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	<title>Giulio Cavalli &#187; Paolo Borsellino</title>
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	<description>Il sito di Giulio Cavalli. Attore, autore, scrittore, consigliere regionale in Lombardia</description>
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		<title>Mafie: i segnali (e le parole) sono importanti</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 07:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente è per caso o forse è una sinistra catena di coincidenze. Qualche giorno fa esce una nota di Palazzo Chigi (in una settimana di pochissime parole dal Governo) che lascia intendere un affievolimento del <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/133734/il-governo-mette-mano-al-41bis/" target="_blank">regime 41 bis</a>. Si alza un coro di proteste e una nuova <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20110715&#038;id=39506" target="_blank">nota di Palazzo Chigi corregge il tiro</a>. Ieri la famiglia di un boss deceduto in regime carcerario 41 bis al carcere di Opera presenta <a href="http://palermo.blogsicilia.it/boss-muore-in-regime-di-41-bis-esposto-della-famiglia/51220/" target="_blank">un esposto lamentando la mancanza di cure</a>. E si ricomincia a parlare della &#8220;bestialità&#8221; del carcere duro. Intanto gli avvocati dei collaboratori di giustizia raccontano di come <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/pentiti-di-mafia-spremuti-e-abbandonati/145802/" target="_blank">il Governo abbia abbandonato i pentiti e i loro legali</a>. Chissà cosa avrebbe pensato Paolo Borsellino.</p>
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		<title>LA PROVINCIA DI VARESE intervista Giulio Cavalli</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 10:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[l&#8217;intervista/giulio cavalli «La parola può sconfiggere la mafia» L&#8217;attore sarà sabato alla Schiranna con il suo «Nomi, cognomi e infami». Ingresso gratuito varese«A teatro non esistono condizioni, non ci sono intermediari. Il teatro, così come un certo tipo di giornalismo è inattaccabile. E la parola recitata è la sua forza, l&#8217;arma che mette i mafiosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>l&#8217;intervista/giulio cavalli</em></p>
<p><strong>«La parola può sconfiggere la mafia»</strong></p>
<p><em>L&#8217;attore sarà sabato alla Schiranna con il suo «Nomi, cognomi e infami». Ingresso gratuito</em></p>
<p>varese«A teatro non esistono condizioni, non ci sono intermediari. Il teatro, così come un certo tipo di giornalismo è inattaccabile. E la parola recitata è la sua forza, l&#8217;arma che mette i mafiosi con le spalle al muro». Probabilmente perché per il giovane attore antimafia lodigiano Giulio Cavalli, che è anche scrittore, regista e politico, fare &#8220;teatro civile&#8221; o &#8220;teatro di parola&#8221;  non è mai stata soltanto una scelta, piuttosto una necessità. E lo vedremo all&#8217;area feste della Schiranna, sabato 4 settembre alle 21, ad ingresso libero, nell&#8217;ambito dei festeggiamenti dei lettori di VareseNews, «Anche Io», con lo spettacolo intitolato «Nomi, cognomi e infami».</p>
<p>Autore di testi improntati a mettere in ridicolo un soggetto prettamente tragico come la mafia, Cavalli è un nemico del malaffare. In prima linea, con i suoi spettacoli combatte Cosa Nostra in Lombardia. Una vita blindata la sua. Sotto scorta da quando i criminali si sono resi conto che i loro nemici non stanno soltanto nei tribunali, nelle procure della Repubblica o nelle caserme, ma anche in qualche giornale e soprattutto a teatro.</p>
<p><strong>Giulio, perché nonostante le minacce fai questo lavoro?</strong></p>
<p>Ognuno di noi ha dei limiti personali di compromesso ed integrità. Lo faccio per puntare il dito in maniera forte e diretta sulle organizzazioni criminali, prendendomene tutte le responsabilità ed esponendomi in prima persona.</p>
<p><strong>Stai semplicemente dalla parte delle regole. Eppure quello che fai è diventato straordinario, eccezionale. Non suona un po&#8217; strano?</strong></p>
