// archives

sonia alfano

This tag is associated with 21 posts

Mafie internazionali

In Europa adesso l’antimafia esiste, adesso. Brava Sonia. So quanto ti è costato  e so quanto è importante. Per tutti.

41 BIS: Opera ha un direttore inopportuno. E Riina rimane una vergogna.

Dichiarazione di Giulio Cavalli, consigliere regionale Sinistra Ecologia Libertà

“Apprendo oggi dalla stampa che Giacinto Siciliano, direttore del carcere di Opera, è sotto processo per una brutta storia di rapporti illegali con un camorrista. E pensiamo che ciò sia gravemente incompatibile con la carica da lui ricoperta oltre che lesivo della dignità del regime carcerario del 41 bis, scritto con il sangue dei martiri di questa nostra Repubblica.

Tanto più che, come è scritto a chiare lettere nel rapporto di servizio stilato dopo una visita dell’onorevole Sonia Alfano, il detenuto d’eccellenza Totò Riina ha avuto per lui, in mezzo alle pesanti minacce rivolte ai parlamentari, parole di elogio e stima.

E qualsiasi parola di elogio da parte di un uomo come Riina rappresenta una vergogna nei confronti della legalità e della storia democratica di questo Paese.

Prima che arrivi la giustizia, chiediamo quindi a Siciliano un gesto di responsabilità: si sospenda finché non viene fatta chiarezza.

Intanto, come consigliere regionale, mi impegno a vigilare settimanalmente sulla gestione del carcere e invito tutti i miei colleghi a fare altrettanto con sopralluoghi improvvisati, pretendendo di esercitare appieno il nostro ruolo. Saremo il pungolo affinché il direttore si renda conto al più presto della sua inopportunità.

Al signor Riina ricordo che l’impunità collusa di cui ha lungamente goduto nella sua condizione di detenuto tollerato si concluderà nel momento in cui verrà riconosciuto come pavido prepotente di questi ultimi decenni.

Al dottor Siciliano ricordo che la garanzia di buona detenzione non può permettersi di sfociare in un lassismo nei confronti dei suoi detenuti perché, al di là di ciò che è politicamente corretto, Totò Riina è una vergogna di questo Paese”.

Milano, 25 settembre 2011

Black bloc

Al Parlamento Europeo. Sonia e Gianni contro la TAV, senza giri di parole.

Grazie Sonia

Perché lo dobbiamo chiarire che continuiamo a lavorare insieme. E quello che mi scrivi vale a parti invertite. Abbiamo tanta strada da fare.

Sonia Alfano senza IDV

Sonia Alfano lancia la sua candidatura a sindaco di Palermo. E questa è la prima notizia. Leggendo bene dice di farlo senza IDV che dovrebbe proporsi invece con Leoluca Orlando. Questa è la seconda notizia.

E’ una questione politica e morale. Di coerenza. Insieme.

23.43 leggo (non avevo dubbi) che Sonia racconta l’imbarazzo del silenzio (assenso) sulla vicenda Minotauro, Piemonte, Porcino ma soprattutto silenzio. E sono contento che siamo insieme.

26 maggio: Giulio Cavalli e Sonia Alfano a Milano e Monza

26 maggio h 18 Milano. Feltrinelli, piazza Piemonte. Relatori: Sonia Alfano, Fabio Repici, Giulio Cavalli, Loris Mazzetti

26 maggio h 21 Monza. Sala Maddalena, Via Maddalena 7. Convegno: “Generazione Antimafia ” Relatori: Sonia Alfano, Fabio Repici, Giulio Cavalli, Pippo Civati.

Di seguito l’introduzione al libro La zona d’ombra. La lezione di mio padre ucciso dalla mafia e abbandonato dallo Stato (Rizzoli):

L’orologio alla parete segna le 21. Mia madre stende la tovaglia sul tavolo della cucina e mi allunga i piatti. Per un attimo, mi fermo davanti alla finestra e guardo in strada: non c’è un’anima, e non perché sia novembre. A Barcellona Pozzo di Gotto è la norma: da una certa ora in poi è deserta, una specie di coprifuoco la trasforma in una città fantasma. Sono loro a volerla così, per aggirarsi indisturbati e farla da padroni.

