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frediano manzi

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Milano, i giovani e le “ronde di responsabilità”

Frediano Manzi, presidente dell’associazione SOS RACKET E USURA, qualche settimana fa aveva parlato chiaro: la mobilitazione che molti cittadini milanesi si aspettavano per denunciare ancora con più forza ed alta voce lo scandalo del racket degli alloggi popolari in città non si stava accendendo. Insomma, come spesso succede, semplicemente un’associazione (o forse sarebbe meglio dire una “battaglia”) aveva bisogno di gente. Mani, teste, cuori per dispiegare un esercito buono. I ragazzi di IDV Lombardia (e “ragazzi dentro” di Milano città) in poche settimane hanno organizzato un’invasione pacifica che ieri ha invaso 10 diverse zone “calde” della città: ronde di ascolto senza ridicole posture militare che, armate di banchetti e questionari, hanno chiesto agli abitanti della zona quali sono i nomi, quali i cognomi e possibilmente chi sono gli infami. Come un abbraccio che garantisca presenza, tutela ma soprattutto persone. Presenti, in prima linea che ci mettono la facci di fianco a Frediano e, senza nessun timore, anche il simbolo del proprio partito. Partito che ieri più che mai è stato un gruppo di persone organizzate con lo stesso obbiettivo. Per questo ieri Milano profumava di responsabilità e IDV tornava a fare quello che vogliamo e sappiamo fare meglio: metterci la faccia.

http://www.youtube.com/watch?v=E6FQE8fG6Es

Sos Racket e Usura insieme ai giovani di Italia dei Valori a Milano

Milano – Sabato 6 novembre, si svolgerà a Milano quella che potrebbe essere definita come  la “giornata anti-Racket” del capoluogo lombardo. L’associazione Sos Racket e Usura, di concerto con il dipartimento giovanile lombardo dell’Italia dei Valori, allestirà dei banchetti informativi nei quartieri popolari di Milano al fine di raccogliere informazioni sul reale andamento circa l’assegnazione degli alloggi popolari.

Luciano Messenio, coordinatore del dipartimento giovanile di IdV, così interviene alla conferenza stampa di presentazione dell’evento: ”L’iniziativa, accolta con entusiasmo dai ragazzi del partito, è stata organizzata interamente dal dipartimento regionale giovani IdV. Spero che l’impegno profuso sia inteso non solo come un incentivo a sensibilizzare l’opinione pubblica ma anche come un riconoscimento a Manzi, al suo coraggio e al lavoro fin’ora svolto”.

Dal canto suo, il presidente dell’associazione Sos Racket e Usura Frediano Manzi, ribadisce: ”L’associazione Sos racket e Usura è ben lieta di accettare l’aiuto dei giovani dell’Italia dei Valori, unica forza politica che ha dimostrato coi fatti di sostenere un’associazione di frontiera come la nostra. Si sono offerti di raccogliere i questionari per le strade nelle zone più a rischio di Milano perché credono nel lavoro svolto fin’ora dall’associazione. Da oggi è di nuovo attivo il sito di Sos Racket e Usura”

Riferimento quello al sito internet, di non poco conto, data l’enorme quantità di mail che sono continuate ad arrivare nei gironi scorsi, nonostante il sito fosse stato temporaneamente chiuso. Segno questo, a detta dello stesso Manzi, di una situazione tutt’altro che sotto controllo, che spinge l’associazione a scendere in

strada ancora una volta, in prima linea, nella difesa di diritti fondamentali per i cittadini.

“Delle ronde di ascolto e legalità”, così commenta Giulio Cavalli, coordinatore di Italia dei Valori a Milano e consigliere regionale, circa l’iniziativa che coinvolgerà più di quaranta tra iscritti, simpatizzanti e rappresentanti delle istituzioni.

