// archives

expo

This tag is associated with 22 posts

10 domande a Formigoni per il prossimo Consiglio

RIFIUTOPOLI: DIECI DOMANDE, FORMIGONI RISPONDA. E POI SI DIMETTA

“Caro Presidente Formigoni,

appreso che lunedì sarà presente in Aula per riferire sulle circostanze che hanno portato all’arresto del vicepresidente del Consiglio Nicoli Cristiani e considerato che di norma i suoi interventi su qualsiasi tema si riducono a relazioni conclusive senza alcuna possibilità di confronto, abbiamo preparato in anticipo dieci domande per facilitarle il compito di chiarire ogni aspetto politico della vicenda. Le lasciamo tutto il tempo per ponderarle. Aspettandoci, naturalmente, risposte esaustive. 

  1. Lei ha dichiarato a più riprese che la sua Giunta e la sua persona siano del tutto estranee alla questione. Oltre all’arresto di un dirigente di un’agenzia del sistema regionale, oltre all’arresto del vicepresidente Pdl del Consiglio che è stato due volte assessore in sue Giunte e che si dichiara tuttora in stretto contatto con lei, oltre a un iter procedurale come la Via che è di stretta competenza della Giunta, può spiegarci cosa serve ancora affinché vi sentiate chiamati in causa?
  1. Lei ha sostenuto che l’iter della Via alla discarica per amianto di Cappella Cantone sia stato impeccabile. Ma da garantista qual è, non dovrebbe spingersi a ipotizzare una regolarità che allo stato attuale è tutta da dimostrare. Dobbiamo altrimenti credere che l’eventuale tangente sulla quale ruota l’impianto accusatorio sia stata pagata per un’autorizzazione che sarebbe arrivata con gli stessi tempi anche gratis?
  1. Sempre in nome del suo garantismo, non ritiene opportuno annullare immediatamente l’iter autorizzativo a Cavenord per il nuovo impianto in attesa dello sviluppo delle indagini e del giudizio?
  1. Lei ha affermato di “aver detto sì” a Nicoli Cristiani per l’incontro tra il sottosegretario Paolo Alli e “un imprenditore che voleva partecipare ad Expo”. Indipendentemente dal fatto che tale imprenditore sia identificabile nell’arrestato Pierluca Locatelli, perché ha avallato questo incontro? Dobbiamo dedurre che per la partecipazione a Expo esista una via differente dall’appalto pubblico, che passa da incontri tra le imprese e la Giunta al fine di ottenere un placet politico?
  1. Noi lo pensiamo doveroso: lei non ritiene opportuno che Arpa e Regione Lombardia si costituiscano parte civile nel processo?
  1. Passiamo al “presunto confluire sulla Brebemi di materiale difforme”. Lei ha dichiarato che “la Regione non ha responsabilità precise” sui cantieri dell’infrastruttura. Ci sta forse dicendo che, allo stesso modo, non ci saranno responsabilità sue e della Giunta regionale sui canteri di Expo, pronti a diventare boccone succulento per la criminalità organizzata?
  1. Regione Lombardia sta discutendo in Commissione di rifiuti speciali, amianto e cave. Con quale credibilità ci si appresta a legiferare su questi temi?
  1. L’arresto di Nicoli Cristiani arriva a pochissimi giorni da un’altra inquietante vicenda che ha lambito Regione Lombardia con il fermo di Pierangelo Daccò, intermediario tra l’ospedale San Raffaele e il Pirellone. Nonché suo personale amico di lunga data. Come pensa di arginare il millantato credito presso di lei di personaggi di dubbia moralità che le sono vicini?
  1. Alla luce di quanto sta accadendo, ha cambiato idea rispetto alla sua dichiarata contrarietà sulla commissione di inchiesta per il San Raffaele, il cui iter è stato avviato dalle forze di opposizione in Consiglio?
  1. In conclusione, un elenco e la domanda delle domande. Chiriaco, Pezzano, Pilello, figure di nomina regionale. Ciocca, Giammario, Minetti, Puricelli, Rinaldin, consiglieri regionali. Ponzoni, segretario dell’Ufficio di Presidenza. Belotti, Rizzi, assessori regionali. Daccò, oltre che suo amico, suocero dell’assessore Buscemi. E infine, Nicoli Cristiani, ex assessore regionale e vicepresidente del Consiglio. Sono i nomi di tutti gli indagati o in qualche modo coinvolti nei molteplici filoni di inchiesta in corso, che spaziano dai rapporti con la ‘ndrangheta alla corruzione e alla malasanità, dai festini a luci rosse al dossieraggio. Senza  aprire i capitoli delle passate legislature, da Bombarda a Prosperini, da Pagnoncelli alla moglie di Abelli. Dal punto di vista giudiziario vale, laddove gli iter siano ancora in corso, la presunzione di innocenza. Ma dal punto di vista della politica, è evidente a tutti come lei e la sua maggioranza abbiate un problema enorme. Non crede, a questo punto, che sarebbe meglio restituire la parola agli elettori e dedicarsi con tutta calma alle primarie del suo partito?

