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	<title>Giulio Cavalli &#187; Featured</title>
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	<description>Il sito di Giulio Cavalli. Attore, autore, scrittore, consigliere regionale in Lombardia</description>
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		<title>Legge quadro antimafia: sia un comitato di responsabilità</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 06:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha il sapore buono della responsabilità la decisione di oggi in Regione Lombardia di istituire un comitato (di cui faccio parte) che in tempi stretti possa scrivere una proposta di legge quadro sulla questione della criminalità organizzata. Innanzitutto perché nasce da un&#8217;idea fresca e senza tatticismi intorno ad un tavolo di prima mattina con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/mafia1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3434" title="mafia1" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/mafia1-276x300.jpg" alt="" width="276" height="300" /></a>Ha il sapore buono della responsabilità la decisione di oggi in Regione Lombardia di istituire un comitato (di cui faccio parte) che in tempi stretti possa scrivere una <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/30/regione-lombardia-verso-una-legge-contro-le-infiltrazioni-dei-clan-anche-la-politica-apre-gli-occhi/66423/" target="_blank">proposta di legge quadro sulla questione della criminalità organizzata.</a> Innanzitutto perché nasce da un&#8217;idea fresca e senza tatticismi intorno ad un tavolo di prima mattina con i buoni consigli di LIBERA LOMBARDIA e si trasforma in metodo operativo in meno di un&#8217;ora nella II Commissione; e poi perché è una visione ancora più ambiziosa del punto di partenza (la nostra<a href="http://www.consiglio.regione.lombardia.it/web/crl/AttivitaConsiliari/LavoriCommissioni/ElencoGenerale?p_p_id=NavigatorePDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_Uwrd&amp;p_p_action=1&amp;p_p_state=normal&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-2&amp;p_p_col_pos=2&amp;p_p_col_count=3&amp;_NavigatorePDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_Uwrd_COMMAND=scheda_pdl&amp;_NavigatorePDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_Uwrd_ID_PDL=09903EF7-231A-4062-ACBC-E6DAFC73FEF2&amp;#p_NavigatorePDL_WAR_NavigatorePDL_INSTANCE_Uwrd" target="_blank"> proposta di legge 12 presentata il 18 maggio di quest&#8217;anno</a>).</p>
<p>Oggi, almeno questo è ottenuto, la mafia in Lombardia esiste e la Lombardia vuole parlarne. I &#8220;negazionisti&#8221; si avviano, finalmente, ad essere un&#8217;ingiustificabile razza in estinzione e sul tema non c&#8217;è più possibilità di non parlarne come copertura: una proposta di legge diventa, nei suoi passaggi in Commissione e Consiglio, un percorso obbligato di sì o di no, di dichiarazioni di voto e discussioni a viso aperto. Uno spiffero di consapevolezza e responsabilità sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Eppure questo è il primo passo di un cammino che non sarà né facile né banale: qualcuno giocherà a fare il più antimafioso degli altri, qualcun altro potrebbe essere sospettosamente garantista, qualcuno vorrà allargare tanto perché alla fine non se ne faccia niente oppure potrebbe sbucare all&#8217;ultimo momento l&#8217;artifizio di qualche leguleio che affossa il passo. Oggi il passo è di quelli che contano: dimenticare (tutti) la casacca di partito e vestire la maglietta della responsabilità.</p>
