«Il suo è un “antiracket culturale” consapevole che le difficoltà della stagione che il nostro Paese vive, lungi dall’imporre il silenzio, richiedono – qui e ora – la parola».
Così Giancarlo Caselli, insigne magistrato, ed esperto di malaffare e stragi contro i quali combatte in prima linea da oltre 40 anni, ha voluto manifestare la propria solidarietà a Giulio Cavalli.
Nel nostro Paese accade di tutto, lo sappiamo bene. Accade anche che un attore, “colpevole” di aver detto come stanno le cose, venga minacciato, perseguitato, intimorito, sino ad aver bisogno, per continuare a vivere, che la sua incolumità venga garantita dalle forze dell’ordine.
È la storia di Giulio Cavalli, 33enne lodigiano, attore teatrale e padre di due bambini ancora piccoli.
Il palcoscenico percepito come impegno morale e civile, il teatro di denuncia, la volontà di capire e di dire. Nell’aprile del 2006 Cavalli riceve la prima mail “minatoria”, scritta «con l’ortografia di un nano culturale». Nel corso del nostro incontro, gli chiedo cosa abbia pensato in quel momento, mi risponde: «niente, o meglio, a tutte le persone minacciate ma in ombra, a rischio, che continuano a vivere facendo il proprio lavoro».
“Nomi, cognomi e infami” è il titolo del suo coraggioso spettacolo teatrale, adesso diventato un libro.Musiche, monologhi e storie che si alternano sul palco per narrare di mafia, camorra, soprusi e ingiustizie. Ma anche per testimoniare che sono sempre più numerosi coloro che non si piegano, e che non è stato vano il sacrificio di uomini quali Peppino Impastato.
Gli spettacoli di Cavalli si ispirano al presente, alla volontà di caratterizzare il teatro come strumento per impedire che pagine importanti della nostra storia si perdano nell’oblio. Non solo la malavita organizzata. La strage di Linate, il dramma del turismo sessuale infantile, la corruzione alimentata dalla promessa di un posto di lavoro, lo sfruttamento dei più deboli.
La bravura di Giulio Cavalli sta nell’evidenziare, con la giusta dose di razionalità ed ironia, l’arroganza del potere mafioso, degli “infami”, ovvero di «coloro che hanno schiacciato il grilletto, mandanti, fiancheggiatori, indifferenti».
Ribellarsi è possibile, reagire è necessario. Ed è incoraggiante che un ragazzo proveniente dall’entroterra lombardo ribadisca con forza che «la mafia non è un fenomeno circoscritto solo alla regione Sicilia. È ovunque».
D’altra parte, Giulio Cavalli ha scritto che «ridere di mafia è una ribellione incontrollabile, perché – aggiunge – il presunto “onore” degli uomini di mafia deriva dalla paura. Sono persone comiche nel senso ridicolo del termine». É solo ridendone, con la giusta consapevolezza che si può distruggere la loro forza.
Se c’è qualcosa che più di tutto racconta il “lombardismo negazionista” sulla questione mafie al nord è la comicità (tragica) delle reazioni. arrivo a Pavia per un (bel) incontro sul tema mafie organizzato dal PD locale. Essendo a Pavia parlo (ovviamente) dei rapporti tra Chiriaco e Abelli (cose scritte e riscritte ovunque) e si accende subito lo sdegno. Come volevasi dimostrare.
Rho, 27 gennaio 2010. Il video dell’incontro.
Progetto Educativo Antimafia 2009-2010
Presenta: Vito Lo Monaco (Presidente Centro Pio La Torre)
Relatori: Alessandra DINO, Renate SIEBERT
Interviene Giulio CAVALLI
Modera: Vincenzo VASILE
Cinema Teatro Golden Palermo
Nella trasmissione ITALIA IN CONTROLUCE Daniele Biacchessi intervista Giulio Cavalli. Puntata del 18/01/2010
Giulio Cavalli ospite di Antonello Piroso a NIENTE DI PERSONALE legge un estratto dello spettacolo A 100 PASSI DAL DUOMO
Cavalli scende in politica con l’Idv: “Non ci sto a fare la vittima”.
L’attore teatrale sotto scorta per i suoi spettacoli contro la mafia si candida alle regionali con il partito di Antonio Di Pietro
Lunedí 11.01.2010 19:33 di Francesco Oggiano
“Faccio una scelta di quelle impopolari. Se avessi una grande azienda di marketing sicuramente si metterebbe le mani nei capelli”. Pesa ogni parola, Giulio Cavalli, per annunciare la sua discesa in politica. L’attore e regista teatrale di Tavazzano, in provincia di Lodi, è il candidato alle prossime Regionali in Lombardia per l’Italia dei Valori.
