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Cavalli sul lodigiano: Pronto un esposto alla Direzione Distrettuale Antimafia, ora interveniamo come Regione

COMUNICATO STAMPA

ESCALATION DI INCENDI NEL LODIGIANO

Cavalli (IdV):“Pronto un esposto alla Direzione Distrettuale Antimafia, ora interveniamo come Regione”

Duplice iniziativa del Gruppo Italia dei Valori del Consiglio regionale della Lombardia che vuole far luce, al più presto, sulla preoccupante escalation di incendi che, da qualche tempo, coinvolge impianti di trattamento dei rifiuti nel lodigiano. Negli ultimi sette anni sono oltre dieci i roghi.

“Dopo l’ennesimo incendio, il terzo in poco più di un mese, continua il silenzio imbarazzato e imbarazzante delle istituzioni provinciali lodigiane. Alla luce dell’impegno contro le infiltrazioni mafiose che si è assunto la Regione con la costituzione di un comitato ristretto della II Commissione – dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori –, chiedo al Presidente Boni di farsi carico del problema predisponendo una delegazione regionale che vada sul territorio lodigiano per far luce su una situazione che è diventata davvero allarmante”.

“Inoltre, in qualità di consigliere regionale – aggiunge Cavalli – sto lavorando ad una ricostruzione degli eventi al fine di redigere un esposto che consegnerò alla Direzione Distrettuale Antimafia nei prossimi giorni”.

Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

Cavalli (Idv), in Lombardia non c’e’ piu’ posto per le infiltrazioni

Milano, 5 ott. (Adnkronos) – ”Il problema delle infiltrazioni mafiose in Lombardia non ha bisogno di allarmismi ne’ di sensazionalismi. Servono meno sedute straordinarie del Consiglio regionale e piu’ lavoro quotidiano”. Ad affermarlo e’ Giulio Cavalli, consigliere regionale lombardo dell’Italia dei Valori, durante il suo intervento in Consiglio straridnato convocato per dibattere di infiltrazioni della criminalita’ organizzata nella regione. ”Dobbiamo tutti riconoscere -continua Cavalli- che la criminalita’ organizzata riesce ad esistere laddove la politica le lascia spazio. Non si puo’ piu’ dire che le mafie in Lombardia non esistono perche’ si tratta di ormai di un sistema. Un sistema fatto sempre dalle stesse famiglie, dagli stessi nomi. Criminali che continuano a pascolare impunemente nel nostro territorio dagli anni ’60 ad oggi”. ”I 300 arresti del luglio scorso nel maxi blitz tra Lombardia e Calabria non ci raccontano solo che le mafie in Lombardia esistono, ma anche che sul nostro territorio ci sono migliaia di fiancheggiatori e ancora piu’ indifferenti. Ci raccontano di famiglie mafiose che, a torto o a ragione, sono convinte di sapere gia’ quali saranno i terreni dell’Expo mentre noi, all’interno dell’Assemblea lombarda, sappiamo poco o nulla. E una ‘ndrangheta che ritiene di essere piu’ avanti di un consiglio regionale e’ un allarme”.

Mafia e appalti, in arrivo legge quadro

Una legge quadro organica contro le infiltrazioni malavitose in Lombardia. Il tutto in tempi brevi, entro forse già le prime settimane del 2011 E’ questo l’esito dell’incontro avvenuto stamane tra l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, alcuni capigruppo e i responsabili della Carovana Antimafie e organizzato in vista del Consiglio regionale straordinario sull’infiltrazione della ‘ndrangheta in Lombardia che si svolgerà il prossimo 5 ottobre.

L’incontro, presieduto dal Presidente del Consiglio Davide Boni, accompagnato dal Vicepresidente Filippo Penati e dal Consigliere Segretario Carlo Sprefico, ha visto la partecipazione di Luca Gaffuri, capogruppo del Pd, Chiara Cremonesi, capogruppo di Sinistra-Ecologia e Libertà, Giorgio Puricelli del PdL e Giulio Cavalli dell’Italia dei Valori. Per la Carovana Antimafie erano presenti Mattia Palazzi, Presidente Arci Lombardia e responsabile nazionale Arci per welfare, terzo settore ed Enti locali; Luigi Lusenti, Coordinatore progetto Carovana Europea della Legalità; Jole Garuti, Presidente Associazione SAO, partner progetto Carovana Europea della Legalità; Emanuele Patti, Presidente Arci Milano.

