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	<title>Giulio Cavalli &#187; mafia</title>
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	<description>Il sito di Giulio Cavalli. Attore, autore, scrittore, consigliere regionale in Lombardia</description>
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		<title>Salviamo Villa Adriana dai rifiuti e dal cemento</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 17:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/salviamo-villa-adriana-rifiuti-cemento/182759/" target="_blank">Ne scrive Giuliano su IL FATTO QUOTIDIANO</a> e lo rilanciamo tutti con forza. Preparandoci a organizzare una manifestazione nei prossimi mesi. Perché la questione è importante e tristemente sembra un paradigma nazionale. <em>Come se non fosse sufficiente il Piano regionale dei rifiuti, che prevede di aprire una discarica nei pressi del sito, il consiglio comunale di Tivoli, col voto favorevole della giunta e la diserzione in aula del Pd, ha approvato una lottizzazione denominata <strong>Nathan </strong>di 180mila metri cubi di cemento adiacente alla Villa. Rispetto al progetto originario, che negli passati prevedeva una cubatura molto maggiore, oggi questa lottizzazione prevede a detta del comune dei costruttori (Mezzaroma) un certo rispetto ambientale e quindi un <strong>sobrio progetto di rilancio abitativo</strong>. Ora in quell’area verde ci si aspettava di certo tutt’altra opera di riqualificazione del territorio visto e considerato che lo stop al consumo del territorio dovrebbe essere una priorità per qualsiasi Comune che accoglie opere storiche di grande valenza turistica. Tutto questo avviene nel grande silenzio dei media e di una certa parte della popolazione che non si sta rendendo conto di che impatto devastante possa costituire il <strong>binomio rifiuti e cemento</strong>.</em></p>
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		<title>Intanto Lodi brucia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 15:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non bastavano i roghi nel campo del ciclo dei rifiuti (se ne sta occupando la DDA di Milano) adesso bruciano le auto sottoposte a sequestro. Tutto bene, al solito. C’è l’ombra del dolo dietro il rogo che all’alba di sabato ha distrutto sei automezzi nel cortile dell’autofficina Baggi in via Selvagraca a Lodi. I vigili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non bastavano <a href="http://www.giuliocavalli.net/2011/04/27/lodigiano-la-terra-dei-fuochi/" target="_blank">i roghi nel campo del ciclo dei rifiuti</a> (se ne sta occupando la DDA di Milano) adesso <a href="http://www.ilcittadino.it/p/notizie/cronaca_lodi/2011/12/04/ABTozDr-lodi_rogo_doloso_autofficina.html" target="_blank">bruciano le auto sottoposte a sequestro</a>. Tutto bene, al solito. <em>C’è l’ombra del dolo dietro il rogo che all’alba di sabato ha distrutto sei automezzi nel cortile dell’autofficina Baggi in via Selvagraca a Lodi. I vigili del fuoco non hanno trovato traccia di un particolare innesco ma sembra che il focolaio sia stato unico. Carbonizzate utilitarie, berline e un furgone; alcune vetture erano sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Il rogo, che i vigili del fuoco hanno spento dopo due ore di lavoro, ha provocato danni per decine di migliaia di euro.</em></p>
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		<title>“Nebiolo N. 5”, profumo di teatro</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 13:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da ILCITTADINO Tra i big Bergonzoni, Baliani e lo stesso direttore Cavalli con la sua dura pièce su Andreotti  Ha preso forma la nuova stagione della ribalta di Tavazzano  Come una fragranza storica e preziosa, per intenditori. E in cui si mescolano ingredienti diversi, dalla prosa, alla musica, al cinema, fino alla serate di memoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><a href="http://www.giuliocavalli.net/NEBIOLO5.pdf" target="_blank">da ILCITTADINO</a></em></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-10-2455857-alle-12.17.38.png"><img class="alignright size-medium wp-image-9219" title="Schermata 10-2455857 alle 12.17.38" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-10-2455857-alle-12.17.38-300x190.png" alt="" width="300" height="190" /></a>Tra i big Bergonzoni, Baliani e lo stesso direttore Cavalli con la sua dura pièce su Andreotti </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong><em>Ha preso forma la nuova stagione della ribalta di Tavazzano </em></p>
