Si parte

La prima seduta del Consiglio regionale è convocata, ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto di autonomia della Lombardia e dell’articolo 2 del Regolamento generale del Consiglio, presso il Palazzo della Regione (via F.Filzi 22, Milano) nella giornata di martedì 11 maggio 2010 dalle ore 10.30 alle 13.00 (di seguito l’ordine del giorno Seduta consiliare del 11 maggio 2010). L’attività del Consiglio regionale è consultabile a questa pagina che sarà sempre raggiungibile dal banner in home page. Il sito del Consiglio Regionale della Lombardia garantisce una buona trasparenza per esercitare le funzioni di quella sana attività di curiosità e controllo che sono il sale di ogni buona democrazia:

  • pagina “Ordine del Giorno dell’ Assemblea” – qui si accede all’ ordine del giorno della seduta (data, orari, argomenti in trattazione);
  • pagina “Accesso al Consiglio” – qui si trovano le informazioni per richiedere di assistere ad una seduta del Consiglio;
  • è anche possibile seguire la “Diretta video della Seduta“, naturalmente solo mentre la stessa è in corso di svolgimento.
  • pagina “Argomenti Trattati” – qui si riporta, seduta per seduta, ogni questione trattata in Consiglio, fornendo l’indicazione sintetica degli estremi relativi ad ogni atto;
  • pagina “Processi verbali”    in formato pdf. Nei processi verbali sono indicati gli atti e le deliberazioni, l’oggeto delle discussioni, i nomi di coloro che vi hanno partecipato e l’esito delle votazioni;
  • pagina “Verbali di votazione per appello nominale” in formato pdf. Qui sono riportati i verbali delle votazioni per appello nominale effettuate con procedura elettronica nel corso delle sedute consiliari;
  • pagina Mediateca del Consiglio regionale archivio video delle sedute;
  • pagina Attività di indirizzo qui si trovano gli ordini del giorno, le mozioni e le risoluzioni approvate dal Consiglio.

Si parte. L’avventura comincia adesso.

2 Commenti

  1. Era credo il 1995, avevo da poco comprato la mia casa di Xiloà e mi trovavo a Malpaisillo (Lèon, Nicaragua).

    Ero alla conclusione di un campo di lavoro organizzato da una associazione italiana di solidarietà internazionale: gente impegnata, compagni di sinistra: anch'io lo sono.

    Trattoria di campagna, tavolata grande, una ventina di internazionalisti seduti. Dietro una colonna spuntano quattro bambini che ci guardano con i loro occhi grandi: il proprietario della modesta locanda gli dice in malo modo di andare via. Io invece mi avvicino a loro e gli chiedo se avevano mangiato qual giorno: domanda retorica e scontata risposta negativa. Dico allora all'oste di aggiungere quattro posti a tavola, ma devo ripetere più volte la richiesta, perché lui finge di non capire.

    Arriva anche un "compagno" che mi accusa subito di mancare di visione politica e dichiara di non essere d'accordo sull'invito ai quattro bambini. Non é educativo, dice.

    Provo a rispondere che condividere il pane mi sembra un valore universale su cui nessuno dovrebbe essere contrario: peggio ancora. “E chi paga?” Mi dice con disgusto.

    Quattro “comidas corrientes” (piatto del giorno), quattro bibite, equivalente di dieci mila lire di allora, diviso 20, fanno cinquecento lire a testa. “Compagno, è un problema per te pagare 500 lire in più?” , gli dico e penso che una birra ne costa settecento.

    “E’ una questione di principio”, risponde, e continua: “Allora perché non inviti tutti i bambini affamati del Nicaragua?”

    Inutile rispondere che questi bambini sono solo quattro, che io non ho cercato nessuno e che non riuscirei a mangiare con otto occhi languidi innocenti che ci guardano, otto occhi di vittime di quel sistema “imperialista” che tutti noi combattiamo. Il compagno

    I bambini si accorgono di aver provocato involontariamente una delle tante divisioni della nostra povera sinistra, incapace di un progetto unitario di vera solidarietà umana anche in queste piccole cose: fanno per andarsene.

    Li fermo. Con autorità ordino all’oste di preparare un tavolo con quattro “comidas corrientes”. “No se preocupe, la cuenta la pago yo.”

    Il compagno scuote la testa e sentenzia con sicumera: “Ecco il solito assistenzialista cattolico”

    ………………………..

    Questo episodio è rimasto scolpito nella mia memoria come un segno della nostro fallimento di esseri umani : non siamo riusciti a portare la pace, abbiamo però imparato ad esportare le nostre guerre a casa dei poveri.

    Non siamo riusciti a condividere il pane, abbiamo lo scandalo di una FAO incapace anche solo di far restare costante il numero degli affamati, che aumentano ogni giorno.

    Non siamo riusciti a garantire le cure mediche nei paesi poveri: gli interessi delle multinazionali farmaceutiche condannano a morte i sieropositivi dell’Africa sub sahariana.

    Non siamo riusciti a sconfiggere l’analfabetismo: anche in Italia si tagliano i fondi alla scuola.