25 settembre: Giulio Cavalli in mattinata a Bergamo

h9:30 “La mafia in Lombardia” partecipano

Giulio Cavalli- autore teatrale e consigliere regionale IdV

Roberto Galullo – giornalista del Sole 24 ore

Chiara Pracchi – Associazione Saveria Antiochia Omicron di Milano

Rappresentante della Procura della Repubblica di Milano – Direzione distrettuale antimafia

Moderatore: Umberto Santino – Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”

Cinema Alba Blob House Via Biava 3 Bergamo

Cavalli sulle dichiarazioni del Senatore: con le sue dichiarazioni Andreotti si scopre per quello che è

COMUNICATO STAMPA

SULLE DICHIARAZIONI DI GIULIO ANDREOTTI

Cavalli: “Con le sue dichiarazioni Andreotti si scopre per quello che è”

“L’età porta il senatore Giulio Andreotti ad abbassare la guardia e a riuscire a mostrarsi in tutta la sua becera visione di uno Stato costruito sull’omertà, sulle amicizie mafiose e sul silenzio compiacente di fiancheggiatori”.

“Le dichiarazioni su Giorgio Ambrosoli offendono non solo uno dei tanti uomini giusti di questo Paese scaricati e venduti alle mafie dal governatore di turno.” Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori, afferma che “le esternazioni del senatore prescritto a vita sono un’offesa per tutti coloro che a fatica si ostinano a credere che le istituzioni debbano essere luoghi di garanzia democratica e non salotti dove ungersi con strette di mano o baci bavosi degli uomini di mafia”.“Conoscendo il premeditato e matematico tempismo del senatore – continua il consigliere regionale di Idv – non sfugge come una dichiarazione di questo tipo arrivi nel pieno del sanguinamento della ferita di un uomo di Stato ucciso pochi giorni fa: il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo”.

“In un Paese normale – conclude Cavalli – la credibilità politica del senatore Andreotti sarebbe andata in prescrizione contemporaneamente al suo processo. Quel processo che ci ha raccontato come il senatore a vita sia stato colpevole di associazione a delinquere con la mafia fino alla primavera del 1980, quindi, anche nel giorno in cui è stato ucciso l’avvocato Giorgio Ambrosoli”.

La vera minaccia per la Catturandi di Palermo è la solitudine

Le minacce mafiose ai quattro agenti della Squadra Catturandi della Questura di Palermo (come raccontato da Repubblica Palermo) sono un simbolo. Bavoso, selvaggio e infernale come solo la depravazione criminale di Cosa Nostra mentre mostra le unghie riesce a raggiungere, ma comunque un simbolo. Un seme che cade come una ferita sulla moglie di uno degli agenti ma che sa benissimo che coltiverà erba amara in tutto il gruppo. Un gruppo che da sempre ha fatto della propria compattezza (che nei momenti più caldi delle indagini sfiora consapevolmente l’isolamento dal resto del mondo) l’arma migliore sia per l’attacco che per la propria difesa. Cosa Nostra teme lo spigolo più appuntito delle forze dell’ordine siciliane perché, inevitabilmente, ne riconosce la schiena dritta, la testa alta e (il dato potrebbe essere preoccupante) l’autonomia.

Eppure quelle foto dei quattro colleghi fatte scorrere come un album di oscuri presagi al suono sinistro della frase “”Che bei mariti avete, che belle famiglie” sono un attacco agli uomini e agli affetti. E questo angolo delle forze dell’ordine impegnate in prima linea forse ce lo stiamo dimenticando.

