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	<title>Giulio Cavalli &#187; intervista</title>
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	<description>Il sito di Giulio Cavalli. Attore, autore, scrittore, consigliere regionale in Lombardia</description>
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		<title>LA STAMPA: 3 domande a Giulio Cavalli</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 13:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[avviso pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[la stampa]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa politica]]></category>

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		<description><![CDATA[LA STAMPA intervista Giulio Cavalli sul rapporto di Avviso Pubblico &#8220;Amministratori sotto tiro&#8221;.  «Infiltrazioni anche al Nord ma c&#8217;è paura a denunciarle» 3 domande a Giulio Cavalli, attore, scrittore e consigliere regionale lombardo MARCO BRESOLIN MILANO Nemmeno un atto intimidatorio verso gli amministratori lombardi o piemontesi. Eppure le infiltrazioni mafiose al Nord ci sono. Una situazione che l&#8217;attore e scrittore milanese Giulio Cavalli conosce molto bene. Consigliere regionale dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455908-alle-10.40.00.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-9864" title="Schermata 12-2455908 alle 10.40.00" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455908-alle-10.40.00-300x275.png" alt="" width="300" height="275" /></a>LA STAMPA intervista Giulio Cavalli sul rapporto di Avviso Pubblico <a href="http://www.avvisopubblico.it/news/amministratori-sotto-tiro-presentato-a-roma-rapporto-di-avviso-pubblico-su-amministratori-minacciati-da-mafie-e-criminalita_021211.shtml" target="_blank">&#8220;Amministratori sotto tiro&#8221;</a>. </strong></p>
<p><em>«Infiltrazioni anche al Nord ma c&#8217;è paura a denunciarle» 3 domande a Giulio Cavalli, attore, scrittore e consigliere regionale lombardo</em></p>
<p><strong>MARCO BRESOLIN</strong></p>
<p>MILANO</p>
<p>Nemmeno un atto intimidatorio verso gli amministratori lombardi o piemontesi. Eppure le infiltrazioni mafiose al Nord ci sono. Una situazione che l&#8217;attore e scrittore milanese Giulio Cavalli<strong> </strong>conosce molto bene. Consigliere regionale dal 2010, al Pirellone va con la scorta a causa delle numerose minacce subite.</p>
<p><strong>È possibile che al Nord nessun politico locale sia mai stato minacciato?</strong></p>
<p>«Se un fatto non viene denunciato non è detto che non si sia mai verificato. E in Lombardia c&#8217;è molta paura a denunciare. Ci si sente soli».</p>
<p><strong>Oppure i criminali non hanno bisogno di arrivare ad atti intimidatori per «convincere» i loro interlocutori politici &#8230;</strong></p>
<p>«Chiaro, la minaccia è l&#8217;ultima di una serie di pressioni politiche o di ritorsioni economiche. A volte, magari, basta una stretta di mano &#8230;»</p>
<p><strong>Da questo punto di vista. qual è la differenza tra gli amministratori del Nord e quelli del Sud?</strong></p>
<p>«Al Sud è più netta la distinzione tra chi sta di qua e chi sta di là. Al Nord c&#8217;è meno voglia di prendere una posizione. C&#8217;è una zona grigia in cui è molto facile infiltrarsi. Anche perché quelle che dovrebbero essere le sentinelle ci hanno sempre tranquillizzato con un negazionismo bugiardo».</p>
<p style="text-align: right;"><em>LA STAMPA Data <strong>12-12-2011 </strong>Pagina 10 </em></p>
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		<title>Giulio Cavalli e il teatro: l&#8217;intervista</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2011/10/24/giulio-cavalli-e-il-teatro-lintervista/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 09:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[scena]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[teatro civile]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo l&#8217;intervista di Stefania Rizzo sul rapporto di Giulio Cavalli con la scena. Oggi proiettando lo  sguardo nel passato cosa è rimasto come prima e cosa è totalmente cambiato? E&#8217; rimasta intatta la voglia di non scendere a compromessi nella stesura e nella visione degli spettacoli. Siamo nati &#8220;di parte&#8221; (dove per parte si intende la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo l&#8217;intervista di Stefania Rizzo sul rapporto di Giulio Cavalli con la scena.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/10/4278633850_854506b2cb_z.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9237" title="4278633850_854506b2cb_z" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/10/4278633850_854506b2cb_z-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Oggi proiettando lo  sguardo nel passato cosa è rimasto come prima e cosa è totalmente cambiato?</strong></p>
