L’acqua pubblica e il valore della collettività

Ho già avuto modo di dire quanto l’acqua pubblica sia (e debba rimanere) un bene comune e un diritto umano e debba essere garantita dalla pubblica amministrazione con la massima qualità. Mi sono impegnato (e lo farò nel Consiglio Regionale) a chiedere che questo punto venga scritto nello statuto della Lombardia.

Oggi ho ricevuto la lettera del Comitato promotore del referendum sull’acqua che chiede che la battaglia per l’acqua pubblica non diventi un’argomentazione strumentale di partito e sono assolutamente d’accordo con loro.

Ci sono dei valori (che siamo chiamati a difendere con i denti) che pretendono un’urgenza e un’unione che sfondino i muri dei partiti e delle associazioni: i diritti negati sono un unico confine in cui o si sta da una parte o dall’altra, tutti insieme. Lo scippo del diritto all’acqua pubblica deve seminare un corteo di “esigenti” che sventolano tutti  in alto lo sdegno e l’appetito per l’obbiettivo.

Se è vero come spiega Marco Bersani che “la coalizione che appoggia i referendum è la più ampia aggregazione formale di movimenti, associazioni laiche e cattoliche, forze politiche e sindacali che si sia mai riunita intorno a un tema simile” confido che IDV, TUTTE le associazioni e TUTTI i partiti (ancora di più oggi che è terminata la “raccolta” elettorale) riconoscano il valore dell’impegno comune per un bene comune. Ognuno mettendo in moto, senza esibizionismi, la propria professionalità e i propri luoghi d’azione.

4 Commenti

  1. Enrica Noseda

    Io penso che tu debba portare avanti su due fronti la battaglia.

    Una sul fronte regionale ma, una, e penso sia la più importante all'interno dell'Idv in quanto l'idea del partito di portare avanti da solo la battaglia, per una chiara voglia di protagonismo, potrebbe gravemente nuocere alla stessa

    L'acqua non può che essere considerata un Bene Primario Comune e quindi non può che essere oggetto di una battaglia condivisa

  2. Benedetto

    Non ci sono ma he tengono, l'acqua come l'aria non può essere privatizzata. Chi parla di FEDERALISMO FISCALE non doveva votare una legge che toglie ai comuni il diritti di gestire i propri acquedotti e dividere le spese di gestione. L'aqua in LOMBARDIA è una ricchezza che non può essere ceduta ai privati, quella scorre dalle montagne delle nostre valli, dico NOSTRE VALLI.

    I privati intesi come complessi economici, non possono impadronirsi delle nostre terre, delle nostre strade, dell'aria che respiriamo. La terra, l'aqua, l'aria e il sole è un bene di tutti. ANCHE IL LAVORO, che oggi scarseggia, perchè gestito da questo potere economico, che lo distribuise solo se può trarre enormi profitti. LO STESSO DICASI PER L'ACQUA, rischiamo di morire di sete se non la paghiamo salata.

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