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		<title>DA LA PROVINCIA PAVESE: Cavalli, colpa vostra se sono sotto scorta</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 14:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Se sono sotto scorta è colpa dei lombardi, dunque è anche colpa vostra. Colpa della vostra indifferenza. I lombardi hanno permesso a un gruppo di zotici di prendere piede. Oggi facciamo i conti con figli e nipoti di chi a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta ha raccolto denaro con 150 sequestri di persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/pallaroni-pavia.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-3430" style="margin: 5px;" title="pallaroni-pavia" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/pallaroni-pavia-300x29.gif" alt="" width="300" height="29" /></a>“Se sono sotto scorta è colpa dei lombardi, dunque è anche colpa vostra. Colpa della vostra indifferenza. I lombardi hanno permesso a un gruppo di zotici di prendere piede. Oggi facciamo i conti con figli e nipoti di chi a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta ha raccolto denaro con 150 sequestri di persona in Lombardia in soli 9 anni. Il frutto di quei riscatti pagati dai lombardi si è trasformato in investimenti, è servito a sviluppare interessi, oltre che sul mercato internazionale della droga, anche nella ristorazione, nell’edilizia, nel movimento terra. Oggi quei figli e nipoti vivono in mezzo a noi, hanno nomi noti a tutti, sono sempre le stesse famiglie, girano con i Suv e gli abiti firmati, hanno creato società con sedi nel cuore di Milano e di tutte le città lombarde. Sempre grazie all’indifferenza generale. E anche a sindaci che come Pillitteri negli anni Ottanta fino alla Moratti oggi dicono, in buona compagnia di alcuni prefetti, che la mafia a Milano non esiste”. Giulio Cavalli, 33 anni, attore milanese-lodigiano sottoposto a programma di protezione dal 2008 per la sua performance contro le mafie Do ut des, vicenda dove il protagonista si chiama Totò Nessuno, ha parlato a Pavia, all’Aula magna dell’università, davanti a una platea numerosa ma senza rappresentanti del governo cittadino, sindaco e assessori, forse tenuti lontani dalla volontà di evitare contestazioni. Come accadde il 16 luglio scorso a Pavia, tre giorni dopo la maxi operazione anti ‘ndrangheta ordinata congiuntamente dalle procure di Milano e Reggio Calabria, l’arresto di Carlo Chiriaco, direttore sanitario dell’Asl di Pavia ex dc in quota fi, quello dell’avvocato Pino Neri, residente a San Martino Siccomario e ritenuto il capo della locale lombarda, l’avviso di garanzia per frode elettorale all’assessore comunale pavese Piero Trivi. Allora il corteo in piazza della Vittoria si spaccò in due, urla e insulti compresi all’indirizzo di sindaco e amministratori.</p>
<p>Cavalli ha proprio puntato l’indice sulla questione della frammentazione che vicende come questa producono nel tessuto di una comunità. E ha invitato a non demonizzare la parte politica che governa e che si ritrova ad essere da una parte avvicinata, tentata quando non addomesticata e infiltrata (”oggi la ‘ndrangheta in Lombardia elegge direttamente i suoi membri nelle assemblee rappresentative, si dice conti per il 3% della base elettorale. Significa che rifare le elezioni al netto della mafia produrrebbe un consiglio regionale completamente diverso”) e dall’altra additata, esecrata, ritenuta portatrice del male assoluto soprattutto dagli avversari politici. La ricetta di Cavalli è quella di una lotta alle infiltrazioni che prescinda dalle convinzioni politiche e che deve partire dalle persone in quanto individui, attraverso una costante presa di distanze da ogni tentazione, seduzione e pretesa/concessione di favori. “Se nella vostra attività viene a trovarvi qualcuno che propone affari che non vi convincono, non limitatevi a rifiutare l’offerta. Andate anche a denunciare il fatto in procura _ ha aggiunto Cavalli _: non è vero che certe situazioni non siano riconoscibili. Quando ad esempio un locale, come un bar o un ristorante, spesso di nuova inaugurazione, resta chiuso quattro o cinque giorni la settimana, quella è la prova evidente che non si sostiene con l’attività rivolta ai clienti”.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://pallaroni-pavia.blogautore.repubblica.it/2010/09/30/cavalli-colpa-vostra-se-sono-sotto-scorta/">http://pallaroni-pavia.blogautore.repubblica.it/2010/09/30/cavalli-colpa-vostra-se-sono-sotto-scorta/</a></p>
