// archives

expo

This tag is associated with 22 posts

Giulio Cavalli risponde a POLITICALIVE.COM

CARTA D’IDENTITA’
Nome: Giulio
Cognome: Cavalli
Professione: attore, scrittore, regista
Partito: Italia dei Valori
Ruolo istituzionale: consigliere regionale Lombardia (dallo scorso aprile 2010)
Il fatto: nel dicembre 2009 è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che gli ha portato la propria solidarietà per la vita sottoscorta a causa delle minacce ricevute da cosche mafiose.
Per approfondire: www.giuliocavalli.net

Gli spunti di riflessione sono figli di un agosto in cui a chiudere per ferie sono stati solo i luoghi istituzionali mentre la politica nazionale si è imbattuta nella particolare realtà di una crisi di Governo scaturita in seguito alla lite (divergenze etiche, politiche, personali) tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. La diatriba interna al Popolo delle Libertà spalanca i portoni a uno scenario a questo punto più che realistico: ennesime elezioni anticipate con sviluppi allo stato attuale imprevedibili. Che faranno i finiani? E l’UdC di Casini? La convergenza tra Partito Democratico e Italia dei Valori è destinata a sopravvivere?

Tuttavia, parlarne con Giulio Cavalli (“seguo soltanto ciò che ho nel cuore e nella pancia, la volontà inestinguibile di essere presente, partecipe a me stesso e alla società di cui sono parte“), consigliere regionale (Lombardia) in quota all’IdV, significa poi non trascurare neppure una serie di avvenimenti – l’inchiesta legata alla cosiddetta organizzazione P3, il coinvolgimento nello stesso ambito di Roberto Formigoni, l’analisi di una realtà eterogenea e complessa quale è quella della Lombardia, il lento marciare verso Expo 2015, la connivenza tra Mafia e politica (del presidente dell’antimafia Beppe Pisanu giungono fresche le dichiarazioni odierne: “L’insieme delle mafie oggi movimenta 120-140 miliardi di euro l’anno, è chiaro che la movimentazione di questo denaro comporta complicità in una vasta zona grigia che riguarda il mondo dell’economia, della politica, della finanza”) – di cui il consigliere ha evidente facoltà per rendicontare e che sono tanto attuali quanto la querelle tra berlusconiani e finiani.

Il PdL è frantumato, la tenuta del Governo evidentemente fragile,l’Esecutivo sembra avere i giorni contati: quale scenario prevede o auspica?
Una soluzione tecnica che duri giusto il tempo di scrivere le riforme per garantire una campagna elettorale pari e ripristinare il diritto-dovere della preferenza per i cittadini. Non un giorno di più. Poi andare al voto creando una coalizione reale che non abbia ombre sui punti fondamentali del proprio programma“.

Grillo – Pd – UdC – Fli: con quale di questi partiti a IdV sarebbe precluso un dialogo, con chi accetterebbe di sottoscrivere un programma?
L’Udc gioca da tempo a cedersi al miglior offerente. Mi interessano i partiti che costruiscono, non mi interessa il mercimonio delle poltrone. Con Fli non condivido le radici politiche ed ideali, credo che non sarei intellettualmente onesto nel fingere visioni comuni in un rapporto che è distante già nelle premesse. Il Pd ha una parte attiva, democratica e indisponibile agli inciuci con cui già lavoriamo regolarmente, mi auguro che possa quanto prima avere una dirigenza che assomigli di più alla sua base. I temi del movimento 5 stelle sono gli stessi temi su cui stiamo lavorando in Regione e nelle amministrazioni in cui siamo presenti. Questo parla da sé“.

Leadreship Pd: come valuta l’operato di Bersani?
Altalenante: un po’ troppo forte con i deboli e un po’ deboluccio con i forti“.

IdV: qual è il valore aggiunto che garantirebbe il suo partito a una eventuale coalizione e quale, invece, il limite strutturale (se esiste) che va ancora superato?
Il valore aggiunto sta nell’inamovibilità su alcuni principi e su un programma chiaro nei suoi 11 punti chiave. È un partito giovane che deve imparare a gestire un’adolescenza in rapida crescita che richiede una decisa apertura all’eterogeneità e una rapida strutturazione sul territorio“.

Di Pietro si è paragonato a un centravanti di sfondamento per sottolineare che la sua figura non potrebbe essere spesa per guidare una coalizione. Chi potrebbe rivestire quel ruolo?
Allo stato attuale sarebbe superficiale e inutile giocare sui nomi e sulle facce. Decidiamo insieme quali sono le priorità, come attuarle e all’interno di quale perimetro politico. Non sarà difficile poi leggere la giusta persona di sintesi“.

