Interrogazione: chiarezza sul bioreattore di Giussago

INTERPELLANZA CON RISPOSTA ORALE

EX ART. 119 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

Al signor Presidente

del Consiglio regionale

Oggetto: Problematiche relative al “bioreattore attivabile” per la degradazione di rifiuti non pericolosi, sito nel comune di Giussago (PV).

PREMESSO CHE

In data 13.07.2005 la società “Fertilvita S.r.l.” ha presentato alla Regione Lombardia richiesta di autorizzazione, con contestuale richiesta di giudizio di compatibilità ambientale (V.I.A.), per la realizzazione di un “bioreattore attivabile” per la degradazione di rifiuti non pericolosi (A.I.A.), in località “Cascina Maggiore” di Giussago (Pv); trattasi, dunque, di una discarica con recupero di biogas;

PREMESSO INOLTRE CHE

La pubblicazione dell’annuncio del deposito di tale documentazione venne fatta, da “Fertilvita S.r.l.”, unicamente sul quotidiano “La Repubblica” in data 15.07.2005;

CONSIDERATO CHE

Tale nuovo impianto verrebbe localizzato al confine con il Comune di Lacchiarella e, soprattutto, “sostanzialmente” a ridosso del già esistente “Centro integrato di trattamento Lacchiarella – Giussago” (impianto sito sul territorio di Lacchiarella e di Giussago, ove si svolgono attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti per il quale, con decreto dirigenziale 12504/2007, è stata rilasciata l’A.I.A.);

VERIFICATO CHE

Nella Conferenza dei Servizi del 21.02.2006 (per la VIA) il Comune di Lacchiarella esprimeva parere negativo (come da delibera di C.C. n. 6 del 20.02.2006);

VERIFICATO CHE

Nell’aprile 2006 la Regione Lombardia sospendeva l’iter autorizzatorio per il rilascio dell’A.I.A. in attesa della pronuncia di compatibilità ambientale (V.I.A.) e chiedeva, comunque, alcune integrazioni documentali;

VERIFICATO CHE

In più occasioni (16.09.2005; 11.05.2006; 16.03.2007 e 26.06.2007) “Fertilvita S.r.l.” era chiamata a presentare integrazioni documentali e a fornire precisazioni riguardo all’”attività di progetto”; in particolare, nel giugno 2007 veniva prodotta documentazione integrativa relativamente alla realizzazione e gestione della c.d. “prima fase” (I° quinquennio);

VERIFICATO CHE

Con nota 11.04.2008 “Fertilvita S.r.l.” inviava al Comune di Lacchiarella la nota 11.03.2008 con la quale tale società aveva richiesto alla Regione Lombardia il “completamento della procedura di VIA”, alla luce delle “novità” introdotte, riguardo alle linee-guida per la localizzazione degli impianti, dalla D.G.R. n. 8/6581 del 13.02.2008;

VERIFICATO CHE

Con nota 26.05.2008 la Regione Lombardia comunicava anche al Comune di Lacchiarella di aver ricevuto da “Fertilvita S.r.l.” la sopra indicata richiesta dell’11.03.2008 di “completamento della procedura di VIA”;

VERIFICATO CHE

Nel giugno 2008 il Comune di Lacchiarella ribadiva il proprio parere negativo (nota 09.06.2008);

VERIFICATO CHE

Con nota 25.02.2009 (pervenuta il 3 marzo 2009) la Regione Lombardia inviava decreto dirigenziale n. 1503 del 17.02.2009 contenente giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto in questione;

VERIFICATO CHE

Con nota 29.10.2009 (indirizzata alla Proponente e, per conoscenza, inviata anche al Comune di Lacchiarella, che la riceveva in data 30.10.2009) la Regione Lombardia comunicava a “Ecodeco S.r.l.” (nel frattempo “subentrata” a “Fertilvita S.r.l.”) che, ai fini del completamento della procedura di A.I.A,:

era necessario fornire documentazione integrativa (soprattutto comprovante il rispetto di prescrizioni e condizioni contenute nel d.d.s. n. 1503 del 17.02.2009);

era altresì necessario acquisire autorizzazione paesaggistica (visto che l’impianto ricadeva in area soggetta a vincolo paesaggistico ex Dlgs. n. 42/2004);

