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13 luglio, il giallo dell’estate: proposte per Milano

In molti si chiedono: ma cosa diavolo sta combinando il centrosinistra a Milano? Vuole davvero lanciare una sfida al sindaco Moratti e alla destra? Ci crede davvero nelle Comunali del 2011, dopo vent’anni di opposizione? La risposta cercheremo di darla martedì 13 luglio al circolo Pd di Affori (via Astesani, 27, Milano), dalle 19 in poi (con spaghettata). L’idea è semplice: mettere in comunicazione le persone e le associazioni che stanno elaborando progetti per la Milano del futuro. Candidati possibili, vari e anche eventuali. A contribuire alla soluzione dell’enigma ci sarà anche Gianni Biondillo: perché il centrosinistra ha bisogno di un giallista, non solo per capire chi sarà il sindaco, ma soprattutto per capire quale sarà il movimento e quale il progetto che accompagnerà la corsa amministrativa – dal fortissimo sapore politico – del prossimo anno. Nella speranza che il famoso percorso sia unitario, ma che sia soprattutto plurale. Che sia ricco e articolato. Che guardi alla società e non solo al ceto politico.

Vogliamo mobilitare Milano, farlo con strumenti semplici e iniziare, tutti insieme, da martedì 13, per una esplorazione della città, all’insegna della partecipazione e del coraggio. Quello che è mancato negli ultimi anni. Con i risultati che sappiamo.

Parteciperanno tra gli altri: il vostro affezionatissimo, city user, Carlo Monguzzi, Pd Milano, Roberto Cornelli, segretario provinciale milanese PD, Giulio Cavalli, consigliere regionale Idv, Piero Scaramucci, ex direttore di Radio Popolare, Riccardo Sarfatti, Pd Milano, Pierfrancesco Majorino, Capogruppo Pd a Milano, Davide Corritore, consigliere comunale Pd, Ivan Berni, giornalista di Repubblica, Giovanni Minali, Cgil Milano, Antonio Valente, sondaggista Lorien Consulting, Gianni Biondillo, architetto e scrittore, Franco Beccari (Legambiente Milano), Carlo Dalla Chiesa (Associazione 11 metri), Francesca Terzoni (Comitato Primo Marzo).

L’invito è naturalmente rivolto a tutti! Chi vuole intervenire mandi un messaggio email a andiamooltre@gmail.com.

Giulio Cavalli alla SETTIMANA CONTRO LE MAFIE di Milano

A Milano dal 17 maggio per una settimana scrittori, artisti, intellettuali e cittadini si mobilitano contro tutte le mafie. Sette giorni di eventi dedicati ai temi della legalità, dell’antimafia e della cittadinanza attiva.

Dopo l’edizione numero uno del 2009, la manifestazione torna presentando un programma di attività sparse nel territorio cittadino fra il 17 e il 23 maggio. La “Settimana” si aprirà lunedì 17 con una mostra fotografica, presso l’Università degli Studi di Milano, di opere di Letizia Battaglia e, alla sera, con un aperitivo e un convegno presso lo spazio Il Fischio della Fabbrica del Vapore con protagonisti Nando dalla Chiesa, Mario Portanova e Frediano Manzi, che si confronteranno col pubblico sul tema della presenza mafiosa a Milano e in Lombardia. La “Settimana” si chiuderà domenica 23, nel momento della tradizionale commemorazione della strage di Capaci presso l’Albero Falcone-Borsellino di Milano organizzata da Libera. In mezzo, appuntamenti che affrontano l’argomento mafia (e antimafia) sotto le lenti dell’ecologia, del volontariato civile, del teatro, dell’impegno al femminile.

Nel corso di tutta la “Settimana” importanti contributi verranno diffusi anche dal blog ufficiale della rassegna (www.settimanacontrolemafie-milano.org) attraverso video messaggi e la rubrica “Scripta manent”, firmata da personalità del mondo della cultura e del giornalismo. Il blog ospiterà anche le dirette in live streaming degli appuntamenti. La “Settimana” è organizzata e promossa da un gruppo trasversale di cittadini e di associazioni, fra le quali Ammazzateci Tutti, EducaCi, Le Girandole, Non uno di meno, Qui Milano Libera, Saveria Antiochia Omicron. Aderiscono inoltre alla “Settimana” Libera Milano e Arci Milano.

IL PROGRAMMA

Lunedì 17 maggio

Ore 15.00 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Al via la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 19.00. Fabbrica del Vapore, spazio Il Fischio (via Procaccini, 4).

Aperitivo di apertura della “Settimana”, con la proiezione di un documentario sul lavoro di Letizia Battaglia, in occasione del passaggio milanese, presso l’Università Statale, della sua opera.

Ore 21.00. Fabbrica del Vapore, spazio Il Fischio (via Procaccini, 4).

La stretta delle mafie su Milano: Nando dalla Chiesa (docente universitario), Mario Portanova (giornalista) e Frediano Manzi (imprenditore, Associazione Sos Racket Usura) si confrontano su zona grigia, infiltrazioni mafiose e racket a Milano e in Lombardia. Modera Odetta Melazzini.