Mafia – politica: le fa più paura il pensiero di quanto è venuto a galla, di quello che non è ancora emerso o di ciò che non si saprà mai?
Mafia-politica un rapporto adultero che si consuma fin dalla nascita di questa repubblica. La storia dimostra come la volontà chiara di creare degli anticorpi ha portato i propri frutti, penso a Pio La Torre e a uomini come Giovanni Falcone e molti altri, per questo non mi stancherò di essere ottimista, realista ma ottimista“.

Che idea si è fatto rispetto al coinvolgimentio di Formigoni nell’ambito dell’inchiesta sulla P3?
La vicenda non fa nient’altro che confermare come in Lombardia la vera gestione del potere non sta dentro i luoghi democratici ma nelle stanza o nei telefoni di un potentato sommerso. Sento Formigoni difendersi parlando di nessun procedimento giudiziario. C’è un valore nella politica che sembra essere dimenticato: l’opportunità“.

Primi bilanci da consigliere (Cavalli è anche Coordinatore di Milano città per IdV): cinque temi per i quali in Lombardia si fa ancora troppo poco e – per gli stessi – altrettante proposte.
Il primo è quello della criminalità organizzata: ci vorrebbe un’urgente presa di coscienza e messa in opera di organismi e regole politiche adatte
Il secondo porta a una rivisitazione rispetto alle politiche ambientali: occorre una gestione del suolo che parta dalla considerazione che è un bene finito e non di proprietà di governanti o amministratori
Terzo, poi, l’Expo: la vera sfida è riuscire a costruire un Expo che sia più utile a fine manifestazione e che non crei cattedrali nel deserto. Oggi expo è infangato in un’incapacità organizzativa e gestionale che ha strapagato manager per non riuscire nemmeno a deciderne la collocazione. In quart’ordine, il legame tra pubblico e privato: che la dignità della scuola e della sanità pubblica sia stata svenduta per far sorridere qualche privato dovrebbe essere un’emergenza sociale. Qui invece è la chiave di volta del consenso per vincere. Infine, guardo al bilancio: sarebbe imperdonabile scialacquare risorse per alimentare la bandiera del federalismo in un momento storico in cui la Regione è chiamata alla responsabilità di garantire un sostegno dignitoso ad ogni suo cittadino
“.

Ha parlato di Expo, riesce a fare il punto della situazione?
Oggi expo esiste solo nei caffè tra 4, 5 amministratori e qualche padrone del mattone. Forse molti cittadini non sanno che l’argomento expo non è mai stato trattato fin’ora all’interno del consiglio se non per una comica mozione dell’Udc che proponeva di affidare in toto il pacchetto delle grandi opere a Infrastrutture Lombarde“.

Lei è autore e attore di teatro: come riesce a conciliare, non solo in termini di tempo, il suo mestiere con l’attività di politico? Sembrano due contesti tra loro assai differenti: il pragmatismo della politica a fronte della creatività dell’artista.
Soprattutto in un modo: cercando di essere serio“.

Le è toccato subire più di una minaccia dalla criminalità organizzata, si sente tutelato dalle Istituzioni? Più dura, certe sere, addormentarsi o più faticoso, alcune mattine, dar retta alla sveglia?
Credo che lo Stato stia garantendo di poter esercitare le mie professioni nel modo più sereno possibile. Credo comunque che la tutela venga molto più dalla gente che da qualche uomo di scorta“.

Alcune affinità legate alla vita privata e pubblica portano a chiederlo: ha mai conosciuto Roberto Saviano?
Sì, conosco Roberto e capita di scambiarsi qualche opinione“.

Auden Bavaro

http://www.politicalive.com/giulio-cavalli-idv-10867.html

Cavalli su Expo e Stanca: “La fiera di una presidenza insostenibile”

Milano, 25 giugno 2010

COMUNICATO STAMPA

Cavalli su Expo e Stanca: “La fiera di una presidenza insostenibile”

“Tenendo fede al cognome che porta, Stanca ha deciso di rassegnare le dimissioni da amministratore delegato della società Expo 2015, ruolo più nominato che esercitato nel corso della sua permanenza” dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori.

“Queste dimissioni – continua il consigliere regionale di IdV -, caldamente consigliate, rappresentano l’immagine perfetta dello stato di salute dell’Expo: non un ‘malato grave’ come sostengono in molti ma, semplicemente, un’idea senza progetto che brancola nel buio delle teste degli amministratori politici”.

“Prima di perdersi nella ricerca del prossimo nominato verso una fantastica tripletta di dimissionati che mette alla berlina la Lombardia (e un bel pezzo di Padania), forse sarebbe il caso di elaborare un progetto sensato, responsabile e politicamente onesto”.

“Dopo essersi arenato sugli orticelli dei Cabassi, Expo – conclude Cavalli – dimostra di essere l’ennesima bufala mal riuscita del PdL con il silenzio assenso di una Lega sempre più medioevale nei riti ma modernissima nei compromessi”.

