Conferenza stampa di presentazione della candidatura con Antonio Di Pietro

Lunedì 11 gennaio alle h 11:00 presso la sede Idv sita in via Felice Casati 1/a – Milano si svolgerà la presentazione della candidatura di Giulio Cavalli alle elezioni regionali 2010.

Saranno presenti:

GIULIO CAVALLI
attore, scrittore e regista
candidato alle elezioni regionali 2010

ON. ANTONIO DI PIETRO
Presidente Italia dei Valori

ufficiostampa@giuliocavalli.it

Un commento

  1. Carissimo Giulio,

    ci siamo già conosciuti una sera a Paderno Dugnano, quando ancora non eri sicuro di accettare la proposta di candidatura.

    Sono in guatemala e tornerò per il 14 gennaio, sarò presente in spirito alla presentazione della tua candidatura.

    L’Italia dei Valori è stato il partito che ho scelto come strumento per costruire un mondo solidale, giusto, democratico. E ripenso a questo anno 2009, a tutto l’impegno profuso, che ha avuto come risultato finale la mia espulsione dal partito.

    Io nella mia vita non ho mai fatto carriera, ho sempre denunciato soprusi ed ingiustizie e sono stato spesso espulso, allontanato, sospeso, punito. Non per questo considero fallimentare la mia esistenza: anzi, sono orgoglioso di aver sempre pagato di persona, di aver speso il mio patrimonio per i poveri, di non aver mai “piazzato” nelle mie associazioni, cooperative, fondazioni, partiti: mogli, figli, amiche, amici.

    Ringrazio chi mi ha capito e mi ha accompagnato in questo difficile cammino, coloro che hanno condiviso con me perdita di tempo, denaro, amicizie senza guadagnar nulla.

    In questo anno 2009 il gruppo che si è costituito e che ha voluto chiamarsi “L’altra Italia dei Valori” ha continuato a credere che si debba lavorare per una Politica coraggiosa dalla parte degli ultimi, contro ingiustizie, clientele, approfittatori, sia nel Mondo, come nel nostro Paese, come nella nostra casa comune (Italia dei Valori).

    Un saluto particolare agli amici di Saronno Dario Borghi, collega di espulsione, Virgilio Grassi, Tino Fontana, perché non cedano alla tentazione di lasciare il partito nelle mani dei proconsoli del segretario.

    Abbiamo scelto di continuare a lavorare per un partito che ci ha sospesi, espulsi, che ci ha rifiutato l’iscrizione dopo anni di servizio.

    Abbiamo trovato come premio sulla nostra strada in tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia molte belle persone, spinte come noi dallo stesso ideale, dalla volontà di un mondo giusto e di un Paese pulito, con il nostro stesso coraggio e disponibilità a pagare di persona: Abbiamo oggi la certezza di spendere il nostro tempo per una causa nobile e la speranza che il nostro sacrificio non sarà vano.

    A tutti loro giunga il mio fraterno saluto e ringraziamento.

    Mi sono chiesto da tempo perché persone che io stimo ed a cui voglio bene non sono arrivate alle mie stesse conclusioni o non hanno ritenuto di esporsi direttamente in questa lotta pacifica e non violenta per la democrazia interna.

    Penso ai carissimi amici Cesare Giuffrè e Nicola del Vecchio che ringrazio per non aver avuto vergogna a salutarmi affettuosamente il giorno dell’ultima assemblea di dicembre 2009.

    Penso a Marco Bertoldo, membro del direttivo provinciale, che non ha detto una parola in mia difesa quando sono stato espulso e che mi parla solo quando non è presente il segretario Milani. Peccato vedere un giovane di talento così conformista: sarà preoccupato per la sua carriera?

    Penso a chi mi ha scritto dicendomi: “sto con il segretario”, facendomi capire che oggi sono contro di me ma che se domani la musica cambiasse, allora …..

    Penso a quelli che non hanno voluto difendere la democrazia interna, tacendo su un processo collettivo a sei iscritti a cui non è stato permesso difendersi. Infatti noi siamo stati condannati da chi, pur essendo parte in causa, ha svolto contemporaneamente il ruolo di Pubblico Ministero, Giudice di Corte d’Assise e Giudice di Corte d’Appello.