<p>E&#8217; rimasta intatta la voglia di non scendere a compromessi nella stesura e nella visione degli spettacoli. Siamo nati &#8220;di parte&#8221; (dove per parte si intende la responsabilità di prendere una posizione all&#8217;interno della storia che raccontiamo) e continuiamo ad impegnarci a non prenderci troppo sul serio (altrimenti il rischio sarebbe quello di piegarsi sulla narrazione di noi piuttosto che raccontare i fatti). Oggi sicuramente la responsabilità che ci sentiamo addosso è esponenzialmente maggiore. Ma è un dazio dolce da pagare: significa che il nostro pubblico ha deciso di affidarci un compito che ci onora.</p>
<p><strong>&#8220;Giulio sul palcoscenico&#8221;, emozioni, sensazioni, reazioni…</strong></p>
<p>E&#8217; il mio naturale momento di liberazione. Il recupero di un rapporto visivo e tattile con la gente. La celebrazione del rito laico dell&#8217;esercizio collettivo della memoria. In scena entro in uno stato confusionale creativo che è solo parola. Non esiste altro. La parola e il respiro e le reazioni del pubblico.</p>
<p><strong>Esiste un confine tra la scena e il fuori-scena?</strong></p>
<p>Dal punto di vista della temperatura emozionale e della cultura del racconto sicuramente la scena è il luogo dove l&#8217;asticella del sismografo accelera vorticosamente. Ma la posizione intellettuale e il modo è lo stesso. Non essendo io un attore e commediografo &#8220;puro&#8221; quanto piuttosto un multilavoratore su campi diversi ho sempre accettato con entusiasmo l&#8217;idea di essere sottoposto al giudizio critico in tutte le mie attività e in tutti i miei comportamenti.</p>
<p><strong>Musica,immagini e narrazione nessuna storia da rappresentare, ma piuttosto storie da raccontare, perché questa scelta?</strong></p>
<p>Perché fin da subito abbiamo deciso di togliere gli orpelli. Di non cadere nell&#8217;errore di fare teatro pensato per i teatranti ma di mantenere in scena solo ciò che consideriamo strettamente necessario. Un menù che sia un frugale ma responsabile pasto quotidiano: la parola è il pane, la musica il companatico e l&#8217;immagine il vino, quando serve. Tra estetica e etica preferiamo che sullo sfondo ci sia la seconda.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è l&#8217;attore per Giulio Cavalli?</strong></p>
<p>Un bottegaio che forgia storie con forme diverse. Martellate con il lavoro, legate con lo studio e vendute su una bancarella a forma di palco. Con la speranza che siano le storie che galleggiano in salotto per i giorni successivi e che possano essere le storie da tenersi in tasca insieme agli oggetti utili.</p>
<p><strong>Abbandonando l&#8217;etichetta di &#8220;teatro di narrazione&#8221; &#8220;teatro civile&#8221; &#8221;teatro di inchiesta&#8221;&#8230;. come definisci il tuo teatro?</strong></p>
<p>Lascio le definizioni agli altri. Lavoriamo in un settore talmente tautologico dove i &#8220;definitori&#8221; sono diventati una figura professionale, non vorrei diventarne complice.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CANALE ITALIA: Giulio Cavalli presenta il libro NOMI, COGNOMI E INFAMI</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 08:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[canale italia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[nomi cognomi e infami]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Nomi, cognomi e infami Autore:Giulio Cavalli €:16,00 pagine:256 ISBN:978-88-96238-54-7 Anno:2010  Acquista Il libro di Giulio Cavalli non è un libro come gli altri. Nomi, cognomi e infami è il diario impersonale di un anno di storie incrociate in una tournée che è scesa dal palco per diventare la sua storia: quella di un attore di teatro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="349" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0qYxkltBIjg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="349" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/0qYxkltBIjg?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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<h2>Nomi, cognomi e infami</h2>