Gruppo Italia dei Valori Consiglio regionale della Lombardia

Tel: 02.67486377 Fax: 02.67482052

italia.valori@consiglio.regione.lombardia.it

gvalleris@gmail.com

Direttamente dall’Aula: le (non) risposte sui terreni EXPO

Come promesso abbiamo posto qualche domanda al Presidente Formigoni sulla questione dei terreni EXPO. Ecco com’è andata:

Il Gruppo IdV (primo firmatario il capogruppo Stefano Zamponi) ha sollevato la questione della Società costituita da Regione, Comune e Provincia di Milano per l’acquisto delle aree destinate ad Expo 2015. “Quale l’esatto valore dei terreni da acquistare, con quali risorse e con il coinvolgimento di quali banche”, e anche “in caso di taglio dei fondi stanziati dal Governo se vi sia un piano o progetto alternativo e quale sia la sua articolazione” ha chiesto Zamponi.

“L’impegno finale diretto degli enti che hanno costituito la società non ancora stato definito -ha risposto il Sottosegretario Paolo Alli– né l’entità delle risorse garantite con l’indebitamento. Verranno avviate “trattative bonarie” per l’acquisto, ha spiegato Alli, e ad oggi il Governo ha confermato gli impegni assunti.

Insoddisfatto “nel metodo e nel merito” il Gruppo IdV. “Il metodo -ha ribattuto Zamponi- non rispetta la correttezza dei rapporti fra Giunta e Consiglio, il quale apprende di queste scelte dai giornali” Scelte molto discutibili anche nel merito, con risorse non quantificabili e trattative dall’esito incerto, ha concluso Zamponi. (r.s.)

VIDEO DOMANDE:

http://www.youtube.com/watch?v=qFqDPWfuWlY

VIDEO (NON) RISPOSTE:

http://www.youtube.com/watch?v=QQF6k9-vmgU

Le conclusioni a voi.

Question time: una paio di domande sui terreni Expo, Presidente

Il Question time, è una fase dei lavori di un’assemblea regionale, nella quale vengono illustrate una serie di interrogazioni di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall’organo esecutivo. Era una mia promessa esercitare il diritto alla curiosità per strappare qualche straccio a forma di informazione. Anche la curiosità deve essere calendarizzata. Domani ci togliamo qualche prurito sul frettoloso acquisto dei terreni Expo:

INTERROGAZIONE

EX ART. 115 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

(RISPOSTA IMMEDIATA IN AULA)

PREMESSO CHE

Sulla questione Expo 2105, e notizia di pochi giorni la conclusione di un accordo e la costituzione di una società da parte di Regione Lombardia, Provincia di Milano e il Comune di Milano che vedra I’importo inerente I’acquisto delle aree ripartito in tre parti uguali tra ciascuno degli enti menzionati;

PRESO ATTO CHE

Ancora una volta, Formigoni, riservando un primo passaggio della questione alla Giunta regionale ed in secondo luogo al Consiglio, ha volutamente inteso disattendere una serie di norme fissate nello Statuto d’Autonomia della Lombardia che da un lato indicano la Giunta regionale quale organo esecutivo della Regione e dall’altro vedono il Consiglio regionale quale organo deputato ad esercitare una funzione legislativa e a concorrere altresì alla determinazione di indirizzo politico regionale;

VALUTATO CHE

Se ad oggi diversi sono ancora i punti della trattativa su cui occorrono esaurienti chiarimenti 0 ancorché definiti gli elementi forniti non si caratterizzano quanta ad univocità;

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI INTERROGANO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 115 DEL REGOLAMENTO GENERALE DEL CONSIGLIO REGIONALE, IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE ROBERTO FORMIGONI PER CONOSCERE:

- Quale sia I’esatto valore dei terreni da acquistare e quale sia in termini numerici e non percentuali l’importo esatto di cui Regione Lombardia dovrà farsi carico;

- Se vi sia I’intenzione di ricorrere a prestiti bancari e con riferimento alla Regione Lombardia a quanto ammontino in termini numerici e non percentuali gli importi destinati agli stessi e a quanto quelli direttamente conferiti dalla Regione senza la frapposizione delle banche;

- Quante e quali siano Ie banche coinvolte in tale operazione;

- Quali siano le reali intenzioni sulle aree concesse a Expo una volta calato il sipario della manifestazione;

- Quale sia il numero dei componenti del relativo C.d.A;

- In caso di taglio dei fondi stanziati dal Governo se vi sia un piano 0 progetto alternativo e quale sia la sua articolazione.