    Costoro pensano di essere con il segretario, con il potere quindi, sempre e comunque, senza riflettere se rappresenta il bene o il male, la speranza di un Italia migliore o gli interessi di una famiglia. Peccato per loro, quante intelligenze sprecate.

    Penso a Roberto Brandalesi che mi ha accusato pubblicamente di essere andato a Luino a parlar male del partito. Sarà in buona fede? Mi avrà veramente visto? Ho per caso io uno sdoppiamento della personalità che mi porta a commettere azioni di cui poi non ricordo nulla? O forse Roberto vuole solo diventare coordinatore della zona nord in sostituzione di Gennaro Gatto che si è dimesso dopo l’intervento di Massimo Donadi contro Luigi De Magistris? Forse Roberto ha solo obbedito ad un ordine del segretario come il ”soldato” Eliseo?

    Penso a questo anno 2010 che incomincia oggi e che vedrà l’Italia dei Valori che dovrà scegliere nel suo congresso di febbraio cosa vorrà fare da grande?

    Sapremo raccogliere le sfide che ci vengono dalla Società Civile, dal Movimento Cinque stelle, dal Popolo viola, da Salvatore Borsellino o vorremo continuare ad imbarcare personaggi della vecchia politica degli inciuci, degli intrallazzi, delle clientele solo perché portano in dote pacchetti di voti?

    Avremo il coraggio di far pulizia interna o vorremo continuare ad ingannare ed umiliare tante persone oneste che ancora credono in noi truccando assemblee e congressi come ha fatto Ivan Rota a Varese?

    Vorremo continuare a consentire ad alcuni personaggi di continuare a gestire il partito, la nostra casa comune come la propria famiglia, la propria cartoleria, il proprio albergo, il proprio ufficio?

    A Roma, al No Berluscon day, abbiamo portato 49 persone, solo 3 del partito, 46 della società civile. Ciascuno di loro ha pagato almeno 40 Euro ed affrontato 16 ore di viaggio per poter manifestare il proprio diritto di cittadinanza. Non è stato possibile andare assieme a Roma: il partito a Varese era spaccato: è solo colpa nostra?

    Un amico è andato da solo in auto ed ha partecipato alla manifestazione con le Agende Rosse di Borsellino. E gli altri confratelli del partito sono andati a Roma? Con chi e come? Un’altra occasione mancata per l’unità.

    Un saluto in occasione del nuovo anno 2010 infine a coloro che non mi salutano più o che approvano la mia espulsione.

    Non porto loro rancore: li capisco. Non tutti sono entrati in un partito perché credono in un mondo migliore. Alcuni cercavano compagnia in alternativa al circolo o alla solitudine della televisione, altri si sono accontentati di un ruolo passivo e di un piccolo potere locale, altri sono “amici di famiglia” ed infine altri semplicemente sono abituati così da nove anni e sono ostili a qualsiasi cambiamento.

    A loro un augurio: che questo nuovo anno 2010 spazzi via tutto il ciarpame ideologico e culturale dietro al quale si nascondono, che riflettano che la vita è breve e che il Padreterno, per chi ci crede, ci chiederà conto di come abbiamo speso i nostri talenti. E sarà triste per loro dover raccontare che hanno vissuto emulando la figura tragica del ragionier Ugo Fantozzi, oltretutto senza ricevere neppur uno stipendio. E sarà ancor più triste per loro dover constatare che, difendendo strenuamente cartolai ed albergatori a loro, nuovi Fantozzi, sarà rimasto invece un bilancio della vita in rosso e la vergogna di non essersela neppure goduta. Cornuti e mazziati, che triste sorte!

    A presto, tanti auguri Giulio, siamo con te.

    ALBERTO BOSCHI

    Missionario diocesano ambrosiano in Nicaragua, perseguitato politico del governo di Daniel Ortega

    Imprenditore sociale al servizio degli ultimi

    Cittadino e democratico, iscritto all'Italia dei Valori, tessera 9118,

    espulso dal partito

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