Restiamo in attesa di risposte convincenti. E soprattutto delle sue dimissioni”.  

Milano, 2 dicembre 2011

Aboliamo l’assessorato alla Cultura in Regione Lombardia

REGIONE LOMBARDIA SPEGNE LA CULTURA

Dichiarazione di Giulio Cavalli, consigliere regionale Sinistra Ecologia Libertà

“Il sistematico impoverimento della cultura da parte di Regione Lombardia non può passare inosservato e ha bisogno di una sollevazione chiara e forte di tutti i soggetti in campo: dai teatri, agli operatori, alle compagnie, ai cittadini.

Il bilancio del 2012 accelera nel percorso di prosciugamento delle già scarse risorse degli ultimi anni e contribuisce a mortificare e delegittimare un settore che viene chirurgicamente tenuto ai margini perché autonomo nelle idee e capace di accendere la conoscenza.

Con il capitolo della cultura che tracolla da 50 a soli 8 milioni per il prossimo anno, mi chiedo come l’assessore Buscemi possa accettare di essere snaturato nel proprio ruolo politico, ridotto a tenere in atto le convenzioni e i progetti in corso senza nessuno spazio di scelta e innovazione. E mi chiedo se non sarebbe il caso, piuttosto, di essere fedeli alla linea e smantellare sia l’assessorato, che a questi livelli potrebbe essere benissimo gestito da un funzionario, sia la commissione consiliare, che non ha margine finanziario alcuno per legiferare e incidere nelle politiche culturali.

Non ci bastano e non ci interessano le solite litanie dei tagli centrali e delle priorità: da mesi Formigoni e soci declamano ripetutamente un Expo di culture, mentre nella realtà tutto ciò che non è cemento e infrastrutture sembra essere dimenticato.

La Lombardia ha un orgoglio e una storia culturale che non può essere mortificata per gli interessi lobbistici di affaristi troppo materiali per potervisi dedicare.

E forse è arrivato il momento che sia la cultura a diventare lobby e premere per il diritto di non continuare a galleggiare al limite della dignità. Altrimenti per Expo sarà il caso che vadano in scena spettacoli muti, vuoti e immobili a raccontare lo stato terminale lombardo nel campo”.

Milano, 28 novembre 2011

Mafia giù le mani dal Nord

TERRA Data 07-07-2011 Pagina 10

L’artista e consigliere regionale di SeI Giulio Cavalli chiede una commissione sull’Expo

Mafia giù le mani dal Nord

Erica Sirgiovanni

Come costruire una Lombardia che conosce e combatte la criminalità organizzata? Come trasformare quella Lombardia che ha visto raddoppiati in un solo anno, il numero dei reati di stampo eco mafioso, aggiudicandosi il triste primato di peggior regione del nord Italia per illegalità ambientali? Terra ne discute con Giulio Cavalli consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà, da anni impegnato in prima persona nella lotta alla criminalità organizzata:

Giuliano Pisapia ha assicurato l’istituzione della Commissione consiliare Antimafia, lei si è battuto per una strutturata e seria commissione in Regione che si faccia carico di trasformare in azione politica l’immane lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Ci sono novità a riguardo?