Milano, 20 maggio 2010

Stefano Zamponi (Italia dei Valori)

Giulio Cavalli (Italia dei Valori)

Francesco Patitucci (Italia dei Valori)

Gabriele Sola (Italia dei Valori)

Elisabetta Fattuzzo (Partito Pensionati)

IL PDF QUI

Il rischio di incentivare la ‘ndrangheta

Il movimento terra è una delle attività più citate nelle relazioni antimafia e meno conosciute tra la gente: è l’attività imprescindibile per ogni cantiere. Dove c’è da spostare sabbia, scavare, trasportare residui lì c’è un impresa per la movimentazione terra. Al nord (e in particolar modo in Lombardia) il movimento terra è il lembo del lenzuolo sotto cui trafficano e si arricchiscono le melme mafiose travestite da imprenditori. Si infilano nei subappalti come zanzare sotto la camicia e fingono l’espressione degli onesti faticatori. Oggi, in Lombardia, affidare il “movimento terra” a qualcuno di loro è il nuovo modo lombardo per pagare il pizzo fingendo di non accorgersene, è il compromesso nordico per “stare a posto” nella profonda Lombardia.

Gente come Marcello Paparo (entrato addirittura nei cantieri della TAV e con una bella Mercedes tutta bucherellata per un attentato scampato)  o gli uomini della cosca dei Barbaro-Papalia che pascolano tra Buccinasco, Corsico e Cologno Monzese (come racconta l’operazione “Parco Sud”) sono gli esempi più alti di una nuova strategia di business coperto dalla polvere delle macerie e dell’indifferenza. La terra vale oro e si nota poco.

Il procuratore capo di Milano, Manlio Minale, quando fa riferimento all’Expo 2015 chiarisce che «il punto che favorisce l’infiltrazione mafiosa è proprio la mancanza nei contratti d’appalto della voce sul movimento terra». Un business che, assieme al settore dello smaltimento dei materiali, rappresenta la porta d’ingresso delle cosche negli appalti. Anche perché, spiega Minale, «non c’è la necessità della certificazione antimafia ». Occore quindi rivedere le norme che regolano il settore, «la cui consegna – dice il magistrato – non può essere lasciata alla direzione dei lavori sui cantieri».

Ed è per questo che già da tempo ci siamo promessi di proporre con urgenza una legge regionale per rivedere quanto prima la regolamentazione.

Quello stesso movimento terra per il quale il presunto boss Salvatore Barbaro (figlio del più noto Mimmo l’Australiano) ha dichiarato “io ci ho una passione”. Roba che per farla “basta avere la terza media come scrivono i giornali, ma bisogna anche averci una certa precisione”.

Insomma, roba che scotta. Nonostante i piagnucolii dei guappi calabresi che si fingono lavoratori.

Oggi si mette in moto la macchina organizzativa degli incentivi. Un bonus totale di 300 milioni di euro che riguarda ciclomotori, cucine, elettrodomestici, abbonamenti a internet veloce, case ecologiche, motori marini e prodotti industriali, che produrrà – secondo il governo – benefici per un milione di famiglie. E spulciando tra i documenti del Ministero dell Sviluppo Economico si trova anche il settore “macchine agricole e movimento terra” per un importo totale di 20 milioni di euro fruibile come sconto del 10% dei macchinari in acquisto. Il provvedimento è firmato dai ministri allo Sviluppo economico Claudio Scajola, all’Economia e Finanze Giulio Tremonti e all’Ambiente Stefania Prestigiacomo e punta a favorire l’acquisto di prodotti innovativi e a basso consumo energetico.

Senza cadere nell’errore di banalizzare e criminalizzare un’intera categoria chiedo, fin da subito, che sia reso pubblico l’albo delle aziende che usufruiranno degli incentivi: i rivenditori e, per questo particolare settore, gli acquirenti finali.

Ci verranno a parlare di privacy, utilizzandola come una scusa impropria per coprire la trasparenza dei nomi. Quando, però, si erogano incentivi grazie al denaro pubblico, i cittadini hanno sempre il diritto di conoscere l’utilizzatore finale.

Intanto rischiamo di incentivare la ‘ndrangheta che si mangia l’Expo.

Avanguardie.info intervista Giulio Cavalli

di Vincenzo Sbrizzi

23 pallottole davanti al Teatro Oscar, dove Giulio Cavalli porta in scena un testo di Fo. Non siamo a Corleone, né a Scampia, ma nella leghissima Milano, e Giulio Cavalli non è un giornalista, un magistrato oppure un collaboratore di giustizia. Giulio Cavalli è un attore teatrale, che parla di Mafia al Nord, dove la Mafia non esiste (ufficialmente).

32 anni, da tre anni sotto scorta per le sue denunce contro il sistema mafioso del “motore d’Italia”. Le 23 pallottole ritrovate davanti il teatro milanese sono solo gli ultimi atti intimidatori di una lunga serie.

A dare fastidio è la discesa in politica di Giulio, candidato indipendente di Italia dei Valori per la Regione Lombardia. Soltanto pochi giorni fa,nella sede cittadina dell’Idv erano giunte una telefonata di minacce ed un proiettile era stato ritrovato davanti la sede di via Lepontina.