Ce lo siamo perso sotto l’offuscamento dei proclami altisonanti dei nostri governanti sempre pronti a sfilare in telegenica solitudine durante i festeggiamenti dopo gli arresti, ce lo siamo perso nelle rivendicazioni sindacali e negli appelli finiti sempre in un trafiletto dei giornali, ce lo perdiamo tutti i giorni nelle macchine lucidate e lavate per il servizio del telegiornale mentre sullo sfondo si cerca di fare camminare l’ultima “carretta buona” per le indagini, ce lo lasciamo sfilare dalle mani da un’attenzione maniacale per l’immagine e per la forma e mai per la sostanza. Il cuore buono della Catturandi ce lo siamo mangiati nei soldi che mancano per le fotocopie, nella benzina che deve essere anticipata di tasca propria e negli straordinari per la cattura di Provenzano pagati anni dopo; solo dopo che si era posata l’ultima briciola dell’euforia di quell’arresto.

Allora sarebbe da chiedersi perché Matteo Messina Denaro abbia deciso proprio ora di rilassarsi dalla sua villeggiatura da “boss” per scomodarsi a fare circolare dentro il carcere dell’Ucciardone di Palermo le foto dei quattro agenti, perché proprio ora abbia deciso attaccare la punta di diamante della polizia palermitana. Sarebbe da chiedersi perché rischiare di rendere quel pugno di uomini ancora più serrato e duro. E sarebbe da chiederci quanto abbiamo potuto (consapevolmente e inconsapevolmente) lasciare che sugli uomini delle forze dell’ordine sia caduto un velo di solitudine. Pronti ad applaudirli o a condannarli mai più che per un battito di secondo, dimenticando quanto sia gravosa la “resistenza” nella quotidianità che si costruisce in mesi per sciogliersi in qualche minuto dentro un comunicato stampa dopo l’arresto.

Se Cosa Nostra alza la voce così vicino alla Catturandi è perché ne ha una paura fottuta o non ne ha paura per niente. In entrambi i casi tutto intorno la politica, le istituzioni, i cittadini, noi, stiamo lasciando che alla fine sia una cosa loro, un affare tra guardie e ladri, una battaglia da giocarsi muso a muso in un confine non più grande dei duellanti, delle loro mogli e dei loro figli. In qualsiasi caso abbiamo lasciato soli i cattivi (e soprattutto) i buoni: in quella solitudine che concimiamo “per delega” per una Cosa che non è mica Cosa Nostra ma rimane Cosa Loro.

Ho diviso serate giù a Palermo con i ragazzi della Catturandi mentre si sorrideva di una battaglia che è lunga ma fatta sempre con fierezza. Abbiamo parlato di mafia e di vita, ci siamo incrociati negli incontri nelle scuole, abbiamo fatto serate con la gente. E proprio adesso mi accorgo (io che tutto il giorno tutti i giorni annuso uomini in divisa che con me dedicano tempo, forze e professionalità per una vita sicura e “normale”) che non gli ho mai detto: grazie. Grazie con quella gratitudine che più delle cerimonie sfratta la solitudine.

Cavalli (IDV): “Ponzoni si dimetta subito”

“Come diceva Sandro Pertini la politica deve essere fatta con le mani pulite. E come suggeriva Paolo Borsellino un politico non deve avere ombre. Per questo il consigliere Ponzoni si deve dimettere immediatamente. Resto garantista – dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori – per quanto riguarda tutta la fase processuale ma, per una questione di opportunità politica, non vedo altra soluzione”.

“Finché Ponzoni – precisa Cavalli – occuperà il posto nell’Ufficio di Presidenza a perdere di credibilità non sarà solo lui ma anche il suo partito e l’organismo istituzionale che rappresenta e di cui, invece, vorrei essere onorato di far parte”.

“I recenti arresti – prosegue il consigliere regionale di IdV – operati dalle forze dell’ordine dimostrano che anche in Brianza l’infiltrazione della mafia è ormai endogamica”.

“Ho apprezzato – rileva Cavalli – che anche il presidente del Consiglio regionale Boni sia sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Proprio oggi, sulle ramificazioni delle cosche in Lombardia ha dichiarato che: ‘Se qualche politico dovesse essere interessato sarebbe un gran brutto segnale… Credo che ogni politico che abbia un senso etico e morale sappia quando è il momento di lasciare’.”