L’appuntamento per tutti è sabato 6 novembre dalle ore 10,00 alle 19,00 nelle seguenti vie: via Panigarola n° 4/6; via Mompiani n° 6; via Ravenna n° 6; via del Danubio n° 8; via Vespri Siciliani n° 71; via De Angeli in fianco bar Vesuvio; via Tracia n° 3; via Gigante n° 2; via Giambellino n° 60; via G. Savoia n° 2.

Milano, 23 ottobre: convegno IDV sulle mafie

UN GIORNO CONTRO LE MAFIE.

LE MAFIE IN LOMBARDIA CI SONO, ESISTONOE OPERANO DA SEMPRE.

Secondo il Sindaco ed il Prefetto, Milano è una città sicura ed al riparo dalle mafie. Non è così, i fatti dimostrano il contrario. In un territorio come il nostro dove il reddito pro capite è uno dei più elevati del Paese, l’Italia dei Valori richiama la nostra attenzione sul pericoloso fenomeno delle infiltrazioni mafiose, parte delle quali, grazie al solerte lavoro dei Magistrati e delle Forze dell’Ordine, vengono quotidianamente portate alla luce e smantellate. L’Expo del 2015 rappresenta una grande opportunità di ulteriore sviluppo per la nostra città e per tutta la Lombardia, ma c’è ancora troppo silenzio intorno al concreto e grave pericolo che le organizzazioni criminali allunghino i propri tentacoli sul grande evento, insinuandosi nel sottobosco metropolitano e trattando affari per miliardi di euro. Cifre neppure lontanamente immaginabili dall’onesto cittadino che quotidianamente si reca sul posto di lavoro e che, in un periodo di crisi come quello attuale, è costretto a tirare la cinghia per garantire a sé stesso ed alla propria famiglia il minimo necessario per andare avanti. E le istituzioni dove sono? Come si propongono di contrastare il fenomeno delle mafie in Lombardia, che attraverso i loro affari loschi sottraggono miliardi alle casse dello Stato, favorendo tra l’altro il circolo vizioso che conduce ad una sempre crescente pressione fiscale sui cittadini onesti? Attraverso questo incontro, il Dipartimento Sicurezza Italia dei Valori della Lombardia, si propone di richiamare l’attenzione dei cittadini su questo grave fenomeno sommerso. Il nostro è un giorno di lotta e di resistenza alla criminalità organizzata. Un giorno da dedicare alla legalità, all’antimafia e alla cittadinanza attiva, per essere finalmente protagonisti e rendere un servizio a noi stessi, perché lo Stato siamo NOI.

PROGRAMMA

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9:00 registrazione partecipanti

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9:20 Giulio CAVALLI

Consigliere IdV Regione Lombardia

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9:40 Walter MAPELLI

Pubblico Ministero Procura di Monza

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10:00 Frediano MANZI

Presidente Associazione S.O.S. Raket e Usura

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10:20 Franco MACCARI

Segretario generale Co.I.S.P.

Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale

delle Forze di Polizia

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10:40 coffeè – break

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11:00 Massimo DONADI

Deputato di Italia dei Valori

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11:20 Giulio COMPAGNONE

Resp. Dipartimento Tematico

Sicurezza IDV Lombardia

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11:40 Mauro BUTI

Ricercatore Politecnico di Milano

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12:00 Sergio PIFFARI

Deputato di Italia dei Valori

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Donata Civardi – Attrice

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Modera il Convegno

Davide MILOSI

Giornalista “Il Fatto Quotidiano”

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SI PREGA DI CONFERMARE

LA PROPRIA PRESENZA ALLA SEGRETERIA

Segreteria organizzativa:

tel. 02 67 48 63 77 – fax 02 67 48 20 52

e-mail: italia.valori@consiglio.regione.lombardia.it

Chi minaccia Frediano Manzi?