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		<title>Lavoro e ricatti: manifestazione per i lavoratori del 16 ottobre.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 13:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il diritto di sciopero, sancito dalla nostra Carta Costituzionale all’art. 40, in questi ultimi mesi sta subendo affronti impensabili fino a pochi anni fa. La progressiva delegittimazione del dissenso dei lavoratori è riuscita ad oscurare e, a volte, come nel caso del licenziamento dei tre operai della Fiat di Melfi, a cancellare il diritto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/storia_1_maggio2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3417" style="margin: 5px;" title="storia_1_maggio" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/storia_1_maggio2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il diritto di sciopero, sancito dalla nostra Carta Costituzionale all’art. 40, in questi ultimi mesi sta subendo affronti impensabili fino a pochi anni fa.</p>
<p>La progressiva delegittimazione del dissenso dei lavoratori è riuscita ad oscurare e, a volte, come nel caso del licenziamento dei tre operai della Fiat di Melfi, a cancellare il diritto di astensione dal lavoro per la difesa o la promozione di interessi collettivi, sia giuridici che economici.</p>
<p>Bisogna, del resto, soffermarsi sull’importanza fondamentale che assume il diritto di sciopero in una Repubblica democratica fondata sul lavoro (art.1 Cost.) che riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art.4 Cost.). Se è vero che ogni cittadino ha il diritto di avere un lavoro, è altrettanto certo che non può esistere in uno Stato di diritto la possibilità per alcuno, tantomeno per il datore di lavoro, di calpestare quei diritti che i lavoratori hanno ottenuto attraverso faticose lotte sindacali.</p>
<p>In questo quadro, inoltre, si inserisce il grave problema del precariato. Sembra che la Costituzione sia stata cambiata sotto i nostri occhi e non ce ne siamo accorti. Mi colpisce molto il fatto che si continui a parlare di diritto al lavoro e poi si permetta di sfruttare i lavoratori con la minaccia di un contratto che non verrà mai rinnovato. La flessibilità, utilizzata spesso come scriminante di una forma contrattuale che si mostra come un insulto alla dignità dei lavoratori, è solo un concetto astratto che non ha alcun contatto con la realtà del mondo del lavoro. In un periodo di crisi economica e di disoccupazione non esiste flessibilità bensì solo instabilità e incertezza. Utilizzare come arma di ricatto un contratto a tempo determinato, che non assicura alcun futuro ai giovani e alcuna certezza a padri e madri di famiglia, è una concessione che una Repubblica realmente fondata sul lavoro non dovrebbe permettere.</p>
<p>Ritengo necessario manifestare il dissenso a una concezione aziendale del diritto al lavoro, a una continua denigrazione del diritto di sciopero ed a una costante offesa del lavoratore precario. Per questo aderisco alla manifestazione indetta dalla Fiom per il prossimo 16 ottobre a Roma. È giunto il momento che i lavoratori facciano sentire ancora la loro voce che in troppi ormai cercano di soffocare.</p>
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		<title>Da REPUBBLICA: L’Expo 2015 resta senza terreni le trattative su un binario morto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 08:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ultimo allarme è stato lanciato dal consiglio di amministrazione della società di gestione. È lì, sul tavolo del board del 2015, che è arrivata la preoccupazione per una vicenda, quella dei terreni di RhoPero, ancora senza una soluzione. Dopo 909 giorni dalla vittoria di Parigi. Tanto che, adesso, i consiglieri di Expo 2015 spa hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/04/repubblica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1982" style="margin: 