<p style="text-align: left;"><em></em>Come una fragranza storica e preziosa, per intenditori. E in cui si mescolano ingredienti diversi, dalla prosa, alla musica, al cinema, fino alla serate di memoria e di impegno, come quelle dellormai tradizionale Centro di documentazione del teatro civile. Si chiama Nebiolo n°5, come quello Chanel che ha fatto la storia del profumo, la nuova rassegna del teatro Nebiolo di Tavazzano, gestita per il quinto anno consecutivo dalla lodigiana Bottega dei mestieri teatrali, con la direzione artistica dell’autore e attore Giulio Cavalli. Il “profumo” che si respira intorno alla sala via IV novembre è sempre lo stesso, «quello di un progetto che a piccoli passi ci ha portato lontano &#8211; spiega lo stesso direttore artistico Giulio Cavalli &#8211; , a cui si aggiungono nuove soddisfazioni, come quella di un approccio produttivo in piena collaborazione e sintonia con il Comune e la parrocchia di Tavazzano, con molte associazioni del territorio e con realtà gemelle come il teatro Alle Vigne di Lodi e il teatro di Casale». Tra le novità di quest’anno, infatti, c’è anche il primo segnale di una sorta di un sistema a tre, per esempio con l’inserimento nel calendario di uno spettacolo della stagione del teatro alle Vigne (Urge di Alessandro Bergonzoni, il 23 febbraio all’auditorium Bpl di via Polenghi Lombardo) e la possibilità di pagare il biglietto ridotto esibendo l’abbonamento di una delle altre due sale. Nella prosa, il canto sociale di Vittorio Vaccaro e delle sue Voci del Po (12 novembre), ritratto vivido di uno spazio che è vita e viaggio, lavoro e sopravvivenza di una larga fetta del popolo del Nord; e ancora la Milano degli anni Settanta di Walter Leonardi e Paolo Trotti (Milano 70 Allora, 11 febbraio), finestre di dialoghi “anarchici” e comici, in cui si intrecciano poesia e musica di un periodo ancora buio e a tratti incompreso; fino al “cabaret” di autore unico come Alessandro Bergonzoni (23 febbraio, nella stagione delle Vigne e valido solo per gli abbonati) e alla prosa di narrazione di uno dei più apprezzati attori della scena teatrale italiana come Marco Baliani che porterà a Tavazzano il suo Kohlhaas (2 marzo), scritto con Remo Rostagno e tratto dall’opera Micheal Kohlhass di Heinrech von Kleist, sul difficile destino di un contadino allevatore che solleva domande importanti sulla natura della giustizia umana e divina. In cartellone al Nebiolo anche L’innocenza di Giulio &#8211; Andreotti non è stato assolto (19 maggio) di Giulio Cavalli, scritto con collaborazione di Giancarlo Caselli e Carlo Lucarelli. Non mancherà la musica, quest’anno un doppio appuntamento con Munfrà degli Yo Yo Mundi, storie e canzoni d’amore e di festa dei dintorni di Monferrato (10 dicembre) e con i nostrani Aka Beicho che presenteranno il loro nuovo album intitolato A (17 marzo). Due gli appuntamenti anche con la filodrammatiche e la rassegna “Teatro che passione”, che ospiterà ll Pioppo di Luciano Pagetti (con 3 atti e un prologo di Achille Campanile, 14 aprile) e Il Malato immaginario della compagnia Teatro Indirigibile (21 aprile). Novità del 2011, il cinfeforum con quattro appuntamenti organizzati con la collaborazione della commissione cultura, e le serate di storia e memoria stilate insieme al Comune di Tavazzano. Tra gli eventi, Le canzoni di Garibaldi (4 novembre), L’incontro (27 gennaio, con la compagnia Il sipario in scena per narrare la vita di un sopravvissuto a Birkenau) e Tavazzano si racconta, ciclo di serate sulla memoria storica del paese che coinvolgerà direttamente i cittadini. Ad aprire le danze, la serata inaugurale del 29 ottobre con la presentazione della prossima produzione di Giulio Cavalli, sulla corsa e la vita dell’atleta Dorando Pietri. <em>Rossella Mungiello</em></p>