Frediano Manzi è uno di quei tipi umani che difficilmente riesce a farsi voler bene dalla politica: parla troppo, scrive nomi e cognomi e spesso finisce per mettere il dito nelle piaghe di una Milano che preferirebbe non sapere. I nemici di Frediano non funzionano per scrivere di epopee mafiose: stanno nell’arroganza di periferia dei Tatone a Quartoggiaro o nelle ciabatte unte dei Pesco-Cardinale e nei polsini bianchi del “cartello” delle pompe funebri milanese che riesce ad avere lo stomaco per pasteggiare anche sui morti. Boss mica buoni per farci una copertina, piuttosto quattro guappi sgarruppati che sembrano non interessare a nessuno. Nonostante loro siano molto interessati a Manzi. Aggiungiamoci anche Frediano non ha imparato in fretta e bene la postura elegante, sempre spettinato e di corsa nel cuore dei quartieri di Milano.
Frediano Manzi (e la sua associazione) non è stato minacciato ieri. Frediano Manzi è stato lasciato solo da un pezzo, supportato solo da qualche volontario e circondato dai politici nel tempo di una telecamera. Ha chiesto una sede e ha ottenuto qualche straccio di comunicato stampa, ha chiesto una mano per distribuire i propri questionari e si è sentito rispondere che bisognava capire quanti voti portassero, ha provocato ed urlato e si è meritato al massimo qualche querela. Frediano Manzi non lamenta minacce dalla mafia, Frediano Manzi è stato lasciato solo dalle istituzioni. Quando l’ho conosciuto qualche anno fa mi sono sempre chiesto chi glielo facesse fare, cosa avesse da guadagnarci. Nulla.
Sai, Frediano, ce lo siamo detti spesso che quello che conta a Milano è essere chic e non rompere alle persone sbagliate. E so benissimo che ormai la lezione non la impari più. Ma non preoccuparti, vedrai che alla fine l’odore di elezioni su Milano trasformerà tutti (da una parte e dall’altra) in paladini in tua difesa almeno fino al ballottaggio. Così almeno riusciremo a non lasciare in pace queste quattro fecce sparse per la città. Almeno fino alla prossima inevitabile parentesi di minacce e solitudine.

La politica del fare? mettere il naso nella discarica di Bollate

http://www.youtube.com/watch?v=zNI77l8R8Ck


Bollate, periferia di Milano, oggi è una di quella città che scottano. Dopo l’ultima operazione contro la ‘ndrangheta (che ha portato in dono 160 arresti solo in Lombardia) intere zone si sono scoperte impudicamente nude di fronte alla potenza e prepotenza delle famiglie criminali che ormai da anni infestano il territorio. A Bollate comanda(va?) Vincenzo Mandalari, originario di Guardavalle (CZ). residente a Bollate e oggi latitante. Mandalari, come gli altri “guappi” ‘ndranghetisti, si dilettava nel campo dell’edilizia, in quel giochino facile facile che è la movimentazione terra; ovvero spostare, nascondere, caricare e scaricare macerie e merda per riciclare denaro. A Bollate (ce lo dimostra oggi un’inchiesta dell’Associazione SOS RACKET USURA completata da un video girato con una telecamera nascosta) c’è una discarica in cui sicuramente si vede qualcosa di curioso: rifiuti scaricati con estrema facilità, formulari non compilati e qualche dubbio sul personale incaricato.

Oggi presenterò un’interrogazione urgente al presidente della Regione Lombardia per chiedere che vengano effettuati quanto prima dalla politica e dalle autorità preposte tutti i controlli necessari per chiarire la gestione dei rifiuti e delle macerie della “ex cava Bossi” a Cascina del Sole in Viale Friuli a Bollate. Con più di un dubbio e una mezza idea sulla “funzione” della discarica nell’economia criminale della zona. Qualche mio collega in Consiglio Regionale propaganda spesso la “politica del fare”, “metterci la faccia” dicono: su quella discarica oggi ci metto la mia.

La denuncia di SOS RACKET E USURA

Siamo entrati nella cava-discarica di Bollate a bordo di un furgone e, senza compilare il formulario, abbiamo scaricato rifiuti di ogni tipo, tutto rigorosamente in nero, ed abbiamo visto una decina di lavoratori boliviani ed albanesi che vi lavorano per sei euro l’ora, senza contratto di lavoro.

