene”.

Il “celeste” Formigoni invece, dalle segrete stanze della Giunta lombarda, prepara la liberalizzazione secondo i dettami del decreto Ronchi (con il servizio di erogazione dell’acqua nelle mani di tante società miste controllate al 60% dalle Province e per il restante 40% in mano ai privati con appetiti per il business dell’acqua pubblica) proprio in questi ultimi scampoli prevacanzieri. Con l’Aula del Consiglio Regionale “dimenticata” nella discussione e impegnata a discorrere di merli e richiami vivi. Tutto secondo copione, con i luoghi di discussione e i canali di informazione narcotizzati mentre una delicata fase politica decide di assoggettare un diritto universale alle regole della domanda e dell’offerta. Come merce o privilegio piuttosto che un diritto. In una politica per accordicchi o decreti sulla fiducia che svuota, ogni giorno di più, le istituzioni dal proprio senso di luogo di dibattito e democrazia e, in Lombardia, si prepara a svuotare anche il bicchiere.

E allora bisogna parlarne, scriverne, farne parlare. Perchè almeno sappiano che sappiamo. E che faremo tutte le domande e le azioni alla riapertura delle attività. Per una responsabilità che, in questo momento di desolazione politica, non va proprio in vacanza.

BONIFICHE, SEQUESTRO DELL’AREA DI SANTA GIULIA Cavalli (IDV): “Al fianco di Legambiente”

COMUNICATO STAMPA

BONIFICHE, SEQUESTRO DELL’AREA DI SANTA GIULIA

Cavalli: “Al fianco di Legambiente”

“Noi di Italia dei Valori siamo al fianco di Legambiente”. Così Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori commenta il sequestro odierno, da parte della Guardia di Finanza, dell’area di Santa Giulia, a sud di Milano, per la presenza di materiali pericolosi e cancerogeni.

“Ringraziamo le forze dell’ordine – continua Cavalli – per il pronto intervento a tutela dei cittadini. Ci faremo prontamente carico delle proposte avanzate da Legambiente per la costituzione di una task force per i rifiuti e di una commissione sulle bonifiche”.

“Il comunicato stampa odierno dell’Arpa non è sufficiente. Più che a parole, l’agenzia regionale ci deve rassicurare con dati certi. Anche perché – conclude il consigliere regionale dell’IdV – bonifiche e rifiuti sono problemi anche del Nord e della Lombardia. Questioni da affrontare con la massima urgenza come emerge dal recente rapporto sulle ecomafie”.

Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

GIULIO CAVALLI INTERVISTATO DA LA LIBERTA’: «Non sono più ammesse ignoranza e indifferenza»

La “rivincita” di Giulio Cavalli

MILANO – L’abbiamo ascoltato quattro mesi fa a Cassinetta, dove era venuto a presentare “A cento passi dal Duomo”. Nomi, cognomi, date, fatti, connivenze, per spiegare che la Lombardia è una regione ad alta densità mafiosa. Giulio Cavalli, per colpa (?) di quello spettacolo, è costretto a vivere sotto scorta. Ora però, dopo gli arresti degli ultimi giorni, quel grido che chiude il suo monologo (scritto con Gianni Barbacetto), «Non resterete impuniti!», suona quasi come una rivincita degli onesti contro i collusi. L’attore-autore, diventato anche consigliere regionale dell’Idv, sorride amaro per tutto ciò che sta venendo a galla. Fa una certa impressione vedere tra gli arrestati e gli intercettati molti dei personaggi che racconti in “A cento passi dal Duomo”. Vorrà dire che d’ora in poi invece di leggere i giornali andremo a teatro.

«In questi giorni mi sembra di essere il Puffo Quattrocchi, quello che ripeteva sempre “Ve l’avevo detto!”».

A parte gli scherzi: cosa hai pensato leggendo le prime agenzie? «Borsellino diceva che ci sono fatti che possono avere dei risvolti giudiziari, e spesso li hanno, ma in ogni caso hanno la puzza del compromesso morale… Noi abbiamo raccontato queste cose con i nostri mezzi».