Martedì 18 maggio

Ore 8.30 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Continua la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 20.45. Negozio Civico Chiamamilano (Largo Corsia dei Servi, 11). Ecomafie: un dibattito con Fabio Fimiani (giornalista Radio Popolare), Paola Cannata (Legambiente Milano) e Luca Trada (Comitato No-Expo). Con una lettura dell’attore Fabrizio De Giovanni.

Mercoledì 19 maggio

Ore 8.30 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3).

Continua la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 20.45. Auditorium Istituto Scolastico Cardano (via Natta 11 – MM1 Lampugnano) Spettacolo teatrale a cura di EducaCi-Teatro: “E come potevamo noi cantare (la Guerra – il Lager – la Camorra – la Pace)”, in collaborazione con l’Istituto Cardano.

Giovedì 20 maggio

Ore 8.30 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Continua la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 17.15. Aula 211, Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Donne e antimafia: convegno con Michela Buscemi (testimone di giustizia), Franca Imbergamo (sostituto procuratore presso la Procura di Palermo), Ombretta Ingrascì (ricercatrice), Rosanna Scopelliti (Presidente Fondazione Antonino Scopelliti) e una testimonianza dall’associazione LULE. Modera Jole Garuti. In collaborazione con Vulcano – Giornale Universitario.

Ore 21.15. Arci Metromondo (via Ettore Ponti, 40). In una delle ultime serate di Arci Metromondo, testimonianze da Palermo con Michela Buscemi e Franca Imbergamo. Letture di Donata Civardi e un concerto old-time music di Veronica & The Red Wine Serenaders.

Venerdì 21 maggio

Ore 8.30 – 19.30. Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 3). Continua la mostra fotografica di Letizia Battaglia.

Ore 9.30. Aula Magna del Palazzo di Giustizia (via Carlo Freguglia, 4). Cento passi per il sapere: parole e pensieri contro le mafie. Organizzato da Libera in collaborazione con l’ANM di Milano. Incontro con gli studenti delle scuole superiori di Milano. Istituti promotori: Licei Virgilio, Volta, Severi, Leonardo da Vinci. Con la partecipazione di Umberto Ambrosoli (avvocato), Michela Buscemi, Franca Imbergamo, Piero Colaprico (scrittore), Vincenzo Consolo (saggista).

Ore 21.00. Teatro Officina (via S. Elembardo MM 1 Gorla) “Le mani sulla città”, spettacolo teatrale con Daniele Biacchessi (giornalista e scrittore), Giulio Cavalli (autore e attore) e le musiche di Gaetano Liguori (compositore e pianista).

Sabato 22 maggio

Ore 14.00, Largo Cairoli, angolo via Dante. Agorà antimafie: speakers’ corner nel centro di Milano, aperto a pensieri e testimonianze dei cittadini, coi ragazzi di QML.

Ore 18.30, Negozio Civico Chiamamilano (Largo Corsia dei Servi, 11). Voci di cittadinanza attiva, antimafia al lavoro. Incontro con Giulia Guadagni (Arci Metissage), Agostino Nicolò (Ammazzateci Tutti Pavia), Alessandra Perrone (Addio Pizzo), Chiara Pracchi (Saveria Antiochia Omicron), Ilaria Ramoni (Libera). Modera Alessio Baù. Con buffet finale.

Domenica 23 maggio

Ore 17.00. Albero Falcone-Borsellino, via Benedetto Marcello (presso giardini Liceo Volta). Milano ricorda le vittime della violenza mafiosa. Commemorazione in ricordo della strage di Capaci, organizzata da Libera. Intervengono Giuliano Turone (magistrato), uomini e donne del mondo della cultura.

Lunedì 10 maggio Giulio Cavalli a “AmbientaMI – Costruire natura”

SottoLaPanca presenta il prossimo evento in collaborazione con Legambiente “AmbientaMI – Costruire natura” Lunedì 10 maggio 2010  pressoBobino Club (Piazzale Cantore, 1 – Milano).

Legambiente ha lanciato la campagna “Metti un freno al cemento, costruisci natura” per condividere con tutte le cittadine e i cittadini della Lombardia un impegno a fermare il consumo indiscriminato di suolo. Al centro della campagna c’è una proposta di legge regionale di iniziativa popolare: “Norme per il contenimento del consumo di suolo e la disciplina della compensazione ecologica preventiva”, per la quale Legambiente si è impegnata a raccogliere 12.257 firme, già depositate in Regione e in attesa essere esaminate dalla Commissione.

La Lombardia è una delle regioni più urbanizzate e cementificate d’Europa. Negli ultimi anni il suolo è stato consumato al ritmo di 140000 mq (circa 20 campi di calcio) al giorno, per un totale di quasi 5000 ettari l’anno coperti da cemento ed asfalto, distrutti dall’edilizia residenziale e commerciale, da strade, impianti industriali, centri commerciali e capannoni: terra che non tornerà più, poiché è quasi impossibile che un terreno edificato possa tornale fertile. (da Metti un freno al cemento – costruisci Natura, Legambiente. Fonte: DIAP – Politecnico di Milano, su base ARPA)

L’incontro si aprirà con la proiezione del film documentario “Il suolo minacciato”.