Questa è la storia di una cava in odore di N’drangheta.

È una mattina di giugno del 2010 e riusciamo, insieme al giornalista del Fatto, Davide Milosa, a convincere un imprenditore di Garbagnate Milanese a portarci – a bordo del suo furgone – in un luogo dove scaricare rifiuti di ogni tipo, i cosidetti rifiuti ‘sporchi’. Arriviamo così nella cava discarica di Bollate, a Cascina del Sole in viale Friuli ed esattamente nell’ex cava Bossi.

Con una microtelecamera nascosta, cominciamo a filmare il carico del nostro camion e, arrivati all’ingresso della cava, ci viene chiesto subito se vogliamo dare il formulario o pagare in nero. “Non c’e problema ci dice l’omino all’ingresso della cava andate più avanti che i ragazzi vi dicono dove dovete scaricare”.

Percorse alcune centinaia di metri ci troviamo di fronte ad una decina di ragazzi boliviani ed allbanesi che, senza chiederci il contenuto del camion, ci fanno scaricare il furgone con la ribalta in un piazzale dove sono ammassati cumuli di rifiuti di ogni tipo alti una decina di metri.

È un inferno Dantesco quello che si presenta con questi lavoratori che sotto il solo cocente mettono le mani nei rifiuiti smistando ogni cosa: eternit, bidoni e liquidi; legno, carta, plastica, polistirolo, macerie sporche provenienti da chissà quali lavori senza nessuno che controlla cosa stiamo scaricando.

Ci dicono che prendono sei euro l’ora e lavorano senza contratto, praticamente sono lavoratori in nero e dicono anche che quelle rare volte che vengono “i controlli”, i proprietari della cava vengono avvisati e noi scappiamo’.

Pochi minuti dopo, finito lo scarico, andiamo a pesare il camion e paghiamo 90 euro per il nostro scarico. Se avessimo presentato il formulario ci sarebbe costato 15 euro… L’omino della discarica si premunisce anche di darci un numero da segnare per le prossime volte che saremmo tornati a scaricare, numero da segnare sul formulario. Mi raccomando, ci dice, non mettete la data, così se vi ferma la Polizia voi dite che l’avete dimenticata altrimenti per voi sono grossi problemi.

Ci rilascia una ricevuta fasulla e noi andiamo via.

Bollate, terra di quella ‘ndrangheta decimata da una colossale operazione delle DDA di Milano e Reggio Calabria, dove a capo della Locale vi è Vincenzo Mandalari, padrino sfuggito all’arresto, tuttora latitante.

È lui che comanda su tutto il territorio, ed è sempre lui che cosrtuisce, asfalta, fa il movimento terra a Bollate e circondario.

Alcuni mesi fa, in un bar di Bollate, una microspia ambientale intercetta Vincenzo Mandalari ed un imprenditore edile, tale Rocco Ascone, anche lui arrestato in questa operazione, che parlano dell’arrivo di un carico di rifiuti tossici provenienti da Brescia, che devono essere smaltiti in una cava di Bollate.

Nella cava-discarica di Bollate abbiamo visto frantoi e numerosi escavatori, che risultano essere di propietà di tale Nicola Grillo, grande amico di Vincenzo Mandalari e proprietario dell’impresa SDS Srl che lavora per Mandalari.

Nicola Grillo e suo fratello Stefano vengono chiamati vent’anni fa da un paesino della provincia di Catanzaro, Davoli, proprio da Vincenzo Mandalari che gli dice “venite su che qui di lavoro al nord ce nè tanto”.

Stefano e Nicola Grillo sono amici di altri boss, i fratelli Pietro e Santo Maviglia di Nova Milanese che, guarda caso. hanno un magazzino di fronte ad un’altra cava, sempre a Nova in via delle cave.