<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/Schermata-2010-09-01-a-11.40.51.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-3182" style="margin: 5px;" title="Schermata 2010-09-01 a 11.40.51" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/09/Schermata-2010-09-01-a-11.40.51-300x231.png" alt="" width="300" height="231" /></a>La straordinarietà, l&#8217;eccezionalità spesso hanno a che fare con quel &#8220;voyeurismo&#8221; televisivo per cui provo ribrezzo. E&#8217; una curiosità che non serve a nessuno ed è addirittura svilente per chi semplicemente chiede il rispetto delle regole. Che in questo sistema costano care. Io lavoro con le regole, ma anche contro qualcuno. Così uno ci rimette di tasca propria.</p>
<p><strong>Quand&#8217;è che hai cominciato ad impaurire al punto d&#8217;aver bisogno di una scorta?</strong></p>
<p>Questo bisognerebbe chiederlo a loro. Anche se le prime minacce sono arrivate quando è cominciata la mia amicizia con Rosario Crocetta, sindaco di Gela, posto dalla lunga mano, che tiene sotto controllo tutto il lodigiano.</p>
<p><strong>Come lo spieghi ai tuoi bambini piccoli?</strong></p>
<p>Ecco il vero problema. Se fossi stato da solo la mia vita sotto scorta non mi avrebbe dato alcun fastidio. Ma è come se i bambini stessero già pagando.</p>
<p><strong>Veniamo allo spettacolo &#8220;Nomi, cognomi e infami&#8221;?</strong></p>
<p>I nomi e i cognomi appartengono a tutti gli uomini che con le loro storie mi hanno fatto crescere. Gli esempi più alti di come spesso cercare il bello ti metta in una situazione torbida. Si parte dalla strage di Via D&#8217;Amelio col nome di Paolo Borsellino passando per quelli di don Peppe Diana, prete ucciso per il suo impegno contro la camorra, uno che non aveva scelto di andare in guerra, o del magistrato Bruno Caccia assassinato dalla &#8216;ndrangheta. E si chiude con Pippo Fava, giornalista e scrittore ammazzato dalla mafia, troppo politicizzato per essere un teatrante &#8211; come dicevano &#8211; e troppo teatrale per essere un politico. Un po&#8217; come me.</p>
<p><strong>Chi sono gli infami?</strong></p>
<p>Sono quelli che ci costringono a non dimenticare queste storie. Quelli che ci obbligano a raccontarle. Molti di loro sono ancora in giro. E di certo non si meritano l&#8217;oblio.</p>
<p><strong>Cosa distruggerebbe definitivamente la mafia, la &#8216;ndrangheta, la camorra?</strong></p>
<p>In senso più scenografico: parlarne ovunque, davanti a tutti, come sosteneva Borsellino, individuare i malavitosi e impedir loro di lavorare. Ormai lo sappiamo tutti chi sono. E&#8217; questo il nostro scopo: renderli indicabili. In Lombardia poi bisognerebbe rinunciare a quel 2 o 3% di successo elettorale. Ed essere pronti ad una manovra finanziaria della dignità.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Barbara Rizzo</em></p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>31 Agosto, Ivrea: in scena con &#8220;Nomi, Cognomi e Infami&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I fatti, i nomi, le facce di una vita che non ci appartiene e che non ha nè dignità, nè onore, una vita che stride di fronte a quella di persone come Don Peppe Diana, Paolo Borsellino o Bruno Caccia, tutti uccisi per il loro impegno contro la camorra, la mafia e la ‘ndrangheta. Martedì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2009/06/ph_L-6.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1407" style="margin: 5px;" title="ph_L (6)" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2009/06/ph_L-6-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>I fatti, i nomi, le facce di una vita che non ci appartiene e che non ha nè dignità, nè onore, una vita che stride di fronte a quella di persone come Don Peppe Diana, Paolo Borsellino o Bruno Caccia, tutti uccisi per il loro impegno contro la camorra, la mafia e la ‘ndrangheta.</p>
<p><strong>Martedì 31 agosto Castello di Ivrea ore 21,30.</strong></p>
<p><em>In caso di maltempo all’ABCinema d’essai.</em></p>
<p>Cooperativa Rossetorri in collaborazione con La Galleria del Libro e con Libera Ivrea</p>
<p><a href="http://www.lagalleriadellibro.it/">http://www.lagalleriadellibro.it/</a></p>
