‘Ndrangheta: una valanga di merda in Lombardia

Scrivo questo pezzo con rabbia. Che non sarà certo un sentimento nobile e sicuramente non è elegante per il mio ruolo (che ancora qualcuno dovrebbe spiegarmi in un gioco di rimbalzi e delazioni che mi hanno trascinato su tavoli diversi da giullare scarso a politicante interessato). Non è elegante, mi dicono, lasciarmi prendere dalla pancia che è una zona molle. Eppure oggi provo rabbia. Forse perché mentre scrivo sono di fianco ai nomi di questo Consiglio Regionale che vengono “segnalati” nell’ordinanza e nemmeno troppo preoccupati stanno preparando la strategia difensiva tutta di comunicazione e per niente sui fatti, i riscontri e la realtà. Come al solito. Però scrivo con il sorriso. Il sorriso nel leggere le intercettazioni dove queste merde criminali trapiantate anche qui si sentono braccati come topi di fogna mentre si dicono “questa volta non ce la scampiamo”, con la Boccassini sulle carte a tenere la barra diritta in un’operazione che comunque passerà alla storia. E allora mi si accende il sorriso ad immaginarmeli Alessandro Manno e Emanuel De Castro che scodinzolano desolati sotto gli stipiti. Mi si apre il sorriso a pensare che la mafia che in Lombardia non esiste ha deciso in Lombardia di chiamarsi proprio “Lombardia”, mentre il boss Pino Neri veniva eletto a Paderno Dugnano in un Centro intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Sorrido perché non potranno rimanere impuniti: impuniti loro e impuniti tutti quelli che non sentono e non vogliono sentire, in una palude di immobile e latente inciviltà dove informare è un atto di coraggio. Non si potrà stare a lungo impuniti a forza di giocare a fare i sordi: magari mangiati, comprati, giudicati, annessi o complici. Perché il silenzio è complice. E allora mi sia giustificata la rabbia davanti ad un silenzio gelatinoso e interessato che oggi sanguina come di certo non si può nascondere. Lasciando per un secondo il tempo delle analisi, delle considerazioni, dei risvolti politici o criminali. Mi si lasci la rabbia e il sorriso di guardare oggi negli occhi chi gioca a sommergersi tenendomi la testa sott’acqua.

4 Commenti

  1. Guarda anche il video in cui, il 31 ottobre 2009, boss e luogotenenti della 'ndrangheta lombarda nominano Pasquale Zappia come referente degli affari in Nord Italia delle cosche calabresi.

    L'incontro è avvenuto al Circolo Arci "Falcone e Borsellino" di Paderno Dugnano, in provincia di Milano. Gli spazi erano stati inaugurati circa un anno prima da Salvatore Borsellino, il fratello del magistrato ucciso dalla mafia.

    Video Url:
    http://www.malitalia.it/2010/07/lombardia-%E2%80%

    1. Giulio Cavalli

      Dentro quel Centro ho fatto una delle serate più significative della mia campagna elettorale. Tral'altro parlandonproprio di Mandalari… Il destino.

  2. frediano manzi

    Caro giulio,che soddisfazione in questo momento che scrivi,vedere questi ignobili e loschi figuri che si sentono braccati.

    Anche loro sentono per la prima volta che la valanga di merda questa volta li travolgera'.

    Tu hai il privilegio in questo momento di guardarli in faccia mentre affogano.

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