“A questo punto – conclude – mi auguro che Ponzoni abbia un minimo di senso etico e morale”.


Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

Cavalli (IDV): “Che questa maxi operazione contro le mafie sia l’alba di una nuova stagione”

COMUNICATO STAMPA

‘NDRANGHETA, 300 ARRESTI TRA LOMBARDIA E CALABRIA

Cavalli: “Che questa maxi operazione contro le mafie sia l’alba di una nuova stagione”

Dalle prime luci dell’alba, 3mila uomini delle forze dell’ordine, stanno conducendo una maxi operazione denominata ‘Il Crimine’, sull’asse Lombardia-Calabria, che ha già portato all’arresto di centinaia di persone per associazione di stampo mafioso, usura, traffico di armi e stupefacenti, estorsione e altri gravissimi reati.

“Vorrei ringraziare le forze dell’ordine che, attraverso l’odierna operazione, hanno sferrato un durissimo colpo alla criminalità organizzata. Questa è – dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori – l’ennesima riprova che la mafia al Nord non è un fenomeno isolato ma un sistema strutturato ed endogamico”.

“Apprendiamo con soddisfazione – continua Cavalli – l’imbarazzo di questi infami che, come emerge dalle intercettazioni, si sentono braccati come topi all’angolo”.

“Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione, ma sin d’ora vogliamo esprime alcuni auspici: che questa operazione possa portare a una piena consapevolezza sul fenomeno mafioso da parte della politica che, fino ad oggi, è sempre stata in cronico e superficiale ritardo. Che da oggi si possano ricreare le condizioni di libera concorrenza e legalità in settori cruciali e delicati come quello edilizio, specie in vista dell’Expo. E infine – conclude il consigliere regionale dell’Italia dei Valori -, che si abbia il coraggio di arrivare a tutti i livelli di questo sistema per estirpare il cancro mafioso dalle radici alla punta,senza arenarsi, come accaduto più volte in passato, alle soglie della ‘zona grigia’, quella della politica”.

Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

Omnimilano-’NDRANGHETA, CAVALLI (IDV): “A MILANO MAFIE SONO SISTEMA”

(OMNIMILANO) Milano, 01 lug – “Ancora i tentacoli della mafia dietro un grosso giro d’usura a Milano. E’ di stamattina la notizia di un’importante operazione di polizia che ha arrestato 15 persone e sequestrato beni per 8 milioni di euro, proventi dall’attività d’usura che l’organizzazione criminale, legata al clan Di Stefano, ha portato avanti negli ultimi anni nel capoluogo lombardo. E poi ancora il racket su migliaia di alloggi pubblici, sempre a Milano. Conosco bene queste realtà. Da lungo tempo conosco e condivido l’impegno del presidente di Sos Racket Usura Fedriano Manzi. E le sue preoccupazioni non mi sorprendono affatto”. Lo dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori. “Sono storie già note a chiunque si batte ogni giorno per la legalità. Come sempre però, episodi simili rischiano di essere catalogati come fatti isolati. Così non deve essere – continua Cavalli – perché ormai è evidente che a Milano le mafie sono ‘sistema’ esattamente come al Sud. Gli episodi di oggi sono la fotografia di un fenomeno storico, endogamico e integrato”. “Non mi stancherò mai di ripetere che la mafia senza politica non può esistere, ma la politica senza mafia sì. Episodi come quelli di questi giorni – conclude il consigliere regionale di Idv – non vanno sottovalutati: l’indifferenza è una forma di collusione”.

Doppio evento a Opera e Pieve Emanuele: spettacolo gratuito di Giulio Cavalli il 27/28

di Alessandro Diano

Un mese fa, nel consiglio comunale di Pieve Emanuele del 26 Gennaio scorso, è stata rifiutata la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano e a Giulio Cavalli, con le opinabili motivazioni già riassunte qui nel blog urbano pievese.