5px;" title="repubblica" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/04/repubblica-300x65.jpg" alt="" width="300" height="65" /></a>L’ultimo allarme è stato lanciato dal consiglio di amministrazione della società di gestione. È lì, sul tavolo del board del 2015, che è arrivata la preoccupazione per una vicenda, quella dei terreni di RhoPero, ancora senza una soluzione. Dopo 909 giorni dalla vittoria di Parigi. Tanto che, adesso, i consiglieri di Expo 2015 spa hanno deciso di chiedere risposte ufficiali a Comune, Provincia e Regione. Con una lettera che verrà inviata ai tre enti. Ma anche, se dovesse essere necessario, con la convocazione di un’assemblea dei soci.</p>
<p>Il tempo sta per scadere: il 19 ottobre, Milano dovrà presentarsi di fronte al Comitato esecutivo del Bie dimostrando di poter fare affidamento su quel milione di metri quadrati. Dopo mesi di incontri e scontri, però, non c’è ancora un accordo. E anche l’ultima strada, l’acquisto da parte di Fondazione Fiera della quota del gruppo Cabassi, sembra finita su un binario morto.</p>
<p>È diventato l’ultimo nodo per decidere il futuro di Expo, quello delle aree. Anche l’amministratore delegato Giuseppe Sala non ha potuto far altro che ricordare, nei giorni: «Il dossier è ben fatto: dalle notizie che ci arrivano da Parigi i Paesi non stanno facendo osservazioni rilevanti sul nostro progetto, segno che piace. Il tema rimane quello dei terreni». Un nodo sempre più politico, ormai, che soltanto Letizia Moratti, Roberto Formigoni e Guido Podestà, possono sciogliere.</p>
<p>Una riunione fissata in agenda ancora non c’è, ma le rispettive diplomazie sperano in un vertice già questa settimana. I tecnici, infatti, continuano a riunirsi, ma le posizioni non sembrano avvicinarsi. Siamo sempre lì, al punto di partenza. Da una parte c’è il Pirellone che insiste sulla necessità di creare una società, aperta anche agli attuali proprietari privati, per gestire le aree e, soprattutto, il business futuro. Dall’altra Comune e Provincia che, in una situazione di crisi economica e, soprattutto, dopo il veto del ministro dell’Economia Giulio Tremonti contrario all’ipotesi acquisto, credono che l’unica via sia quella del comodato d’uso con diritto di superficie.</p>
<p>Ma la paralisi sui terreni sta congelando anche le decisioni operative della società. Per questo il cda, che è tornato a riunirsi con questo punto interrogativo troppo grande per poter far partire gare o assumere personale che si occupi della progettazione, ha espresso la propria preoccupazione. «Risolveremo tutto entro ottobre», ha assicurato Roberto Formigoni qualche giorno fa. Ma, con la festa nazionale del Pdl in corso in città e, con Letizia Moratti che spera in un’incoronazione da parte di Berlusconi, nessuno sembra voler far esplodere nuovamente anche la guerra di Expo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>di ALESSIA GALLIONE</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/26/news/l_expo_2015_resta_senza_terreni_le_trattative_su_un_binario_morto-7461161/" target="_blank">http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/26/news/l_expo_2015_resta_senza_terreni_le_trattative_su_un_binario_morto-7461161/</a></em></p>
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		<title>Discarica di Bollate: la risposta della Regione su una storia che non è chiusa per niente</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2010/09/24/discarica-di-bollate-la-risposta-della-regione-su-una-storia-che-non-e-chiusa-per-niente/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 09:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vicenda della discarica di Bollate (ex cava Bossi) è la metafora di un settore che anche in Lombardia è diventato il banchetto ricco delle mafie, in particolare delle famiglie di &#8216;ndrangheta che infestano l&#8217;hinterland milanese. A Bollate si vocifera con una certa insistenza che l&#8217;ombra di un latitante arrivi in molti campi che lambiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/sosracketbollate-thumb.