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	<title>Giulio Cavalli &#187; Politica</title>
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	<description>Il sito di Giulio Cavalli. Attore, autore, scrittore, consigliere regionale in Lombardia</description>
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		<title>Quello che non c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 15:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Berlinguer]]></category>
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		<description><![CDATA[“La prima, essenziale, semplice verità che va ricordata a tutti i giovani è che se la politica non la faranno loro, essa rimarrà appannaggio degli altri, mentre sono loro, i giovani, i quali hanno l&#8217;interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia” Enrico Berlinguer al 22° Congresso Nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La prima, essenziale, semplice verità che va ricordata a tutti i giovani è che se la politica non la faranno loro, essa rimarrà appannaggio degli altri, mentre sono loro, i giovani, i quali hanno l&#8217;interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia”</p>
<p>Enrico Berlinguer al 22° Congresso Nazionale della FGCI &#8211; Milano Maggio 1982</p>
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		<title>Leaderismo come se piovesse</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 08:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su IL FATTO QUOTIDIANO Questo è un post polemico. Perché ci hanno sempre detto che la politica è “fare” insieme. E studiare le soluzioni, affrontare i problemi, uscirne: insieme. E allora mi chiedo perché nessuno alzi la manina, in questi tempi di continuo congresso per dirigenti (e senza delegati), a domandare perché, al posto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/30/leaderismo-come-se-piovesse/167405/" target="_blank"><em>Pubblicato su IL FATTO QUOTIDIANO</em></a></p>
<p><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/10/528412790.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-9397" title="528412790" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/10/528412790-300x270.png" alt="" width="300" height="270" /></a>Questo è un post polemico. Perché ci hanno sempre detto che <strong>la politica è “fare” insieme</strong>. E studiare le soluzioni, affrontare i problemi, uscirne: insieme.</p>
<p>E allora mi chiedo perché nessuno alzi la manina, in questi tempi di continuo congresso per dirigenti (e senza delegati), a domandare perché, al posto di “insieme”, qui al massimo possiamo avere il privilegio di <strong>stare “con”</strong> qualcuno e impegnarci alle sue spalle, davanti alle telecamere, a fare ciao con la manina per farci notare. Sempre in attesa della prossima “scia” da succhiare.</p>
<p>A domandare perché tutti parlino dei <strong>movimenti fuori dai partiti</strong> e l’approccio più elegante sia un basso tentativo di tesseramento. Perché dovremmo scambiare le dinamiche interne di questo o quel partito per processi che realmente incidano su scala nazionale, e intanto non si riesca a capire la linea su quattro o cinque punti banali: la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/ecco-le-condizioni-imposte-dalleuropa-al-governo-per-la-manovra-di-ferragosto/160779/" target="_blank">lettera della Bce</a>, la Tav e le grandi opere, il mercato che è la mutanda della speculazione e tutte queste altre bazzecole. Perché assistiamo a grandi convegni su ambiente e consumo di suolo e poi siamo pieni in giro per l’Italia di amministratori che contraddicono le linee generali. Perché siamo tornati alla desolazione di dover sapere <strong>“con chi stai” </strong>piuttosto che chi sei.</p>
<p>Ci sono punti su cui non si può mediare, ci sono posizioni che dovrebbero avere una convergenza per creare un <strong>programma</strong>. Perché dall’altra parte almeno sono uniti su impunità, lobby e prostitute, e di qua sembra che sia impossibile accordarci sull’idea che vogliamo avere sulle famiglie.</p>
<p>Quando sono finite le primarie a sbafo qualcuno ci racconta un paio di <strong>idee</strong>? C’è qualcuno che sa immaginare e raccontare un progetto politico senza imporsi come leader?</p>
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		<title>Crisi lavoro: le nostre proposte</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 15:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività Consiliare]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ordine del giorno sottoscritto dalla minoranza. ORDINE DEL GIORNO “ESAME DEI PROBLEMI INERENTI LA SITUAZIONE INDUSTRIALE REGIONALE” Il Consiglio regionale Premesso che in Lombardia permane una situazione pesante sul piano occupazionale, nonostante una flessione del 33% nell’utilizzo della cassa integrazione, ed una leggera inversione di tendenza nelle assunzioni di giovani; la disoccupazione coinvolge ancora più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;ordine del giorno sottoscritto dalla minoranza.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/10/Lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9324" title="Lavoro" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/10/Lavoro-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>ORDINE DEL GIORNO</strong></p>