    Sono passati quindici anni, sono diventato cittadino del Nicaragua, sono stato arrestato due volte, processato tre e condannato ad un anno di carcere con un processo politico voluto dal governo.

    Sono stato condannato perché ho aderito ad una manifestazione di protesta organizzata da un gruppo di giovani universitari, che dicevano: "los rotulos no quitan el hambre" (I cartelloni elettorali non fanno passare la fame dei poveri, riferendosi allo sperpero del Governo degli aiuti internazionali i n propaganda elettorale).

    Sono stato condannato con testimoni comprati da un governo dove "el pueblo es presidente",

    Sono stato condannato ad un anno di carcere per aver difeso i poveri.

    Un anno di carcere per porto abusivo d'arma e per abver aggredito un giornalista. Chi mi conosce sa che non ho mai avuto armi in vita mia e l'ultima volta che ho messo le mani addosso ad una persona é stato in seconda elementare.

    Sono stato amnistiato dall’Assemblea nazionale e l’8 giugno tornerò in Nicaragua, ma i media del governo dicono che sono un “Misionero pistolero” , un agente dell’imperialismo yankee, un provocatore che sta raccogliendo in Italia soldi per rovesciare il ”Goberno de Unidad popular”. Questo messaggio ai militanti “duri e puri” equivale ad una fatwa, una condanna a morte ed io non ho nessuna scorta, nessuna protezione. L’Ambasciata Italiana dice che io ho addirittura perso il diritto di cittadinanza.

    La Chiesa cattolica non dice una parola in mia difesa: non sono un “fidei donum”, sono partito da solo,……..

    (Cercare in Google: “Alberto Boschi misionero”)

    Da solo posso fare ben poco: ogni anno aumentano i bambini che non hanno accesso alla scuola. Quest'anno sono 700.000. Ed allora la mia piccola scuola dedicata a don Lorenzo Milani serve a poco: assiste 450 studenti, ma 700.000 ancora non vanno a scuola.

    Potremmo aprirne un'altra?

    Qualcuno mi aiuterà?

    Vorrei proporre a tutti coloro che mi hanno conosciuto, ai miei 2273 amici di Facebook di diventare protagonisti e costruttori di giustizia con due azioni semplici:

    – sostenere agli studi uno dei 450 bambini della nostra scuola Don Lorenzo Milani attraverso una adozione a distanza (10 euro al mese) :

    http://www.facebook.com/pages/Ciudad-Sandino-Nica

    Anche in Italia però ci sono persone che soffrono la crisi economica: hoi conosciuto in questi giorni famiglie povere che non hanno soldi per l'alimentazione dei figli. Ci sono poi persone che non hanno voluto far ricoverare in casa di riposo i propri genitori e che, senza aiuto di nessuno, in una situazione di "arresti domiciliari" sacrificano la proria vita eome estremo gesto d'amore per la propria madre.

    Basterebbe che i nostri comuni non tagliassero i servizi sociali, che le nostre comunità le aiutassero con qualche ora di volontariato, la loro vita sarebbe meno angosciante.

    Proponiamo quindi di:

    – mettere a disposizione quattro ore al mese del proprio tempo per aiutare una sorella ed un fratello in Italia a risolvere problemi di sopravvivenza: abbiamo infatti bisogno di:

    – dentisti

    – infermieri

    – avvocati e notai

    – professori

    – badanti

    – accompagnatori

    – ……………………..

    Possibile che la mia amica dentista non possa aprire il suo studio una ora in più la settimana per ridare il sorriso aad una giovane di 25 anni senza denti davanti?

    Possibile non trovare un notaio che ci faccia l'atto costitutivo della Onlus gratis?

    Possibile non trovare una persona che sostituisca l'amica qualche ora ad accudire sua mamma immobilizzata?

    Nessuno é così povero da non poter donare 33 centesimi di euro al giorno per far studiare un bambino dell'America latina.

    Nessuno é così indaffarato da non avere in un mese 4 ore di tempo da poter donare ad una sorella o ad un fratelllo che ha bisogno……

    Contiamo su di te, sorella e fratello che ci leggi, con una briciola di tempo, con qualche spicciolo.

    Un pacchetto di sigarette in meno, una pizza meno, qualche ora di televisione in meno, ne guadagna il tuo spirito e la tua salute.

    Ci aiuterai a lasciare un mondo migliore ai nostri figli che dovranno andare avanti…..

    Scrivici, contattaci, aiutaci, consigliaci…contiamo su di te

    Non lasciarci soli, aggiungi il tuo nome al nostro, abbiamo bisogno di essere in tanti……….

    Anche a nome di Antonia, Augusto, Fatbardha, Graziella, Ivano

    ALBERTO BOSCHI

    Missionario diocesano ambroisiano

    Cittadino italiano e democratico

    Ciudadano nicaraguense por amor

    Perseguido politico por defender los pobres

    Via Lazzaretto, 2

    21019 SOMMA LOMBARDO

    tel. 366/4570821 0331/256714

    alberto_boschi@libero.it (ITALIA)

    gueguense@libero.it (NICARAGUA)

    SKYPE: pussebumdelartichocc

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