Non ci sono novità. Siamo fermi allo “spot” di accettazione della legge che avevo proposto e che è passata. Questo dà l’idea di quanto si faccia veramente fatica a diventare operativi. Il rapporto Ecomafia di Legambiente appena presentato, dipinge un quadro molto chiaro: i crimini sono in ascesa e il giro di danaro è in continua espansione ma la cosa più spaventosa è che si è palesato lo sviluppo di quei fenomeni che sono sempre stati considerati tipici del sud Italia. La questione dei roghi lodigiani per esempio a me ricorda molto la terra dei fuochi campana. Mi chiedo a che livello di gravità bisognerà arrivare perché l’istituzione regionale si muova. La decisione di Pisapia non potrà che essere di grande aiuto e per quanto riguarda la Regione, credo che la Lega debba prima o poi smarcarsi dal legiferare senza rendere operative le leggi.

Le istituzioni sono fondamentali ma decisiva è anche la presa di coscienza di tutti. Meglio essere ben informati prima che scandalizzati poi. Come?

Certo, bisogna parlarne, fare modo che questa discussione non rimanga una riflessione relegata alle istituzioni o alle associazioni che si occupano dell’argomento. Deve diventare un argomento che entra nella quotidianità delle persone. I reati di ecomafia per esempio hanno bisogno di una narrazione che funzioni, che arrivi alla pancia di tutti.Quando tanta gente chiede qualcosa la politica deve fornire una risposta, ho imparato che piuttosto che continuare a bussare alla porta di questo o quell’assessore sperando che ti dia la possibilità di fare qualcosa, è sempre meglio partire dalla gente.

La provincia di Milano detiene il triste record di reati accertati nel ciclo del cemento, questo quando manca molto poco al 2015. Cosa dobbiamo aspettarci?

Perché Expo 2015 abbia una gestione credibile del cemento dovrebbe avvenire una conversione fulminante. La realtà e allo stesso tempo la novità, è che la gente è molto più curiosa, pretende di sapere, di leggere quelle carte che un tempo erano prerogativa degli addetti ai lavori. La cosa ideale sarebbe l’istituzione di una commissione consiliare che valuti tutti gli atti relativi ad Expo da qui al 2015. La criminalità organizzata è già entrata nelle grandi infrastrutture, la Brebemi per esempio, ha già puntato la Tangenziale est esterna. È molto difficile tenere gli occhi puntati su un grande mostro quando bisognerebbe disarticolare un intero sistema.

Crazy Expo

Luca Beltrami Gadola fissa i punti che aiutano a fare chiarezza sulla situazione Expo. Ficcante come sempre, mentre dal terzo polo ci dicono che il parco agroalimentare è troppo costoso e troppo poco interessante. Ci manca solo che qualcuno ci dica che è fuori tema. Nutrire il pianeta, il tema di Expo 2015, per qualcuno sembra un utopia anche solo pronunciarlo.

Ripensare l’energia

Mentre in Italia ci si tappa le orecchie per non sentire il frastuono del vociare politico fioriscono in silenzio e nell’ombra esperimenti (riusciti, quindi esperienze) di comuni virtuosi che ripensano la sostenibilità energetica. A Colorno (PR) rimettono in agenda riutilizzo e risparmio, a Roma è possibile spedire risparmiando 150 tonnellate di CO2, a Torraca (SA) si sperimentano i LED. Milano ha l’occasione di diventare il laboratorio internazionale delle ‘buone pratiche’ nei prossimi anni. Azioni banali ma rivoluzionarie. Come vorremmo che fosse l’EXPO.

