Avanguardie.info intervista Giulio Cavalli

di Vincenzo Sbrizzi

23 pallottole davanti al Teatro Oscar, dove Giulio Cavalli porta in scena un testo di Fo. Non siamo a Corleone, né a Scampia, ma nella leghissima Milano, e Giulio Cavalli non è un giornalista, un magistrato oppure un collaboratore di giustizia. Giulio Cavalli è un attore teatrale, che parla di Mafia al Nord, dove la Mafia non esiste (ufficialmente).

32 anni, da tre anni sotto scorta per le sue denunce contro il sistema mafioso del “motore d’Italia”. Le 23 pallottole ritrovate davanti il teatro milanese sono solo gli ultimi atti intimidatori di una lunga serie.

A dare fastidio è la discesa in politica di Giulio, candidato indipendente di Italia dei Valori per la Regione Lombardia. Soltanto pochi giorni fa,nella sede cittadina dell’Idv erano giunte una telefonata di minacce ed un proiettile era stato ritrovato davanti la sede di via Lepontina.

Ancora, volantini intimidatori sulle auto parcheggiate nei pressi della banca dove il gruppo di sostenitori di Giulio Cavalli ha aperto un conto corrente.

Mafia a Milano, la capitale del Nord, distante molte miglia dalla Corleone di cui parla Giulio Cavalli nei suoi monologhi. Eppure, alle “bestie ignoranti” dei mafiosi dà estremamente fastidio che si parli di loro. Cavalli lo ribadisce: la Mafia non vuole colpire lui, ma il suo pubblico.

La Mafia ha il terrore che la gente sappia, si informi, capisca le dinamiche del potere mafioso anche nella capitale economica italiana. Stanno arrivando grandi finanziamenti per l’Expo del 2015 e molti Pm, da oltre un anno, stanno lanciando l’allarme per l’infiltrazione delle Cosche della ‘Ndrangheta negli appalti e nelle gare per l’evento.

Cosa vuole Giulio Cavalli?

«che non si parli più di coincidenze e che tutti comincino a capire che questi segnali sono pericolosi, perché coloro che li causano si sentono talmente impuniti da non preoccuparsi minimamente delle conseguenze delle loro azioni»

http://www.avanguardie.org/intervista-giulio-cavalli

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