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		<title>Da Varesenews: gli infami di Giulio Cavalli alla festa di VareseNews</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 09:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si avvicina sempre più &#8220;ANCHE IO&#8221;, la festa dei lettori di VareseNews che si svolgerà dal 3 al 5 settembre all&#8217;area feste della Schiranna. Oltre alla tradizionale area gastronomica in cui a servire sono gli stessi giornalisti di VareseNews, la festa ha un&#8217;area bimbi sempre attiva e propone incontri, spettacoli, concerti e laboratori. Tra le tante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/08/nomi-cognomi-infami.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3126" style="margin: 5px;" title="nomi cognomi infami" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/08/nomi-cognomi-infami-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>Si avvicina sempre più <strong><a href="http://www.ancheio.it">&#8220;ANCHE IO&#8221;</a></strong>, la festa dei lettori di VareseNews che si svolgerà dal 3 al 5 settembre all&#8217;area feste della Schiranna. Oltre alla tradizionale area gastronomica in cui a servire sono gli stessi giornalisti di VareseNews, la festa ha un&#8217;area bimbi sempre attiva e propone incontri, spettacoli, concerti e laboratori.</p>
<p>Tra le tante attività proposte, quella di cui siamo più orgogliosi quest&#8217;anno è però lo spettacolo <strong>&#8220;Nomi, cognomi e infami&#8221; del bravissimo Giulio Cavalli</strong>, che vi proporremo a ingresso libero e gratuito.</p>
<p>Cavalli è un attore, scrittore, regista e politico italiano superpremiato, che da anni porta in teatro scomode come &#8220;Re Carlo&#8221;, dedicato al G8 di Genova, &#8220;Linate 8 ottobre 2001&#8243;, dedicato all&#8217;incidente aereo costato la vita a 118 persone e &#8220;Bambini a dondolo&#8221;, dramma sul turismo sessuale infantile.</p>
<p>A Varese porterà &#8220;Nomi, cognomi e infami&#8221;, un toccante spettacolo dedicato a persone che per il loro lavoro sono state uccise dalla mafia. Cavalli ricorda Don Peppe Diana, il prete ucciso a Casal di Principe per il suo impegno contro la camorra, Paolo Borsellino e il magistrato Bruno Caccia, ammazzato dalla ‘ndrangheta il 26 giugno 1983. Uno spettacolo che vuole far riflettere: la società “civile”, se così si professa, dovrebbe indignarsi e reagire di fronte a qualcosa che non è “normale”.</p>
<p>La capacità recitative di Cavalli e le sconvolgenti verità contenute nel copione, rendono questo evento un appuntamento d&#8217;impatto e riflessione. L&#8217;appuntamento è fissato per <strong>sabato 4 settembre alle 21:00</strong>. L&#8217;area di intrattenimento bambini sarà attiva anche la sera, proprio per consentire ai genitori di godere dell&#8217;appuntamento. Per altre informazioni <a href="http://www.ancheio.it" target="_blank">www.ancheio.it</a>.</p>
<p><a href="http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=180766" target="_blank">http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=180766</a></p>
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		<title>Camilleri e Lodato, un anno di cronache con rabbia</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 22:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esce in libreria &#8220;Di testa nostra&#8221; di Andrea Camilleri e Saverio Lodato (Chiarelettere). Il libro propone i testi di Camilleri e Lodato pubblicati su l’Unità nella rubrica &#8220;Lo chef consiglia&#8221; dal 23 maggio 2009 al 6 giugno 2010. Per gentile concessione dell&#8217;editore ne pubblichiamo due brani. Ma il berlusconismo va denunciato? LODATO - È nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/08/DI-TESTA-NOSTRA_Camilleri-Lodato2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2944" style="margin: 5px;" title="DI-TESTA-NOSTRA_Camilleri-Lodato2" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2010/08/DI-TESTA-NOSTRA_Camilleri-Lodato2.jpg" alt="" width="150" height="232" /></a>Esce in libreria &#8220;Di testa nostra&#8221; di Andrea Camilleri e Saverio Lodato (Chiarelettere). Il libro propone i testi di Camilleri e Lodato pubblicati su </em>l’Unità<em> nella rubrica &#8220;Lo chef consiglia&#8221; dal 23 maggio 2009 al 6 giugno 2010. Per gentile concessione dell&#8217;editore ne pubblichiamo due brani.</em><br />