EXPO – Cavalli: Tremonti sconcertante e Moratti sempre più imbarazzante

EXPO – Cavalli: Tremonti sconcertante e Moratti  sempre più imbarazzante

Anche il sempre placido Tremonti si allinea alla linea urlatrice della campagna del sindaco Moratti dichiarando “non consegniamo l’Expo a Pisapia”. Al di là della goffaggine di un ministro che non è mai riuscito ad uscire dalla sudditanza psicologica che ne fa ancora oggi il pedissequo commercialista di Berlusconi, non possiamo non notare come l’agitazione dello spauracchio “sinistra” sia l’unico giocattolo rimasto in mano alla Brachetto (rivenduta come Moratti) e alla sua loggia del cemento.

Mentre l’armata Brancaleone leghista in Consiglio regionale non è riuscita a portare il tema Expo sul piano della discussione politica al di là delle foto di rito e dei pasticcini, la Moratti rimane proprietaria unica di un progetto dai contorni indefiniti che contribuisce a svilire l’immagine di Milano agli occhi della comunità internazionale.

Forse il centro- destra (o quello che ne rimane tra le rivendicazioni interne da cortile di questi ultimi giorni di campagna) è spaventato dalla proposta di Giuliano Pisapia di dedicare un apposito assessorato alla fiera internazionale.

La Brachetto e i suoi sodali hanno sempre pensato e agito perché Expo fosse argomento nell’ora del thè tra lei e i suoi pochi soliti amici.

 

 

Artisti per caso. A gratis. In tempi d’Expo

Arriva a grandi passi (ma per davvero?) EXPO 2015 e, come ci dicono in molti, dovremmo esultare per le “enormi occasioni occupazionali” (parole di Letizia Moratti). La prima, tutta artistica come piace alla Milano cultural-chic tutta da bere, è un bando che parla di lavoro, di opportunità ma si è dimenticato i soldi. I soldi mica per arricchirsi, proprio i soldi per camminare su quel bordo che sta tra l’essere occupati e l’essere usati.

Per questo è stata aperta una raccolta firme che vi invito a promuovere con i vostri blog e i vostri siti. Intanto aspettiamo una risposta ad una nostra interrogazione.
L’Expo 2015 parte col piede sbagliato, e propone un bando rivolto al mondo dello spettacolo (teatro, danza, cabaret, ecc.) i cui vincitori avranno la possibilità di esibirsi gratis e, non solo, dovendosi pure pagare i contributi previdenziali Enpals.

Come sempre il problema non è la mancanza di fondi, perchè quelli, a maggior ragione nell’impresa Expo (a cui sono destinati circa 1.5 miliardi di fondi pubblici), ci sarebbero, quanto un atteggiamento della politica locale assolutamente ostile ed arrogante nei confronti dello spettacolo dal vivo. Sono anni ormai che le amministrazioni pubbliche in Lombardia chiedono agli operatori dello spettacolo dal vivo di lavorare gratis, o al massimo con un insignificante rimborso, facendosi belli di organizzare eventi culturali nella città. Le politiche culturali devono avere come scopo primario la crescita del proprio territorio, non il suo sfruttamento.

Questo bando è un’offesa all’intelligenza di chi lavora nel settore dello spettacolo, e chiediamo che sia ritirato o che sia previsto un compenso per gli artisti che saranno selezionati. Gli investimenti destinati a Expo 2015 sono una grande sfida per migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini di Milano e Lombardia, compresi gli operatori della cultura.

Alcune highlights del bando:

- nel bando si legge di una “formula partecipativa”, che si esplica qualche parola dopo con il “lavoro a gratis”;

- si legge che la scadenza è il 31 gennaio e la data della performance il 5 febbraio e che gli artisti selezionati beneficeranno della promozione (come si fa a promuovere un’artista e uno spettacolo con meno di 5 giorni a disposizione?);

- si legge che gli artisti selezionati, oltre a non ricevere alcun compenso, dovranno produrre la loro agibilità, su cui dovranno pagare le ritenute sociali (Enpals). Così facendo non solo lavoreranno gratis, ma pagheranno per lavorare!