<p><strong>“ESAME DEI PROBLEMI INERENTI LA SITUAZIONE INDUSTRIALE REGIONALE”</strong></p>
<p><strong>Il Consiglio regionale</strong></p>
<p><strong>Premesso che</strong></p>
<p>in Lombardia permane una situazione pesante sul piano occupazionale, nonostante una flessione del 33% nell’utilizzo della cassa integrazione, ed una leggera inversione di tendenza nelle assunzioni di giovani;</p>
<p>la disoccupazione coinvolge ancora più di centomila lavoratori; aumentano i licenziamenti e gli inserimenti nelle liste di mobilità; interi settori sono coinvolti nella crisi industriali, in particolare l’high tech;</p>
<p>nell’attuale congiuntura necessitano interventi sul piano degli ammortizzatori sociali, ma sopratutto una politica industriale capace di favorire la ripresa utilizzando tutti gli strumenti a disposizione della Regione, a partire dalla legge1/2007 e da quei settori propri della Regione: sanità, trasporti, energia, banda larga, ecc;</p>
<p>Fare squadra, fare rete, significa ripristinare e rinvigorire i tavoli regionali funzionali a politiche attive del lavoro e all’intervento coordinato fra sistema delle imprese, Istituzioni e sistema bancario;</p>
<p>la Lombardia si caratterizza come Regione a forte vocazione industriale e manifatturiera, deve uscire da una fase di progressivo declino per dare prova concreta della sua vocazione per riprendere a crescere: attivando tutte le sedi opportune, e gli strumenti legislativi necessari, per porsi alla testa di una politica industriale funzionale alla ripresa occupazionale e produttiva.</p>
<p><strong>il Consiglio Regionale impegna la Giunta ad:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Attivarsi per prolungare gli ammortizzatori sociali nel 2012;</li>
<li>Rimettere in campo strumenti capaci di far incontrare domanda ed offerta di lavori, recuperando politiche formative utili alle domande che una timida ripresa sembra prospettare, attivando un proficuo rapporto con le parti sociali e gli strumenti della bilateralità;</li>
<li>Incentivare i contratti di solidarietà dando loro più forza e favorendone l’applicazione;</li>
<li>Utilizzare gli strumenti che la Regione ha a disposizione, in particolare Raid, concordando con le parti sociali percorsi necessari per consolidare occupazione e vocazione manifatturiera della Lombardia;</li>
<li>Istituire presso Arifl una cabina di regia con le parti sociali, per monitorare i problemi più acuti del tessuto produttivo lombardo, individuando interventi tempestivi ed efficaci;</li>
<li>Vincolare i bandi della regione, dallo start up all’innovazione, a valorizzare chi con gli stessi bandi crea occupazione aggiuntiva, facendo dell’occupazione un punteggio premiante;</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Definire le norme applicative in grado di attivare da subito le legge sulle varie forme di apprendistato, sia in rapporto alle università che ai diversi mercati del lavoro. Contestualmente va riportata alle sue origini la norma applicativa degli stage e dei tirocini;</li>
<li>Attivare interventi sul mercato del lavoro più fragile: giovani, donne, over 45; agevolando la stabilizzazione dei rapporti di lavoro in particolare per giovani e donne, sperimentando percorsi di flessibilità positive sul versante della conciliazione lavoro- famiglia e favorendo modalità di lavoro, fra cui il part time anche nella PA, ed il telelavoro, tutelando maggiormente le lavoratrici madri;</li>
<li>Incrementare l’occupazione giovanile attraverso gli strumenti dell’apprendistato e dei tirocini, favorendo la stabilizzazione del lavoro dei giovani; sperimentare adeguati percorsi di reinserimento attraverso specifiche opportunità formative per over 45;</li>
<li>a governare le aree dismesse per favorire insediamenti produttivi disincentivando le attività di carattere immobiliare;</li>
<li>sostegno dei distretti e settori che rappresentano il Made in Italy: settore moda e ricerca;</li>
<li>politiche di sostegno al credito per le imprese;</li>
<li>a verificare la sussistenza delle condizioni per l’individuazione delle aree di crisi industriale complesse, in particolare per il settore dell’high tech al fine di poter attivare le misure previste dal DM 24 marzo 2010;</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>da mandato alla Commissione competente di sottoporre al </strong></p>
<p><strong>Consiglio una specifica risoluzione con la quale si individuino:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>gli elementi normativi e programmatori necessari per un rilancio del settore industriale, con particolare riferimento ai settori tessile, edile, meccanico e high tech, coinvolgendo le parti sociali e il mondo accademico per individuare le azioni necessarie per la ripresa produttiva e occupazionale;</li>
<li>le modalità per far evolvere l’attuale iniziativa RAID in una vera e propria cabina di regia, cui partecipino anche le parti sociali, dotata di una struttura tecnica di adeguato profilo professionale, con il compito di monitorare l’andamento di settori e aziende, studiare le tendenze dei mercati, predisporre piani di sostegno finanziario, collegare ai processi di spin off e di trasferimento tecnologico, facilitare e favorire l’intervento di nuove iniziative industriali e imprenditoriali;</li>
<li>uno scenario per gli interventi pubblici sulla banda larga;</li>