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<ul>
<li>Autore:Giulio Cavalli</li>
<li>€:16,00</li>
<li>pagine:256</li>
<li>ISBN:978-88-96238-54-7</li>
<li>Anno:2010</li>
</ul>
<div id="carrello"><a href="http://www.edizioniambiente.it/eda/catalogo/libri/521" target="_blank"><img src="http://www.verdenero.it/images/stories/carrello.gif" alt="carrello" /> Acquista</a></div>
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<div><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-07-2455770-alle-10.20.09.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-8108" title="Schermata 07-2455770 alle 10.20.09" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-07-2455770-alle-10.20.09-300x151.png" alt="" width="300" height="151" /></a>Il libro di Giulio Cavalli non è un libro come gli altri. <em>Nomi, cognomi</em> e infami è il diario impersonale di un anno di storie incrociate in una tournée che è scesa dal palco per diventare la sua storia: quella di un attore di teatro che vive sotto scorta da due anni. È un viaggio nel tempo e nello spazio che accompagna il lettore dall’attentato di via D’Amelio al sorriso di Bruno Caccia, dalle parole di Pippo Fava all’omicidio di don Peppe Diana passando attraverso il coraggio di Peppino Impastato, Rosario Crocetta e i ragazzi di Addiopizzo, fino a svelare la presenza della mafia al Nord che l’autore è stato tra i primi a denunciare. È anche una storia corale dedicata alle 670 persone che oggi nel nostro Paese vivono sotto tutela. È una rivoluzione morbida contro coloro che, abituati a comprarsi giudici, onorevoli, senatori, funzionari, sindaci, imprenditori, giornalisti, sanno bene che nulla possono contro la parola, quel mitra senza proiettili che instilla germi; germi di consapevolezza, germi di coscienza, germi di libertà. È una ninna nanna recitata per tenerci tutti svegli, mentre urliamo che disonorarli, comunque, è una questione d’onore.<em>“Credo che la scorta migliore che si possa dare a Giulio sia proprio quella di fargli sapere che siamo in tanti ad apprezzare quello che fa e che quindi le minacce che qualcuno gli rivolge le rivolge a tutti noi.”</em> Marco Travaglio</div>
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<p><em>“La lingua dell’arte ha in Cavalli un interprete d’eccellenza. Da tempo porta in scena, dei mafiosi, &#8216;il loro essere osceni&#8217;. Da tempo conduce contro le mafie &#8216;la battaglia di parola&#8217;. Il suo è un &#8216;antiracket culturale&#8217;<br />
consapevole che le difficoltà della stagione che il nostro Paese vive, lungi dall’imporre il silenzio, richiedono appunto – qui e ora – la parola.”</em> Gian Carlo Caselli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giulio Cavalli</strong>, nasce a Milano nel 1977 e nel 2001 fonda a Lodi la compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali. Nel 2006 Paolo Rossi lo spinge a salire sul palco, segnando l’inizio della sua vita di “narratore”. Nel 2007 debutta al Piccolo Teatro di Milano con <em>Linate, 8 ottobre 2001: la strage</em>, al quale seguirà nel 2008 <em>Do ut Des</em>, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi. A causa di questo spettacolo inizia a ricevere le prime minacce. Nel 2009 porta in scena <em>A cento passi dal Duomo</em>, scritto con il giornalista Gianni Barbacetto. Sempre nel 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo invita al Quirinale per esprimergli solidarietà e sostegno. Nel gennaio 2010 gli viene consegnato il premio Pippo Fava. Attualmente calca le scene con <em>Nomi, cognomi e infami</em>, i cui monologhi sono raccolti in questo libro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.bookrepublic.it/book/9788896238929-nomi-cognomi-e-infami/" target="_blank">Acquista il libro in formato Ebook!</a></p>