I proprietari della cava di Bollate tentano alcuni mesi fa anche di costruire decine di palazzi sull’area della cava stessa, offrendo in cambio alla passata Giunta guidata dal sindaco Stelluti la donazione di metà area, ma il progetto non passa. Nell’ ufficio di Vincenzo Mandalari ci sono decine di targhe che la passata giunta bollatese si è premurata di consegnare, per riconoscenza dei lavori eseguiti dall’imprenditore Mandalari. Da Rho, Pero, Cesate, Garbagnate Milanese, Novate, Senago, Cesano Maderno, Bresso, Cormano, ed altre decine di comuni dell’hinterland, è cosa nota che chiunque voglia scaricare rifiuti di ogni tipo, tossici o “sporchi”, può andare alla cava dei veleni di Bollate.

Tutti gli imprenditori edili, piccoli o grandi, scaricano veleni in quella cava; la cosa è nota a tutti, e noi quel giorno abbiamo visto decine di camion che scaricavano ogni cosa.

L’Associazione SOS Racket e Usura chiede al Sindaco del comune di Bollate, Stefania Lorusso, di intervenire tempestivamente su questo scandalo da noi denunciato.

Alla Polizia Provinciale Ambientale, che propio a Bollate Ha un grosso distaccamento, chiediamo di eseguire immediati controlli sul terreno all’interno della cava.

All’Ispettorato del Lavoro di verificare che i lavoratori siano in regola con contratto di lavoro e sopratutto chiediamo – per i reati che abbiamo documentato – la chiusura immediata della cava.

L’associazione chiede che venga aperta un’inchiesta da parte dell’Autorità giudiziaria al fine di verificare i gravi fatti da noi denunciati, Al Consigliere regionale dell Idv Giulio Cavalli chiediamo una presa di posizione politica con una interrogazione in Consiglio Regionale da presentare sui gravi fatti da noi denunciati al fine di far cessare questo gravissimo scandalo.

Milano 22 luglio 2010

Frediano Manzi

Presidente Associazione SOS Racket e Usura

ARCIPELAGO intervista Giulio Cavalli e Frediano Manzi

Durante un presidio a Milano dell’Associazione SOS RACKET E USURA

http://www.youtube.com/watch?v=P0nwx54M01g

Alloggi pubblici e racket, Cavalli (IDV): “Servono trasparenza e controlli”

Milano, 20 maggio 2010

COMUNICATO STAMPA

Alloggi pubblici e racket, Cavalli: “Servono trasparenza e controlli”

Gli arresti di queste ore nei confronti dei veri gestori delle occupazioni negli stabili del comune di Milano rivelano una pesante presenza sul territorio della criminalità organizzata.

L’indagine era iniziata anche grazie alle molte segnalazioni dell’associazione Sos racket e usura che già nel 2009 aveva denunciato il fenomeno del racket negli alloggi popolari.

Il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Giulio Cavalli dichiara: “La collaborazione tra una società civile e attenta al territorio non può che portare ad ottimi risultati. Gli ultimi arresti dimostrano che le segnalazioni dell’associazione fondata da Frediano Manzi non sono state vane. L’interazione tra istituzioni e cittadini consapevoli è uno dei metodi fondamentali per sconfiggere le infiltrazioni criminali, che non possono più affidare la propria impunità al silenzio omertoso circostante”.

Tra i cinque arrestati c’è anche Marco Veniani ex capo ispettore della Gefi ovvero della società che gestiva per conto del comune di Milano gli alloggi popolari. Il funzionario e’ accusato di associazione per delinquere finalizzata alla compravendita di occupazioni abusive in alloggi pubblici e concussione, in quanto era incaricato di pubblico servizio.

“Non vi è dubbio che senza la collusione di personaggi posizionati in ruoli importanti per la gestione degli alloggi – continua Cavalli – non si sarebbe creato un sistema criminale che approfittava della situazione indigente di molte persone e famiglie. Non solo è fondamentale chiedere trasparenza alle società che gestiscono beni pubblici, ma è necessario effettuare controlli affinché eventi del genere non si possano più ripetere e che la politica recuperi il piacere di metterci la faccia”.