Nel corso dell’incontro si discuterà della fattibilità del progetto analizzandone i profili economici e fiscali nell’intento di trovare una risposta condivisa al problema del consumo di territorio.

Interverranno:

Damiano Di Simine: Presidente Legambiente Lombardia.

Domenico Finiguerra: Sindaco di Cassinetta di Lugagnano.

Nicola Francesco Dotti: Dottorando in economia del territorio e coordinatore Planet.

I rappresentanti dei partiti politici sono stati invitati e presenzieranno per ascoltare le ragioni dei cittadini e dei promotori: Carlo Monguzzi (Ambientalista, Assessore all’Ambiente in Regione Lombardia, consigliere e capogruppo regionale in Lombardia), Giulio Cavalli (Consigliere regionale IDV), Elisa Scarano (Consigliera di zona 6 – Verdi).

Hanno inoltre aderito all’evento le associazioni Amici della Terra Lombardia, Associazione “Animalisti Italiani Onlus”, Gaia Animali e Ambiente, LAV Milano, LIPU Milano, Slow Food Milano, In Sella Nuova.

Per saperne di più:
Gruppo FB – STOP alla cementificazione in Lombardia
Sottolapanca.net – STOP alla cementificazione in Lombardia
Evento FB – AmbientaMI – Costruire Natura

Il nuovo inceneritore? semplicemente, non serve

Ho già avuto modo di parlare del nuovo inceneritore che dovrebbe sorgere tra Opera e Rozzano. Ho detto come sia l’ennesimo progetto speculativo agli ordini di una politica lombarda sempre più grumo affaristico piuttosto che reale risposta alle esigenze del territorio e dei cittadini. Martedì 20 aprile alle 18:00 presso il Circolo Clapiz del P.D. di via Neera 7, a Milano ne parleremo insieme io, voi, i consiglieri di zona e  il consigliere comunale a Milano Aldo Ugliano. Insieme progetteremo le iniziative e le strategie per un’opposizione che sia forte e unita. Per una battaglia che difenda il territorio lombardo sempre pronto a svendersi al migliore affarista. Oggi Legambiente chiarisce il punto: un inceneritore in Lombardia non serve. E se non serve ai Lombardi, a chi serve?

Il comunicato stampa di Legambiente Lombardia:

“Pura speculazione economica, la Lombardia è già oggi la regione italiana più dotata di inceneritori. C’è chi vuole guadagnarci senza preoccuparsi delle ricadute sui cittadini e il territorio”. Così Damiano Di Simine, presidente regionale di Legambiente, in merito all’ipotesi di un nuovo inceneritore nel Parco Sud Milano. “Basta guardare i dati per comprendere che chi propone nuovi impianti non ha a cuore il benessere dei lombardi ma solo l’idea di fare profitto facile”.

Ormai in Lombardia il sistema della raccolta differenziata ha superato i vecchi metodi: infatti vengono raccolti in modo separato il 47% dei rifiuti mentre solo il 10% finisce in discarica, e il 40% avviato a incenerimento. Non esiste più la necessità di nuovi inceneritori ma solo l’urgenza di ridurre la percentuale di quota residua ancora oggi avviata a discarica, migliorando la raccolta differenziata nelle provincie e città più arretrate (Pavia, Brescia e il capoluogo milanese). “Il problema non è la localizzazione nel Parco Sud, ma il fatto che di nuovi inceneritori non c’è bisogno, né al Parco Sud né altrove in Lombardia – conclude Di Simine – Dobbiamo investire per rispettare gli obblighi perentori imposti dalla nostra legislazione nazionale (raccolta differenziata da portare al 65% entro il 2012), attivare strategie nazionali di riduzione della produzione dei rifiuti, sviluppare le tecnologie e gli impianti su cui la Lombardia è in ritardo, prima di tutti quelli per la lavorazione della frazione organica con produzione di biometano e compost: discutere di nuovi inceneritori significa parlare d’altro rispetto alle vere necessità del sistema di gestione dei rifiuti”.

Incenerire i rifiuti costa di più che fare una buona raccolta differenziata

Sfatato l’antico mito che mandare i rifiuti agli inceneritori conviene alla tasche dei cittadini: riciclare costa meno e fa risparmiare. Ma a chi avesse ancora qualche dubbio che ambiente e risparmio possano andare d’accordo, rispondono i dati di uno studio della Regione Lombardia: nei territori che fanno maggior ricorso all’incenerimento, questa scelta si traduce in un maggior costo a carico dei cittadini. Questo è vero in particolare nei capoluoghi, come ben sanno a Cremona, città al 44% di raccolta differenziata, dove il costo medio per abitante è di 128 euro, mentre a Pavia, che a fatica raggiunge il 28% potendo contare sul mega-inceneritore di Parona, la spesa schizza a 161 euro, ben 33 euro in più. Ma più in generale il risparmio appare chiaro anche confrontando i dati medi provinciali: le provincie che superano il 50% di raccolta differenziata e che mandano all’inceneritore solo piccole quote dei propri rifiuti spendono meno di quelle in cui si trovano la gran parte degli inceneritori lombardi: nelle province di Milano, Brescia e Pavia si spende infatti di più che in quelle di Bergamo, Cremona e Varese. E’ quanto emerge da uno studio commissionato da Regione Lombardia sui costi del conferimento e smaltimento dei rifiuti che mette a confronto il sistema dei sacchetti colorati con il tradizionale utilizzo dell’inceneritore. E dal paragone gli impianti di incenerimento ne escono decisamente sconfitti mentre la raccolta differenziata si dimostra il sistema più conveniente per la gestione dei rifiuti lombardi.

