L’IMPEGNO DI GIULIO CAVALLI

Domenica 21 marzo Cesate ha ospitato Giulio Cavalli.

Questo nome giungerà nuovo a chi si tiene aggiornato soltanto tramite i mezzi d’informazione “convenzionali”, ma per quelli che sfruttano altri canali, come il web, Giulio Cavalli rappresenta il nuovo che avanza, una ventata d’aria fresca in questa politica stantia che propina nomi e facce provati dall’usura del tempo, che restano aggrappati al capezzolo della politica non per vocazione, ma per tornaconto personale.

Giulio Cavalli ha 32 anni e non ha un passato politico, ma possiede un notevole pedigree di impegno sociale: i suoi innumerevoli spettacoli teatrali denunciano il malaffare e il malfunzionamento in un paese (in nostro), in cui Stato e Mafia sono diventati un binomio inscindibile, anche grazie alla dilagante indifferenza di buona parte della popolazione.

Con lo spettacolo intitolato “Cento passi dal Duomo”, Cavalli sta cercando di portare ai cittadini lombardi una verità scomoda: la Mafia ha allungato i suoi tentacoli sull’Expo 2015, e le flebili smentite del politicante di turno non sono che la conferma di questo fatto.

“Parlare di criminalità organizzata comporta dei rischi e delle reazioni”, sia da parte della mafia sia da parte di quel mondo politico colluso.

Cavalli parla chiaro: “È un problema esistente e serve azione e la parola è azione”.

Non ha paura di fare nomi e cognomi dei personaggi affiliati alle organizzazioni criminali: Pirolli, Barbaro, Papalìa e Liggio, non sono che una parte irrisoria della lista di questa mafia sempre meno visibile, che per entrare nel XXI secolo ha messo nell’armadio coppola e lupara, rimpiazzandole con giacca, cravatta e ventiquattrore.

Ma la mafia non è tutto, specie in Lombardia. Infatti Cavalli non si lascia sfuggire l’occasione di rammentare la privatizzazione selvaggia perpetrata dal governatore Formigoni, emissario di Comunione e Liberazione, organizzazione che ha sempre più interessi nel territorio, in particolare nella sanità e nell’istruzione privata.

La genuinità di questo ragazzo non sta soltanto nelle belle parole snocciolate per la platea, ma nella concretezza delle sue idee, già visibile in ben due proposte di legge di cui si fa portatore: una che riguarda l’ecosostenibilità degli edifici pubblici, grazie alle energia alternative, come il fotovoltaico; l’altra riguarda la limitazione del consumo del suolo, per impedire la cementificazione selvaggia del territorio, che, ricorda Cavalli, “non è proprietà della maggioranza di turno, ma è proprietà dei cittadini”. Limpido, perentorio e carismatico.

Lo si potrebbe ascoltare per ore, senza stancarsi della sua verve, che lascia spazio anche a qualche scampolo di satira, che aggiunge brio al suo discorso.

Legare il suo impegno sociale all’attività politica non è stata una scelta facile. È stato necessario l’incoraggiamento (e l’insistenza) di Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Antonio Di Pietro per riuscire a fargli “prendere una posizione”.

“La bellezza di un impegno”, slogan della sua campagna elettorale, racchiude in sé una missione: tendere allenata la memoria degli italiani, sempre più lacunosa e minata dall’informazione di regime.

Guardarlo in faccia significa guardare un futuro migliore, fatto di giovani che vogliono dare il loro indispensabile contributo per il bene del proprio paese, disinteressati al guadagno e votati al coinvolgimento della società, troppo spesso abbandonata a se stessa a fine campagna elettorale.

Sonny De

http://lemanineicapelli.ilcannocchiale.it/post/2459574.html

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