Cavalli (IdV): “Le primarie di Desio le aveva vinte la ‘ndrangheta”

Poco fa, L’amministrazione comunale di Desio é caduta per il coinvolgimento di alcuni politici, tutti del Pdl, nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta.

“Prima ci dicevano che in Lombardia ci mancavano i boss e a luglio di quest’anno ne hanno ammanettati trecento. Ci dicevano che la Lombardia non è terra di ‘lupara bianca’ e Lea Garofalo è stata sciolta nell’acido nel cuore della padania. Poi ci hanno detto che la mafia da noi era solo di passaggio e le intercettazioni ci hanno insegnato come, ciclicamente, ad ogni campagna elettorale, torni a farsi vedere e sentire”, dichiara Giulio Cavalli, consigliere regionale dell’Italia dei Valori.

“L’ultimo alibi degli strenui difensori del marchio ‘Lombardia d.o.c’ è caduto pochi minuti fa – continua il consigliere regionale di IdV -. Non sono stati necessari blitz del Ministro Maroni, il Comune di Desio (dove, secondo qualcuno, la mafia non esisteva) è caduto sotto i colpi delle dimissioni dei consiglieri di minoranza e di una parte, rinsavita, di quelli della maggioranza: quei ‘legaioli’ che, pur con l’ormai cronico ritardo, hanno rassegnato le dimissioni determinando la caduta dell’Amministrazione comunale”.

“Adesso cosa ci manca? Forse che la Lombardia abbia il ‘suo’ Cosentino? Per quello potrebbe essere sufficiente – conclude Cavalli – attendere il terzo grado di giudizio del ‘lombardo’ Senatore Dell’Utri…”.



Gruppo Italia dei Valori

Consiglio regionale della Lombardia

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