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	<title>Giulio Cavalli &#187; Antimafia</title>
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	<description>Il sito di Giulio Cavalli. Attore, autore, scrittore, consigliere regionale in Lombardia</description>
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		<title>Cava, i giovani schierati con etica e legalità</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 09:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>CAVA MANARA Parte dai giovani il “no” all’intreccio tra mafia e politica. Sono loro a chiedere trasparenza e legalità, rigore ed etica. E sono loro a voler segnare la distanza tra politica e&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>CAVA MANARA</strong></p>
<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/12/la-provincia-pavese1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9886" title="la-provincia-pavese1" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/12/la-provincia-pavese1-300x62.jpg" alt="" width="300" height="62" /></a>Parte dai giovani il “no” all’intreccio tra mafia e politica. Sono loro a chiedere trasparenza e legalità, rigore ed etica. E sono loro a voler segnare la distanza tra politica e malaffare. Business dei rifiuti, megainfrastrutture, appalti, cantieri, logistiche e centri commerciali. Opere e sistemi da mettere in discussione, secondo i giovani del Pd che l’altra sera, a Cava Manara, in un incontro pubblico, si sono chiesti «in che modo le nuove generazioni in politica possono dare un contributo alla lotta contro la criminalità organizzata». E nel dibattito, moderato da Riccardo Montagna, giovane coordinatore del circolo locale del Pd, una risposta è stata tentata. «Ci vogliono senso etico e coraggio», sostiene Giulio Cavalli, attore teatrale e consigliere regionale del Sel. Un coraggio che manca a tanti amministratori pubblici, accusa lo scrittore che vive sotto scorta. «La criminalità organizzata cerca di coinvolgere sempre chi governa – afferma – e si insinua tra gli uffici amministrativi tentando di corrompere i responsabili». Per questo ci vuole controllo. «Si continua a pensare ad un’etica di natura normativa e non ad un’etica di natura morale, ma è questa che manca alla classe dirigente politica – afferma il consigliere regionale -. Alla politica spetta il compito di prevenire la magistratura nel giudizio». E Pippo Civati, che in Regione siede tra i banchi del Pd, aggiunge: «Ci vuole buona politica, quella che non fraintende, come si sta facendo, parole come “territorio” e “sicurezza”». E soprattutto sia trasparente. A chiederlo sono i giovani che, durante l’incontro, hanno voluto ricordare come «la mafia si combatta gridando». E puntano l’indice contro le scelte urbanistiche e il ruolo dei partiti «durante le nomine nelle società partecipate, dove non si seguono criteri meritocratici», afferma Cesare Del Frate. Dalle file del Fli, Niccolò Fraschini, capogruppo nel consiglio comunale di Pavia, denuncia «un’impressionante spartizione di cariche a cui ho preferito non prendere parte». E le accuse al sistema diventano bipartisan da parte di «giovani che cercano di imparare a lavorare nella legalità e nell’interesse dei cittadini», sostiene il sindaco di Cava, Claudia Montagna, mentre per Giuseppe Villani, consigliere regionale Pd, «la politica, per contrastare la criminalità, deve seriamente puntare allo sviluppo economico e dare opportunità di lavoro». La giovane classe politica del nord sente il peso delle proprie responsabilità. Dopo l’operazione Infinito che però, dice Cavalli, «ha lasciato fuori alcune zone grigie». «Non sono uscite le sponde istituzionali – precisa lo scrittore – quelle che hanno permesso gli intrecci con la criminalità organizzata e quelle che hanno determinato il fallimento di buona parte della classe politica».</p>
<p><em>Stefania Prato </em></p>
<p>da <a href="http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2011/12/14/news/cava-i-giovani-schierati-con-etica-e-legalita-1.2855773" target="_blank">LA PROVINCIA PAVESE</a></p>