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<p>Rassegna stampa:</p>
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<li><a title="cavalli_corriere_della_sera.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=146">&#8220;Io sotto scorta con la penna in mano&#8221;, Livia Grossi, Corriere della Sera, 18 ottobre 2010 </a></li>
</ul>
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<li><a title="cavalli_terra.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=147">&#8220;Siamo tutti Cavalli&#8221;, Lorenzo Frigerio, Terra, 16 ottobre 2010 </a></li>
</ul>
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<li><a title="cavalli_ilfatto.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=148">&#8220;Nomi, cognomi e infami&#8221;, Il Fatto on line, 14 ottobre 2010 </a></li>
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<li><a title="cavalli_left.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=153">&#8220;Mafia al Nord, il non sapere è collusione&#8221;, Sofia Basso, Left, 28 ottobre 2010 </a></li>
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<li><a title="cavalli_vanity_27ott10.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=152">&#8220;La mafia non è solo in tv&#8221;, Marina Cappa, Vanity Fair, 27 ottobre 2010 </a></li>
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<li><a title="cavalli_ilgiorno.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=154">&#8220;Contro le mafie infiltrate al Nord&#8221;, Diego Vincenti, Il Giorno, 17 ottobre 2010 </a></li>
</ul>
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<li><a title="cavalli_repubblica.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=162">&#8220;Giulio non è mai solo&#8221;, Marco Mathieu, D Repubblica, 20 novembre 2010 </a></li>
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<li><a title="cavalli_liberazione.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=167">&#8220;Disonorare la mafia e i mafiosi, per Cavalli è una questione di onore&#8221;, Isabella Borghese, Liberazione, 12 gennaio 2011 </a></li>
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<li><a title="cavalli_corsera.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=178">&#8220;Nomi, cognomi e infami. In fiera l&#8217;impegno civile&#8221;, Edoardo Sassi, Corriere della Sera, 6 dicembre 2010 </a></li>
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<li><a title="cavalli_sole24ore.pdf" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=202">&#8220;Quattro libri per raccontare la scalata dei clan a Milano&#8221;, Alessandra Bonetti, Il Sole 24ORE, 6 aprile 2011 </a></li>
</ul>
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<li><a title="cavalli_vogue.jpg" href="http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;task=download&amp;id=237">&#8220;Giulio Cavalli&#8221;, Pierpaolo Ferrari, Vogue, gennaio 2011 </a></li>
</ul>
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		<title>CORRIERE ROMAGNA intervista Giulio Cavalli</title>
		<link>http://www.giuliocavalli.net/2011/06/18/corriere-romagna-intervista-giulio-cavalli/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 06:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[festival giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<category><![CDATA[Rassegna Stampa arte]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa politica]]></category>

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		<description><![CDATA[PREMIO ILARIA ALPI «Ridere di mafia, ribellione incontrollabile» Intervista all’attore Giulio Cavalli ospite oggi a Riccione con un monologo RICCIONE. Ospite oggi al Premio Ilaria Alpi, l’attore Giulio Cavalli. Lo abbiamo intervistato. Partiamo da un’anticipazione: il monologo di oggi sarà tratto da una delle sue opere teatrali?«Sì, eseguirò un brano estratto da Nomi cognomi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="titolo-articolo"><strong><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/06/Schermata-2011-06-17-a-15.01.55.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-7309" title="Schermata 2011-06-17 a 15.01.55" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/06/Schermata-2011-06-17-a-15.01.55-300x215.png" alt="" width="300" height="215" /></a>PREMIO ILARIA ALPI</strong><br />
