Scompare Rina Gagliardi, giornalista e parlamentare di Rifondazione

Di Ella Baffoni
Pisana e filosofa, innamorata di Althusser. In quel vascello anarchico che era il manifesto, quinto piano di via Tomacelli, lei c’era sempre. Magari seduta per terra, accaldata nell’afa d’estate, le finestre aperte per un refolo. O intabarrata d’inverno, un occhio alle agenzie, l’altro al telefono. E la testa, sempre, a cercare un’altra strada possibile, la politica vera che cambia le cose. Con una maledetta sigaretta accanto.

Dura a volte, sì. Perché la rivoluzione non è un pranzo di gala, e non si fanno sconti, tanto meno in assemblea. Ma tenera, anche: gli affetti, i gatti compagni di vita che amavano passeggiare sui tetti di Roma. La passione per la lirica, la Callas e le belle canzoni. E il suo compagno Dado che la portava in montagna; per lei, donna di mare, un’altro mondo.

Una compagna solida, dalle profonde passioni e le curiosità inesauste, che ha codiretto il «suo» giornale insieme a Mauro Paissan. Poi ha lasciato il manifesto per Liberazione, l’impegno in Rifondazione e poi in Senato. Chissà cosa avrà pensato dei riti e del tempi morti dalla politica ufficiale, lei sempre dall’altro lato dell’impegno. A giudicare dal ricordo dei suoi colleghi di scranno, da Bertinotti e Luxuria, Fava e Mussi, ma anche Vita, Schifani, Orlando, Finocchiaro, Chiti, ha lasciato una bella traccia, vitale.

Dice Veltroni: «L’appassionava il destino della sinistra, coglieva il senso di snodi importanti come l’impatto del femminismo, analizzava acutamente i mutamenti sociali. Tante volte ci è capitato di essere su posizioni lontane ma su tutto faceva agio la sua sincerità e la sua passione. Non amava le cose facili, Rina, o i sentimenti semplici. Non a caso il titolo del libro che ci ha lasciato suona così: “Devi augurarti che la strada sia lunga”. Ci mancherà». Sì, ci manca già.

27 giugno 2010
http://www.unita.it/news/italia/100461/scompare_rina_gagliardi_giornalista_e_parlamentare_di_rifondazione

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