Ancora, volantini intimidatori sulle auto parcheggiate nei pressi della banca dove il gruppo di sostenitori di Giulio Cavalli ha aperto un conto corrente.

Mafia a Milano, la capitale del Nord, distante molte miglia dalla Corleone di cui parla Giulio Cavalli nei suoi monologhi. Eppure, alle “bestie ignoranti” dei mafiosi dà estremamente fastidio che si parli di loro. Cavalli lo ribadisce: la Mafia non vuole colpire lui, ma il suo pubblico.

La Mafia ha il terrore che la gente sappia, si informi, capisca le dinamiche del potere mafioso anche nella capitale economica italiana. Stanno arrivando grandi finanziamenti per l’Expo del 2015 e molti Pm, da oltre un anno, stanno lanciando l’allarme per l’infiltrazione delle Cosche della ‘Ndrangheta negli appalti e nelle gare per l’evento.

Cosa vuole Giulio Cavalli?

«che non si parli più di coincidenze e che tutti comincino a capire che questi segnali sono pericolosi, perché coloro che li causano si sentono talmente impuniti da non preoccuparsi minimamente delle conseguenze delle loro azioni»

http://www.avanguardie.org/intervista-giulio-cavalli

MM2 intervista Giulio Cavalli

Articolo di Emanuela Meucci N°4 27 Gennaio 2010

«La mia Milano è quella di Giorgio Ambrosoli, assassinato per aver liquidato la Banca Privata Italiana di Michele Sindona, di Emilio Alessandrini e Guido Galli, giudici uccisi dai terroristi di Prima Linea». A parlare è Giulio Cavalli, 32 anni, attore, regista e direttore del teatro Nebiolo di Tavazzano, a pochi chilometri da Melegnano. Il suo è un teatro civile che vuole tenere viva la memoria.
Dopo aver scritto uno spettacolo sulle 118 vittime della strage di Linate dell’8 ottobre 2001, quando due aerei si scontrarono sulla pista d’atterraggio provocando il più alto numero di morti in un incidente aereo in Italia, nel 2008 ha portato in scena Do ut des, pièce tragicomica sui riti mafiosi. L’ironia di Cavalli ha colpito nel segno, tanto che da dieci mesi vive sotto scorta dopo le minacce della criminalità organizzata. Il «Saviano del Nord» ha risposto con A cento passi dal Duomo, un monologo in cui racconta le infiltrazioni dell’ndrangheta in Lombardia scritto insieme a Gianni Barbacetto de Il Fatto quotidiano. E l’Italia dei Valori lo ha candidato alle prossime Regionali.
«La mia storia inizia in viale Piceno. Dove oggi c’è una sede della Provincia, negli anni ‘70 c’era un orfanotrofio: lì ho vissuto fino a due anni. Per questo con Milano ho un rapporto di amore-odio. Da quando sono sotto protezione i miei movimenti sono molto limitati e per me è difficile girare liberamente, ma se cammino per strada e mi guardo intorno mi chiedo sempre dove sono nato. Ogni casa potrebbe essere la mia». Cresciuto a Tavazzano, Giulio ha studiato recitazione al Centro di ricerca per il teatro. «E per me, come per tutti quelli che fanno il mio mestiere, la città è soprattutto un palcoscenico e un camerino».
La sua attenzione è rivolta soprattutto al mondo del teatro. «Sembrano esistere solo la Scala e il Piccolo. Il giorno della “prima” si accendono i riflettori e si stende il tappeto rosso. Ma vorrei che, di tanto in tanto, qualcuno si ricordasse delle decine di spettacoli in cartellone ogni giorno. E del lavoro di scenografi e costumisti che c’è dietro ad ogni spettacolo. I grandi numeri sono
solo un placebo, nel settore della cultura è importante impegnarsi con costanza». Fra i piccoli palcoscenici poco conosciuti, Cavalli ne sceglie tre. Il Pim Spazio Scenico, in via Tertulliano, il Teatro della Cooperativa, in via Hermada, e l’Atir – Teatro Ringhiera, in via Boifava. «Qui c’è ancora gente che lavora, si impegna e fa “artigianato culturale”, interpretando il vero spirito lombardo». Il problema, prosegue, è che «Milano, dopo aver inventato la pubblicità, ne è rimasta schiava e si è plastificata. Quello che serve è più sostanza. La città non è un prodotto, ma un insieme di persone».
Ma si sente milanese o no? «Quando sento la città coltivare la sua memoria e stringersi intorno alle vittime, come cerco di fare con i miei testi, allora sento anch’io di farne parte».
Come è successo quando è andato in scena Linate 8 ottobre 2001: la strage. «In quell’occasione», racconta, «ho sentito l’abbraccio di tutti i cittadini che si sono fatti carico della tragedia. In un certo senso, i funerali di Stato in Duomo rappresentano una risposta a quelli di Giorgio Ambrosoli, celebrati il 14 luglio 1979, dove non si presentò nessun rappresentante delle Istituzioni». Ed è proprio dall’omicidio di Ambrosoli che parte A cento passi dal Duomo, per attraversare tutta la metropoli e il suo hinterland. Da Buccinasco (rinominata la «Platì del Nord») all’Ortomercato controllato dalle cosche, fino agli aperitivi del centro, frequentati dai figli dei vecchi boss. «La città ha bisogno di reagire. È un simbolo di operosità, piena di persone che si dedicano al lavoro. Quando racconto queste storie non lo faccio per rovinarle l’immagine». Ma per metterla in guardia dalla criminalità organizzata in giacca e cravatta che potrebbe infiltrarsi negli appalti dell’Expo. «Che non è per forza un male, ma non va neanche santificato. È un’occasione, a patto che non si trasformi in un evento isolato. Mi sembra però che manchino progetti concreti».
Piazze, strade e ristoranti. Per Giulio, per via dell’adozione, non è sempre facile parlare di Milano. Ma vuole ricordare il Bosco di faggi nel parco di via Forlanini, lungo il vialone che porta a Linate. Centodiciotto giovani alberi piantati per ricordare i morti dell’8 ottobre, con al centro la scultura «Dolore infinito» dell’artista svedese Christer Bording, ispirata ai monoliti usati nella tradizione scandinava per commemorare i defunti.
«Un luogo conosciuto da pochi. Sarebbe bello se questo parco della memoria si trovasse in centro, e non seminascosto in periferia».

