Da REPUBBLICA: L’Expo 2015 resta senza terreni le trattative su un binario morto

L’ultimo allarme è stato lanciato dal consiglio di amministrazione della società di gestione. È lì, sul tavolo del board del 2015, che è arrivata la preoccupazione per una vicenda, quella dei terreni di RhoPero, ancora senza una soluzione. Dopo 909 giorni dalla vittoria di Parigi. Tanto che, adesso, i consiglieri di Expo 2015 spa hanno deciso di chiedere risposte ufficiali a Comune, Provincia e Regione. Con una lettera che verrà inviata ai tre enti. Ma anche, se dovesse essere necessario, con la convocazione di un’assemblea dei soci.

Il tempo sta per scadere: il 19 ottobre, Milano dovrà presentarsi di fronte al Comitato esecutivo del Bie dimostrando di poter fare affidamento su quel milione di metri quadrati. Dopo mesi di incontri e scontri, però, non c’è ancora un accordo. E anche l’ultima strada, l’acquisto da parte di Fondazione Fiera della quota del gruppo Cabassi, sembra finita su un binario morto.

È diventato l’ultimo nodo per decidere il futuro di Expo, quello delle aree. Anche l’amministratore delegato Giuseppe Sala non ha potuto far altro che ricordare, nei giorni: «Il dossier è ben fatto: dalle notizie che ci arrivano da Parigi i Paesi non stanno facendo osservazioni rilevanti sul nostro progetto, segno che piace. Il tema rimane quello dei terreni». Un nodo sempre più politico, ormai, che soltanto Letizia Moratti, Roberto Formigoni e Guido Podestà, possono sciogliere.

Una riunione fissata in agenda ancora non c’è, ma le rispettive diplomazie sperano in un vertice già questa settimana. I tecnici, infatti, continuano a riunirsi, ma le posizioni non sembrano avvicinarsi. Siamo sempre lì, al punto di partenza. Da una parte c’è il Pirellone che insiste sulla necessità di creare una società, aperta anche agli attuali proprietari privati, per gestire le aree e, soprattutto, il business futuro. Dall’altra Comune e Provincia che, in una situazione di crisi economica e, soprattutto, dopo il veto del ministro dell’Economia Giulio Tremonti contrario all’ipotesi acquisto, credono che l’unica via sia quella del comodato d’uso con diritto di superficie.

Ma la paralisi sui terreni sta congelando anche le decisioni operative della società. Per questo il cda, che è tornato a riunirsi con questo punto interrogativo troppo grande per poter far partire gare o assumere personale che si occupi della progettazione, ha espresso la propria preoccupazione. «Risolveremo tutto entro ottobre», ha assicurato Roberto Formigoni qualche giorno fa. Ma, con la festa nazionale del Pdl in corso in città e, con Letizia Moratti che spera in un’incoronazione da parte di Berlusconi, nessuno sembra voler far esplodere nuovamente anche la guerra di Expo.

di ALESSIA GALLIONE

http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/26/news/l_expo_2015_resta_senza_terreni_le_trattative_su_un_binario_morto-7461161/

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