<p style="text-align: left;"><em></em><strong>La denuncia “civile” ancora sul palco  con Dalla Chiesa, Caserini e Biacchessi </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong>La strage di Bologna e il dolore di chi è rimasto, la testimonianza di Nando Dalla Chiesa e gli intrecci tra mafia e politica nella seconda repubblica, la Resistenza vista da Daniele Biacchessi e le vite dei partigiani lodigiani raccontate dall’Anpi provinciale, la responsabilità dell’uomo davanti al “riscaldamento globale” del pianeta raccontato da Stefano Caserini. Torna anche quest’anno la rassegna di incontri del Centro di Documentazione per un teatro civile, nato al Nebiolo e inserito nel progetto di residenza teatrale finanziato da Fondazione Cariplo. Uno spazio unico in Italia, nato per raccogliere esperienze e testimonianze di denuncia e che dalla sua fondazione porta a Tavazzano le vicende di chi ha fatto dell’impegno civile un modo di vivere e di intendere l’arte. Scrittori, attori, giornalisti, magistrati; tanti i volti di chi è passato nella cornice intima del Nebiolo per raccontare un pezzo, spesso indigesto, d’Italia. E che a breve sarà anche aperto al pubblico come archivio, in cui sono stati raccolti libri e copioni. «Abbiamo concluso da poco la raccolta del primo lotto di materiale &#8211; spiega il direttore artistico Giulio Cavalli &#8211; e saremo pronti per l’apertura alla consultazione già entro la fine della stagione». Una “fucina” di riflessioni che quest’anno aprirà il suo percorso con la testimonianza del lodigiano Stefano Caserini (18 novembre), della sezione ambientale del Politecnico di Milano, che esplorerà il tema del riscaldamento globale e delle responsabilità, spesso ignorate, dell’uomo. Sul palco del Nebiolo anche Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, a Tavazzano il 20 gennaio, mentre Nando Dalla Chiesa porterà il suo libro “La convergenza” sui legami oscuri tra mafia e politica negli ultimi vent’anni di storia italiana (23 marzo), mentre il giornalista Daniele Biacchessi tornerà al Nebiolo con il suo nuovo volume, “Orazione civile per la Resistenza” (28 aprile), in una serata organizzata in collaborazione con l’assessorato alla pace del comune e l’Anpi. E in cui ci sarà spazio anche per narrare dei tanti lodigiani che hanno combattuto dalla parte dei partigiani tra il 1943 e il 1945. (R.M.)</p>
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		<title>Ci voleva WikiLeaks?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 06:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un cablo riservato rilasciato da Wikileaks dice: la criminalità organizzata è, per il Sud Italia, uno dei più grossi ostacoli alla crescita economica ed alla stabilità politica; nonostante questo i politici italiani, per varie ragioni, sono incapaci se non riluttanti a fronteggiarla in maniera valida. Tra tutti gli elementi sociali coinvolti nella lotta al crimine organizzato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <a href="http://www.agoravox.it/WikiLeaks-Il-console-USA-a-Napoli.html" target="_blank">cablo riservato rilasciato da Wikileaks</a> dice: <em>la criminalità organizzata è, per il Sud Italia, uno dei più grossi ostacoli alla crescita economica ed alla stabilità politica; nonostante questo i politici italiani, per varie ragioni, sono incapaci se non riluttanti a fronteggiarla in maniera valida. Tra tutti gli elementi sociali coinvolti nella lotta al crimine organizzato, i politici, molti dei quali devono la loro sopravvivenza proprio alla mafia, sembrano essere i meno interessati a trovare una soluzione. Fino a quando questa situazione non cambierà, persino le azioni di polizia più efficienti (e ve ne sono molte che hanno dell’eccezionale) non saranno in grado di cambiare il corso degli eventi. </em>Con tutta la stima e la simpatia per Assange le stesse cose si ripetono nei campi di Libera, nelle iniziative di Addiopizzo, negli incontri di Ammazzatecitutti! e in altri centinaia di comitati da qualche decina d&#8217;anni. Basterebbe ascoltarli. E magari sprecare qualche articolo in più.</p>