Spiace come sia risultata fin troppo evidente la motivazione puramente ideologica del rifiuto: tra i vari pregiudizi, Saviano -che è dichiaratamente di destra- (qualsiasi cosa questa definizione significhi…) è stato impropriamente definito -di sinistra- (ibidem), come se poi c’entrasse qualcosa con la motivazione di una cittadinanza onoraria…!?!

Si è dunque pensato, pacatamente, serenamente (cit.), di fornire ai consiglieri che ancora non lo conoscono, qualche biglietto omaggio per il prossimo spettacolo dell’artista (e da poco ormai anche candidato) Giulio Cavalli, anche per rispolverare il sempre valido principio di Luigi Einaudi (”Conoscere per deliberare“), che nel consiglio comunale Pievese, purtroppo, non sempre si applica con successo.

Contattato nel merito, lo staff di Cavalli ha replicato di voler invece regalare lo spettacolo a tutta la città (”E perché solo ai consiglieri?!”), anche per far conoscere meglio il suo lavoro di artista che già coincide con il proprio manifesto elettorale (infatti è l’unico con questa caratteristica…).

E se non si può regalare una copia del libro “Gomorra” o “La bellezza e l’inferno” di Saviano a tutti quei consiglieri comunali che ne ignorano i contenuti e, men che meno, gli utilissimi significati socio-politico-economici, sarà però possibile regalare a tutti i cittadini interessati lo spettacolo “umoristico” (eufemismo…) di Giulio Cavalli, scritto in collaborazione con il giornalista Gianni Barbacetto, e intitolato (ironicamente, appunto) “A 100 passi dal Duomo“, parafrasando il celebre film dedicato a Peppino Impastato.

Poiché anche l’uso della sala consiliare (nella quale un mese prima gli era stata rifiutata la cittadinanza onoraria) è stato respinto dall’amministrazione Pievese (che ha negato pure il patrocinio all’iniziativa), segnalo dunque date e luoghi delle due rappresentazioni straordinarie che Giulio Cavalli terrà gratuitamente nel sud Milano, la prima in una struttura teatrale, mentre la seconda proprio a Pieve Emanuele:

=> Sabato pomeriggio 27 Febbraio h.15:30
Cinema-Teatro “Eduardo” – via Giovanni XXIII, 5 – Opera (MI)

=> Domenica sera 28 Febbraio h.21:00
Cooperativa “La Familiare” – via Roma, 14 – Pieve Emanuele (MI)

Diffondete pure liberamente, poiché unitamente alla stampa e alle associazioni, proprio i cittadini (e ovviamente anche i loro amministratori pubblici) sono tutti invitati.

E nell’attesa (solo per chi vorrebbe saperne di più) suggerisco qualche rapido trailer informativo su Giulio Cavalli:

-Carlo Lucarelli (Blu Notte) su Cavalli e Saviano

- Intervista Corriere.it dopo l’intimidazione a Cavalli con il ritrovamento di 23 proiettili

- Serata speciale “Aperto per mafia” con Dario Fo, Eugenio Finardi, Paolo Rossi, Enzo Iannacci, Marco Balbi, Maddalena Crippa, Flavio Oreglio, Walter Leonardi, Renato Sarti, Gian Carlo Dettori, Massimo De Vita, Andrèe Ruth Shammah e altri esponenti dei teatri milanesi:

- Giulio Cavalli ad Annozero parla dei contenuti dello spettacolo “A 100 passi dal Duomo

- I “vantaggi” del candidato regionale scortato

http://pieveemanuele.blogolandia.it/2010/02/22/doppio-evento-a-opera-e-pieve-emanuele-spettacolo-gratuito-di-giulio-cavalli-il-2728/

Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.
  • Albero
  • L'ultimo punto dell'ultima pagina del mio ultimo libro. Adesso mi dedico a me, alla mia famiglia, (alla mia malattia) e ai tanti che mi sono sempre vicino.
  • I banchi della maggioranza mentre di discute il bilancio.
  • Angoli di camerino negli angoli d'Italia
  • Preoccupazione pre spettacolo
  • Ultime prove a Grugliasco
  • Vivere saltando per hotel

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