I firmatari di questo comunicato si impegnano quindi a costituire un gruppo di osservazione del rapporto tra politiche culturali e Expo 2015, affinché Expo sia davvero un momento di crescita per tutti, per i cittadini che amano la cultura, e per gli operatori per cui la cultura è il pane di cui vivere.

Firma anche tu per sostenere questa protesta.

http://www.firmiamo.it/expocultura

Cavalli sui sigilli al parco dell’Expo

Anna Pellizzone
MILANO. La Procura sequestra l’area Calchi Taeggi per omessa bonifica, gestione di discarica abusiva e avvelenamento delle acque. Per i magistrati funzionari comunali avrebbero «dato autorizzazioni illegittime».

Circa due milioni di metri cubi di rifiuti industriali e urbani distribuiti su una superficie di quasi 300mila metri quadri. Diossina, idrocarburi, metalli pesanti: è questo il mix di sostanze cancerogene su cui avrebbe dovuto sorgere il nuovo quartiere della zona Bisceglie, periferia ovest di Milano, designato anche come area verde in vista dell’Expo 2015. Il Comune aveva già dato le autorizzazioni per la costruzione e alcuni appartamenti erano già stati venduti. Ma Legambiente e il Comitato Calchi Taeggi avevano chiesto che i permessi per avviare i cantieri fossero concessi a condizione che sotto i futuri edifici, con un margine di sicurezza di 30 metri, fossero portate a termine le opportune bonifiche. Ma secondo la Procura di Milano, che ha disposto il sequestro dell’intera area, il disinquinamento non sarebbe stato effettuato correttamente. Gravi le responsabilità del Comune.

Per gli inquirenti avrebbe «dato autorizzazioni illegittime». I reati ipotizzati sono gestione di discarica abusiva, omessa bonifica e avvelenamento delle acque. «L’area – ha dichiarato Edoardo Bai, del Comitato scientifico di Legambiente – fa parte della ex cava Geregnano, dove gli scavi erano andati molto in profondità, aumentando quindi il rischio di contaminazione delle acque di falda». Tra gli indagati, oltre ai proprietari dell’area (la società Acqua Pia Antica Marcia e la Residenze Parchi Bisceglie), ci sono anche funzionari pubblici del Comune, alcuni già ai vertici dell’amministrazione di Palazzo Marino in occasione dello scandalo di Santa Giulia, come Annalisa Gussoni dei Piani di bonifica, e Paolo Perfumi, responsabile dell’Arpa, l’Azienda regionale per la protezione dell’ambiente.

«Si tratta di capire – ha commentato Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Idv, riferendosi ai precedenti scandali legati alle bonifiche nel milanese – quanto sia opportuno mantenere le stesse persone nelle identiche posizioni istituzionali». La mappa delle aree milanesi avvelenate si espande. «Milano è la prova che le bonifiche affidate ai privati – denuncia Bai – portano a delle speculazioni che non siamo in grado di controllare. L’unica soluzione – continua – sarebbe quella di istituire un fondo pubblico per le bonifiche, come hanno fatto negli Stati Uniti». Ma qual è il retroscena di questa serie continua di scandali legati alle bonifiche? «La politica del centrodestra – commenta Cavalli – ritiene che le bonifiche siano un costo anziché un investimento. Ma l’obiettivo non è quello di arrivare sani e salvi a fine mandato».

E ancora una volta la denuncia è partita dai cittadini. Le istituzioni devono ritrovare al più presto la loro coscienza civica, «perché le uniche aree a disposizione per una città in espansione come Milano – ha concluso l’esperto di Legambiente Edoardo Bai – sono siti dismessi da bonificare». Lavori che negli ultimi anni sono anche obiettivo della ’ndrangheta, che spesso si adopera per smaltire illegalmente gli inquinanti nell’hinterland milanese. Un copione che nell’ultimo decennio è diventato tristemente noto.

da TERRA

http://www.terranews.it/news/2010/11/sigilli-al-parco-dell’expo

Cavalli in Regione sulle mafie: per voi non c’è più posto

L’intervento di Giulio Cavalli Consigliere Regionale della Lombardia durante il Consiglio Regionale straordinario sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia.

http://www.youtube.com/watch?v=iAC6ibADj5E

Seduta del 05/10/2010

Arg. n. 2 – ODG – Dibattito in tema di infiltrazioni mafiose in Lombardia).