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		<title>Io sono Pino Maniaci</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 15:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Viva la mafia, Pino Telejato sei lo schifo della terra”, “Maniaci sei un figlio di puttana&#8221; e una bara disegnata accanto. Scritte sui muri di Partinico. Lo racconta entrando nel cuore Pietro Orsatti e lo raccontano le agenzie di stampa. Ed è la notizia che arriva da Partinico e ciclicamente si ripete. E ciclicamente noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/09/maniacicavalli.jpg"><img class="size-medium wp-image-8503 alignleft" title="maniacicavalli" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/09/maniacicavalli-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>“Viva la mafia, Pino Telejato sei lo schifo della terra”, “Maniaci sei un figlio di puttana&#8221; e una bara disegnata accanto.</p>
<p>Scritte sui muri di Partinico. Lo <a href="http://orsattipietro.wordpress.com/2011/09/03/nuove-intimidazioni-a-maniaci-e-questa-guerra-che-lo-stato-sembra-rifiutarsi-di-combattere/" target="_blank">racconta entrando nel cuore Pietro Orsatti</a> e lo raccontano le <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2011/09/03/visualizza_new.html_728726024.html" target="_blank">agenzie di stampa</a>. Ed è la notizia che arriva da Partinico e ciclicamente si ripete. E ciclicamente noi gli vogliamo stare vicini. Perché se non avessi avuto l&#8217;onore di conoscere Pino forse oggi io fare un altro mestiere.</p>
<p>In un&#8217;intervista di ieri Pino ci insegna: <em>“Io dico sempre che la mia scorta migliore sono i cittadini onesti di Partinico&#8221;. </em>Io dico che la scorta migliore di Pino sono tutti i cittadini onesti, anche fuori da Partinico. Tutti quelli che per Pino non si stancheranno mai di alzare la voce.</p>
<p>Intanto potete visitare il sito della sua e<a href="http://www.telejato.it/" target="_blank">mittente televisiva Telejato</a> (per annusare un po&#8217; di sano giornalismo non servile) e non lasciarlo sentire solo. Perchè le minacce sono sui muri ma la sua battaglia è nella gente. E non si è mai vista la gente arrendersi ai muri.</p>
<p>Intanto rileggevo il mio post <a href="http://www.giuliocavalli.net/2009/02/25/pino-maniaci/" target="_blank">di &#8216;qualche minaccia fa&#8217;</a> e lo rimetto qui. Identico. A testa alta come Pino.</p>
<p><em>Pino è un Don Quijote  ma i mulini sono cambiati come cambiano i tempi: hanno facce, mani, testa, voce, ferro in tasca, soldi in borsa e avvocati. avvocati bravi, pagati bene. Il mulino che gli è rimasto più di traverso è la Distilleria Bertolino: una distilleria che inquina come vomito di Polifemo sopra Partinico.</em></p>
<p><em>Pino è come il calcare, ostinato fino ad indurirsi tanto da fargli male. Di quelli che sorseggiano il gusto di “battersi” come all’inizio di un aperitivo che probabilmente finirà male. Pino appena fuori dal cancello della Bertolino, a fotografarlo dall’alto, è piccolo come un tombino.</em></p>
<p><em>Pino è un rubinetto rotto: lavora per erosione, ai fianchi e alle spalle con una televisione larga come un cesso ma che suona martellate di artigianato fino e continuo.</em></p>
<p><em>Pino è un immoderabile: nel dubbio getta l’amo ma sempre con la sua faccia in mano.</em></p>
<p><em>Pino è la zucca di Cenerentola: si veste sguincio da cerimonia ma non si appiattisce al diktat del valzer della moderocrazìa.</em></p>
<p><em>Pino è mezzo nei guai, per una condanna che aggiunta alle altre lo fa arrivare lungo. Ma nei guai ci nuota bene. Perché a mare ci buttiamo in tanti che, poco poco, organizziamo un quadrangolare di pallanuoto.</em></p>
<p><em>Perché a raccogliere palle in rete ci abbiamo fatto il callo, ma siamo forti nel contropiede.</em></p>
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