“Per questa ragione domenica saremo a Trezzo d’Adda, a contestare il progetto di ampliamento dell’inceneritore – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – un intervento che, se realizzato, suonerebbe come un vero insulto agli abitanti dell’Adda-Martesana, uno dei territori più virtuosi per quanto riguarda la raccolta differenziata: lo diciamo qui come al Parco Sud, la Lombardia non ha più bisogno di nuovi inceneritori, deve invece investire sulle tecnologie per il trattamento delle frazioni da riciclare, a partire dagli impianti che lavorano la frazione organica per trasformarla in metano”.

I dati dello studio, che Legambiente rende pubblico a poche ore di distanza dalla manifestazione contro l’inceneritore di Trezzo, parlano chiaro: in provincia di Brescia, la più superdotata di inceneritori che nel 2008 hanno accolto ben 801.000 tonnellate di rifiuti, la raccolta differenziata non supera il 39% e la spesa media per ogni cittadino è pari a 104 euro. Ben diverso il costo medio per abitante nella provincia di Lodi che invece differenzia il 54% dei suoi rifiuti e fa spendere solo 83 euro pro capite. E se la provincia di Lodi risparmia oltre 20 euro rispetto a quella di Brescia, tra le province di Cremona e quella di Milano (comprendente Monza) il risparmio è di 11 euro a cittadino. Dal dossier, scaricabile dal sito della Regione Lombardia, emerge anche un altro dato: tra la raccolta porta a porta e i cassonetti costa meno la raccolta domiciliare rispetto a quella stradale. In media 69,31 euro per abitante con il porta a porta e 74,45 euro per i cassonetti.

“A far la differenza, anche in questo caso, è l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di gestione – rileva Lidia Crivellaro, responsabile dell’Ecosportello di Legambiente Lombardia – a incidere sui costi sono soprattutto aspetti come la qualità delle raccolte differenziate, che permettono di ridurre la quota di scarto e ottenere il massimo di riciclaggio e valorizzazione dei materiali. Determinante è dunque il ruolo di amministratori locali e aziende di gestione della raccolta, un aspetto che invece si perde quando si punta tutto sullo smaltimento indifferenziato attraverso gli inceneritori”.

Il prossimo appuntamento è domenica prossima, alle 11.00 davanti al comune di Grezzago, con arrivo alle 11.30 all’area dell’inceneritore di Trezzo: il progetto di ampliamento dell’impianto infatti prevede due nuove linee di incenerimento, che ne aumenterebbero la capacità per ben 190.000 tonnellate/anno.

Fonte: elaborazioni Legambiente su dati ARPA Lombardia (quantità), Regione Lombardia (www.ors.regione.lombardia.it) (costi)

L’Ufficio stampa Legambiente Lombardia 02 87386480 – 349 1074971

Abbracciamo il Lambro

Noi cittadini vogliamo esprimere il nostro dolore e la nostra rabbia per la selvaggia aggressione al fiume Lambro, alle sue sponde, al fragile ecosistema che faticosamente stava cercando di recuperare la sua vitalità dopo decenni di inquinamento.

La catastrofe ecologica di questi giorni rischia di vanificare l’opera di risanamento necessaria a riportare la vita nel fiume più inquinato d’Italia.

Noi non ci rassegnamo e chiediamo una risposta rapida e determinata alle istituzioni.

Per questo lanciamo un appello a tutte le forze sane del Paese, agli imprenditori, alle associazioni, agli amministratori locali e regionali, al Governo, al mondo della politica e ai semplici cittadini, perché ciascuno si impegni in una straordinaria opera di attenzione e risanamento del fiume e del suo territorio.

C’è bisogno dello sforzo congiunto di tutta la comunità, di un grande abbraccio che stringa forte il nostro fiume, lo liberi dai veleni, gli restituisca la vita e gli faccia sentire l’affetto di chi lo ama.

Aderiscono le associazioni: Legambiente, WWF, Italia Nostra Milano, CIA Milano -Lodi – Monza e Brianza, Slow Food Milano, ARCI Milano, Terre di Mezzo, Fa’la cosa giusta

Appuntamento sabato 27 alle ore 11.30 nel Parco Lambro di Milano:

indignati per la selvaggia aggressione al fiume e al suo prezioso ecosistema stringiamo in un abbraccio simbolico il Lambro con una lunga catena umana.