Ci sono anche risvolti inattesi. «Sono stato sorpreso da alcuni spigoli che non conoscevo. La ‘ndrangheta si sta evolvendo, non si può più dire, come ha fatto in passato il prefetto Gian Valerio Lombardo, che si tratta di “criminalità di passaggio”. La ‘ndrangheta si è organizzata in Lombardia. Anzi, ha deciso di chiamarsi proprio “Lombardia”. Non sono mai stati dei grandi creativi… Sapevamo che Carmelo Novella era stato ammazzato per le sue intenzioni secessioniste. Ma poi il processo di secessione c’è stato lo stesso, anche se rimane un cordone ombelicale con la Calabria. Mi auguro solo che stavolta la Lombardia si prenda le sue responsabilità e non si accontenti del primo livello. Sono implicati anche uomini delle forze dell’ordine e politici».

Che aria si respira in Consiglio regionale in questi giorni? «Quando un attore diventa la persona più credibile, quasi profetica, c’è un rovesciamento delle parti… La difesa della politica è solo sul piano della comunicazione, non è basata sui fatti. I politici citati nelle intercettazioni sono tranquilli, senza sensi di colpa, senza preoccupazioni. L’impunità, che è l’arma più forte della criminalità e della politica collusa, è qualcosa di culturale, creato ad arte per anni, toccando la pancia dei cittadini».

E adesso? «La speranza è che l’onda emotiva suscitata dagli arresti, diventi un’onda di consapevolezza. Non sono molto ottimista. Ma sono contento che giornali e giornalisti stiano dedicando un grande spazio all’argomento, prendendosi le proprie responsabilità».

Cosa bisognerebbe fare per dare il colpo decisivo alla ‘ndrangheta? «C’è una cosa che nessuno dice: sconfiggere la ‘ndrangheta costa. Gestisce un enorme consenso popolare: chi è disposto a perderlo? Gestisce servizi e opportunità economiche: siamo disposti a dire no? Dopo la manovra finanziaria, servirebbe una “manovra della dignità”: rinunciare al 3% di tutto per battere la mafia».

Si farà la commissione anti-mafia regionale che avete chiesto in passato? «Io l’ho richiesta ancora… L’obbligo è fare sistema. Se le istituzioni non riescono a essere “sistema istituzionale”, lo faremo fuori, tra i cittadini».

Ma tu noti una voglia di reagire tra la gente? «Sento una voglia di cambiamento. C’è gente a libro paga della mafia e della politica aziendale che si è comprata il servilismo di tanti. Ma non posso credere che siano la maggioranza».

Nel nostro territorio, si continua a dire che si tratta di poche mele marce, che la mafia non ci riguarda. «Dopo quello che è successo, che è solo l’inizio, non si può far finta di niente. L’ignoranza e l’indifferenza non sono più ammesse. Mi prendo la responsabilità di affermare che se un amministratore dice “non è qui”, “non ci riguarda”, vuol dire che è colluso. Tutti, dall’ultimo assessore del più piccolo paese al politico più potente, ci devono dire che posizione prendono. Metteteli con le spalle al muro!».

Fabrizio Tassi

Cavalli (IDV): “Un No chiaro contro gli inceneritori”

COMUNICATO STAMPA

Cavalli (IDV): “Un No chiaro contro gli inceneritori”

“Oggi siamo felici per gli abitanti di Trezzo sull’Adda, che non dovranno subire il raddoppio dell’impianto di incenerimento dei rifiuti esistente sul loro territorio. Domani, se sarà necessario, guarderemo negli occhi i residenti di altre zone e ribadiremo anche a loro il nostro ‘No’ agli inceneritori”. Giulio Cavalli commenta così il voto contrario dell’Italia dei Valori alla mozione presentata oggi in Aula sul termovalorizzatore trezzese.

“Il motivo del nostro voto contrario è presto detto – chiosa Cavalli -: all’ultimo punto della mozione si ribadiva la necessità di individuare nuovi siti all’interno della provincia di Milano per ospitare un nuovo termovalorizzatore. Insomma, non a Trezzo ma da qualche altra parte”.