Gruppo Italia dei Valori Consiglio regionale della Lombardia

Tel: 02.67486377 Fax: 02.67482052

italia.valori@consiglio.regione.lombardia.it

gvalleris@gmail.com

Giulio Cavalli alla SETTIMANA CONTRO LE MAFIE di Milano

A Milano dal 17 maggio per una settimana scrittori, artisti, intellettuali e cittadini si mobilitano contro tutte le mafie. Sette giorni di eventi dedicati ai temi della legalità, dell’antimafia e della cittadinanza attiva.

Dopo l’edizione numero uno del 2009, la manifestazione torna presentando un programma di attività sparse nel territorio cittadino fra il 17 e il 23 maggio. La “Settimana” si aprirà lunedì 17 con una mostra fotografica, presso l’Università degli Studi di Milano, di opere di Letizia Battaglia e, alla sera, con un aperitivo e un convegno presso lo spazio Il Fischio della Fabbrica del Vapore con protagonisti Nando dalla Chiesa, Mario Portanova e Frediano Manzi, che si confronteranno col pubblico sul tema della presenza mafiosa a Milano e in Lombardia. La “Settimana” si chiuderà domenica 23, nel momento della tradizionale commemorazione della strage di Capaci presso l’Albero Falcone-Borsellino di Milano organizzata da Libera. In mezzo, appuntamenti che affrontano l’argomento mafia (e antimafia) sotto le lenti dell’ecologia, del volontariato civile, del teatro, dell’impegno al femminile.

Nel corso di tutta la “Settimana” importanti contributi verranno diffusi anche dal blog ufficiale della rassegna (www.settimanacontrolemafie-milano.org) attraverso video messaggi e la rubrica “Scripta manent”, firmata da personalità del mondo della cultura e del giornalismo. Il blog ospiterà anche le dirette in live streaming degli appuntamenti. La “Settimana” è organizzata e promossa da un gruppo trasversale di cittadini e di associazioni, fra le quali Ammazzateci Tutti, EducaCi, Le Girandole, Non uno di meno, Qui Milano Libera, Saveria Antiochia Omicron. Aderiscono inoltre alla “Settimana” Libera Milano e Arci Milano.

IL PROGRAMMA

Lunedì 17 maggio

Ore 15.00 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Al via la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 19.00. Fabbrica del Vapore, spazio Il Fischio (via Procaccini, 4).

Aperitivo di apertura della “Settimana”, con la proiezione di un documentario sul lavoro di Letizia Battaglia, in occasione del passaggio milanese, presso l’Università Statale, della sua opera.

Ore 21.00. Fabbrica del Vapore, spazio Il Fischio (via Procaccini, 4).

La stretta delle mafie su Milano: Nando dalla Chiesa (docente universitario), Mario Portanova (giornalista) e Frediano Manzi (imprenditore, Associazione Sos Racket Usura) si confrontano su zona grigia, infiltrazioni mafiose e racket a Milano e in Lombardia. Modera Odetta Melazzini.

Martedì 18 maggio

Ore 8.30 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Continua la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 20.45. Negozio Civico Chiamamilano (Largo Corsia dei Servi, 11). Ecomafie: un dibattito con Fabio Fimiani (giornalista Radio Popolare), Paola Cannata (Legambiente Milano) e Luca Trada (Comitato No-Expo). Con una lettura dell’attore Fabrizio De Giovanni.

Mercoledì 19 maggio

Ore 8.30 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3).

Continua la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 20.45. Auditorium Istituto Scolastico Cardano (via Natta 11 – MM1 Lampugnano) Spettacolo teatrale a cura di EducaCi-Teatro: “E come potevamo noi cantare (la Guerra – il Lager – la Camorra – la Pace)”, in collaborazione con l’Istituto Cardano.