Sento scattare la serratura della porta di casa, poi il tintinnio delle chiavi posate sul mobile dell’ingresso e la sua voce che saluta: mio padreè tornato. Ma stasera non si ferma a darci un bacio: si infila in corridoio a testa bassa, il volto più pensieroso del solito. Avrà fatto tardi per raccogliere qualche nuova informazione per una delle sue inchieste. Mi chiama dalla stanza dove spesso lavoriamo assieme al computer. Mollo le stoviglie e vado da lui.

La camera è immersa nella penombra: ha acceso solo la lampada da tavolo, che con il suo cono di luce illumina il piano della scrivania ingombro di carte. Lui è in piedi, di spalle, rivolto verso la finestra, le mani affondate nelle tasche. «Ho visto Mostaccio, stasera» dice senza voltarsi. «E che ti ha detto?» «Mi ha offerto trentanove milioni per non scrivere più dell’Aias.»

Trentanove milioni di lire, proprio quella cifra. Allora non può essere un caso. Lo penso, ma non dico nulla. Invece gli chiedo: «Che hai fatto? Li hai rifiutati?». Annuisce, ma poi fa una lunga pausa, come se cercasse le parole: «Mi ha detto che non arriverò al 20 gennaio».

D’istinto con la mano cerco lo schienale di una sedia e lo stringo. «Papà, secondo me ti stai facendo un film. Stai esagerando, stai andando troppo oltre.» Silenzio.

Mostaccio gli ha già «consigliato» di «volere più bene» alla sua associazione, ma questo cos’è? Un ulteriore avvertimento? Una minaccia per spaventarlo? Con i suoi articoli, mio padre sta dando sempre più fastidio a un sacco di gente, ed è già capitato che lo mettessero in guardia. Ma stavolta è troppo grave, non voglio crederci. Sono certa che stia sopravvalutando la cosa, probabilmente si lascia impressionare perché è stanco.

Se invece fosse tutto vero?

«Perché non ci pensi?» mi sento di dire. Il cuore batte perfino più veloce dei pensieri terribili che mi attraversano la mente. Continua a fissare un punto nel buio, fuori dal vetro, sembra inerte: lo devo difendere, non si rende conto. Non voglio che faccia sciocchezze. Ho ventun anni e dentro scoppio di rabbia e di paura. Una paura che non so come combattere, molto più grande delle mie forze.

«Perché non li prendi, questi soldi?…» insisto. E più che un consiglio è una supplica. Si gira verso di me; i suoi occhi mi fulminano: «Come puoi pensare una cosa del genere? Io non posso accettare quel denaro! Io devo continuare a scrivere». Anche la sua è rabbia. E paura. Restiamo a guardarci in silenzio. Mio padre non dice più nulla. Capisce di essere rimasto solo. L’ho appena abbandonato anch’io.

 

Cavalli, Di Pietro, Alfano e De Magistris incontrano i giovani a Perugia

Venerdì 12 Novembre a Perugia si terranno tre eventi di sensibilizzazione sul tema “Il caso Italia: giustizia, informazione, politica“.

Mi auguro ci sia una numerosa partecipazione vista l’intensità del programma della giornata.

Alle h15 si terrà un incontro dei giovani IdV con Antonio Di Pietro, Sonia Alfano, Giulio Cavalli e Luigi De Magistris presso sala dei Notari piazza IV novembre

Alle h18 ci sarà un incontro organizzato dal gruppo Alde, dal Dipartimento Antimafia IdV e da Sonia Alfano con Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris, Giulio Cavalli, Loris Mazzetti, Piergiorgio Morosini, Marco Ligabue. Modera: Francesca Fornario (Sala dei Notari)

Alle h22 la giornata terminerà con il concerto dei Rio presso il Velvet Fashion Cafè

Comunicato Sonia Alfano sull’elezione Cavalli coordinatore di Milano città

Palermo, 11 Lug. “L’elezione di Giulio è una grande soddisfazione ed una splendida notizia, un segnale di forte discontinuità ed un sintomo che la base del partito vuole il tanto auspicato rinnovamento della classe dirigente di Italia dei Valori e della politica più in generale“. E’ il commento di Sonia Alfano (IdV) all’elezione quale coordinatore cittadino di IdV Milano di Giulio Cavalli, giovane consigliere regionale sotto scorta per il suo impegno antimafia. “Giulio Cavalli è un giovane di specchiata moralità e rappresenta la novità, la voglia di riscatto e di cambiamento. Da anni combatte le mafie e il malaffare con impegno e a rischio della propria incolumità. Si avvicinano le elezioni comunali -prosegue- e questo nuovo coordinatore saprà garantire trasparenza e democrazia anche per questa nuova importantissima tornata elettorale. Di certo -conclude Sonia Alfano- per i ‘baroni’ e i ‘dittatorelli’ tira una brutta aria dopo l’elezione di Giulio Cavalli“.

