La religione padana di Salvini

L’arcivescovo Dionigi Tettamanzi, che, in fondo, sotto le sue sacre vesti (dicono i più informati) deve essere un comunista, negli scorsi giorni ha affermato che i musulmani “hanno diritto a praticare la loro fede nella legalità. E’ legittima la loro richiesta di avere un posto per pregare. La politica strumentalizza il problema della moschea”.

A questo punto la parte “più sensibile” del panorama politico ha parlato. Il ministro Roberto Maroni ha affermato “sono il ministro dell’Interno, non un costruttore di moschee” e il sempre attento Matteo Salvini ha ironizzato “se il cardinale ha fretta e ha già dimenticato l’occupazione del sagrato, ospiti gli islamici nei suoi immensi palazzi. Noi stiamo con quei parroci che a Milano e con coraggio anche nei Paesi islamici difendono la propria religione e la propria gente”.

Vorrei illustrare alla mente sicuramente già illuminata di Salvini quale sia il ruolo dell’arcivescovo e quale, a mio parere, dovrebbe essere il ruolo della politica.

Il cardinale Dionigi Tettamanzi è la massima autorità della Chiesa cattolica in territorio ambrosiano. Salvini probabilmente, dedito al rito celtico, non capisce le dichiarazioni dell’arcivescovo semplicemente perché ignora totalmente una cultura che nel popolo italiano, anche quello del Nord, è radicata ovvero la cultura cristiana. Del resto, è lo stesso Salvini che fa riferimento ai parroci che difendono la propria religione. Ma qual è la religione di cui parla l’europarlamentare leghista?

Nel Levitico 19,33-34 si dice “quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio.” Il Deutoronomio 10,19 afferma “amate dunque il forestiero, poiché anche voi foste forestieri nel paese d’Egitto”, il vangelo di Matteo 25,35-36 “perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”, infine la Lettera agli Ebrei 13,2 asserisce “non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo”.

Ebbene il cardinale è il rappresentante di questa cultura religiosa e non di una ottusa, antidemocratica e razzista presa di posizione nei confronti degli immigrati e di tutti coloro che non professano la fede cattolica.

La politica in un paese laico può contestare ed essere in disaccordo con le dichiarazioni dei ministri di culto e dei rappresentanti di ogni religione, ma non può utilizzare in modo volgare trazioni millenarie portandole a dire ciò che non hanno mai avuto intenzione di affermare. Il cardinale è il portavoce della religione cattolica e i suoi inviti rientrano perfettamente nell’insegnamento religioso. Deridere l’arcivescovo e relegarlo in un piano di distacco rispetto alle persone con cui i parroci si interfacciano quotidianamente non è solo un’arida denigrazione ma anche segnale di una totale ignoranza in tema religioso.

Forse prima di parlare di religioni e di islam bisognerebbe studiarne le radici, gli usi, i testi e vivere a contatto con chi professa ogni giorno la propria fede.

Non credo che Salvini conosca la cultura islamica ma, quello che più mi preoccupa, non penso abbia mai letto la nostra Carta Costituzionale. All’art.8 della Costituzione si legge che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.” e all’art.19 che “tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.

Ritengo che la costruzione doverosa di un luogo di culto per una religione diffusa sul nostro territorio sia perfettamente in sintonia con la norma costituzionale e che affermare il contrario o, addirittura, proporre una legge affinché non si possano costruire moschee, sia anticostituzionale e, di conseguenza, antidemocratico.

Il cardinale Dionigi Tettamanzi ha dimostrato ancora una volta di essere più laico dei nostri laici politici leghisti che, talvolta, alzano la testa affermando di stare dalla parte dei cristiani. Caro Salvini, Le posso assicurare che i cattolici usi a leggere le Sacre Scritture non si sentono minacciati dalla costruzione di una moschea, ma dalla xenofobia razzista e violenta dilagante in questo Paese.

4 Commenti

  1. Quoto Paolo e soggiungo che l'ignoranza leghista va ben al di là delle questioni religiose.

    La Lega risponde, in maniera becera, a un coacervo di simil-istanze, talvolta genuinamente

    meschine (l'ex sottoproletario che ha preso gusto, a forza di non emetter regolari fatture,a girare

    in SUV e a sniffare coca e che di pagar imposte sul reddito e IVA proprio non ne vuol sentire parlare)

    e, più spesso, mediaticamente indotte (ricorderete tutti il martellamento televisivo durante l'ultimo

    governo Prodi: pareva che si fossero aperti i gironi dell'inferno, mentre i dati del Ministero dell'Interno

    raccontavano una storia completamente differente).

    Ma la Lega è il *nulla*, politicamente: l'unico pseudoideologo che abbiano avuto, Gianfranco

    Miglio, era colui il quale avrebbe volentieri preso accordi con la mafia, per attuare la propria

    delirante idea di federalismo; per il resto, al di là di un po' di rozza simbologia posticcia neopagana

    e tanta xenofobia, è un ricettacolo di opportunisti, qualunquisti e persino vecchi arnesi della

    destra neofascista (Borghezio in testa)

    Alla Lega va dato atto solo di aver avuto un sufficiente acume tattico che le ha consentito di

    occupare i vuoti lasciati dai partiti popolari dei tempi che fuor, insediandosi sui territori e

    facendo sentire la propria presenza sui territori stessi, con buona pace di quei geni della fu

    sinistra che un bel giorno hanno deciso che la politica si poteva fare nei palazzi e nei salotti

    buoni, inventandosi i cosiddetti "partiti leggeri".

    Ecco, noi dovremmo proprio ricostruire quel tessuto sociale inopinatamente negletto dagli

    ex partiti popolari e attualmente invaso dalla metastasi leghista.

  2. Paolo Gonzaga

    Bravissimo Giulio, farò girare questo articolo nella comunità islamica milanese, affinché i musulmani sappiano chi sono gli interlocutori con cui rapportarsi, e possano apprezzare la chiarezza di G. Cavalli. La Lega Nord non sa nemmeno cosa sia il cristianesimo, strumentalizzano la religione per le loro sporche campagne d'odio. Dobbiamo smascherare questa accozzaglia di barbari neo-fascisti che si fanno passare per difensori del territorio mentre le loro politiche razziste stanno rendendo sempre più insicure le nostre città, creando fossati e ghetti mentre abbiamo bisogno di ponti e multi-culturalità. I leghisti concentrando l'azione repressiva sui soggetti più deboli, stanno lasciando piena libertà d'azione alle mafie, che ormai dominano Milano e la Lombardia.

    Per una società armoniosa e solidale, espelliamo la Lega dai nostri territori!

  3. gina

    Le tue citazioni bibbliche mi emozionano,se permetti,vorrei citare e aggiungere l'embrione del nostro Credo:L'Arameo Errante Dt 26,5ss.

    Voglio dire a Salvini che se nella Diocesi di Milano ci sono preti che operano come lui dice é un problema per Santa Romana Chiesa, perchè i sacerdoti sono ordinati dal Vescovo,e giurano obbedienza al Vescovo.lo so che parlare a certi leghisti di cose sacre e come "dare le perle ai porci";e che usano la Chiesa per propaganda.

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