Il doppio gioco del doppio incarico

Ieri si è ufficialmente deciso che per un deputato è legittimo esercitare il doppio incarico di parlamentare e sindaco o presidente negli enti locali. La giunta per le elezioni della Camera ha dichiarato a maggioranza (8 voti contro 3) compatibili i 9 onorevoli-amministratori targati Pdl e i 3 leghisti. Mettendo la parola fine all’istruttoria aperta nel 2008. Intanto i nomi: gli infaticabili sono i pidiellini Maria Teresa Armosino, presidente della Provinica di Asti, Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, Edmondo Cirielli, quello della omonima legge sulla prescrizione, presidente della Provincia di Salerno, Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo, Antonello Iannarilli, presidente della Provincia di Frosinone, Giulio Marini, sindaco di Viterbo, Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, Marco Zacchera, sindaco di Verbania. E infine altri due leghisti, Ettore Pirovano, presidente della Provincia di Bergamo e Roberto Simonetti della Provincia di Biella. Daniele Molgora nel campo invece risulta addirittura un fuoriclasse: è deputato del Carroccio alla Camera, sottosegretario all’Economia al fianco di Giulio Tremonti e presidente della Provincia di Brescia. Il tutto condito (manco a dirlo) con la triplice compensazione economica. Del resto i bonifici (a differenza degli intestatari dei conti correnti) hanno, loro sì, la capacità di essere onnipresenti comunque.

Del resto a Milano abbiamo già il fulgido esempio di Lucio Stanca che (nonostante il cognome) si sdoppia tra la sua attività di parlamentare e quella bazzeccola di impegno come amministratore delegato della SoGe (la società di gestione di Expo). Da quando è ad infatti le presenze in aula del deputato sono crollate. Nel 2008 ha partecipato al 98,26% delle votazioni in aula, 113 su 115. A ottobre 2009 Stanca è mancato al 95,78% delle votazioni. Alla domanda  posta da una giornalista di Repubblica ha risposto: “Devo rispondere ai miei elettori e al gruppo del Pdl, non certo a Repubblica. Lo scriva, lo scriva bene ‘non certo a Repubblica’” aggiungendo “Certo che sprecate molta carta, eh? Queste sono le mie responsabilità: gli elettori del Pdl e il gruppo del Pdl, non Repubblica”.

Il doppio ruolo è uno scippo all’impegno. Il gioco tutto in difesa di occupare poltrone per non avere il problema di dovere scegliere a chi cederle. Il gioco infame di occupare togliendo spazio alla partecipazione, elemento essenziale della libertà.

Mentre i cacicchi continuano a spandersi come gelatina sulle poltrone prevedibilmente si alzerà l’ennesima levata di scudi ma poichè l’esercizio dell’osservazione non è strumentale nè strumentalizzabile, sarebbe meglio che alcuni professionisti dell’indignazione facile si guardassero le tasche prima di dare fiato alle trombe. Accanto a questi esempi più eclatanti infatti ne esistono di più sommersi ma non per questo meno infimi: il gioco di occupare gli spazi con truppe cammellate per impedire la partecipazione e l’iniezione di energie nuove è una malattia presente anche nella pratica del partitismo italiano, nella costruzione coatta di “gradimento obbligatorio a cascata” e nel “divide et impera” della vecchia politica dei politicanti ciclicamente riciclati.