Sonia Alfano

Sonia Alfano aderisce a EXPO NO CRIME

Expo No Crime: Ci siamo!

Aderisco idealmente ma soprattutto formalmente alla campagna “Expo No Crime“, lanciata dal consigliere regionale lombardo di IdV Giulio Cavalli. Da oltre due anni si parla dell’Expo 2015 ma non di quello che sta accadendo tutto intorno a questo gigantesco evento. L’Expo non c’è ancora, eppure i suoi contorni sono già riconoscibili: numerose sbavature mafiose hanno varcato il confine, anche se alcuni (molti, per la verità) stentano ad ammetterlo.

La politica dell’ottimismo nega gli interessi della ‘ndrangheta sul nord Italia, su Milano e sull’Expo.

Se 15 personaggi legati al clan Valle di Reggio Calabria vengono arrestati per aver complottato con politici conniventi per ottenere licenze nell’ambito della riqualificazione per l’Expo, qualcosa che non procede regolarmente deve pur esserci. I capi di imputazione sono: associazione mafiosa, usura, estorsione, intestazione fittizia di beni. Un po’ di tutto, nella Milano ‘senza mafia‘.

L’aspetto più inquietante di questa e di altre vicende risiede nell’omertà che pare aver contagiato irrimediabilmente il nord del Paese; nessuno degli imprenditori taglieggiati, infatti, ha denunciato gli estorsori.

Intanto il sindaco Moratti (che dovrebbe fare attenzione alle ‘belle facce’ presenti alle sue feste elettorali) ed il governatore della Lombardia Formigoni, spendono molte energie per “difendere” Milano dagli antimafiosi, da coloro che vogliono far emergere la verità e che quindi da anni fanno i nomi e i cognomi dei boss e degli imprenditori locali collusi.

Lo spaccato di realtà che salta fuori dagli eventi dei giorni scorsi è indicativo di come sia stato semplice per le cosche infiltrarsi nel tesoro dell’Expo e ed è anche il quadro di una classe di imprenditori che preferisce la collusione (per interesse) alla denuncia.

Il mese scorso il tribunale di Milano ha emesso la sentenza di primo grado per associazione mafiosa nel processo Cerberus, nato da un’inchiesta del Gico della Guardia di Finanza di Milano che ha portato all’arresto dei vertici del clan Barbaro-Papalia, uno dei più potenti dell’hinterland milanese. Insieme ai boss è stato arrestato un imprenditore milanese, Maurizio Luraghi. Moratti e Formigoni ovviamente non ammetteranno mai che esistono imprenditori nati e cresciuti a Milano che hanno fatto proprie le ragioni della ‘Ndrangheta e di Cosa Nostra, eppure è così, che piaccia o no.

Le cosche del nord non sono certo piccole succursali di quelle del sud, anzi. Al nord le mafie hanno piantato le proprie radici e stabilito equilibri niente affatto precari. Sono perfettamente organizzate, esattamente come al sud: boss, politici, imprenditori, massoni. Tutti insieme a formare dei veri e propri clan che seminano il terrore e che condizionano ed inquinano, giorno per giorno, i mercati.

Intorno all’Expo 2015 gravitano talmente tanti capitali e tanti interessi che, se non si interviene tempestivamente, la grande torta verrà equamente spartita tra i numerosi clan mafiosi sparsi sul territorio.

La campagna Expo No Crime è un sintomo di responsabilità politica ma soprattutto di compartecipazione. L’obiettivo infatti è creare uno spazio di libertà e discussione interistituzionale, all’interno del quale si potranno fare domande e cercare le risposte tutti insieme: politici, movimenti, associazioni e singoli cittadini avranno l’occasione di partecipare alla costruzione di un percorso utile a evitare che le mafie possano spadroneggiare nell’ambito dell’Expo.