“Il nostro – conclude il consigliere regionale dell’Italia dei Valori – è un ‘No’ chiaro contro nuovi inceneritori, a prescindere dalla localizzazione”.

Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

DOTE SCUOLA. L’INTERROGAZIONE DEL GRUPPO ITALIA DEI VALORI Cavalli: “La Giunta si preoccupi di insegnanti precari e senza stipendio”

COMUNICATO STAMPA

DOTE SCUOLA. L’INTERROGAZIONE DEL GRUPPO ITALIA DEI VALORI

Cavalli: “La Giunta si preoccupi di insegnanti precari e senza stipendio”

Durante la seduta odierna del Consiglio regionale, il Gruppo Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione con risposta immediata in Aula (question time) per far luce su alcuni aspetti della dote scuola.

Il contributo erogato dalla Regione, infatti, è finalizzato a provvedere al pagamento degli insegnanti presenti nei centri di formazione professionale, i tutors, i coordinatori e le spese dei corsi.

“L’erogazione del contributo – rileva Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori -, dalla Regione ai centri professionali accreditati avverrebbe a fine anno (di solito a novembre dell’anno successivo ai corsi)”.

“E in attesa di ricevere il contributo cosa dovrebbero fare insegnanti, tutors e coordinatori? Con quali soldi – continua il consigliere regionale di IdV – dovrebbero pagare mutui, bollette e mantenere le proprie famiglie? Senza contare che nella quasi totalità, si tratta di lavoratori precari già sotto scacco da contratti a progetto”.

“L’Assessore all’Istruzione Rossoni ha schivato il problema, concentrandosi su temi di burocrazia politica. A noi queste cose interessano fino a un certo punto, quello che ci sta davvero a cuore è che gli insegnanti vengano retribuiti per il loro lavoro”.

Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

Cavalli (IDV): “Che questa maxi operazione contro le mafie sia l’alba di una nuova stagione”

COMUNICATO STAMPA

‘NDRANGHETA, 300 ARRESTI TRA LOMBARDIA E CALABRIA

Cavalli: “Che questa maxi operazione contro le mafie sia l’alba di una nuova stagione”

Dalle prime luci dell’alba, 3mila uomini delle forze dell’ordine, stanno conducendo una maxi operazione denominata ‘Il Crimine’, sull’asse Lombardia-Calabria, che ha già portato all’arresto di centinaia di persone per associazione di stampo mafioso, usura, traffico di armi e stupefacenti, estorsione e altri gravissimi reati.

“Vorrei ringraziare le forze dell’ordine che, attraverso l’odierna operazione, hanno sferrato un durissimo colpo alla criminalità organizzata. Questa è – dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori – l’ennesima riprova che la mafia al Nord non è un fenomeno isolato ma un sistema strutturato ed endogamico”.

“Apprendiamo con soddisfazione – continua Cavalli – l’imbarazzo di questi infami che, come emerge dalle intercettazioni, si sentono braccati come topi all’angolo”.

“Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione, ma sin d’ora vogliamo esprime alcuni auspici: che questa operazione possa portare a una piena consapevolezza sul fenomeno mafioso da parte della politica che, fino ad oggi, è sempre stata in cronico e superficiale ritardo. Che da oggi si possano ricreare le condizioni di libera concorrenza e legalità in settori cruciali e delicati come quello edilizio, specie in vista dell’Expo. E infine – conclude il consigliere regionale dell’Italia dei Valori -, che si abbia il coraggio di arrivare a tutti i livelli di questo sistema per estirpare il cancro mafioso dalle radici alla punta,senza arenarsi, come accaduto più volte in passato, alle soglie della ‘zona grigia’, quella della politica”.

Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.
  • Albero
  • L'ultimo punto dell'ultima pagina del mio ultimo libro. Adesso mi dedico a me, alla mia famiglia, (alla mia malattia) e ai tanti che mi sono sempre vicino.
  • I banchi della maggioranza mentre di discute il bilancio.
  • Angoli di camerino negli angoli d'Italia
  • Preoccupazione pre spettacolo
  • Ultime prove a Grugliasco
  • Vivere saltando per hotel

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