La responsabilità della solidarietà si annaffia con l’apertura. Comunque. E in tutti i campi.

Un impegno per l’ambiente da portare in Regione

Come mi è capitato spesso di ripetere durante questo inizio di campagna elettorale sono convinto che la mia candidatura e il mio eventuale ruolo in Regione Lombardia debbano significare soprattutto l’essere il portatore responsabile delle proposte del mondo dell’associazionismo e della cittadinanza attiva che da anni lavorano per il territorio. Per questo ho studiato con attenzione il progetto di legge degli amici di Legambiente Lombardia e, fin da subito, ho deciso di assumermi l’impegno di garantire il mio personale sostegno perchè possa diventare quanto prima legge a tutela dell’ambiente. della qualità della vita e delle generazioni future della Lombardia. Credo che le associazioni siano l’espressione più democratica delle “primarie” tra i cittadini poichè si costruiscono la propria credibilità solo con il consenso del territorio. Questa sarà la prima di una serie di proposte di legge che annunceremo in campagna perchè sia scritta chiaramente la nostra attività all’interno del Consiglio Regionale, riprendendo l’invito che fece già Micromega di dichiarare fin dalla campagna elettorale i propri obbiettivi senza proclami, slogan o linee guida confuse e inconsistenti.

PROGETTO DI LEGGE N. 0409
di iniziativa di Damiano Di Simine Presidente LegambienteLombardia

______
“Norme per il contenimento del consumo di suolo e
la disciplina della compensazione ecologica preventiva”.

Per lungo tempo l’attività edilizia, in un passato ormai lontano, è stata strettamente associata ad una contestuale attività di costruzione di spazi urbani di convivenza e di socialità, nonché di produzione e scambio economico connesso ad una attività agricola e forestale di cura del suolo.

Da tempo questa contestualità è venuta meno: gli edifici spesso si appoggiano alle infrastrutture come oggetti isolati, senza costruire spazi urbani e l’attività edificatoria è ormai totalmente separata dall’attività di cura del suolo. Le stesse infrastrutture si appoggiano alla terra senza che ci si domandi quali rapporti mutano e quali effetti producono.

E’ quindi urgente riattivare un circuito virtuoso tra attività edilizia e ricostruzione della natura, non solo per ragioni ecologiche, di per sé già sufficienti, ma anche perché gli spazi aperti con forte contenuto naturalistico sono oggi più che mai elementi decisivi per definire l’abitabilità, la vivibilità e la qualità di un territorio. Essi, combinandosi con la conduzione agricola nel disegno di un territorio, devono concorrere a ripristinare un paesaggio in cui le comunità ritrovino le coordinate di una identità smarrita nella crescita senza freni degli ultimi decenni.

L’obiettivo di questo progetto di legge è pertanto duplice:

- da un lato limitare l’uso edificatorio del suolo, evitando di produrre in tutto il territorio disponibile livelli di urbanizzazione che in alcune parti della regione hanno già raggiunto la non sostenibilità,

- dall’altro legare ogni attività edificatoria su suolo libero ad una contestuale attività di costruzione di natura e di ambiente negli spazi aperti.

La presente proposta di legge intende informare l’attività edilizia ad un principio di responsabilità: ogni trasformazione territoriale che determini alterazione o copertura permanente di suolo deve farsi carico dell’impatto determinato sull’ambiente in cui viene consumata una quota di risorsa-suolo. Ogni ipotesi di trasformazione si accompagna così ad un processo di valutazione della sostenibilità dell’intervento che la richiama.

Questo processo, riferito al momento della pianificazione, si traduce in una attenta valutazione sulla reale necessità di trasformare irreversibilmente un determinato suolo, anziché localizzare la funzione prevista in aree dismesse o sottoutilizzate.

Quando, alla fine del processo di valutazione, si giunge alla conclusione che l’occupazione di suolo libero sia inevitabile, interviene, nel progetto di legge, l’obbligo a carico del trasformatore di controbilanciare tale impatto a carico del trasformatore (pubblico o privato che sia), cedendo alla collettività – in altri lotti, in un intorno territoriale limitato al Comune – un credito ecologico.

Questo credito ha la funzione di compensare quella sottrazione di valori ambientali e paesaggistici connessi all’esistenza di una data porzione di suolo e che, pur con tutte le soluzioni mitigative poste in essere in fase progettuale, rimane da risarcire.

La compensazione ecologica preventiva agisce su due fronti: da un lato disincentiva il consumo di suolo e dall’altro trasferisce risorse al potenziamento e al consolidamento delle funzioni ambientali dei suoli liberi.