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		<title>LA STAMPA: 3 domande a Giulio Cavalli</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 13:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA STAMPA intervista Giulio Cavalli sul rapporto di Avviso Pubblico &#8220;Amministratori sotto tiro&#8221;.  «Infiltrazioni anche al Nord ma c&#8217;è paura a denunciarle» 3 domande a Giulio Cavalli, attore, scrittore e consigliere regionale lombardo MARCO BRESOLIN MILANO Nemmeno un atto intimidatorio verso gli amministratori lombardi o piemontesi. Eppure le infiltrazioni mafiose al Nord ci sono. Una situazione che l&#8217;attore e scrittore milanese Giulio Cavalli conosce molto bene. Consigliere regionale dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455908-alle-10.40.00.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-9864" title="Schermata 12-2455908 alle 10.40.00" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-12-2455908-alle-10.40.00-300x275.png" alt="" width="300" height="275" /></a>LA STAMPA intervista Giulio Cavalli sul rapporto di Avviso Pubblico <a href="http://www.avvisopubblico.it/news/amministratori-sotto-tiro-presentato-a-roma-rapporto-di-avviso-pubblico-su-amministratori-minacciati-da-mafie-e-criminalita_021211.shtml" target="_blank">&#8220;Amministratori sotto tiro&#8221;</a>. </strong></p>
<p><em>«Infiltrazioni anche al Nord ma c&#8217;è paura a denunciarle» 3 domande a Giulio Cavalli, attore, scrittore e consigliere regionale lombardo</em></p>
<p><strong>MARCO BRESOLIN</strong></p>
<p>MILANO</p>
<p>Nemmeno un atto intimidatorio verso gli amministratori lombardi o piemontesi. Eppure le infiltrazioni mafiose al Nord ci sono. Una situazione che l&#8217;attore e scrittore milanese Giulio Cavalli<strong> </strong>conosce molto bene. Consigliere regionale dal 2010, al Pirellone va con la scorta a causa delle numerose minacce subite.</p>
<p><strong>È possibile che al Nord nessun politico locale sia mai stato minacciato?</strong></p>
<p>«Se un fatto non viene denunciato non è detto che non si sia mai verificato. E in Lombardia c&#8217;è molta paura a denunciare. Ci si sente soli».</p>
<p><strong>Oppure i criminali non hanno bisogno di arrivare ad atti intimidatori per «convincere» i loro interlocutori politici &#8230;</strong></p>
<p>«Chiaro, la minaccia è l&#8217;ultima di una serie di pressioni politiche o di ritorsioni economiche. A volte, magari, basta una stretta di mano &#8230;»</p>
<p><strong>Da questo punto di vista. qual è la differenza tra gli amministratori del Nord e quelli del Sud?</strong></p>
<p>«Al Sud è più netta la distinzione tra chi sta di qua e chi sta di là. Al Nord c&#8217;è meno voglia di prendere una posizione. C&#8217;è una zona grigia in cui è molto facile infiltrarsi. Anche perché quelle che dovrebbero essere le sentinelle ci hanno sempre tranquillizzato con un negazionismo bugiardo».</p>
<p style="text-align: right;"><em>LA STAMPA Data <strong>12-12-2011 </strong>Pagina 10 </em></p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in (ex) casa: l&#8217;incontro Lampada-Porcino</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 14:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Lampada]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrivo questo post senza aggiungere nessun mio commento. Non perché mi manchino le parole ma semplicemente perché sono (ancora) le stesse che mi ero ritrovato a ripetere già nell&#8217;occasione delle mie dimissioni (l&#8217;articolo qui) e nella precisazione di alcuni giorni dopo. Almeno qualcuno avrà più chiaro il percorso di alcune mie scelte e soprattutto almeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/12/bocassini1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9772" title="TERRORISMO: NUOVE BR; LE CONDANNE" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/12/bocassini1-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a></p>
<p>Scrivo questo post senza aggiungere nessun mio commento. Non perché mi manchino le parole ma semplicemente perché sono (ancora) le stesse che mi ero ritrovato a ripetere già nell&#8217;occasione delle mie dimissioni (<a href="http://www.giuliocavalli.net/2011/06/09/ndrangheta-in-casa/" target="_blank">l&#8217;articolo qui</a>) e <a href="http://www.giuliocavalli.net/2011/06/11/porcino-per-lultima-volta/" target="_blank">nella precisazione di alcuni giorni dopo</a>. Almeno qualcuno avrà più chiaro il percorso di alcune mie scelte e soprattutto almeno non potrà dire di non sapere o altro. Perché serve parlare di ombre e<a href="http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/29986/allorange-camp-di-napoli-quel-fresco-profumo-di-liberta/" target="_blank"> organizzare convegni</a> ma soprattutto serve l&#8217;imperativo di fare chiarezza e di avere una reazione politica.</p>
<p>Nell&#8217;ordinanza dell&#8217;ultima operazione antimafia Milano &#8211; Reggio Calabria contro il clan &#8216;ndranghetista Lampada compare la cronaca di un (presunto, siamo agli inizi) incontro tra il boss Francesco Lampada insieme a Antonino Cotroneo (prelevato in precedenza a Pogliano Milanese dal Lampada) e presumibilmente l&#8217;onorevole Gaetano Porcino (IDV). Il fatto (riportato a pagina 146 dell&#8217;ordinanza) parla dell&#8217;Audi intestata all&#8217;onorevole che arriva su C.so Regina Margherita all&#8217;incrocio con via Consolata da cui è sceso  <em>un uomo elegante, alto circa 1.90/1.95, stempiato e brizzolato, che li ha salutati confidenzialmente, seguito da una donna di circa 40/45 anni, capelli lunghi scuri, alta circa 1.65. Poi, intono aile 13.05, i quattro si sono salutati e la coppia LAMPADA COTRONEO è rientrata a Milano</em>.</p>