Partecipate!

Firmate l’appello per chiedere che ci sia restituito il nostro fiume curato e pulito!

Vogliamo riavere il nostro fiume, curato e pulito

Una lunga catena umana che stringe in un abbraccio simbolico il fiume Lambro. E’ l’iniziativa che stiamo organizzando per sabato 27 febbraio dopo la catastrofe ecologica che ha investito questo corso d’acqua e che ora sta drammaticamente colpendo il Po.

L’onda nera di idrocarburi, partita martedì dalla ex raffineria di Villasanta, in provincia di Monza, ha già percorso 150 chilometri, lasciandosi alle spalle una terribile devastazione ecologica. Nelle prossime settimane il Lambro sarà pieno di macchie oleose e inquinato dagli scarichi del depuratore fuori uso di Monza.

Vogliamo, insieme ai cittadini e alle altre associazioni, denunciare la gravissima sottovalutazione della catastrofe ambientale, le omissioni della politica, l’incredibile ritardo degli interventi ma soprattutto vogliamo dire che per il Lambro è arrivato il momento del cambiamento: le responsabilità della catastrofe devono essere riconosciute e punite, ma subito dopo la rinascita del fiume deve diventare una sfida per l’intera comunità della Lombardia.

Invita cittadini, associazioni e comitati che hanno a cuore la salute di questo fiume ad unirsi in un abbraccio, una catena umana che si snoderà nel Parco Lambro di Milano sabato 27 febbraio ore 11.30 per informazioni 02 87386480 – 349 1074971

clicca qui per firmare l’appello

Incontro tra candidati: UN IMPEGNO PER FERMARE IL CONSUMO DI SUOLO IN LOMBARDIA

Legambiente Lombardia organizza un confronto con i candidati alle elezioni regionali 2010

UN IMPEGNO PER FERMARE IL CONSUMO DI SUOLO IN LOMBARDIA

venerdì 19 febbraio 2010 ore 10

Triennale di Milano, viale Alemagna 6, sala LAB

Ogni giorno cemento e asfalto divorano 10 ettari di suolo lombardo. Capannoni, edifici e infrastrutture hanno già coperto un quarto del territorio, erodendo una insostituibile risorsa naturale, spazio vitale da custodire per le nostre comunità e le future generazioni.

Occorre porre un freno alla continua perdita di superfici, con politiche che favoriscano le amministrazioni virtuose che contrastano l’edilizia speculativa e puntano sulla ristrutturazione di edifici, quartieri e aree urbane degradate. Legambiente ha depositato in Consiglio regionale una proposta di legge di iniziativa popolare che si sviluppa a partire da una idea semplice: il suolo è un bene comune, non uno spazio a disposizione per le speculazioni.

E’ ora di fermare la dispersione insediativa che avvilisce il paesaggio e la qualità della vita: la città deve tornare ad essere lo spazio finito entro il quale si moltiplicano le possibilità di scambio e di relazione. Solo fermando la dispersione di edifici e centri commerciali le città potranno continuare ad essere luoghi di qualità, benessere e sicurezza, e la campagna uno spazio in cui investire in valorizzazione del paesaggio e agricoltura di qualità.

Programma:

Ore 10.00 Apertura lavori

Sergio Cannavò, Vicepresidente Legambiente Lombardia

“Metti un freno al cemento: la proposta di Legambiente”

Federico Oliva, Presidente Istituto Nazionale di Urbanistica

“Regole e politiche per il governo sostenibile del territorio lombardo”

Ore 10.30 Dibattito con i candidati regionali: i punti di vista della comunità politica

