LIBERAINFORMAZIONE sul caso Boni-Cavalli

Milano, 07.12.2010 | di Lorenzo Frigerio

‘Ndrangheta in Lombardia Boni querela Cavalli

Dopo l’Infedele, scintille in Consiglio Regionale

Alla fine, un effetto dirompente, la puntata di ieri sera de “L’Infedele” – la trasmissione di Gad Lerner in onda su La7 – lo ha prodotto, anche se forse non era quello previsto. Dopo le dichiarazioni rese davanti alle telecamere dall’attore Giulio Cavalli, oggi consigliere dell’IdV al Pirellone, il presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Davide Boni della Lega Nord ha deciso di querelarlo.

Per capire cosa è successo, va spiegato che, ieri sera, era in programma un dibattito sul tema della presenza mafiosa al nord, nello specifico in Lombardia. Punto di partenza il libro “Metastasi”, scritto dai giornalisti Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli ed edito da Chiarelettere: nel testo si presentano le rivelazioni di un collaboratore di giustizia, Giuseppe Di Bella, che abbracciano trent’anni della presenza delle cosche calabresi in Lombardia. Ospiti in studio, oltre agli autori del libro, sono il magistrato calabrese Nicola Gratteri, la parlamentare della Commissione Antimafia Angela Napoli, il sindaco di Lecco Virginio Brivio e un altro parlamentare del PdL, Santo Versace, imprenditore e fratello di Gianni, ucciso a Miami da uno squilibrato nel 1997. Ospite mancato, invece, il viceministro Roberto Castelli che, grazie ad una intervista preregistrata, interviene comunque nel dibattito.

Un dibattito che, però, stenta a decollare per più di un’ora e che vede Santo Versace e Nuzzi impegnati in un corpo a corpo verbale, legato a una delle vicende narrate nel libro. Il Di Bella, infatti, oltre ad affermare che Gianni Versace è ancora vivo – concetto che ribadisce anche intervenendo telefonicamente nel corso della puntata – afferma di essere stato assoldato per trafugare le ceneri dello stilista dal cimitero di Moltrasio. I minuti passano velocemente ma il confronto si trascina stancamente, senza entrare nel vivo delle questioni: presenza radicata delle cosche, potere economico e finanziario, riciclaggio e beni confiscati, omertà dei commercianti e reazione di cittadini e associazioni.

Tutti temi sui quali sarebbe stato bello sentire anche cosa hanno da dire, quanti, chiamati tra il pubblico, rappresentano associazioni come Libera e Ammazzateci Tutti!, ma si preferisce lasciare languire la discussione tra ceneri del defunto e prove del DNA, fino a quando interviene, seppure in registrata, il viceministro leghista, il vero piatto forte, però mancato, della serata. Eh sì, perché il Di Bella, racconta di averlo visto a Lecco, in compagnia del famoso boss Franco Coco Trovato, agli inizi degli anni Novanta. Di Bella sostiene anche che la ‘ndrangheta avrebbe investito consensi e rapporti in direzione della Lega, favorendo proprio l’ascesa di Castelli. Nel libro si parla di “Gamma”, ma è lo stesso Castelli a riconoscersi nella descrizione fatta, annunciando strascichi in sede giudiziaria per gli autori e per il collaboratore.

Siamo ormai sul finire della trasmissione e dopo che analoghi concetti sono stati espressi sia da Gratteri e Napoli, capita che Cavalli, alla domanda del conduttore, risponda di essere certo, anche in ragione delle recenti conferme in sede investigativa, che le infiltrazioni mafiose riguardino tutti i partiti e che in Lombardia gli interessi delle cosche siano rivolti nei confronti di chi si è candidato all’interno delle amministrazioni comunali e, anche, del consiglio regionale.

Nulla di nuovo, nulla di sconvolgente: la ‘ndrangheta ha sempre cercato di avere rapporti con chi comanda, fin dagli albori della sua esistenza e suonerebbe strano il contrario, cioè che si disinteressasse della politica. Del resto, oltre alle ultime inchieste della magistratura, a supporto di questo semplice assunto arrivano anche le conclusioni dell’ultima semestrale della DIA che parla di “mafia imprenditrice calabrese” e di “consolidata presenza” delle cosche nel tessuto sociale ed economico della regione.

Nulla di nuovo, nulla di sconvolgente, quindi, salvo che per il presidente Boni che, questa mattina, dichiara di voler prima visionare la trasmissione e poi, nell’annunciare querela, invita il consigliere di opposizione a riferire in aula quanto a sua conoscenza: «Vogliamo anche sapere perché è rimasto in aula per 7 mesi al fianco di quelli che lui considera consiglieri eletti con i voti della ‘ndrangheta. Adesso basta se è al corrente di qualcosa lo dica apertamente in Consiglio».

La replica di Cavalli non si fa attendere: «Il Presidente Boni mi invita a fare i nomi e i cognomi: i nomi e cognomi sono gli stessi che continuo a fare nella mia attività extra politica. Quindi, se Boni ritiene che io li debba fare in Aula, il copione è già pronto. Mi sorprende che il Presidente del Consiglio regionale si chieda come faccio a rimanere in Aula ‘vicino a persone che considera eletti con i voti della ‘ndrangheta’. Caro presidente, non credo di dover essere io a lasciare il mio posto in Aula, forse dovrebbe farlo chi siede lì grazie ai voti della ‘ndrangheta».

«Evidentemente – afferma il consigliere dell’IdV – sono ritenuti diffamatori i dati, sempre più allarmanti, diffusi dalla Commissione Antimafia e confermati, nel corso della trasmissione televisiva di ieri, dall’On. Angela Napoli (che, addirittura, parla di un’assemblea che meriterebbe lo scioglimento)».

La polemica di qualche settimana fa tra Saviano e Maroni ora si sposta dal piano nazionale a quello lombardo e l’oggetto del contendere è sempre lo stesso: la presenza delle cosche nelle regioni del nord e la presunta impermeabilità della Lega Nord alle infiltrazioni mafiose.

Sono lontani i giorni in cui il Consiglio Regionale della Lombardia votò all’unanimità un ordine del giorno volto a rafforzare l’azione amministrativa contro le cosche. Le divisioni tra le forze politiche non mancano e probabilmente produrranno il loro effetto al momento di approvare in aula i provvedimenti legislativi tanto auspicati e che ora rischiano di naufragare, prima ancora di prendere il largo. E le mafie, intanto, si sbellicano dalle risate…

http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=13281

Rispondi