Il processo compensativo appena descritto è assimilabile a quella che fu l’introduzione degli oneri di urbanizzazione per la realizzazione dei servizi pubblici urbani. Se nel passato vi è stata necessità di condizionare il permesso di costruire alla fornitura di beni sociali (infrastrutture e servizi) necessari per l’abitare, oggi – in un periodo di evidente deficit ambientale ed ecologico e di risorse territoriali in genere – è indispensabile attribuire ad ogni trasformazione di suolo libero una responsabilità ambientale che si traduca in una sorta di onere ecologico, attraverso il quale si possa generare nuova natura, altrove rispetto alla trasformazione, concorrendo a generare una dotazione ambientale.

L’esigenza di minimizzare il consumo di suolo, spesso associata all’idea di migliore utilizzo dell’esistente, è già contenuta in diverse fonti legislative. Non esiste però una norma che, in tal senso, vada oltre il valore di indirizzo o orientamento.

La presente proposta di legge scaturisce dalla necessità di conferire cogenza a idee ormai ampiamente condivise, la cui attuazione pare non più eludibile. Infatti oggigiorno l’espansione urbana avviene a spese di territori che in molte zone della regione sono le ultime aree disponibili e che, più in generale, l’erosione di valori ecologici e identitari, connessa alla compromissione di suolo e paesaggio, genera seri problemi ambientali, ma anche di coesione sociale e riconoscimento comunitario, traducibili anche in un danno economico. Siamo di fronte ad una progressiva perdita di patrimonio comune non ripristinabile, rispetto alla quale il legislatore è chiamato ad introdurre regole nuove, a tutela delle attuali e delle future generazioni.

Trattando di consumo di suolo, appare utile completare questa relazione con una definizione di “suolo”, che tra le tante disponibili, ci sembra la più pertinente: ‘il prodotto della trasformazione di sostanze minerali e organiche, operata da fattori ambientali attivi per un lungo periodo di tempo sulla superficie della Terra, caratterizzato da specifica organizzazione e morfologia, capace di provvedere allo sviluppo delle piante superiori e, pertanto, di assicurare la vita all’uomo e agli animali’. Tale definizione, tratta dalla vasta letteratura di scienze del suolo, ha oggi, nel nostro Paese, rilevanza meramente accademica, in quanto a tutt’oggi la nostra legislazione non attribuisce al suolo uno specifico ‘statuto’, che ne giustifichi una tutela in quanto risorsa ambientale limitata, non rinnovabile e pienamente ascrivibile alla categoria dei beni comuni, e che pertanto informi, tra le altre, la disciplina relativa alle trasformazioni delle superfici fondiarie.

Questa proposta di legge si muove nella direzione di un riconoscimento anche culturale prima che formale del bene suolo, con la consapevolezza che riconoscere a questa risorsa il pieno significato di ‘patrimonio comune’ (in questa sede come appannaggio della comunità regionale ma estendibile all’intera umanità, ferma la definizione di cui sopra) costituisce un imperativo non più rinviabile di riforma legislativa, che deve poggiare su adeguati principi di diritto nazionale e internazionale.

Non si tratta di introdurre nella legislazione lombarda una innovazione assoluta, poiché in Europa operano già da tempo leggi che attuano i medesimi principi, affrontando la tutela del suolo su un piano di regole, azioni e obiettivi, e dove il principio della compensazione ecologica preventiva è già strumento pienamente operativo.

LA PROPOSTA DI LEGGE COMPLETA QUI

La dichiarazione del Prefetto Lombardi non si può giustificare

Leggo con sconcerto la dichiarazione resa dal Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi di fronte alla Commissione Parlamentare Antimafia con cui nega la presenza della mafia nel territorio lombardo. Credere che la mafia esista solo dove scorre il sangue e non nei luoghi della finanza e nelle collusioni (accertate) con alcuni pezzi della politica è oltre che superficiale e chiaramente falso soprattutto pericoloso perché proviene da un uomo di quelle istituzioni che hanno il dovere di tutelare i cittadini. La dichiarazione rientra nella consuetudine tutta milanese di credere che l’unico modo di sconfiggere la mafia sia negarne l’esistenza, procurando una cattiva informazione che può solo rassicurare le cosche mentre si organizzano in previsione dell’Expo.

Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.
  • Albero
  • L'ultimo punto dell'ultima pagina del mio ultimo libro. Adesso mi dedico a me, alla mia famiglia, (alla mia malattia) e ai tanti che mi sono sempre vicino.
  • I banchi della maggioranza mentre di discute il bilancio.
  • Angoli di camerino negli angoli d'Italia
  • Preoccupazione pre spettacolo
  • Ultime prove a Grugliasco
  • Vivere saltando per hotel

Twitter

Aggiornamenti Twitter

Ultimi articoli

train
Sono tornato alla torre-faro al binario 21
febbraio 3, 2012
By Giulio Cavalli
green-hill-610×443
Green Hill: dalle parole ai fatti. Subito.
febbraio 2, 2012
By Giulio Cavalli
dbf38d4f97abb8ef843a32ffd8c16913_XL
In movimento contro le spese militari
febbraio 1, 2012
By Giulio Cavalli