Giovedì 20 maggio

Ore 8.30 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Continua la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 17.15. Aula 211, Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Donne e antimafia: convegno con Michela Buscemi (testimone di giustizia), Franca Imbergamo (sostituto procuratore presso la Procura di Palermo), Ombretta Ingrascì (ricercatrice), Rosanna Scopelliti (Presidente Fondazione Antonino Scopelliti) e una testimonianza dall’associazione LULE. Modera Jole Garuti. In collaborazione con Vulcano – Giornale Universitario.

Ore 21.15. Arci Metromondo (via Ettore Ponti, 40). In una delle ultime serate di Arci Metromondo, testimonianze da Palermo con Michela Buscemi e Franca Imbergamo. Letture di Donata Civardi e un concerto old-time music di Veronica & The Red Wine Serenaders.

Venerdì 21 maggio

Ore 8.30 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Continua la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 9.30. Aula Magna del Palazzo di Giustizia (via Carlo Freguglia, 4). Cento passi per il sapere: parole e pensieri contro le mafie. Organizzato da Libera in collaborazione con l’ANM di Milano. Incontro con gli studenti delle scuole superiori di Milano. Istituti promotori: Licei Virgilio, Volta, Severi, Leonardo da Vinci. Con la partecipazione di Umberto Ambrosoli (avvocato), Michela Buscemi, Franca Imbergamo, Piero Colaprico (scrittore), Vincenzo Consolo (saggista).

Ore 21.00. Teatro Officina (via S. Elembardo MM 1 Gorla) “Le mani sulla città”, spettacolo teatrale con Daniele Biacchessi (giornalista e scrittore), Giulio Cavalli (autore e attore) e le musiche di Gaetano Liguori (compositore e pianista).

Sabato 22 maggio

Ore 14.00, Largo Cairoli, angolo via Dante. Agorà antimafie: speakers’ corner nel centro di Milano, aperto a pensieri e testimonianze dei cittadini, coi ragazzi di QML.

Ore 18.30, Negozio Civico Chiamamilano (Largo Corsia dei Servi, 11). Voci di cittadinanza attiva, antimafia al lavoro. Incontro con Giulia Guadagni (Arci Metissage), Agostino Nicolò (Ammazzateci Tutti Pavia), Alessandra Perrone (Addio Pizzo), Chiara Pracchi (Saveria Antiochia Omicron), Ilaria Ramoni (Libera). Modera Alessio Baù. Con buffet finale.

Domenica 23 maggio

Ore 17.00. Albero Falcone-Borsellino, via Benedetto Marcello (presso giardini Liceo Volta). Milano ricorda le vittime della violenza mafiosa. Commemorazione in ricordo della strage di Capaci, organizzata da Libera. Intervengono Giuliano Turone (magistrato), uomini e donne del mondo della cultura.

Giulio Cavalli (IDV): alloggi popolari, iniziamo le ronde della responsabilità

Milano, 21 aprile 2010

COMUNICATO STAMPA

Alloggi popolari: iniziamo le ronde della responsabilità

L’associazione SOS RACKET e USURA di Frediano Manzi inizia la distribuzione di questionari nei quartieri popolari per raccogliere informazioni sul racket che riguarda gli alloggi popolari.

“Milano è una carcassa egocentrica che sfila da metropoli. Mentre s’incipria il quadrilatero delle vetrine e della piazza ha lasciato da anni i quartieri periferici a cuocere a fuoco lento. – dichiara Giulio Cavalli, neo eletto consigliere regionale dell’Italia dei Valori – Il problema delle occupazioni abusive degli alloggi è una consuetudine storica e quasi sclerotizzata. Una città che marcisce tanto più si allontana dalla piazza è il simbolo di un’integrazione realizzata dal reddito piuttosto che dalle opportunità

“L’iniziativa di Frediano e i suoi volontari è una discesa in campo di cittadinanza attiva, comunque la si possa pensare. Domani .– continua Cavalli – sarò con lui in piazzetta Capuna per distribuire i questionari sullo stato dell’arte dell’usura e del racket nella zona, partendo dal bar Quinto alle portinerie della zona, ma la sua battaglia è una battaglia di tutti. Ancora di più per i professionisti delle “ronde” e della sicurezza in gran cassa . Sarebbe il caso di scendere tutti a rinfoltire il battaglione delle domande: ronde lombarde per la pubblica responsabilità come antidoto alla malattia della “sicurezza” permeabile e indifferente padana.