<em>«Ridere di mafia, ribellione incontrollabile»</em></div>
<div id="sottitolo-articolo"><strong>Intervista all’attore Giulio Cavalli ospite oggi a Riccione con un monologo</strong></div>
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<p>RICCIONE. Ospite oggi al Premio Ilaria Alpi, l’attore Giulio Cavalli. Lo abbiamo intervistato.<br />
Partiamo da un’anticipazione: il monologo di oggi sarà tratto da una delle sue opere teatrali?«Sì, eseguirò un brano estratto da Nomi cognomi e infami»La mafia al nord: com’è la situazione in Romagna, vista dall’esterno?«Le inchieste giudiziarie hanno rivelato che al nord il fenomeno mafioso ha raggiunto dimensioni notevoli: anche l’Emilia-Romagna è diventata approdo per gli affari della criminalità organizzata. Gli interessi nelle diverse regioni del nord sono gli stessi e l’Emilia-Romagna ha il dovere morale e culturale di combattere questo fenomeno. Le attività antimafia in regione sono molte e partecipate, soprattutto a livello di associazionismo»Chi deve innescare il cambio di mentalità necessario a sconfiggere le mafie? La politica con l’esempio o la società civile con la protesta?«La politica è riuscita a cambiare le cose solo quando è stata sostenuta dai cittadini. La chiave è la spinta di una cittadinanza attiva in cui ognuno partecipa con il suo ruolo. La parola è un’arma che funziona contro la mafia, ma sono altrettanto importanti l’educazione dei propri figli, un’istruzione responsabile nelle scuole, le scelte di ognuno sul posto di lavoro. Non c’è bisogno di prime linee o eroi, di icone dell’antimafia, ma dell’impegno ordinario di tutti».Una politica lontana da infiltrazioni mafiose è possibile? Cosa manca alla politica per liberarsi da questo giogo?«Quando i cittadini riterranno che essere ferrei su questi temi all’interno dei partiti non sia una possibilità, ma un punto fermo su cui costruire la propria credibilità, allora potranno esistere partiti per i quali l’antimafia non sia solo un argomento a cui dedicarsi, ma un comandamento da cui partire».Sente la vicinanza delle istituzioni nella sua vita sotto scorta? E quella dei cittadini?«Per parlare di legalità è sempre necessario coinvolgere le istituzioni. E poi quelli che facevano il mio lavoro di denuncia dei poteri 500 anni fa, cioè i giullari, venivano decapitati, quindi qualche passo avanti in fatto di civiltà e sicurezza sicuramente è stato fatto. I cittadini sono quelli che sento più vicini perché, a differenza della politica, non hanno nulla da guadagnarci, anzi devono pure pagare il prezzo del biglietto».Lei ha detto di sentirsi vicino a Paolo Rossi e Dario Fo, ma la sua frase «Ridere di mafia è una ribellione incontrollabile» fa pensare più a Peppino Impastato. La sua figura è state tra le sue fonti d’ispirazione?«Io mi ritengo molto fortunato, perché ho potuto lavorare con Paolo Rossi, Dario Fo e Giovanni Impastato, fratello di Peppino, e porto con me qualcosa di tutti tre. Peppino Impastato è riuscito non solo a fare un lavoro serissimo, chirurgico, di applicazione della risata alla lotta contro le mafie, ma anche a raccontare come la denuncia antimafia fatta con il sorriso possa diventare una forza sociale. E in questo siamo vicini»Il giornalismo italiano d’inchiesta fa abbastanza per combattere la criminalità organizzata e la cultura di stampo mafioso?«Tra i giornalisti italiani impegnati in questa battaglia, forse è proprio Ilaria Alpi l’esempio più alto. Il giornalismo deve accendere l’appetito per la curiosità, che come diceva Joseph Pulitzer è la garanzia più importante per gli ingranaggi della democrazia. È sul funzionamento degli ingranaggi che c’è ancora da fare».</p>
