Cavalli su LA PROVINCIA DI COMO: «Anche lo spinello del sabato alimenta il mercato della mafia»

Il consigliere Cavalli ai ragazzi: «Ragionate prima di comperare borse false»

«Toglietevi dalla testa questo antisbirrismo, levatevi dalla mente che lo spinello che vi fate al sabato sera non vada ad alimentare la mafia e che la borsa falsa che comprate dai marocchini non favorisca lo stesso mercato».

Giulio Cavalli è un attore, consigliere regionale, che gira con la scorta e, per motivi di sicurezza, non può tenere suo figlio minore in auto. Li ha incantati tutti, gli studenti, zitti e muti nell’aula magna del Politecnico di via Valleggio. «Smettetela di pensare a gente come Provenzano come a un mito. Provenzano era un vecchietto, che viveva in una stalla puzzolente, aveva problemi di prostata e sapete che cassetta gli hanno trovato nel bunker? I puffi. Non bisogna alimentare le leggende come la fiction su Reina perché la mafia è dappertutto, sono i padri dei vostri compagni di classe e i compagni di classe dei miei figli». Cavalli ha scelto il teatro come strumento per denunciare la malavita e ha invitato i ragazzi a fare lo stesso:«Sentitevi collusi con la dignità, metteteci la faccia, pensate sempre prima di agire, pensate sempre alle cause, non agli effetti. Questa è una città ideale per nascondere i soldi, perché ce ne sono tanti, perché il silenzio è ideale per nascondersi. L’antimafia deve rompere le scatole, fatelo, rompete le scatole, parlate e valutate che ogni vostro gesto avrà una ricaduta. Contaminati con la giustizia è la miglior cosa che vi possa capitare». Prima di lui aveva parlato il fratello di Borsellino, Salvatore. «La sua agenda non fu mai trovata. Come l’omicidio di Falcone senza quello di mio fratello non avrebbe avuto senso, così la sua morte senza far sparire l’agenda sarebbe stata inutile. Perché lì c’erano appuntati gli interrogatori dei collaboratori di giustizia come Gaspare Mutolo».

Gaetano Guarino ha parlato delle infiltrazioni mafiose «e di un giovane signore che aveva 170mila euro di debiti e poi di colpo si era trovato con 800mila euro per comperare 6mila metri quadrati di terreno non edificabile in una riserva? Possibile che su 18mila dipendenti della Regione Sicilia e 2.500 dirigenti nessuno avesse notato che c’era qualcosa di strano? Beh, l’ho fatto io».

Anna Savini

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