Moderatore: Andrea Silla, giornalista RAI3 Lombardia

Giovanni Bordoni – Popolo delle Libertà

Marco Cappato – Lista Bonino Pannella

Giulio Cavalli – Italia dei Valori

Pippo Civati – Partito Democratico

Stefano Galli – Lega Nord

Luciano Muhlbauer – Rifondazione Comunista

Damiano Di Simine – Legambiente Lombardia

Ore 12.00 Interventi e domande di pubblico e invitati

Ore 12.30 Conclusioni

15/02: gli appuntamenti della settimana

  • Lunedì 15 febbraio ore 17 presso La Sala Maddalena, via Santa Maddalena 7- Monza l‘On. De Magistris presenterà il suo libro “Giustizia e potere”; Giulio Cavalli parteciperà alla presentazione.
  • Martedì 16 febbraio dalle 7 alle 9 Giulio Cavalli ospite del programma “Buongiorno Lombardia” in onda su Telelombardia
  • Giovedì 18 febbraio h 12:00 Giulio Cavalli interviene su TELEREPORTER alla trasmissione televisiva “Indovina chi viene a pranzo?” Rassegna stampa, servizi, attualità e telefonate sono gli ingredienti della trasmissione che da 3 anni è ormai un appuntamento quotidiano con i telespettatori che possono intervenire in diretta e interagire con l’ospite in studio. Mentre dalla postazione della cucina, uno chef presenta, spiega e prepara un piatto. In conduzione si alternano Arabella Biscaro e Riccardo Campolmi
  • Giovedì 18 febbraio h 21.00 Milano, Auditorium Demetrio Stratos, Via Ollearo 5 Radio Popolare parteciperanno Giulio Cavalli, Luigi De Magistris, Salvatore Borsellino, la Dott.ssa Jole Garuti (Omicron) e la Dott.ssa Chiara Fracchi (Omicron)
  • Venerdì 19 febbraio Triennale di Milano – Via Alemagna 6 Milano – Sala “Lab” ore 10,30 Interventi introduttivi di: Federico Oliva – Presidente Istituto Nazionale di Urbanistica Sergio Cannavò – Vicepresidente Legambiente Lombardia Confronto tra Legambiente e i candidati al Consiglio Regionale della Lombardia: Luigi Baruffi – UDC (Pezzotta) Giovanni Bordoni – PDL (Formigoni) Marco Cappato – Radicali (Cappato) GIULIO CAVALLI – IDV indipendente (Penati) Pippo Civati – PD (Penati) Stefano Galli – Lega (Formigoni) Luciano Muhlbauer – PRC (Agnoletto) Damiano Di Simine – Presidente Legambiente Lombardia Modera: Andrea Silla – giornalista

Vi aspettiamo.

IL FATTO QUOTIDIANO su Giulio Cavalli e Dario Fo

di Mattia Carzaniga da IL FATTO 03/02/2010

Altro che 2012. Il mondo è già finito, almeno quello a cui tutti quanti siamo abituati, da sempre. Un’improvvisa crisi energetica ha lasciato al buio il pianeta. Basta telefoni e telefonini, computer, batterie da ricaricare, tv e decoder, aggeggi hi-tech, immaginate le condizioni in cui potrebbe versare il povero Steve Jobs, attaccato a iPad e altre diavolerie a cui non può più dare vita. Milioni di persone in preda al Caos, con la maiuscola come lo era quello primordiale. Anche il presidente (il nostro presidente) “è in crisi: si sveglia nella sua villa in Sardegna e non ha più nulla. Il telefono è scarico, spende tutti i suoi soldi per comprare a un prezzo da estorsione una batteria miracolosamente carica, per poter chiamare l’ultima delle sue donne e pregarla di raggiungerlo…”. Ecco il quadro dipinto da Dario Fo, che torna nella sua Milano così amata e così detestata per presentare lo spettacolo L’Apocalisse rimandata, ovvero Benvenuta catastrofe. In realtà lui ha scritto il testo ma, dal giugno dell’anno scorso, lo porta in giro per l’Italia l’attore e regista Giulio Cavalli (il debutto milanese questa sera al Teatro Oscar di via Lattanzio, sotto l’“etichetta” del TieffeTeatro – Compagnia stabile d’innovazione diretto da Emilio Russo, che dalla primavera prossima si sposterà nei gloriosi spazi del Teatro dell’Elfo). Ovvio che la sala, alla presentazione dello spettacolo in scena fino al 7 marzo, è tutta per il Dario del Nobel, sempre politico, molto ecologico considerato il tema (è presente pure il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine), animato dalla mai de-posta vis polemica. Casca il mondo, come profetizzava la “macchina” Hal9000 di 2001 Odissea nello spazio, e si è costretti a un risveglio brusco,moltobrusco.A“unavera e propria rinascita”, anzi, per usare le parole dello stesso Fo, che lo spettacolo l’ha adattato per il palcoscenico (con la fedele Franca Rame) a partire dal suo libro pubblicato da Guanda nel 2008, ma ancora non l’ha visto, lo farà una di queste sere assieme al pubblico milanese. “Immaginatevi che cosa potrebbe succedere con la fine del ‘mondo energetico’. Tutto si capovolgerebbe completamente, ma la prospettiva che mi ha fatto davvero sghignazzare è che mezzo miliardo di persone, che non hanno mai visto un’automobile e non sanno cosa sia la televisione, non si accorgerebbero della differenza. I neri, anche qui a Milano, andrebberoavanticomeseniente fosse successo, mentre noi occidentali non riusciremmo in nessun modo a farcene una ragione”. Viva il principio di contraddizione, dunque; anzi, delle tante contraddizioni che abitano il nostro tempo e il nostro mondo. Mistero (sempre buffo però) al tempo dell’ecosostenibilità. Per dire che la gente sta progressivamente cambiando rotta, Dario Fo tira fuori anche i numeri: “Di questi tempi c’è più coscienza della questione ambientale, lo si capisce a cominciare dalla vendita delle automobili: 40 per cento in meno di vendite nel mondo, anche se il nostro resta ovviamente il paese che vende di più”. E snocciola cronache di pubblica e ordinaria amministrazione, e si sa che sotto il capitolo “sindaco di Milano” ha avuto sempre molto da dire (e da fare, candidature comprese). “Quattrocento anni fa chi inquinava le falde acquifere milanesi, progettate da Leonardo Da Vinci, veniva cacciato fuori dalle mura della città. Oggi invece non ne parliamo…”. L’acqua, e l’aria: “Il nostro sindaco Letizia Moratti, in relazione al PM10 andato ben oltre i limiti consentiti, ci consola spiegando che avviene anche in altre città europee, un altro modo per dire “se sono tutti ladri, non c’è nessun ladro” o “se tutti cadono, allora nessuno è caduto”. Lo dice anche il regista e attore Giulio Cavalli, che “il teatro può assolutamente contribuire ad abbassare il PM10, soprattutto ora che la Moratti tiene il tema chiuso nel cassetto”. Perché “l’ambiente sarà sempre un tema sottovalutato dalla politica. È un argomento che va più in là dei cinque anni previsti da un qualunque mandato,guardaalungotermine,sispinge verso il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Soprattutto, richiede grande lungimiranza, ma si sa che questa è una parola che con la politica ha ben poco a che fare”. Teatro civile e contaminato (non in senso di polveri sottili, però), commedia umana che diventa manifesto politico, quasi – perché no – programma elettorale. E non si ricordi a Cavalli di aver dichiarato, a suo tempo, che non avrebbe mai portato in scena testi altrui: “Di certo non immaginavo che un giorno avrei incontrato sulla mia strada Dario Fo: credo che un ‘lodo teatrale’ mi sia concesso…”. Non pensiate però alla tragedia dell’apocalisse come da tradizione, se non da copione. A salutare la catastrofe, con tanto di banchetto di benvenuto, c’è il solito saltimbanco, il guitto con la pancia gonfia da ubriaco e – stavolta – le rovine futuribili di una città-macchina alle sue spalle, il giullare che è però capace di vedere più in là e meglio degli altri. Niente patetismi: il popolo rimasto “a piedi” alla fine si metterà a far festa, si farà contagiare da una vera febbre rivoluzionaria, andrà a riprendersi il rapporto con i suoi simili e con il mondo che gli sta attorno e che aveva perduto, per fondare una nuova “vivibilità”. Fo ci congeda con un invito: “Leggete qualche pubblicazione seria sulla questione ambientale, non le cose pubblicate dalle aziende petrolifere”. “Vedetevi lo spettacolo” è un invito ovviamente scontato.