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		<title>&#8220;Smentire l&#8217;assoluzione di Andreotti? Il dovere di qualsiasi cittadino affezionato alla verità&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 12:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-10-a-14.28.15.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-5161" title="Schermata 2011-04-10 a 14.28.15" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/04/Schermata-2011-04-10-a-14.28.15-300x248.png" alt="" width="300" height="248" /></a>La storia di un uomo e di un processo a teatro. Dai rapporti tra Andreotti e i cugini Salvo, l’ascesa e la caduta di Salvo Lima, gli intrecci tra mafia e la P2 di Licio Gelli,I rapporti tra il boss Bontade e Michele Sindona, gli omicidi di Piersanti Mattarella e del generale Dalla Chiesa. Perchè la memoria va esercitata per ricordare la storia, ma a volte, la storia che poi viene raccontata va &#8220;smentita&#8221;. Per questo Giulio Cavalli e Carlo Lucarelli hanno deciso di mettere in scena &#8220;<a href="http://www.teatrodellacooperativa.it/index.php?page=alias-28">L&#8217;innocenza di Giulio &#8211; Andreotti non è mai stato assolto</a>&#8220;. Perchè il processo al sette volte Presidente del Consiglio per il reato di associazione mafiosa, si è concluso con una prescrizione, ma nella sentenza a chiare lettere si legge: &#8220;La sentenza impugnata, al di là, delle sue affermazioni teoriche, ha ravvisato la partecipazione nel reato associativo non nei termini riduttivi di una mera disponibilità, ma in quelli più ampi e giuridicamente significativi di una concreta collaborazione&#8221;.</p>
<p>Ma la sentenza arriva troppo tardi e scade il termine per la prescrizione. Ma stando alle inchieste, e alla stessa sentenza un uomo che fu sette volte Presidente del Consiglio avrebbe dovuto essere condannato in base all&#8217;articolo 416. Insomma, &#8220;la storia ci dice che Andreotti si sedette al tavolo con la mafia. E dove, come e con chi &#8211; spiega Giulio Cavalli in una nota prima del debutto dello spettacolo al Teatro della Cooperativa di Milano &#8211; va raccontato&#8221;.</p>
<p>Ancora oggi spesso la storia processuale di Giulio Andreotti passa come il &#8216;martirio giudiziario&#8217; di un perseguitato processato per qualcosa di inesistente. Ma la cosiddetta &#8216;assoluzione per prescrizione&#8217; non esiste e Giulio Andreotti, mai è stato assolto, anzi, il reato associativo e i suoi rapporti con gli uomini di Cosa Nostra sono tutti dentro a quel processo. Tant&#8217;è che nel 2003, la Cassazione conferma la sentenza d&#8217;appello: Andreotti ha &#8220;commesso il reato di partecipazione all’associazione per delinquere fino alla primavera 1980&#8243;. Ma è troppo tardi e tutto va in prescrizione, la sentenza avrebbe dovuto arrivare nel dicembre 2002.</p>
<p>Lo spettacolo infatti non tarda a far partire le reazioni di quelli che il &#8220;giustizialismo&#8221; e la &#8220;toga rossa&#8221; ce l&#8217;hanno sempre pronta da sputare. Così Libero, forse per la prima volta nella storia, <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=YRLT7">dedica un titolo in prima pagina al teatro</a>, e arrivano le critiche del ministro Giovanardi sulla base del nome degli autori senza aver mai visto e sentito una parola dello spettacolo.</p>
<p>Dopo &#8220;Do Ut Des&#8221;, &#8220;<a href="http://lucarinaldi.blogspot.com/2009/07/cento-passi-dal-duomo-lalone-di-cosa.html">A 100 passi dal Duomo</a>&#8221; e &#8220;<a href="http://lucarinaldi.blogspot.com/2011/02/il-libro-del-mese-nomi-cognomi-e-infami.html">Nomi, cognomi e infami</a>&#8220;, Giulio Cavalli ci racconta un altro pezzo di storia italiana che passa da quello che sembra un intreccio inevitabile tra mafie, potere e i personaggi più oscuri della nostra politica.</p>
<p>Lo spettacolo ha debuttato il 5 aprile scorso e oltre alla partecipazione di Giulio Cavalli, che scrive lo spettacolo con Carlo Lucarelli, c&#8217;è quella del magistrato Giancarlo Caselli, che ha fatto come &#8216;consulente&#8217; per la ricostruzione del processo, e con le musiche di Stefano &#8216;Cisco&#8217; Bellotti, ex voce dei Modena City Ramblers. La regia è di Renato Sarti. &#8221;Linnocenza di Giulio &#8211; Andreotti non è stato assolto&#8221; sarà in scena fino al 22 aprile.</p>
<p>Abbiamo raggiunto Giulio Cavalli autore e attore dello spettacolo per qualche domanda</p>
<p><strong>Dunque il nuovo spettacolo è sul &#8216;divino&#8217; Giulio. Pronto al debutto e alle polemiche?</strong></p>
<p>Pronto al debutto. Le polemiche ci interessano molto poco e ci abbiamo fatto il callo: se parli di Andreotti con Giancarlo Caselli come &#8220;supervisore&#8221;, non puoi permetterti di preoccuparti delle polemiche.</p>