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3379" style="margin: 5px;" title="sosracketbollate-thumb" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/sosracketbollate-thumb-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La <a href="http://www.giuliocavalli.net/2010/07/22/la-politica-del-fare-mettere-il-naso-nella-discarica-di-bollate/" target="_blank">vicenda della discarica di Bollate (ex cava Bossi)</a> è la metafora di un settore che anche in Lombardia è diventato il banchetto ricco delle mafie, in particolare delle famiglie di &#8216;ndrangheta che infestano l&#8217;hinterland milanese. A Bollate si vocifera con una certa insistenza che l&#8217;ombra di un latitante arrivi in molti campi che lambiscono la movimentazione terra. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zNI77l8R8Ck" target="_blank">Un video già pubblicato su questo sito </a>ha dimostrato come nella discarica esistessero evidenti falle legali. Oggi, leggendo le risposte date in commissione dagli assessori Marcello Raimondi e Romano La Russa, possiamo aggiungere già qualche tassello in un puzzle che è tutto in divenire:</p>
<p>L&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente Marcello Raimondi dice <em>&#8220;L’ultima autorizzazione della ditta <strong>Rip.Am. risulta la numero 163 del 24 aprile 2009, rilasciata dalla Provincia di Milano</strong>, relativamente alle operazioni di messa in riserva, recupero, raggruppamento e ricondizionamento preliminare, miscelazione e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi, nonché all’accorpamento dell’attività svolta in regime semplificato da parte della medesima ditta&#8221; </em>e aggiunge <em>&#8220;risulta agli atti della Provincia di Milano un sopralluogo, effettuato in data 27 luglio 2010 dalla Polizia provinciale stessa, unitamente alla Polizia locale di Bollate. Dal verbale redatto, risulta che sono state </em><em><strong>c</strong><strong>ontestate violazioni in merito alla qualità di materiale stoccato, alla pavimentazione dell’area, alla separazione dei rifiuti e per aver accettato rifiuti senza il prescritto formulario</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>L&#8217;Assessore La Russa dichiara di avere subito interpellato <em>&#8220;peraltro ripetutamente, <strong>perché non è stato proprio facilissimo ricevere risposta, e non si capisce bene perché – il Comune di Bollate</strong>&#8220;</em> che <em>&#8220;ci comunica che, per quanto riguarda problemi di sicurezza ai cittadini, non sussiste assolutamente nessun rischio, nessun pericolo, né sono stati segnalati negli ultimi mesi eventuali allarmi nelle adiacenze, in prossimità o sulle strade della cosiddetta cava&#8221;.</em></p>
<p><strong>Ora il Comune di Bollate ci dovrà chiarire un paio di cose. </strong>L&#8217;ostinazione è un mio difetto che porto con una certa fierezza.</p>
<blockquote><p><strong>“ITR numero 3010: Interrogazione concernente le informazioni circa i gestori della cava di Bollate”</strong></p>
<p>PRESIDENTE</p>
<p>Passiamo all’ITR/3010 ancora a firma dei Colleghi Cavalli, Sola, Patitucci e Zamponi, annunziata in Aula in data 28 luglio 2010, con risposta dell’Assessore Raimondi e dell’Assessore La Russa.</p>
<p>RAIMONDI Marcello</p>
<p>Signor Presidente, l’interrogazione numero 3010 chiede informazioni circa i gestori di una cava, ossia la ex cava Bossi di Bollate. La cava di cui si parla nell’interrogazione risulta cessata da oltre trent’anni, ossia anteriormente all’entrata in vigore delle leggi regionali numero 18 del 1982 e numero 14 del 1998. Pertanto, tale attività estrattiva non fu soggetta alla disciplina di queste leggi.</p>
<p>Il contenuto dell’interrogazione, quindi, si riferisce ad attività di discarica e deposito e non ad attività estrattiva. Ho comunque chiesto agli Uffici di effettuare ulteriori ricerche per agevolare il lavoro dei Consiglieri, nello spirito di collaborazione instaurato con questa Commissione.</p>