VERIFICATO CHE

In data 17.12.2009 si teneva la Conferenza dei Servizi nell’ambito della procedura di rilascio dell’A.I.A., durante la quale il Comune di Lacchiarella esprimeva parere negativo: il verbale di tale Conferenza venne trasmesso all’Amministrazione Comunale con nota regionale 23.12.2009;

VERIFICATO INOLTRE CHE

Con nota 06.04.2010 (pervenuta in atti comunali in data 09.04.2010, prot. n. 5052), la Provincia di Pavia inviava al Comune di Lacchiarella il decreto n. 1340 del 17.02.2010 avente ad oggetto “variante

sostanziale” dell’A.I.A. per la realizzazione del progetto di “bioreattore attivabile” presentato in data 13.07.2005 (tale atto è stato dunque considerato “integrativo” dell’AIA rilasciata con d.d.s. n. 12504/2007);

ATTESO CHE

La localizzazione della nuova “discarica” – con l’aggiunta della produzione di gas (tale è, nella sostanza, tale impianto) – in un territorio, qual è quello di Lacchiarella, dove già esiste un impianto di trattamento dei rifiuti e che, in passato, è stato oggetto di un gravissimo danno ambientale, i cui effetti non si sono ancora esauriti (trattasi della nota vicenda connessa allo stoccaggio abusivo di 57.000 tonnellate di rifiuti tossico-nocivi nell’area dello “Stabilimento ex Omar”), sta procurando ampio allarme sociale;

CONSIDERATO CHE

Per le premesse di cui sopra, in data 08 giugno 2010 il Comune di Lacchiarella ricorre al TAR Lombardia contro Regione Lombardia e Provincia di Pavia, e nei confronti di “Ecodeco S.r.l.” e Provincia di Milano, per l’annullamento del decreto dirigenziale Regione Lombardia n. 1340 del 17.02.2010, nonché di tutti gli atti preordinati, presupposti, consequenziali e comunque connessi;

VISTA

La mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Lacchiarella il 24 giugno 2010 “Contro la realizzazione della discarica in località Cascina Maggiore di Giussago”;

VISTO INOLTRE CHE

In data 16 luglio 2010 altri dieci Comuni (Casarile, Rognano, Noviglio, Vernate, Siziano, Gaggiano, Rosate, Zibido S. G., Gudo Visconti, ZeloSurrigone) hanno avviato ricorso al TAR contro la realizzazione di tale discarica;

ATTESO CHE

L’arrivo del bireattore – attivabile porterà la popolazione di Giussago ed il suo territorio a ricevere definitivamente oltre un milione e trecentomila tonnellate di rifiuti provenienti dai bacini delle province di Pavia e di Milano, circostanza che si pone in netta contraddizione con l’art. 182 c.3 del D. L.vo n.152/2006 che afferma: “lo smaltimento dei rifiuti è attuato con il ricorso ad una rete integrata ed adeguata di impianti di smaltimento, attraverso le migliori tecniche disponibili e tenuto conto del rapporto tra i costi e i benefici al fine di realizzare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi in ambiti territoriali ottimali”;

RILEVATO INFINE CHE

Emerge un evidente difetto di istruttoria in quanto la Regione Lombardia ha autorizzato tale progetto ritenendolo coerente con le necessità locali, senza tuttavia considerare correttamente la circostanza che l’impianto esistente era già utilizzato per soddisfare i bisogni di smaltimento di un’altra Provincia e, dal momento che l’impianto di Giussago sarà in grado di ricevere soprattutto rifiuti provenienti da altri ambiti, risulta palese come il principio dell’autosufficienza sia stato assolutamente disatteso;

INTERPELLANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE LOMBARDIA

ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA

NONCHÈ L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE

MARCELLO RAIMONDI PER CONOSCERE:

Alla luce da un lato del sopramenzionato ricorso in atto avanti al TAR e dall’altro dell’evidente contrasto con il D. L.vo n. 152/2006, se non intendano attivarsi al fine di una revoca da parte di Regione Lombardia del sopra citato decreto dirigenziale;

Quali siano i provvedimenti presi per evitare la compromissione ambientale dell’area di installazione del nuovo bioreattore;

Quali progetti siano stati attivati e predisposti per la zonizzazione della zona interessata;

Milano, 06 ottobre 2010

Giulio Cavalli (IDV)

Francesco Patitucci (IDV)

Gabriele Sola (IDV)

Stefano Zamponi (IDV)

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