Un impegno per l’ambiente da portare in Regione

Come mi è capitato spesso di ripetere durante questo inizio di campagna elettorale sono convinto che la mia candidatura e il mio eventuale ruolo in Regione Lombardia debbano significare soprattutto l’essere il portatore responsabile delle proposte del mondo dell’associazionismo e della cittadinanza attiva che da anni lavorano per il territorio. Per questo ho studiato con attenzione il progetto di legge degli amici di Legambiente Lombardia e, fin da subito, ho deciso di assumermi l’impegno di garantire il mio personale sostegno perchè possa diventare quanto prima legge a tutela dell’ambiente. della qualità della vita e delle generazioni future della Lombardia. Credo che le associazioni siano l’espressione più democratica delle “primarie” tra i cittadini poichè si costruiscono la propria credibilità solo con il consenso del territorio. Questa sarà la prima di una serie di proposte di legge che annunceremo in campagna perchè sia scritta chiaramente la nostra attività all’interno del Consiglio Regionale, riprendendo l’invito che fece già Micromega di dichiarare fin dalla campagna elettorale i propri obbiettivi senza proclami, slogan o linee guida confuse e inconsistenti.

PROGETTO DI LEGGE N. 0409
di iniziativa di Damiano Di Simine Presidente LegambienteLombardia

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“Norme per il contenimento del consumo di suolo e
la disciplina della compensazione ecologica preventiva”.

Per lungo tempo l’attività edilizia, in un passato ormai lontano, è stata strettamente associata ad una contestuale attività di costruzione di spazi urbani di convivenza e di socialità, nonché di produzione e scambio economico connesso ad una attività agricola e forestale di cura del suolo.

Da tempo questa contestualità è venuta meno: gli edifici spesso si appoggiano alle infrastrutture come oggetti isolati, senza costruire spazi urbani e l’attività edificatoria è ormai totalmente separata dall’attività di cura del suolo. Le stesse infrastrutture si appoggiano alla terra senza che ci si domandi quali rapporti mutano e quali effetti producono.

E’ quindi urgente riattivare un circuito virtuoso tra attività edilizia e ricostruzione della natura, non solo per ragioni ecologiche, di per sé già sufficienti, ma anche perché gli spazi aperti con forte contenuto naturalistico sono oggi più che mai elementi decisivi per definire l’abitabilità, la vivibilità e la qualità di un territorio. Essi, combinandosi con la conduzione agricola nel disegno di un territorio, devono concorrere a ripristinare un paesaggio in cui le comunità ritrovino le coordinate di una identità smarrita nella crescita senza freni degli ultimi decenni.

L’obiettivo di questo progetto di legge è pertanto duplice:

- da un lato limitare l’uso edificatorio del suolo, evitando di produrre in tutto il territorio disponibile livelli di urbanizzazione che in alcune parti della regione hanno già raggiunto la non sostenibilità,

- dall’altro legare ogni attività edificatoria su suolo libero ad una contestuale attività di costruzione di natura e di ambiente negli spazi aperti.