<p>Chiaramente la mia struttura non può rispondere su aspetti inerenti le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Milano o delle Procure coinvolte.</p>
<p>Da una ricerca effettuata presso gli Uffici regionali risulta che, in data 21 aprile 1993, la ditta Rip.Am. Srl presentò istanza di autorizzazione per la costruzione di un impianto di trattamento di materiale lapideo. L’Ufficio competente, al rilascio delle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, ritenne di predisporre un atto di diniego, citando il parere negativo espresso dal Sindaco di Bollate. Dal 1994 in Lombardia le Province sono titolate ad autorizzare le discariche di inerti, in forza di deliberazione della Giunta regionale, ai sensi della legge numero 142 del 1990 e della legge regionale numero 94 del 1980. La successiva legge regionale numero 26 del 2003 ha dato un assetto organico a tali competenze provinciali in materia.</p>
<p>Da informazioni assunte presso la Provincia di Milano – grazie al lavoro degli Uffici dell’Assessorato, che ringrazio – risulta che in data 23 aprile 1999, a seguito di un’istanza di autorizzazione per attività di discariche inerti, presentata alla Provincia di Milano dalla medesima ditta Rip.Am., funzionari della Provincia effettuarono un sopralluogo e dietro parere favorevole, non riscontrando elementi ostativi all’accoglimento della domanda, in data 30 giugno 1999 venne rilasciata l’autorizzazione, con disposizione dirigenziale numero 18 del 1999. Parliamo sempre della Provincia. In data 21 ottobre 1999 la Provincia di Milano ha segnalato la ditta in argomento all’Autorità giudiziaria per non aver ottemperato a tutte le disposizioni contenute nella sopracitata autorizzazione provinciale.</p>
<p>L’ultima autorizzazione della ditta Rip.Am. risulta la numero 163 del 24 aprile 2009, rilasciata dalla Provincia di Milano, relativamente alle operazioni di messa in riserva, recupero, raggruppamento e ricondizionamento preliminare, miscelazione e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi, nonché all’accorpamento dell’attività svolta in regime semplificato da parte della medesima ditta.</p>
<p>Relativamente ai controlli effettuati, risulta agli atti della Provincia di Milano un sopralluogo, effettuato in data 27 luglio 2010 dalla Polizia provinciale stessa, unitamente alla Polizia locale di Bollate. Dal verbale redatto, risulta che sono state contestate violazioni in merito alla qualità di materiale stoccato, alla pavimentazione dell’area, alla separazione dei rifiuti e per aver accettato rifiuti senza il prescritto formulario.</p>
<p>Chi volesse accedere a ulteriori informazioni, può assumerle presso la Provincia di Milano e il Comune di Bollate, che permangono competenti per il controllo delle attività esistenti nel territorio.</p>
<p>PRESIDENTE</p>
<p>Assessore La Russa, a lei la parola.</p>
<p>LA RUSSA Romano</p>
<p>Signor Presidente, in riferimento all’ITR ho poco da aggiungere, per quanto riguarda le competenze del mio Assessorato, ben poche in questo caso. Comunque, abbiamo provveduto ben volentieri a interpellare – peraltro ripetutamente, perché non è stato proprio facilissimo ricevere risposta, e non si capisce bene perché – il Comune di Bollate, il quale ci comunica che, per quanto riguarda problemi di sicurezza ai cittadini, non sussiste assolutamente nessun rischio, nessun pericolo, né sono stati segnalati negli ultimi mesi eventuali allarmi nelle adiacenze, in prossimità o sulle strade della cosiddetta cava, che peraltro – mi pare lo abbia già detto l’Assessore nel suo intervento – è una ex cava. La chiamiamo impropriamente “cava”, perché ormai è da anni che non ha questa funzione.</p>
<p>Noi – lo ripeto – ci siamo attivati e questa è stata la risposta del Comune di Bollate, dove non hanno assolutamente rilevato niente di inconsueto o di strano. Questa è la risposta che ci ha dato il Comune e questa è la risposta che do io alla Commissione, naturalmente.</p></blockquote>
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