<p>Il riscontro è tutto da dimostrare ma (si legge)<em> in effetti, dalla successiva visione della foto dell&#8217;On.le PORCINO Gaetano, pubblicata sul sito internet del parlamentare, il personale impiegato nel servizio di osservazione ha riconosciuto in PORCINO Gaetano l&#8217;uomo aveva incontrato Ia coppia LAMP ADA-COTRONEO, per ragioni rimaste ignote, ma verosimilmente riconducibili alla transazione della societa DUE P.</em></p>
<p>Citando (pedissequamente, <strong>come piace a noi che le intercettazioni e gli atti giudiziari e le notizie non vogliamo imbavagliarle</strong>) si legge: <em>come si vede i Lampada (ma anche i Valle) &#8211; che sono legati ai Cotroneo da una dichiarata relazione di comparaggio (relazione essa stessa indice di legame mafioso) &#8211; mantengono sistematici rapporti con compare Nino, con il quale scambiano favori, scambiano influenze elettorali e fanno affari . Colpisce il fatto che la coppia abbia frequentazioni non casuali con l&#8217; onorevole Porcino. L&#8217;indagine non ha consentito di comprendere quali fossero gli interessi comuni tra questi soggetti. Tuttavia si ricordi che Porcino è gia emerso nella indagine torinese &#8220;Minotauro&#8221; per suoi contatti con esponenti della &#8217;ndrangheta. Come si sa i politici non sanno mai nulla delle persone con cui entrano in contatto. Ma alla fine &#8211; sarà uno sfortunato caso- sono sempre gli stessi politici a frequentare i mafiosi.</em></p>
<p>Avevo letto con attenzione le motivazioni di Gaetano Porcino riguardo il suo primo discusso incontro emerso nell&#8217;operazione Minotauro. L&#8217;onorevole scriveva testualmente a me e Sonia Alfano:<em> non voglio le tue scuse Sonia. E neanche quelle del tuo amico Cavalli. Ma la forza di una persona, l’onesta’, la correttezza, passano soprattutto, quando e se capita, dal saper riconoscere i propri errori, e fare ammenda. Spero solo che sia tu che Cavalli, con lo stesso mezzo, la stessa enfasi, la stessa determinazione, vogliate provvedere a rettificare quanto divulgato, ed a dare ai lettori, agli elettori, ai cittadini, la giusta informazione sul fatto che incidentalmente, e ritengo indebitamente e sfortunatamente mi ha visto citato. Ed io confido nella tua correttezza, sensibilita’, ed onesta’ intellettuale, cosi’ come in quella di Cavalli.</em><strong><em> </em></strong>Qui non si tratta di decidere lo spessore di eventuali ombre (per questo c&#8217;è già l&#8217;autorità giudiziaria) ma ribadire che l&#8217;opportunità è un dovere politico. E anche discuterne. E soprattutto valutare il silenzio dei quotidiani e colleghi su questo punto e il silenzio (che confido essere brevissimo) di chi crede che non ci si possa permettere di fare finta di non vedere. <strong>Questo blog rimane a disposizione di eventuali repliche da parte di tutti e io rimango in attesa delle azioni politiche (che già una volta sono state taciute)</strong>. Certo ora gli incontri &#8220;sfortunatamente&#8221; emersi sono due. E immaginatevi se fosse stato Angelino Alfano, Cicchitto o Formigoni come l&#8217;avremmo letto e discusso dappertutto.</p>
<p>L&#8217;on. Porcino rilascia <a href="http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2011/12/i-comunicati-stampa-idv-loperazione-infinito-e-le-reazioni-di-giuseppe-giordano-e-dellongaetano-porcino.html" target="_blank">una dichiarazione a Roberto Galullo</a>. Gustatela:</p>
<p><em>“<em>Io non ho la più pallida idea di chi sia il signor <strong>Lampada</strong>. Spero che i magistrati di Milano, su mia richiesta spontanea , mi ricevano al più presto. Mi meraviglia, e lo dimostrerò, che si possa dire che io ho frequentazioni, non casuali, con questo sig. <strong>Lampada</strong>. Io non solo non ho frequentazioni, ma non lo conosco, e non so chi sia. Quanto ai rapporti confidenziali poi, si commentano da soli. Come si possono avere rapporti confidenziali con uno che non si conosce? Ho rimesso il mandato al mio presidente perché non voglio che il partito entri in questa vicenda. Sono indignato e dire che non lo conosco e che sono estraneo ai fatti non rende l’idea. Io nego assolutamente e sfido chiunque a dimostrare che io abbia frequentazioni con <strong>Lampada</strong> o rapporti confidenziali. Quello che è scritto non corrisponde al vero. Se risulta un secondo contatto o un contatto precedente con <strong>Lampada</strong>, non casuale, chiedo di essere arrestato, altrimenti chiedo le scuse. Io conosco migliaia di persone: se vado in un bar e incontro <strong>Riina </strong>che colpa ne ho io?