DOTE SCUOLA e insegnanti non pagati, cosa risponde la Lombardia? (QUESTION TIME)

INTERROGAZIONE

EX ART. 115 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

(RISPOSTA IMMEDIATA IN AULA)

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

Al signor Presidente

del Consiglio regionale

Oggetto: criticità del servizio dote scuola lombardia

PREMESSO CHE

La dote scuola è un contributo messo a disposizione dalla Regione Lombardia, destinata agli studenti dai 6 ai 18 anni che frequentano le scuole statali, paritarie (elementari, medie e superiori) o i corsi di istruzione e formazione professionale regionali;

PREMESSO INOLTRE CHE

La dote scuola, accompagnando lungo tutto il percorso scolastico i giovani iscritti alle scuole elementari, medie o superiori, statali o paritarie,  o ai corsi d’istruzione e formazione professionale regionali è strutturata in diverse componenti: dal supporto per gli alunni più bisognosi all’aiuto economico per permettere una libera scelta del percorso educativo, dal premio agli studenti più brillanti al contributo ai ragazzi portatori di handicap per l’insegnante di sostegno, fino al finanziamento del corso di formazione professionale.

CONSIDERATO CHE

Riguardo alla dote scuola per l’istruzione e formazione professionale, nell’anno scolastico 2009/2010, il valore del contributo per ciascun studente in regola con i requisiti richiesti e in relazione ai corsi di istruzione e formazione professionale erogato annualmente da Regione Lombardia sotto forma di voucher/ticket al centro di formazione accreditato presso cui l’allievo era iscritto sarebbe stato pari a circa € 4500,00 mentre se l’allievo era iscritto ad un centro di formazione accreditato pubblico sarebbe stato di circa € 2500,00;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

Il contributo erogato ha la finalità di provvedere al pagamento degli insegnanti presenti nei centri di formazione professionale, i tutors, i coordinatori e le spese vive dei corsi, cancelleria inclusa;

ATTESO CHE

L’erogazione dei contributi da parte di Regione Lombardia ai centri professionali accreditati avviene a fine anno (di solito a novembre dell’anno successivo) dopo che a settembre è avvenuta la rendicontazione delle ore scolastiche somministrate agli alunni nei percorsi scolastici annuali;

ATTESO INOLTRE CHE

Ciò ha creato situazioni al limite di ogni sopportazione da parte dell’intero comparto dei docenti, dei tutors, dei coordinatori che prestano il loro servizio e la loro opera nei vari centri professionali accreditati dalla Regione Lombardia, persone che dopo aver firmato nella quasi totalità dei casi contratti a progetto, che quanto ad efficacia e tutela dei diritti dei lavoratori lasciano abbastanza a desiderare, non ricevono quanto di loro spettanza addirittura dal settembre 2009 con la prevedibile conseguenza di vantare, economicamente parlando, nei confronti di Regione Lombardia cifre di tutto rispetto dovendo comunque contestualmente a far fronte a mutui da pagare, a figli e in parecchi casi, causa perdita del posto di lavoro, anche mogli da mantenere;

VALUTATO CHE

Non esiste allo stato attuale un albo professionale regionale dei docenti delle province lombarde, circostanza che certamente non può non porre seri interrogativi relativamente ai metodi ed i criteri utilizzati nella scelta e nella chiamata di tutti coloro che hanno le carte in regola per insegnare;

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE

LOMBARDIA ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE

LOMBARDA NONCHÈ L’ASSESSORE REGIONALE ALL’ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO GIOVANNI ROSSONI PER CONOSCERE:

alla luce delle problematiche sopra descritte ed al fine di una loro concreta soluzione, quali siano le misure, i provvedimenti e le azioni che Regione Lombardia intenda a riguardo realizzare, attuare e predisporre.

Milano, 6 luglio 2010

Giulio Cavalli (IDV)


Francesco Patitucci (IDV)


Gabriele Sola (IDV)


Stefano Zamponi (IDV)


Elisabetta Fatuzzo (PART. PENS.)

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