<p><strong>Quando e come è nata l&#8217;idea di mettere in scena &#8220;l&#8217;innocenza di Giulio? Avevi pensato sin dal principio di coinvolgere Carlo Lucarelli e Giancarlo Caselli</strong></p>
<p>La primissima idea ci è venuta a Bologna durante un pranzo. Eravamo io e Carlo a tavola. Da lì era inevitabile chiedere una mano anche a Giancarlo con cui già c&#8217;era un bel rapporto di stima e amicizia. Cisco ha aderito al progetto con un&#8217;energia contagiosa. Poi mi è venuto in mente come l&#8217;anno scorso Renato Sarti al Teatro della Cooperativa mi dicesse che avrei dovuto provare una volta ad avere un regista (ero in scena con “a 100 passi dal Duomo). Quindi era il candidato perfetto per la regia.</p>
<p><strong>Cavalli, Lucarelli e Caselli tentano di restituire agli italiani una storia &#8220;scippata&#8221; alla memoria e ricostruita. Una prescrizione che passa per un assoluzione e un martire giudiziario creato ad hoc. Avete avvertito la necessità di smentire questa ricostruzione.</strong></p>
<p>Beh, è il dovere di qualsiasi cittadino affezionato alla verità</p>
<p><strong>Entriamo più nel vivo dello spettacolo. Cosa viene rappresentato per dimostrare &#8220;L&#8217;innocenza di Giulio&#8221;? Quali sono i punti di partenza, le vostre &#8216;prove&#8217;?</strong></p>
<p>Le prove stanno tutte nel processo. Il rapporto con Salvo Lima, l&#8217;amico degli amici. I rapporti con i Salvo. Gli incontri con il boss Stefano Bontade. Il suo atteggiamento nell&#8217;affaire Sindona. Le prove sono tutte, e tra parentesi aggiungerei, chiare, nelle carte giudiziarie.</p>
<p><strong>In una intervista, in passato, avevi dichiarato che questa era la storia di &#8220;uno stato che si infiltra nella mafia&#8221;. Quanto questo scenario di &#8220;stato infiltrato&#8221;, ti sembra ancora attuale.</strong></p>
<p>Il sistema Andreotti è vivo oggi più che mai. Se si perde il senso della liceità e dell&#8217;opportunità per fare politica significa che il sistema democratico è a rischio. Oggi non è così?</p>
<p><strong>Hai pensato di dare per scontato qualche elemento nello spettacolo, presumibilmente già a conoscenza del pubblico, o la parola d&#8217;ordine è sempre quella di andare alla &#8216;radice&#8217; della storia come nei tuoi precedenti spettacoli?</strong></p>
<p>Partiamo da molto lontano, dal 1 febbraio 1893 e da Emanuele Notarbartolo. E arriviamo ad un senatore d&#8217;oggi condannato in secondo grado a sette anni.</p>
<p><strong>Per concludere una battuta sulla tua attività politica come Consigliere Regionale della Lombardia. Quali sono i punti su cui porterai avanti le tue battaglie e soprattutto cosa pensi riguardo alle recenti uscite di Formigoni e Moratti, attraverso lettere e interviste sul tema delle mafie a Milano. Nelle scorse settimane, inoltre su La Padania, l&#8217;ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, durante un&#8217;intervista afferma, salvo poi dire che si trattava di una provocazione, che per evitare le infiltrazioni della &#8216; ndrangheta negli appalti per Expo 2015 sarebbe sufficiente escludere le ditte calabresi. Cosa ne pensi?</strong></p>
<p>I punti principali della mia battaglia politica sono la lotta alla criminalità organizzata e alla cattiva gestione della cosa pubblica nonché la difesa del territorio, ovvero una proposta di legge contro il consumo del suolo.<br />
Per quanto riguarda le dichiarazioni sulla &#8216;ndrangheta in Lombardia da parte di politici che la amministrano ormai da anni sono assolutamente mistificatorie della realtà. La mafia non si sta infiltrando ma è presente ormai dagli anni &#8217;50 ed è giunta l&#8217;ora di dire ai cittadini la verità su una Regione e su una città che è diventata la capitale non solo economica della criminalità organizzata. La provocazione di Castelli rappresenta una palese sottovalutazione del problema che riguarda anche i cittadini &#8220;padani&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://lucarinaldi.blogspot.com/2011/04/smentire-lassoluzione-di-andreotti-il.html" target="_blank">http://lucarinaldi.blogspot.com/2011/04/smentire-lassoluzione-di-andreotti-il.html</a></p>
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