Comunicato stampa in risposta alle intimidazioni subite

Lodi, 2 agosto 2008
Dichiarazione dell’attore Giulio Cavalli in risposta alle intimidazioni e minacce legate allo spettacolo teatrale sulla mafia “Do ut des” recapitategli in modo anonimo nei mesi scorsi

“In seguito alla prima del mio spettacolo teatrale “Do ut des, riti e conviti mafiosi” (Teatro alle Vigne, Lodi, 27 marzo, e Teatro Franco Parenti, Milano, 12 maggio), spettacolo che ha ospitato anche un intervento del giornalista di Telejato, Pino Maniaci, sono stato oggetto di minacce e intimidazioni anonime. Nella specie, una e-mail e il disegno di una bara sulla porta del mio teatro. Intimidazioni comparse in coincidenza con la prima dello spettacolo e con l’organizzazione di alcune repliche in Sicilia a partire da Alcamo, prossimo 29 agosto, e a seguire Corleone, Cinisi, Palermo e Gela, quest’ultimo comune anche produttore dello spettacolo nella persona del sindaco anti-mafia Rosario Crocetta.
Al momento attuale né noi né le forze dell’ordine, che hanno reso operativo per me un programma di protezione, siamo in grado di stabilire chi siano i responsabili di questi gesti. Ritengo di non dare importanza immeritata all’atteggiamento così codardo e nello stesso tempo violento di persone anonimamente banali. Questo anche per il rispetto che porto nei confronti del pericolo reale che corrono quotidianamente i miei compagni di viaggio in questo spettacolo: Pino Maniaci con la sua Telejato, Rosario Crocetta con il suo impegno per la legalità, Giovanni Impastato e tutti gli altri.
Con il dubbio che comunque non sia una priorità delle organizzazioni mafiose bloccare il nostro spettacolo, continuiamo con il nostro lavoro, con i migliori auguri e malauguri che ci possano capitare”
Giulio Cavalli

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3 Commenti

  1. Marco Crespiatico

    Ciao, non ho visto "Do ut des", ma dai pochi accenni che si trovano sulla rete evidentemente hai colto nel segno. Le parole possono essere mazzate, soprattutto quando toccano una base, che in questo caso non è l'economia ma l'onorabilità, la fiducia. E lo sberleffo è un arte, come insegnava Dario Fo. Naturalmente spero anche che tu abbia ragione quando dici che probabilmente non è così importante per la mafia da scomodarli… è triste però che a parte – mi sembra – Rai3, i grossi media non trovino mai il tempo per parlare di queste cose. Certo, tra una partita di calcio e un vip in Sardegna non rimane molto tempo per la gente che lavora e che cerca di cambiare qualcosa. E lo dico da giornalista che, devo ammetterlo, non ha saputo nulla delle intimidazioni finché una amica non me lo ha segnalato attraverso il sito della Provincia di Lodi. Continua così. E il prossimo spettacolo non me lo perdo.

  2. mauro tor

    Ho letto sul cittadino quello che ti è successo.
    Ti esprimo a mia solidarietà e quella del gruppo dirigente si Sinistra Democratica del lodigiano.
    Buon lavoro.

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