LA VOCE DI MANTOVA sul libro NOMI, COGNOMI E INFAMI

Cavalli ha presentato “Nomi, cognomi e infami”

E’ un fiume in piena, Giulio Cavalli, attore di teatro e autore, che, a Mantova, ha presentato nei giorni scorsi il suo libro “Nomi, cognomi e infami”.L’attore milanese, definito “interprete d’eccellenza” da Gian Carlo Caselli, ha fondato a Lodi la “Bottega dei Maestri Teatrali” e vive da due anni sotto scorta per le sue prese di posizione contro la mafia e il controllo criminale degli affari, che invade da anni anche il nord Italia.<<Il teatro deve essere partigiano- dice Cavalli, parlando dei suoi spettacoli che lo hanno posto nel mirino della criminalità organizzata-. Deve dire da che parte stai>>.

Consigliere regionale in Lombardia dell’Italia dei Valori, Giulio Cavalli, dal carattere in apparenza schivo e riservato, non esita nemmeno a Mantova, davanti alla platea di palazzo del Mago, a fare esplicitamente nomi e cognomi di “imprenditori” e politici, che sarebbero non soltanto collusi alle organizzazioni criminali, ma registri stessi di un sistema di affari che, con epicentro milanese, coinvolge banche, appalti, riciclaggi, industria del cemento. Cavalli, che si oppone a quella che definisce “un’antimafia da souvenir”, racconta di una mafia ormai connaturata con l’economia e che si regge con i favori della politica.

<<Lo stato e la mafia fanno lo stesso mestiere- dice a proposito del presunto patto tra stato e mafia, che avrebbe dovuto fermare le stragi degli anni novanta-. Tutti e due danno lavoro, tutti e due gestiscono appalti. Due concorrenti che lavorano sullo stesso territorio dovrebbero farsi la guerra.

Se non se la fanno, probabilmente un motivo c’è.

La mafia la si combatte anche negli uffici tecnici dei comuni>>.

Il vangelo? L’antimafia per eccellenza, dice richiamando l’uccisione a Casal di Principe di Don Giuseppe Diana: la mafia è egoismo ai danni della collettività.

<<Il primo passo davvero significativo nella lotta contro la mafia ci fu con Pio La Torre- dice in riferimento all’onorevole del Partito Comunista, assassinato nel 1982 e promotore della legge per l’introduzione del reato di associazione mafiosa e sul sequestro dei beni ai mafiosi-.

Stava mettendo in luce, per la prima volta, tra la mafia e l’allora DC.

EV

Rispondi