<strong><br />
</strong><strong><span style="font-size: medium;">Ma il berlusconismo va denunciato?</span></strong></p>
<p><strong>LODATO </strong>- È nato prima il berlusconismo o l’antiberlusconismo? Indovinello non peregrino: l’antiberlusconismo giova o nuoce all’opposizione? Questione spinosa. C’è chi dice che se non ci fosse il berlusconismo non si darebbe, in natura, l’antiberlusconismo; e chi obietta che, dando fiato alle trombe, Berlusconi vincerà all’infinito. Il conflitto d’interessi? Anticaglie. Le frequentazioni piduiste? Idem. Lo stalliere di Arcore? Eroe di Stato. Palpeggiamenti e show internazionali? Papi e Noemi? Non è di gossip che è lastricata la via dell’opposizione. Ma sì, teniamocelo!<br />
<strong><br />
CAMILLERI </strong>- L’antifascismo è nato come reazione al fascismo. Non è sostenibile che l’antifascismo esistesse in natura prima che Mussolini concepisse il fascismo. E l’opposizione al fascismo giovò al regime? O non servì a far capire al mondo cos’era, in realtà, la dittatura fascista? Gramsci e Gobetti, i fratelli Rosselli e Matteotti, avrebbero rafforzato il fascismo? È chiaro che Berlusconi non è Mussolini, ma è pur sempre un pericolo, più o meno strisciante per la democrazia. Molti Soloni della politica hanno sostenuto che demonizzando Berlusconi si fa il suo gioco. E com’è che non si fa il suo gioco? Glissando sul conflitto di interessi che inquina l’Italia? Ignorando le vergognose leggi ad personam? Fingendo di non vedere lo scempio della legalità e dell’informazione? Credo al contrario che sia il tacere a fare il suo gioco. Berlusconi agisce, e lo dimostra in ogni occasione, come un padrone assoluto. Non solo tiene le riunioni per nominare i dirigenti Rai a casa sua, ma ha l’impudenza di dirlo pubblicamente. Tanto, può fare quello che vuole. È come un pachiderma che procede implacabile. E i non demonizzatori, con i loro colpi di spillo, che fastidio pensano di dargli? (27 maggio 2009)</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">La strage di via D’Amelio</span><br />
</strong><br />
<strong>LODATO</strong> &#8211; Domani ricorre il diciassettesimo anniversario della strage di via D’Amelio, a Palermo, in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti Emanuela Loi, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina e Agostino Catalano. Ci sono ancora processi aperti. Si indaga per scoprire i mandanti. Nonostante il lassismo diffuso, la magistratura si ostina a scavare. È un bene che il reato di strage non cada in prescrizione. Ma è pur vero che, in Italia, il mandante è bestia rara, quasi uno yeti giudiziario, sempre avvistato, mai localizzato con certezza. Lei ha mai assistito all’arresto e alla condanna di un mandante? Il mandante è come l’araba fenice?<br />
<strong><br />
CAMILLERI</strong> &#8211; Caro Lodato, ha sbagliato indirizzo. Questa domanda non deve rivolgerla a me, ma a se stesso, dato che lei è un serio storico della mafia. Comunque, rivolto un pensiero di profonda gratitudine a Borsellino e alla sua scorta, sto al gioco. I mandanti, lei dice, sono come l’araba fenice, quella che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa. Il bello è che da noi i mandanti dei delitti per interesse, prima o poi, vengono scoperti. Perché quelli di interesse mafioso, invece no? Va fatta una considerazione: un delitto come quello dell’uccisione di Borsellino, e in precedenza come quello di Falcone e tanti altri magistrati, non è solo ed esclusivamente di mafia. La mafia ne è compartecipe ed esecutrice. Compartecipe, diciamo, al 50 per cento. L’altro 50 appartiene a gente riverita e dal comportamento ufficiale irreprensibile, che gode di favori, agganci, solidarietà, anche dentro le istituzioni. E la rete di protezione è così fitta da essere quasi impenetrabile. Quando Riina manifestò il proposito delle stragi, Provenzano fece un sondaggio segretissimo fra imprenditori, politici e massoni. Provenzano i risultati non li divulgò. Ma il pentito Giuffrè riuscì a sapere che alcuni industriali del Nord si erano dichiarati favorevoli all’uccisione di Falcone e Borsellino. I loro nomi? E qui torniamo all’araba fenice. (18 luglio 2009)</p>
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