PRESIDENTE

Ha la parola il Consigliere Cavalli. Ne ha la facoltà.

CAVALLI Giulio

Grazie. Faccio questo intervento in una duplice veste, anche in un veste fieramente soggettiva perché mi ritrovo a parlare di un problema che, al di là dell’aspetto prettamente politico, ha inevitabilmente condizionato anche la mia vita e quella della mia famiglia. Quindi, cercherò di essere poco diligente, ma con questo grande senso di responsabilità che, secondo me, oggi in realtà abbiamo tutti indistintamente, su un argomento che oggi arriva in Consiglio regionale e già spazza via di colpo tutti i negazionisti che finalmente oggi in Lombardia non abbiano più senso o siano superati nel riconoscere un problema che non ha bisogno, secondo me, né di allarmi né di sensazionalisti.

Questo è un problema che ha bisogno di una quotidianità, quindi meno sedute straordinarie e più impegni ordinari, applicata ad una politica che è chiamata non tanto a rivendicare il proprio colore o a raccontare le colpe degli altri, anche perché siamo in un paese che è diventato grande per gente come Pio La Torre che, in realtà, è riuscito a raccontare la mafia dentro il proprio un partito. Forse, fare un esame di coscienza e la capacità di immunizzarsi, tutti noi, a partire dalle nostre realtà, potrebbe essere un passo fondamentale.

Stiamo parlando di qualcosa che è storico in questa Regione, è storico e ha passato diversi colori politici. Con la stessa onestà intellettuale – che forse oggi sorprenderà qualcuno – in realtà bisogna anche riconoscere che la criminalità organizzata e le mafie, che siamo tutti d’accordo nel credere che riescono ad esistere lì dove la politica dà spazio, si ritrovano ovviamente a cercare di fare affari e di corrompere coloro che governano. Devo ammettere – e parlo a livello nazionale anche di episodi che riguardano il mio partito – che molto spesso le minoranze si sono dimostrate ampiamente corruttibili nelle poche volte che ne hanno avuto l’occasione.

Inoltre, mentre noi siamo qui a parlare di qualcosa che ci deve assolutamente richiamare, per rispetto non solo della Regione Lombardia ma dei nostri figli e dei nostri nipoti, a una soluzione che diventi una soluzione organica a questo problema. Siamo in una Regione in cui le famiglie criminali, a partire dalle vicende di Ambrosoli, Sindona, da quella finanza nelle figure di Calvi che è sempre stata inquinata da questo fenomeno, oggi ci ritroviamo ad avere delle famiglie che continuano a pascolare impunemente in questo territorio. L’hanno fatto negli anni ‘50 e ‘60 prima con i sequestri di persona, poi con l’eroina, poi con la cocaina e oggi sono diventati imprenditori.

Oggi – sì – questo è inevitabile e dobbiamo riconoscerlo – sono d’accordo col Collega Quadrini – senza nessuna indulgenza. Dobbiamo riconoscere che oggi ci ritroviamo a leggere nelle ordinanze gli stessi nomi che in realtà leggevano i nostri padri, se non addirittura i nostri nonni. Oggi ci accorgiamo che famiglie come Piromalli, Morabito Barbaro, Papalia – i nomi sarebbero tantissimi – hanno passato la loro attività imprenditoriale cambiando settore ai propri figli e i propri nipoti. Inevitabilmente, sono riusciti ad essere molto meno riconoscibili di una volta ma in realtà sono molto più lombardi di qualche lombardo, in realtà frequentano i nostri stessi salotti, hanno i figli che vanno nelle scuole dei nostri figli, pregano o fingono di pregare anche il nostro stesso Dio.