La presente proposta di legge intende informare l’attività edilizia ad un principio di responsabilità: ogni trasformazione territoriale che determini alterazione o copertura permanente di suolo deve farsi carico dell’impatto determinato sull’ambiente in cui viene consumata una quota di risorsa-suolo. Ogni ipotesi di trasformazione si accompagna così ad un processo di valutazione della sostenibilità dell’intervento che la richiama.

Questo processo, riferito al momento della pianificazione, si traduce in una attenta valutazione sulla reale necessità di trasformare irreversibilmente un determinato suolo, anziché localizzare la funzione prevista in aree dismesse o sottoutilizzate.

Quando, alla fine del processo di valutazione, si giunge alla conclusione che l’occupazione di suolo libero sia inevitabile, interviene, nel progetto di legge, l’obbligo a carico del trasformatore di controbilanciare tale impatto a carico del trasformatore (pubblico o privato che sia), cedendo alla collettività – in altri lotti, in un intorno territoriale limitato al Comune – un credito ecologico.

Questo credito ha la funzione di compensare quella sottrazione di valori ambientali e paesaggistici connessi all’esistenza di una data porzione di suolo e che, pur con tutte le soluzioni mitigative poste in essere in fase progettuale, rimane da risarcire.

La compensazione ecologica preventiva agisce su due fronti: da un lato disincentiva il consumo di suolo e dall’altro trasferisce risorse al potenziamento e al consolidamento delle funzioni ambientali dei suoli liberi.

Il processo compensativo appena descritto è assimilabile a quella che fu l’introduzione degli oneri di urbanizzazione per la realizzazione dei servizi pubblici urbani. Se nel passato vi è stata necessità di condizionare il permesso di costruire alla fornitura di beni sociali (infrastrutture e servizi) necessari per l’abitare, oggi – in un periodo di evidente deficit ambientale ed ecologico e di risorse territoriali in genere – è indispensabile attribuire ad ogni trasformazione di suolo libero una responsabilità ambientale che si traduca in una sorta di onere ecologico, attraverso il quale si possa generare nuova natura, altrove rispetto alla trasformazione, concorrendo a generare una dotazione ambientale.

L’esigenza di minimizzare il consumo di suolo, spesso associata all’idea di migliore utilizzo dell’esistente, è già contenuta in diverse fonti legislative. Non esiste però una norma che, in tal senso, vada oltre il valore di indirizzo o orientamento.

La presente proposta di legge scaturisce dalla necessità di conferire cogenza a idee ormai ampiamente condivise, la cui attuazione pare non più eludibile. Infatti oggigiorno l’espansione urbana avviene a spese di territori che in molte zone della regione sono le ultime aree disponibili e che, più in generale, l’erosione di valori ecologici e identitari, connessa alla compromissione di suolo e paesaggio, genera seri problemi ambientali, ma anche di coesione sociale e riconoscimento comunitario, traducibili anche in un danno economico. Siamo di fronte ad una progressiva perdita di patrimonio comune non ripristinabile, rispetto alla quale il legislatore è chiamato ad introdurre regole nuove, a tutela delle attuali e delle future generazioni.

Trattando di consumo di suolo, appare utile completare questa relazione con una definizione di “suolo”, che tra le tante disponibili, ci sembra la più pertinente: ‘il prodotto della trasformazione di sostanze minerali e organiche, operata da fattori ambientali attivi per un lungo periodo di tempo sulla superficie della Terra, caratterizzato da specifica organizzazione e morfologia, capace di provvedere allo sviluppo delle piante superiori e, pertanto, di assicurare la vita all’uomo e agli animali’. Tale definizione, tratta dalla vasta letteratura di scienze del suolo, ha oggi, nel nostro Paese, rilevanza meramente accademica, in quanto a tutt’oggi la nostra legislazione non attribuisce al suolo uno specifico ‘statuto’, che ne giustifichi una tutela in quanto risorsa ambientale limitata, non rinnovabile e pienamente ascrivibile alla categoria dei beni comuni, e che pertanto informi, tra le altre, la disciplina relativa alle trasformazioni delle superfici fondiarie.

Questa proposta di legge si muove nella direzione di un riconoscimento anche culturale prima che formale del bene suolo, con la consapevolezza che riconoscere a questa risorsa il pieno significato di ‘patrimonio comune’ (in questa sede come appannaggio della comunità regionale ma estendibile all’intera umanità, ferma la definizione di cui sopra) costituisce un imperativo non più rinviabile di riforma legislativa, che deve poggiare su adeguati principi di diritto nazionale e internazionale.

Non si tratta di introdurre nella legislazione lombarda una innovazione assoluta, poiché in Europa operano già da tempo leggi che attuano i medesimi principi, affrontando la tutela del suolo su un piano di regole, azioni e obiettivi, e dove il principio della compensazione ecologica preventiva è già strumento pienamente operativo.

LA PROPOSTA DI LEGGE COMPLETA QUI

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