</em>. <em>Chiederò al gip e alla dottoressa <strong>Boccassini </strong>come si fa a dire in un’ordinanza che ho una frequentazione non casuale con una persona che non conosco e che non ho mai incontrato salvo in quel puro caso e casualmente. Il Gip lo deve dire e deve esserne dato pubblicazione sui giornali. Mi devono dire come posso salutare in modo confidenziale uno che non avevo mai visto prima e dopo nella mia vita. Se non mi ascolteranno è un assalto alla mia dignità, come si fa a sopportare un affronto di questo tipo? Io mi incateno davanti al Tribunale di Milano”.</em></em></p>
<p>(per info il pezzo su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/05/lonorevole-dellidv-incontra-boss-sono-sempre-stessi-incontrare-mafiosi/175289/">Il Fatto Quotidiano</a> e su <a href=" http://www.narcomafie.it/2011/12/05/i-boss-hanno-incontrato-il-consigliere-gaetano-porcino-dell%E2%80%99idv/" target="_blank">Narcomafie</a> e sul <a href="http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2011/12/i-comunicati-stampa-idv-loperazione-infinito-e-le-reazioni-di-giuseppe-giordano-e-dellongaetano-porcino.html" target="_blank">blog di Roberto Galullo</a>)</p>
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		<title>Intanto Lodi brucia</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 15:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non bastavano i roghi nel campo del ciclo dei rifiuti (se ne sta occupando la DDA di Milano) adesso bruciano le auto sottoposte a sequestro. Tutto bene, al solito. C’è l’ombra del dolo dietro il rogo che all’alba di sabato ha distrutto sei automezzi nel cortile dell’autofficina Baggi in via Selvagraca a Lodi. I vigili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non bastavano <a href="http://www.giuliocavalli.net/2011/04/27/lodigiano-la-terra-dei-fuochi/" target="_blank">i roghi nel campo del ciclo dei rifiuti</a> (se ne sta occupando la DDA di Milano) adesso <a href="http://www.ilcittadino.it/p/notizie/cronaca_lodi/2011/12/04/ABTozDr-lodi_rogo_doloso_autofficina.html" target="_blank">bruciano le auto sottoposte a sequestro</a>. Tutto bene, al solito. <em>C’è l’ombra del dolo dietro il rogo che all’alba di sabato ha distrutto sei automezzi nel cortile dell’autofficina Baggi in via Selvagraca a Lodi. I vigili del fuoco non hanno trovato traccia di un particolare innesco ma sembra che il focolaio sia stato unico. Carbonizzate utilitarie, berline e un furgone; alcune vetture erano sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Il rogo, che i vigili del fuoco hanno spento dopo due ore di lavoro, ha provocato danni per decine di migliaia di euro.</em></p>
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		<title>Mafie a Milano: quello che nessuno voleva dire</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 08:45:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo gli ultimi arresti sull&#8217;asse Milano-Reggio Calabria c&#8217;è un&#8217;aria di festeggiamenti. E se la soddisfazione è comprensibile (se si può essere soddisfatti dell&#8217;arresto di un Giudice, di un avvocato e di un Consigliere Regionale, a dimostrazione di una &#8216;convergenza&#8217; ormai ai livelli più alti delle istituzioni democratiche) mi sfugge come non possa alzarsi (subito) l&#8217;allerta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo gli ultimi arresti sull&#8217;asse Milano-Reggio Calabria c&#8217;è un&#8217;aria di festeggiamenti. E se la soddisfazione è comprensibile (se si può essere soddisfatti dell&#8217;arresto di un Giudice, di un avvocato e di un Consigliere Regionale, a dimostrazione di una &#8216;convergenza&#8217; ormai ai livelli più alti delle istituzioni democratiche) mi sfugge come non possa alzarsi (subito) l&#8217;allerta. Perché la magistratura interviene spesso sulle macerie e la bonifica è un&#8217;opera sociale, politica e culturale. L&#8217;ombra peggiore però è <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/talpe-delle-cosche-procura-milano-questa-citta-rischia-diventare-come-reggio-calabria/174448/" target="_blank">lo scenario di talpe nelle procure</a> che rimanda agli anni più bui di questo Paese. Mentre qualcuno a Milano parla ancora di &#8220;infiltrazioni&#8221; senza voler vedere che gli &#8220;infiltrati&#8221; hanno le redini del gioco.</p>
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