L’ATTORE SOTTO SCORTA DALLO SCORSO APRILE – “Mi accusavano di essere un teatrante politico: bene, ora sarò un politico teatrale”. Protagonista del teatro civile lombardo, ha curato ed è stato protagonista di spettacoli dedicati a temi d’attualità (il turismo sessuale prima e la strage di Linate poi) e alla criminalità organizzata, con “Do ut des – riti e conviti mafiosi”, del 2006, e con “A cento passi dal Duomo”, monologo dedicato alla presenza della ‘Ndrangheta in Lombardia. Per i suoi testi, pieni di nomi e aneddoti riguardanti le connivenze dei politici con i mafiosi, Cavalli vive sotto scorta dallo scorso aprile.
“E’ SOLO UN ALLARGAMENTO D’IMPEGNO” – Ora, la svolta. “Ma ci tengo a precisarlo – spiega ad Affaritaliani.it – Questo non è un cambiamento di programma: è solo un allargamento d’impegno. L’impegno che porterò in politica sarà lo stesso che porto sul palco, sul blog o sui giornali”. La decisione gli è parsa quasi naturale: “Nel momento in cui sembrava che gli accorati segnali che mandavo dal palco fossero abbastanza sterili, ho deciso di buttarmi in quella che dovrebbe essere l’attività per eccellenza, la politica con la P maiuscola”.
“NON VOGLIO FARE LA VITTIMA” – Cavalli non ci sta a essere confinato nel ruolo di artista sotto scorta: “La molla è stata la grandissima soddisfazione di prendersi delle responsabilità. Non voglio rimanere nel ruolo di vittima. Un ruolo che in questo Paese sembra che venga assegnato a chiunque viva in condizioni come la mia”.
LA SCELTA DELL’ITALIA DEI VALORI – Per farlo ha scelto l’Italia dei Valori, per almeno tre buoni motivi: “Anzitutto perché l’Idv me l’ha chiesto; poi perché qui ho gente come Luigi De Magistris e Sonia Alfano, con cui condivido modi e ideali già da tempo; infine perché mi riconosco pienamente nei dieci punti fondanti del partito”. L’obiettivo, se sarà eletto, è semplice: “Proverò a raccontare la realtà. Voglio demolire questa grossa bugia che riveste la Lombardia, come se si avesse paura di sporcarla. In realtà questa regione ha fatto del lavoro, del sacrificio e dell’onestà le sue caratteristiche fondanti. E solo queste le permetterebbero di avviare una battaglia concreta contro chi in modo criminale vuole
(L’articolo è tratto da AFFARIITALIANI.IT)
Testo:
Con la candidatura di Giulio Cavalli alle regionali in Lombardia, Italia dei Valori dimostra ancora una volta di aprire le porte agli italiani di valore, in questo caso ad un lombardo di valore, che io sostengo in modo convinto.
Un attore, un cittadino, un lombardo, un italiano, un appassionato dell’Unità d’Italia e quindi vicino, anche, alle sofferenze del popolo meridionale e che sostiene temi a me molto cari. Innanzitutto quello del contrasto al crimine organizzato, quindi la difesa della legalità, ed è per questo suo contrasto nella sua attività professionale alle illegalità e al crimine organizzato che Giulio Cavalli da tempo vive sotto scorta ed è minacciato dalla ‘ndragheta, ed è per questo, ma non solo per questo, che egli avrà il mio massimo appoggio, per queste regionali.
Io sono contento che abbia intrapreso anche lui, come me e come altri, un percorso in Italia dei Valori per il cambiamento della politica in Lombardia, in tutto il Paese ed anche il Europa come stiamo facendo.
Giulio Cavalli è sensibile ai temi della solidarietà, della legalità, del lavoro, dello sviluppo, dell’ambiente. Io sono convinto che porterà un grande contributo. Le donne e gli uomini della Lombardia devono sostenerlo, perchè con la sua elezione faremo un passo avanti per la trasformazione della politica come luogo in cui si realizza l’effettivo mutamento della società verso il perseguimento degli interessi collettivi.
Quindi è un appello per il voto a Giulio Cavalli sentito e convinto, da parte di chi prima di lui ha cominciato un percorso nella Politica in difesa della legalità e contro il crimine organizzato e la corruzione che stanno corrodendo le fondamenta democratiche del nostro Paese.
Qualche mese fa avevo chiesto a Giulio Cavalli un impegno molto forte, un impegno notevole, un impegno che non deve spezzare quello che è stato il suo fino ad oggi, in prima persona vissuto soprattutto attraverso l’arte ed il mondo del teatro. (continua…)