Giulio Cavalli

Consiglio regionale della Lombardia

ufficiostampa@giuliocavalli.it

Ronde lombarde per la pubblica responsabilità

  • Milano è una carcassa egocentrica che sfila da metropoli. Mentre s’incipria il quadrilatero delle vetrine e della piazza ha lasciato da anni i quartieri periferici a cuocere a fuoco lento. Il problema delle occupazioni abusive degli alloggi popolari (dietro cui molto spesso esiste un vero e proprio racket organizzato) è una consuetudine storica e quasi sclerotizzata. Una città che marcisce tanto più si allontana dalla piazza è il simbolo di un’integrazione realizzata dal reddito piuttosto che dalle opportunità. Associazioni come SOS RACKET E USURA di Frediano Manzi raccontano di centinaia di segnalazione (firmate ) che arrivano dalle periferie e dipingono scenari di criminalità e solitudine dove la prepotenza, l’intimidazione e la ghettizzazione sono le vere e uniche armi del “controllo”. Esistono sacche di inciviltà dove il sistema “stato” è vinto rispetto all’alternativa criminale più o meno organizzata che garantisce velocità, efficienza e organizzazione a basso costo convertendo i diritti in privilegi da restituire un poco al mese. Vicende come quella delle famiglie Pesco, Priolo e Cardinale in via Padre Luigi Monti 23 disegnano periferie che non devono essere compromessi accettabili.

Da domani i volontari dell’associazione SOS RACKET e USURA distribuiranno dei questionari nelle zone più difficili di Milano, in una tourné curiosa e attiva che vuole provare ad infilare il dito tra le croste dei quartieri, da Giambellino a viale Sarca, da via Ciriè a piazzetta Capuana: un tentativo di “misurare” l’influenza della città. Un caravanserraglio di portatori sani di domande in una Lombardia che ha sempre temuto le risposte. In una Milano che, come le donne che non accettano di invecchiare, ha risolto coprendo tutti gli specchi.

L’iniziativa di Frediano e i suoi volontari è una discesa in campo di cittadinanza attiva, comunque la si possa pensare. Domani sarò con lui in piazzetta Capuna per distribuire i questionari sullo stato dell’arte dell’usura e del racket nella zona, partendo dal bar Quinto alle portinerie della zona, ma la sua battaglia è una battaglia di tutti. Ancora di più per i professionisti delle “ronde” e della sicurezza in gran cassa.

Quei quartieri non sono vigne pre elettorali ma vivono, cucinano, stendono, sorridono, chiudono e scendono con i ritmi della quotidianità. Senza nessun divisionismo partitico, senza “federalismi” e  rozze recriminazioni territoriali, sarebbe il caso di scendere tutti a rinfoltire il battaglione delle domande.

Ronde lombarde per la pubblica responsabilità come antidoto alla malattia della “sicurezza” permeabile e indifferente padana.

Questionario sull’usura (formato DOC)
Questionario sulla sicurezza (formato DOC)
Modulo di adesione (formato DOC)
Il programma (formato DOC)

Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.
  • Albero
  • L'ultimo punto dell'ultima pagina del mio ultimo libro. Adesso mi dedico a me, alla mia famiglia, (alla mia malattia) e ai tanti che mi sono sempre vicino.
  • I banchi della maggioranza mentre di discute il bilancio.
  • Angoli di camerino negli angoli d'Italia
  • Preoccupazione pre spettacolo
  • Ultime prove a Grugliasco
  • Vivere saltando per hotel

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