<li>lo sviluppo della filiera della green economy;</li>
<li>scenari di regolamentazione e sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili;</li>
<li>quadro normativo e sostegni finanziari, e ipotesi di sostegno e riconversione di specifici casi aziendali o comparti in difficoltà con l’obbiettivo del rilancio della produzione, mantenimento delle aziende e dell’occupazione sul territorio;</li>
<li>quadro della semplificazione normativa e assetto delle infrastrutture e qualità territoriale per favorire l’attrattività produttiva.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Milano, 25 ottobre 2011</p>
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		<title>Quante verità, quanta poca credibilità</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 12:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Cavalli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[carlo lucarelli]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;In Italia esistono almeno quattro verità. La verità giudiziaria, l&#8217;unica che si può raccontare senza venire querelato. Ma mica è detto che sia la verità. Poi c&#8217;è la verità storica. Ma viene revisionata. Poi c&#8217;è la verità del buon senso. Tipo Pasolini che diceva che lui sapeva anche se non aveva le prove. Infine la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;In Italia esistono almeno quattro verità. La verità giudiziaria, l&#8217;unica che si può raccontare senza venire querelato. Ma mica è detto che sia la verità. Poi c&#8217;è la verità storica. Ma viene revisionata. Poi c&#8217;è la verità del buon senso. Tipo Pasolini che diceva che lui sapeva anche se non aveva le prove. Infine la verità politica. Un bel macello. Come si fa a dire che c&#8217;è una storia di cui si sa tutto? Se pensi che non ci si può mai fidare di nessuno, nemmeno degli organi preposti all&#8217;accertamento della verità.&#8221; [Carlo Lucarelli]</em></p>
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		<title>41 BIS: Opera ha un direttore inopportuno. E Riina rimane una vergogna.</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 16:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Giulio Cavalli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività Consiliare]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di opera]]></category>
		<category><![CDATA[giacinto siciliano]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore riina]]></category>
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		<category><![CDATA[sonia alfano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dichiarazione di Giulio Cavalli, consigliere regionale Sinistra Ecologia Libertà &#8220;Apprendo oggi dalla stampa che Giacinto Siciliano, direttore del carcere di Opera, è sotto processo per una brutta storia di rapporti illegali con un camorrista. E pensiamo che ciò sia gravemente incompatibile con la carica da lui ricoperta oltre che lesivo della dignità del regime carcerario del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/09/0000328235.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8842" title="0000328235" src="http://www.giuliocavalli.net/wp-content/uploads/2011/09/0000328235-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a>Dichiarazione di Giulio Cavalli, consigliere regionale Sinistra Ecologia Libertà</em></p>
<p>&#8220;Apprendo oggi <a href="http://www.unita.it/italia/riina-minaccia-i-di-nicola-biondo-i-1.335453" target="_blank">dalla stampa</a> che Giacinto Siciliano, direttore del carcere di Opera, è sotto processo per una brutta storia di rapporti illegali con un camorrista. E pensiamo che ciò sia gravemente incompatibile con la carica da lui ricoperta oltre che lesivo della dignità del regime carcerario del 41 bis, scritto con il sangue dei martiri di questa nostra Repubblica.</p>
<p>Tanto più che, come è scritto a chiare lettere nel rapporto di servizio stilato dopo una visita dell&#8217;onorevole Sonia Alfano, il detenuto d&#8217;eccellenza Totò Riina ha avuto per lui, in mezzo alle pesanti minacce rivolte ai parlamentari, parole di elogio e stima.</p>
<p>E qualsiasi parola di elogio da parte di un uomo come Riina rappresenta una vergogna nei confronti della legalità e della storia democratica di questo Paese.</p>
<p>Prima che arrivi la giustizia, chiediamo quindi a Siciliano un gesto di responsabilità: si sospenda finché non viene fatta chiarezza.</p>
<p>Intanto, come consigliere regionale, mi impegno a vigilare settimanalmente sulla gestione del carcere e invito tutti i miei colleghi a fare altrettanto con sopralluoghi improvvisati, pretendendo di esercitare appieno il nostro ruolo. Saremo il pungolo affinché il direttore si renda conto al più presto della sua inopportunità.</p>
<p>Al signor Riina ricordo che l&#8217;impunità collusa di cui ha lungamente goduto nella sua condizione di detenuto tollerato si concluderà nel momento in cui verrà riconosciuto come pavido prepotente di questi ultimi decenni.</p>
<p>Al dottor Siciliano ricordo che la garanzia di buona detenzione non può permettersi di sfociare in un lassismo nei confronti dei suoi detenuti perché, al di là di ciò che è politicamente corretto, Totò Riina è una vergogna di questo Paese&#8221;.</p>
<p>Milano, 25 settembre 2011</p>
]]></content:encoded>
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