Del resto non possiamo aspettarci che il governo “del fare” risolva il problema: ha serie difficoltà e grossi ‘impedimenti’ nella lotta alle mafie, anche e soprattutto in Lombardia. Non si spiegherebbe, altrimenti, come sia stato possibile nominare il generale Mario Mori e il colonnello Giuseppe De Donno, entrambi sotto processo a Palermo per mafia, quali consulenti esterni del “Comitato per la legalità e la trasparenza delle procedure regionali“. Pur volendo essere garantisti oltre l’umana immaginazione, queste nomine facevano presagire un futuro pessimo per l’Expo, e sono un insulto alle forze dell’ordine e ai cittadini. Il governo regionale ricalca quello nazionale, che non investe nulla sulla giustizia e approva leggi indegne di essere chiamate tali. Un governo che vuole permettere ai mafiosi di ricomprare all’asta i beni confiscati e che adotta lo scudo fiscale, che idea ha della lotta alla mafia? Un governo che vuole vietare ai magistrati di utilizzare uno strumento fondamentale (lo dimostrano le indagini degli ultimi vent’anni) come le intercettazioni, vuole sconfiggere il cancro mafioso? Gli italiani non credono più alla barzelletta del “siamo tutti intercettati“, e sanno perfettamente che quando un latitante viene preso e portato a scontare la propria pena il merito è delle forze dell’ordine e della magistratura, non del Presidente del Consiglio o del Ministro della Giustizia. In Italia, peraltro, questi due personaggi, Berlusconi e Alfano (noti frequentatori di boss mafiosi), obbligano le due suddette categorie, che al loro contrario dimostrano ancora un nobilissimo senso dello Stato, a patire e a rimetterci di tasca propria, grazie ai tagli indiscriminati di un esecutivo criminogeno.

Per adesioni: exponocrime@gmail.com

http://www.soniaalfano.it/blog/2010/07/05/expo-no-crime-ci-siamo/

Le mie foto, i miei posti

  • Giornata di formazione con Libera al Liceo Cavalieri. Per saper scegliere.
  • La campagna di disarmo.org per dire STOP ai caccia F35: 183 asili spesi in armi.
  • Gli ultimi preparativi della scena. Anche stasera l'innocenza di Andreotti. Sul palco.
  • Andiamoci a prendere il cambiamento. Senza paure ma con l'orgoglio in questo tempo di grigi di essere differenti. Per costruire un 'sentire' comune come nuovo, urgente bene comune.
  • Un po' di sole, una raggera d'angelo, | e poi la nebbia; e gli alberi, | e noi fatti d'aria al mattino. (Salvatore Quasimodo, Acque e terre)
  • Potrebbe essere perfettamente lo 'stato' del Teatro italiano
  • In camerino del Teatro Asta di Vicenza. Con Libera per salire in scena con i nomi, i cognomi e gli infami e provare ad esercitare la memoria, e non limitarsi a commemorarla.
  • Dormo per gran parte dei giorni del mio anno in stanze in affitto per una notte o due. Se perdessi una briciola a notte sarei come Pollicino a contare le tappe sperando in un buon arrivo. Ed è una favola misteriosa e buona.
  • La scenografia che sogno per il mio nuovo spettacolo.
  • Un tramonto da bilancio di fine anno.
  • Questo Natale scopro una passione innata per le cose sgarruppate. Sono la bellezza da confiscare.
  • Albero
  • L'ultimo punto dell'ultima pagina del mio ultimo libro. Adesso mi dedico a me, alla mia famiglia, (alla mia malattia) e ai tanti che mi sono sempre vicino.
  • I banchi della maggioranza mentre di discute il bilancio.
  • Angoli di camerino negli angoli d'Italia
  • Preoccupazione pre spettacolo
  • Ultime prove a Grugliasco
  • Vivere saltando per hotel

Twitter

Aggiornamenti Twitter

Ultimi articoli

train
Sono tornato alla torre-faro al binario 21
febbraio 3, 2012
By Giulio Cavalli
green-hill-610×443
Green Hill: dalle parole ai fatti. Subito.
febbraio 2, 2012
By Giulio Cavalli
dbf38d4f97abb8ef843a32ffd8c16913_XL
In movimento contro le spese militari
febbraio 1, 2012
By Giulio Cavalli