Credo che il compito a cui siamo chiamati oggi è un compito che dica in maniera forte che se c’è qualcosa da sgomberare urgentemente qui in Lombardia, sono loro. Se c’è un urlo da lanciare da questo Consiglio regionale, è che qui non troveranno più terreno fertile non da una parte politica, non da qualcuno che gioca ad avere l’antimafia più lunga degli altri ma da un sistema, visto che noi siamo dei legislatori, e siamo chiamati a fare una legislazione che possa permettere a noi di essere meno avvicinabili e a loro, almeno, di fare più fatica.

Sono successe delle cose strane in questi ultimi mesi, al di là dell’aspetto prettamente personale. Le centinaia di arresti di luglio non ci raccontano solo un aspetto militare. Le centinaia di arresti di luglio ci raccontano che hanno avuto sicuramente migliaia di fiancheggiatori e decine di migliaia di indifferenti, di quell’indifferenza che questa Regione non si può più concedere, che deve superare quanto prima passando dalla fase dell’alfabetizzazione alla presa di coscienza. Indifferenza che, tra l’altro, la nostra Costituzione dice che non è ammessa visto che nell’articolo 4 dichiara che: “ogni cittadino italiano, con la propria funzione o con la propria attività, ha il dovere di concorrere alla crescita morale e materiale del proprio Paese”. Quindi, stare fermi non vale ed è incostituzionale.

Poi, ci hanno raccontato come esistono in questa Regione famiglie – basti pensare agli arresti nel Pavese della famiglia Valle – che in realtà pensano – a torto o ragione questo lo deciderà la Magistratura, non è questo il luogo – di sapere già, ad esempio, quali saranno i termini di Expo mentre noi qui, con le nostre idee diverse, siamo a combattere per cercare di capire qual è la soluzione. Una ‘ndrangheta che risulta politicamente più avanti di un Consiglio regionale, di un Consiglio comunale è comunque un allarme. È un allarme bipartisan perché i colori di partito, io spero e mi auguro – questa di oggi penso che sia l’occasione giusta – cadono di fronte ad una battaglia che ci chiede solo dividerci tra chi è dalla parte delle regole e chi, invece, le regole decide di svenderle al miglior offerente.

Credo che un ordine del giorno che punti il dito su un aspetto anche profondamente culturale, partendo dalle frasi di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino che dicevano che: “bisognava e bisogna parlare di questo problema nelle scuole, bisogna parlarne tra la gente”.

Ecco, io credo che oggi sarebbe un bel segnale, non tanto ognuno per il proprio bacino di elettori, per una responsabilità istituzionale e politica che siamo chiamati a sostenere, provare a dimostrare che c’è un fronte unico. Sicuramente ci sono dei problemi, questo non possiamo negarlo, la Magistratura ne sta parlando, le ultime indagini hanno dimostrato quanto persone […] o uomini delle istituzioni o ricchi imprenditori che hanno deciso la via più facile.

Oggi in Lombardia, sarebbe forse il caso, al di là di decidere tutti con forza che non è più opportuno negare il problema, così come decidere tutti che ci vuole una certa eleganza nel cadere nell’allarmismo più becero e assolutamente inutile, dare un segnale sul fatto che su questo siamo assolutamente uniti.

Per questo, io sono assolutamente contento – e lo dico in un modo che per me era insperato nel momento in cui sono stato eletto in questo Consiglio regionale – che sia stata presa la decisione di un lavoro comune. È un lavoro comune che ci vedrà distanti sicuramente sulle modalità, ci potrà vedere distanti sulla storia che ognuno di noi si porta dietro, ma un momento in cui – questo concedetemelo, qualcuno ancora finge che le Commissioni antimafia e i che i dibattiti di questo tipo siano solo una propaganda politica – oggi qui dentro si levi una voce forte che per loro, se è vero che sono stati sopportati dai nostri padri e dai padri dei nostri padri, oggi noi, assolutamente consapevoli, possiamo dichiarare che non c’è più posto.

Grazie.

