Cavalli (IDV): “L’ex cava Bossi di Bollate va chiusa immediatamente”

COMUNICATO STAMPA

RIFIUTI, INFILTRAZIONI DELLA ‘NDRANGHETA NEL MILANESE

Cavalli: “L’ex cava Bossi di Bollate va chiusa immediatamente”

A Bollate, dove comandava il boss Vincenzo Mandalari, oggi latitante, l’Associazione SOS RACKET USURA ha scoperto una discarica in cui si trovano rifiuti di ogni tipo scaricati con estrema facilità.

“Chiedo – dichiara il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Giulio Cavalli – che la ex cava Bossi di Bollate venga controllata ed eventualmente chiusa. Ci dicono che la gestione dei rifiuti in questa discarica sia in odore di ‘ndrangheta e il gestore occulto sia lo stesso boss della zona Vincenzo Mandalari”.

Dalla denuncia dell’Associazione SOS RACKET USURA risulta che nella cava lavorano in nero molti ragazzi boliviani ed albanesi sotto il sole cocente, mettendo le mani nei rifiuti e smistando ogni cosa. “Non sarebbe ammissibile – aggiunge Cavalli – che in luoghi come la cava di Bollate venissero sospesi tutti i diritti dei lavoratori. Capisco che per gli omuncoli della ‘ndrangheta l’importante sia il profitto e che non conoscano minimamente i più basilari diritti umani, ma la loro malafede, ignoranza e coscienza criminale non può restare ancora impunita”.

“Se la denuncia dovesse corrispondere al vero, sarebbe assolutamente necessaria un’azione forte da parte delle istituzioni! La cava dovrebbe essere chiusa e i responsabili accertati di questo scempio umano e ambientale dovrebbero essere puniti! Oggi stesso – annuncia il consigliere regionale di IdV – mi occuperò della stesura di un’interrogazione da portare in Consiglio regionale, perché è obbligatorio da parte delle istituzioni fare luce su questa vicenda criminosa, che non deve trovare terreno fertile da parte di nessuno”.

“Vorrei che tutti i componenti del Consiglio regionale – conclude Cavalli – prendessero una posizione netta non solo sulla cava di Bollate, bensì sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese che, dopo gli ultimi arresti, sono dati di fatto. So che alcuni avranno delle difficoltà a rinnegare i propri comitati elettorali ma, si sa, la politica è costituita anche da scelte difficili”.

Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

8 Commenti

  1. dino agoni

    Il problema non c'è più….la cava è chiusa e tutto è stato chiarito come siamo contenti…..pardon la cava è aperta lavorano come e piu di prima e assolutamente non se ne parla più….. tutto come volevasi dimostrare…..

  2. dino agoni

    Gentilissimo Assessore Vaghi

    In risposta al Suo comunicato stampa del 28.7.2010 ‘Expo 2015’ e ‘Ndrangheta’: Intervento dell’assessore.

    Dei suoi forbiti paroloni sul biometrico e telemetrico a noi interessa molto poco. Lei dovrebbe confortarci chiarendo come mai oltre alla discarica di materiali inerti è stato consentito di scaricare anche altri materiali e quale era la logica. Che tipo di materiali erano consentiti e cosa invece è stato trovato. Chi era incaricato dei controlli, chi li ha fatti e chi non li ha fatti. Quali sono le pene per chi infrange le regole in una discarica . La concessione può rimanere in capo a questo gestore; quali sanzioni sono state adottate? Ci sono pericoli di contaminazione delle acque o aeree per materiali tossici eventualmente depositati.

    Dei problemi della ‘Ndrangheta’ lasciamo che sia la Magistratura a fare chiarezza perché se dovessimo affidarci a Voi avremmo ben poche speranze.

    Come è stato possibile che degli irregolari ed in nero lavorassero in una concessione governativa smaltendo rifiuti non consentiti?

    Quali verifiche sono state fatte dopo il noto articolo? Quando e come sapremo i risultati? Quali controlli saranno messi in atto e quale sarà il gestore incaricato dei controlli e che tipo di informazione sarà data alla cittadinanza? La cava continuerà ad operare come ha fatto sino ad oggi e diventare domani una discarica o pensate di porre un termine per riqualificare l’area? In caso di contaminazione chi provvederà alla bonifica e quando?

    Io leggo il suo bel articolo ma non trovo alcuna risposta ai miei interrogativi e lo trovo, mi scusi, molto evanescente …. del tipo ….. state tranquilli che qui ci siamo noi !… mi dispiace Lei non mi convince e mi sembra il solito anestetico per lasciare che le acque si calmino e permettere che tutto torni come prima .

    Expo 2015 è molto importante ma non vorrei che Expo passasse e la discarica con il suo inquinamento rimanesse per sentirci dire in futuro, il controllo non toccava a noi, noi non avevamo poteri per intervenire; noi ci interessavamo solo di avere i finanziamenti per il Parco delle acque e se poi le acque venivano inquinate dalle discariche mica e colpa nostra!

    Tocco per finire un breve accenno all’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine e le chiedo se Lei si riferisce alla loro inflessibilità nell’elevare contravvenzioni per infrazioni alla circolazione stradale perché per il resto….. mi pare di leggere sui giornali che collaborano ma non sempre a favore della tutela del cittadino.

    Saluti Assessore, non me ne voglia, di parole siamo stufi ora bisogna passare ai fatti e far passare l’idea che le cave ora servono per Expo 2015 e quindi anche se inquinano fa niente proprio non mi va giù.

    Dino Agoni

  3. dino agoni

    abito viciono a questa cava inizialmente operante solo come discarica di materiale inerte per riempimento, poi hanno iniziato a depositare e vendere materiale tanto che i lavori di riempimento non sarebbero mai terminati. Da qualche anno ed in incremento cassoni di ogni genere (negli ultimi tempi se ne contavano oltre 150 sparsi e nascosti dietro le collinette create ad hoc).

    Con il coraggioso intervento il giornalista ha messo in evidenza quello che la gente qui intorno sapeva gia ma che per paura evitava di denunciare.

    La cosa che non capisco è come mai ancora oggi si vedessero le ruspe lavorare e non ci sia stato un intervento della Magistratura

    che ponesse i sigilli di sequestro al fine di verificare lo stato di fatto del materiale depositato.

    Così facendo questi signori avranno tutto il tempo di far sparire i materiali dannosi e poter dire che tutto sommato non è successo nulla

    di grave e riprendere tra qualche mese in tutta tranquillità.

    Il sindaco di Bollate e La giunta si sono riuniti immediatamente per vedere di porre il 'sederino' al coperto come se non spessero!

    E' vero le cave sono sotto il controllo della Provincia ma se la cava è nel Comune di Bollate anche l'amministrazione di Bollate è responsabile del controllo del territorio. Certo che se il responsabili del territorio quando passano girano la testa dalla parte opposta la Provincia si sente tranquilla.

    Se penso che quando tira vento e le ruspe lavorano le nostre case sono sommerse da polvere di materiale inerte (pardon forse eternit o altro mi viene male) che peccato che il nostro paese sia diventato cosi!!!!

    dino agoni

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