(Applausi in aula consiliare)

Da REPUBBLICA: L’Expo 2015 resta senza terreni le trattative su un binario morto

L’ultimo allarme è stato lanciato dal consiglio di amministrazione della società di gestione. È lì, sul tavolo del board del 2015, che è arrivata la preoccupazione per una vicenda, quella dei terreni di RhoPero, ancora senza una soluzione. Dopo 909 giorni dalla vittoria di Parigi. Tanto che, adesso, i consiglieri di Expo 2015 spa hanno deciso di chiedere risposte ufficiali a Comune, Provincia e Regione. Con una lettera che verrà inviata ai tre enti. Ma anche, se dovesse essere necessario, con la convocazione di un’assemblea dei soci.

Il tempo sta per scadere: il 19 ottobre, Milano dovrà presentarsi di fronte al Comitato esecutivo del Bie dimostrando di poter fare affidamento su quel milione di metri quadrati. Dopo mesi di incontri e scontri, però, non c’è ancora un accordo. E anche l’ultima strada, l’acquisto da parte di Fondazione Fiera della quota del gruppo Cabassi, sembra finita su un binario morto.

È diventato l’ultimo nodo per decidere il futuro di Expo, quello delle aree. Anche l’amministratore delegato Giuseppe Sala non ha potuto far altro che ricordare, nei giorni: «Il dossier è ben fatto: dalle notizie che ci arrivano da Parigi i Paesi non stanno facendo osservazioni rilevanti sul nostro progetto, segno che piace. Il tema rimane quello dei terreni». Un nodo sempre più politico, ormai, che soltanto Letizia Moratti, Roberto Formigoni e Guido Podestà, possono sciogliere.

Una riunione fissata in agenda ancora non c’è, ma le rispettive diplomazie sperano in un vertice già questa settimana. I tecnici, infatti, continuano a riunirsi, ma le posizioni non sembrano avvicinarsi. Siamo sempre lì, al punto di partenza. Da una parte c’è il Pirellone che insiste sulla necessità di creare una società, aperta anche agli attuali proprietari privati, per gestire le aree e, soprattutto, il business futuro. Dall’altra Comune e Provincia che, in una situazione di crisi economica e, soprattutto, dopo il veto del ministro dell’Economia Giulio Tremonti contrario all’ipotesi acquisto, credono che l’unica via sia quella del comodato d’uso con diritto di superficie.

Ma la paralisi sui terreni sta congelando anche le decisioni operative della società. Per questo il cda, che è tornato a riunirsi con questo punto interrogativo troppo grande per poter far partire gare o assumere personale che si occupi della progettazione, ha espresso la propria preoccupazione. «Risolveremo tutto entro ottobre», ha assicurato Roberto Formigoni qualche giorno fa. Ma, con la festa nazionale del Pdl in corso in città e, con Letizia Moratti che spera in un’incoronazione da parte di Berlusconi, nessuno sembra voler far esplodere nuovamente anche la guerra di Expo.

di ALESSIA GALLIONE

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/26/news/l_expo_2015_resta_senza_terreni_le_trattative_su_un_binario_morto-7461161/

Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.
  • Albero
  • L'ultimo punto dell'ultima pagina del mio ultimo libro. Adesso mi dedico a me, alla mia famiglia, (alla mia malattia) e ai tanti che mi sono sempre vicino.
  • I banchi della maggioranza mentre di discute il bilancio.
  • Angoli di camerino negli angoli d'Italia
  • Preoccupazione pre spettacolo
  • Ultime prove a Grugliasco
  • Vivere saltando per hotel

Twitter

Aggiornamenti Twitter

Ultimi articoli

train
Sono tornato alla torre-faro al binario 21
febbraio 3, 2012
By Giulio Cavalli
green-hill-610×443
Green Hill: dalle parole ai fatti. Subito.
febbraio 2, 2012
By Giulio Cavalli
dbf38d4f97abb8ef843a32ffd8c16913_XL
In movimento contro le spese militari
febbraio 1, 2012
By Giulio Cavalli